Diario di Bordo in rima di Gian Luigi Bonardi - Capitolo 20
18 Agosto, A TERESPOL, L'ADDIO
 A Terespol, nel campo ritrovato
dopo aver preso tutti posizione,
qualcuno già si appresta a far bucato,
altri consumano la colazione,
altri ancora rovescian la “nutella”.
Il Due sistema fuori il seggiolino
e approfitta per far la tintarella,
schiacciando un improvviso pisolino.
 Il Sedici già deve andare via
verso l’Italia, ma non se la piglia,
saluta tutti, un po’ di nostalgia
ma deve ritornare alla famiglia.

C’è ancora tempo per l’aggregazione;
mi unisco con il Perri e la Pepita
ad un gruppetto che ha l’intenzione
di andare nel paese a far la gita.
Quattro verdure e frutta in abbondanza
dentro il sacchetto, in qualche maniera
torniamo ai camper “adesso si pranza”.
Nel pomeriggio, quasi fino a sera
il solo impegno è quello dei conguagli
di conti calcolati “in alta sfera”,
speriamo non vi siano troppi sbagli.
Prima però il bagnetto nel catino
ove immergiamo i luridi cagnetti.
 
 Alle bambine sembra un teatrino;
collaborando senza far dispetti
insaponano bene tutto il pelo,
e strofinano orecchie, zampe e coda
asciugandoli poi con grande zelo.
Ne risultano cani da gran moda.
E qui ora mi piace dedicare
elogi alla nostra gioventù:
per tutto il viaggio un contegno esemplare,
questo ci basti, non dico di più.



  Ormai se ne sta andando anche quel giorno:
buffet e aperitivo son già pronti,
ci si raduna tutti lì d’intorno,
è l’ora di ascoltare i rendiconti
Piero ringrazia l’Organizzazione
per tutti i risultati conseguiti.
Ugo ringrazia come da copione
ciascun dei camperisti lì riuniti.
 Simona e Greta ascoltano per mano;
e a me viene, per caso, nella mente,
che mio padre era, in guerra, il capitano,
ma gli ordini eseguiva di un tenente:
gli ordini gli giungevano man mano,
senza che ci potesse fare niente.
Comunque qui dobbiamo convenire:
malgrado vi sia stato qualche “dramma”
i “due” sono riusciti ad eseguire
per intero il fantastico programma.
Anche le nostre belle signorine
han preparato una composizione,
scritta col cuore e parole carine,
che in tutti crea non poca commozione;
dopo di averla insieme declamata,
ne fanno dono ad Ugo con affetto,
consegnandola tutta arrotolata,
guadagnando ciascuna un bel bacetto.
Il Casarin consegna al Club La Granda
Gorbacioff in ritratto a carboncino;
rispondendo a chi chiede “chi lo manda?”
“è l’Ammiraglio Sanpietroburghino”.
Distribuzione poi di matrioschine,
sigarette per sola collezione,
e ancora depliants e cartoline,
il tutto con applauso ed ovazione.
L’aperitivo viene consumato
tra baci, stretti abbracci ed emozione;
la Ventiquattro mi ha rimproverato
per il mio abbraccio con poca passione.
Ci si scambian consigli e itinerari
adatti per concluder le vacanze.
Qualcuno ha gia’ acceso i propri fari.
Stasera rinunciamo anche alle danze.
A proposito, il Due non si lamenti,
la sua danza l’ha fatta tante volte
alle frontiere, quando, noi frementi,
speravamo di andare “a briglie sciolte”,
e lui ci tratteneva stando in testa,
talvolta anche fuori carreggiata,
mentre la fila dietro si riassesta,
finchè diviene tutta compattata.
Ci rimane soltanto un pensierino
da suggerire in questa situazione
a qualcheduno che sta lì vicino,
e il diario è quasi giunto a conclusione.
Da Terespol, domani, la partenza:
Maurizio, Manuèl, Cristina e Giada,
di lor non si può proprio fare senza,
ritorneran con me sull’autostrada,
con Ludovica, Andrea, Pepita e Perri,
non manca più nessuno al nuovo appello,
salvo naturalmente Tom e Gerry.
Andare insieme nelle case a ruote,
(questa volta mi aiuta l’esprienza),
è scoprir che le ore non son vuote…
nasce la nostalgia se resti senza.
In tutta fretta, il mattino dopo,
varchiamo già il cancello dell’uscita,
e la sua posizione, come d’uopo,
riprende in camper anche al Pepita.

Ehi tu, lettore, tira giù il sipario…
hai letto tutto dalla A alla ZETA?
Ricordati che questo è il folle diario
d’un tizio improvvisatosi poeta.


  gian luigi
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