A seguire la sintesi del programma delle vacanze
pasquali e la descrizione dei luoghi turistici visitati.
Il raduno era organizzato dal Cooedinamento del Camper
Club la Granda
Giovedì 9 Aprile 2009
Arrivo equipaggi e sistemazione in piazzola
Ore 21.00 saluto a tutti i partecipanti,
consegna gadget di benvenuto ad ogni equipaggio, presentazione
dei Responsabili Staff Animazione Tahiti, formazione degli
autobus per le gite dei giorni successivi, seguirà
serata danzante presso l’Arena coperta.
Venerdì 10 Aprile 2009
Ore 9,30 partenza con autobus granturismo
dal campeggio per Visita del Centro storico della Città
di Comacchio (Trepponti, Antica Pescheria, Palazzo Bellini,
Ex Ospedale San Camillo, Loggia del Grano, Torre dell’orologio,
Chiesa del Rosario, Duomo di San Cassiano) Comacchio centro
storico:
Ore 12.30 conclusione della mattinata
e rientro in Campeggio
Ore 14.15 incontro con la guida per trasferimento
nelle valli e Escursione in barca nelle valli di Comacchio.
Nel mondo dell’anguilla ci si può addentrare
a bordo di una barca. Natura, ambiente e storia intrecciate
con la tradizione della pesca: questo emerge dalla visita
ai “Casoni di Valle” – Serilla, Coccalino,
Pegoraro - riportati all’antico impianto originale.
Durante la navigazione sarà possibile vedere numerose
specie ornitologiche tra cui i fenicotteri Rosa.
Ore 17.00 rientro in campeggio
Ore 20.00 - Cena al Bar Pizzeria Tahiti
Ore 21.30 - Giochi a squadre presso l’Arena
Animazione e Balli finali
Sabato 11 Aprile 2009
Ore 9,30 partenza per Portogaribaldi per gita
in barca sino alle valli di Ostellato con passaggio per
una chiusa. Pranzo a bordo con pesce e vino a volontà.
Ore 15.30 rientro in campeggio
Ore 16.00 - 18.00 possibilità
di usufruire dei Giardini del Benessere Termale
Ore 21.00 - Serata giochi all’Arena
e Balli collettivi
Domenica 12 Aprile 2009
Ore 9,30 partenza con i trenini per la
SS Messa Pasquale presso la Chiesa al Lido delle Nazioni
Ore 11.00 visita al mercato del Lido
delle Nazioni
Ore 12.30 Aperitivo pasquale al Bar della
Spiaggia Tahiti
Ore 13.00 Pranzo Pasquale presso il Ristorante
Tahiti e tombola finale
Ore 16.00 - 18,00 possibilità
ad usufruire dei Giardini del Benessere Termale
Lunedì 13 Aprile 2009
Ore 9,30 partenza in pullman per il tour panoramico
con autobus lungo le strade più suggestive dal
punto di vista paesaggistico, fino a raggiungere l’Abbazia
di Pomposa, nel pomeriggio visita al Bosca di Mesola e
al suo castello
Ore 17.00 rientro al camping
Ore 21.00 – ritrovo all’Arena
coperta per i balli e i saluti a tutti.
Martedì 14 Aprile 2009
Partenza dal campeggio per il rientro a casa
Comacchio
è il centro storico più originale ed affascinante
del Delta del Po. Erede dell'antica Spina, a lungo contesa
da ferraresi e ravennati, da Papi e Imperatori, ha origini
antichissime: sorse infatti agli albori del Medioevo su
tredici isolotti e fondò esclusivamente sull’acqua
il proprio sviluppo urbano ed economico. Pesca, vallicoltura,
produzione del sale furono la fonte della sua floridezza
e anche dei suoi rovesci, a causa dei conflitti che la
opposero a Venezia. Oggi rimane una città dalle
caratteristiche architettoniche intatte ed uniche, abitata
da gente fiera delle proprie origini e dall'identità
forte, una città di canali, di palazzi e di ponti
monumentali.. Il primo monumento incontrato durante la
visita sarà il ponte TREPPONTI O PONTE PALLOTTA
Autentico emblema di Comacchio, voluto dal Cardinale legato
Giovan Battista Pallotta nel contesto della cosiddetta
rinascita urbanistica. Il manufatto di laterizio, risalente
1638 fu eseguito su disegno dell’architetto Luca
Danese di Ravenna.Esso costituisce il punto di unione
tra il canale navigabile “Pallotta”, proveniente
dal mare, ed il centro della città, in quanto sotto
la sua unica volta si distribuiscono le vie d’acqua
interne, per mezzo di una fitta rete di canali. Comprende
cinque ampie scale (tre anteriori e due posteriori) ad
arco a tutto sesto, che consentono di raggiungere la sommità,
in pietra d’Istria. Proseguendo verso il centro
ai piedi delle ampie scalinate dei trepponti troviamo
L’ANTICA PESCHERIA
Caratteristico edificio costruito nel XVII secolo e restaurato
nel 1887 per adattarlo alle nuove esigenze di un mercato
del pesce attivo e moderno. Al suo interno, ancor oggi,
tutte le mattine prende vita puntualmente il tradizionale
mercato del pesce. A pochi passi dalla pescheria lungo
il canale maggiore troviamo PALAZZO BELLINI Tipico esempio
di manufatto gentilizio ottocentesco (1866–70),
ex dimora di un’aristocratica e nota famiglia Comacchiese.
La costruzione, a pianta rettangolare, comprende due piani
ed un ampio sottotetto praticabile, sede dell’archivio
storico Comacchiese. Nelle sontuose sale del piano terra
trova posto la Galleria d’arte moderna, che ospita
rassegne e mostre a livello nazionale ed internazionale.
Frontale rispetto a palazzo Bellini si erge il VECCHIO
OSPEDALE SAN CAMILLO
Maestosa struttura settecentesca del ferrarese Antonio
Foschini; la facciata posteriore, meno aulica, è
di Gaetano Genta. L’edificio, rappresenta una preziosa
testimonianza dell’illuminismo sociale a Comacchio.
La facciata presenta la parte centrale a portico, scandito
da quattro enormi colonne in mattoni e coperto da timpano
triangolare. Dotato di due campanili a pianta quadrata,
comprende sul lato sinistro la piccola Cappella di San
Pietro. Dal 1970 ha cessato di essere ricovero di malati
per diventare futura sede del Museo delle Culture Umane
nel Delta del Po(aprile 2005) Riprendendo il cammino lungo
il canale maggiore verso la piazza incontriamo la
TORRE DELL’OROLOGIO
Ancor oggi scandisce le ore. Eretta probabilmente intorno
al 1330, crollò improvvisamente il 22 marzo 1816
per motivi imprecisati, nelle prime ore dell’alba,
senza provocare fortunatamente alcuna vittima. Nel 1824
viene iniziata la sua ricostruzione con il basamento in
pietra d’Istria, a forma ottagonale irregolare e
poggiante su base quadrata. Al centro della Torre si inserisce
una nicchia (1825) che ospita la statua della Beata Vergine
della Visitazione, opera del ferrarese Francesco Vidoni.
Ubicata a fianco della torre si trova Loggia del Grano
o dei mercanti Edificata durante la legazione del Cardinale
Giacomo Serra (1615-1623) come deposito di grano per i
poveri di Comacchio, è posta in una posizione strategica:
vicino alla pubblica piazza, all’incrocio di più
strade, di terra e d’acqua, e accanto al ponte della
Preda o di Piazza, demolito nel 1841. La struttura a pianta
rettangolare è caratterizzata da colonne di marmo.
Sull’asse in cui ci troviamo (incrocio fra via Mazzini
e Corso Garibaldi) proseguendo in entrambe le direzioni
troviamo ora il Duomo di San Cassiamo ora la chiesa del
Rosario .
La CATTEDRALE DI SAN CASSIANO
Maestoso edificio dedicato al Santo Patrono della città,
sorge nel luogo dove si levava l’antica cattedrale
romanica, eretta nel 708 e demolita nel 1694. La prima
pietra della nuova Cattedrale fu posta il 25 marzo 1659
dal Vescovo di Comacchio Sigismondo Isei, ma venne consacrata
solennemente solo nel 1740. La facciata è in mattoni,
con alcuni particolari in pietra d’Istria. L’interno,ad
unica navata, comprende dodici cappelle disposte lateralmente,
all’interno delle quali si possono ammirare stupende
tele di Biagio Bovi
( XVIII sec.) della scuola bolognese dei Carracci, il
crocefisso in legno, del XVII sec., dello scultore ferrarese
Germano Cignani e la scultura raffigurante Santa Lucia,
di scuola veneziana (sec. XV).
Particolare è la scenografia offerta dall’abside,
che ospita l’imponente altare settecentesco in marmo
e la cinquecentesca statua lignea del martire Cassiano,
protettore della città e dell’antica diocesi.
Sopra la porta centrale d’ingresso trova posto la
Cantoria e l’Organo, costruito a Modena nel 1728
da Gian Domenico Traeri.
La CHIESA DEL ROSARIO
fu Costruita nel 1618 per volere della confraternita del
S. Rosario. Di pregevole fattura la facciata, tutta in
mattoni. La animano il bel portale in pietra d’Istria,
l’ampia finestra, riquadrata da una larga cornice
in cotto, le nicchie, le lesene, la prominenza delle cornici
del timpano e l’alto zoccolo. L’interno è
ad unica navata con volta a botte ribassata. Di particolare
interesse lo splendido Crocefisso ligneo, , la statua
in legno policromo della Beata Vergine (sec. XVII), le
tele riproducenti la decollazione del Battista e l’Annunciazione
della Vergine (sec. XVII).Da ammirare la grande tela del
pittore comacchiese Cesare Mezzogori, raffigurante la
Madonna del Rosario in un tripudio di angeli.
Al termine trasferimento al museo archeologico della nave
Romana per visita alle sale espositive contenenti il carico
e visione dell’imbarcazione attraverso un apposito
sistema di telecamere. Museo archeologico della nave romana
di Comacchio La nave del I sec. a.C. ritrovata a Comacchio
nel 1981 era una oneraria di medie dimensioni che praticava
una navigazione di piccolo cabotaggio lungo la costa o
in acque interne. Trasportava lingotti di piombo con ogni
probabilità spagnolo, vino greco e vino o olio
istriano, tronchi di legno di bosso, ceramica nord italica
e di altra provenienza, piccoli oggetti da vendita al
minuto. Il punto in cui la nave è stata rinvenuta
oggi si trova ben all’interno, in mezzo ad una campagna
coltivata dal terreno sabbioso. Al momento del naufragio
invece la zona era un tratto di spiaggia, la costa dell’epoca
romana. Lo studio dei sedimenti in fase con il relitto
e della sua disposizione fa supporre che la nave si sia
arenata dolcemente quasi a riva, e poi insabbiata velocemente
dopo essere stata sottoposta al moto ondoso che ne ha
probabilmente distrutto la parte superiore, gettato fuori
una parte del carico e aperto varchi nella fiancata sinistra.
Tra i resti animali rinvenuti a bordo quelli di un cane
e di una tartaruga appartenevano a creature vive, gli
altri ad animali macellati. L’ipotesi è che
la nave sia giunta a riva dopo essere andata alla deriva,
senza che alcuno in seguito l’abbia potuta rintracciare
recuperare il carico, com’era d’uso comune.
Il veloce insabbiamento e gli strati alluvionali accumulatisi
con il tempo hanno sigillato la nave e il carico preservandoli
ottimamente fino ai nostri giorni. Tutto il materiale
rinvenuto a Bordo è esposto nelle due sale del
museo.
L’escursione in Motonave sino alle valli di Ostellato
offre un'indimenticabile occasione per visitare una delle
zone naturalistiche più belle.
Le particolari condizioni ambientali della zona - acque
dolci, salmastre e salate, le barene, i canneti e le sacche
- permettono la coesistenza di numerose specie di flora
e di fauna e lo sviluppo di interessanti esempi di itticoltura.
Navigando lentamente si avrà l’opportunità
di vedere la vegetazione palustre, le tamerici ed i fitti
canneti dove coesistono numerose specie di flora e di
fauna e trovano rifugio numerose specie di uccelli.
Il Birdwatching richiama visitatori da tutta Europa che
hanno l’occasione di incontrare i Cavalieri d’
Italia, le Anitre, i Falchi e i numerosi Aironi Rossi,
gli Aironi Bianchi e Aironi Cenerini che popolano la natura
del Parco del Delta del Po. Qui nelle acque profonde tra
uno o due metri si pesca con reti fisse e si coltivano
cozze e vongole.
Partenza in pullman per il tour panoramico con autobus
lungo le strade più suggestive dal punto di vista
paesaggistico, fino a raggiungere l’Abbazia di Pomposa
dove si procederà alla visita dell’intero
complesso Abbaziale L'antico monastero benedettino di
Pomposa comprende oggi la Basilica con l'Atrio, il Campanile
romanico, la Sala del Capitolo, la Sala a Stilate, il
Refettorio, il Dormitorio ed il Palazzo della Ragione.
Questi edifici ospitarono nel Medio Evo un centro di spiritualità
e cultura tra i più importanti al mondo.
Eventi climatici favorevoli avevano permesso fra il VI
ed il VII sec. l'insediamento di un gruppo di monaci benedettini
provenienti da Ravenna, che avevano scelto un'isola fra
il Po ed il mare che per la usa tranquillità favoriva
meditazione e laboriosità. Qui fu monaco Guido
d'Arezzo al quale si deve "l'invenzione" delle
note musicali. Molto famosa fu anche la ricca Biblioteca
del monastero, che vide qui rifiorire studi classici,
letterari, religiosi, per poi andare irrimediabilmente
dispersa. Il Palazzo della Ragione, è testimonianza
dell' esercizio della giustizia da parte dell'Abate sui
territori sottoposti al monastero. Nei secoli dello splendore
dell'Abbazia fiorirono le arti architettoniche e pittoriche,
che ci hanno lasciato soprattutto i meravigliosi cicli
trecenteschi della Basilica, del Refettorio e della Sala
del Capitolo. Quindi, in seguito ad eventi catastrofici,
culminati con la cosiddetta rotta del Po a Ficarolo, che
si fa risalire al 1152, l'interesse economico e culturale
abbandona il territorio costiero, oramai invaso dalle
acque, e i monaci lasciano Pomposa alla volta del nuovo
convento di S.Benedetto di Ferrara (1553). Il recupero
dell'Abbazia fu poi attuato a partire dalla fine dell'
'800, quando tutti i fabbricati vennero acquisiti dal
Demanio e riportati a nuova vita.
- alle ore 11.30 circa ci sarà la degustazione
dei vini delle sabbie del Bosco Eliceo presso la Corte
Madonnina con breve degustazione dei prodotti tipici del
territorio.
Al termine della pausa pranzo trasferimento lungo la via
degli estensi fino alla delizia di Mesola, dove si effettuerà
solamente la visita esterna.
Il complesso architettonico del Castello di Mesola venne
edificato intorno al 1578 per volere di Alfonso II d'Este,
alla cui morte, per mancanza di eredi maschi, viene devoluto
allo Stato Pontificio.
Piuttosto che baluardo per la difesa dei traffici fluviali
al confine con la Repubblica di Venezia, è più
suggestivo pensare al Castello come "l'ultima delizia"
voluta dal duca in onore della sua sposa Margherita Gonzaga,
per ospitare la Corte, che qui si sarebbe dedicata ad
ameni svaghi e a imponenti cacce e pesche nella foresta
circostante e sul litorale.
Agli equipaggi e al personale di sevizio erano riservate
le due ali di edifici minori aperti sulla corte a formare
un ampio semiottagono di portici. Racchiuso dagli edifici
porticati, si erge l'imponente palazzo segnato dalle quattro
torri merlate. Il complesso architettonico comprendeva
un'imponente cinta muraria lunga ben 11 chilometri che
inglobava anche la chiavica dell'Abate, sbocco a mare
della grande impresa di bonifica estense. Mesola presentava
dunque un apparato fortificato imponente, tale da sembrare
ingiustificato per una tenuta dedicata solo al divertimento.
Ed infatti studi recenti dimostrerebbero che l'edificazione
di una "Delizia" a Mesola fosse il paravento
di un progetto ben più ampio ed ambizioso: creare
alle foci del Po una grande città emporio, in competizione
con Venezia, per il controllo dei commerci adriatici verso
l'entroterra, e da un punto di vista urbanistico sarebbe
risultata la più grande città di nuova fondazione
del Rinascimento italiano. Ma prima i dissesti finanziari,
poi la morte senza eredi di Alfonso II, impedirono la
realizzazione del progetto urbanistico.
Infine il taglio di Porto Viro, cioè la deviazione
verso sud del tratto
terminale del Po, realizzato dai Veneziani (1599 - 1604)
per impedire l'interramento della laguna, sconvolse l'assetto
del Delta, determinando il processo di allontanamento
di Mesola dal mare.
Al termine trasferimento e passeggiata naturalistica
all’interno del Gran Bosco di Mesola (in caso di
inaccessibilità si visiterà il Bosco di
S.Ta Giustina)
Il Gran Bosco della Mesola, o Boscone, rappresenta con
i suoi 1058 ettari la più estesa area boschiva
del ferrarese e certamente la più rilevante dal
punto di vista naturalistico: l'esempio più cospicuo
di "bosco termofilo planiziale litoraneo", testimonianza
delle antiche foreste che vegetavano un tempo lungo la
costa adriatica, originatosi probabilmente nell'alto medioevo
su cordoni dunosi formati dal Po di Goro e dal Po di Volano.
Per il suo notevole interesse vegetazionale, che presenta
sia specie termofile, tipiche della macchia mediterraneo,
che mesofilo-igrofile, ma soprattutto per la varietà
e peculiarità della fauna: in primo luogo la popolazione
di cervi autoctoni (ultimo nucleo degli antichi cervi
della Padania), il Bosco della Mesola è dal 1977
Riserva Naturale.
Bosco di S.ta Giustina Questo piccolo bosco si sviluppa,
per circa quattro chilometri di lunghezza, dall'abitato
di Santa Giustina fino all'argine del Po di Goro e si
sviluppa su un fascio di cordoni dunosi di età
tardo medievale.
Esso costituisce l'ultimo relitto di quell'antico bosco
che si estendeva dal Castello Estense, entro la cinta
muraria ed oltre, fino a lambire il mare. Anche se esteso
poco più di 100 ettari, riveste una notevole importanza
naturalistica: presenta un ricco sottobosco e vi trovano
riparo e alimentazione molte specie di uccelli e mammiferi
quali lepri, tassi, ricci e donnole.
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