….tour
tra il profumo di agrumi e il suono del flamenco!
di Vitto e Nirvana Carion
Per
un totale di diciassette giorni - dal 25 aprile all’11
di maggio 2008 - siamo stati gli accompagnatori, i consiglieri
… gli amici di 48 persone, 4 cagnolini e 1 gatto,
che hanno formato e dato vita alla vivace ed eterogenea
colonna degli splendidi 26 camper partecipanti al tour
“ La Granda Andalusia 1 – tour alla porta
dell’Europa tra due continenti; il profumo di
agrumi e il suono del flamenco “
L’ attesa per questo tipo di viaggio che l’Agenzia
Happy Tour di Ovada (Al) ha organizzato per conto del
Camper Club La Granda, avvalendosi anche della nostra
concreta e fattiva collaborazione, ha creato molta aspettativa
ed una notevole partecipazione, che ci auguriamo non
sia andata delusa.
Ripensando e rivedendo mentalmente le tappe del viaggio
la prima immagine che si presenta ai nostri occhi è
il bagliore della luccicante colonna di 26 camper che
scivola sull’asfalto delle “autovie”
spagnole, pronta a cogliere tutti gli aspetti di ogni
singolo tratto di strada, o paese si presenti dinnanzi
e viverne intensamente le peculiarità, soffermandoci,
oltre che nelle principali città, in angoli o
minuscoli paesini al di fuori delle rotte convenzionali,
ma per questo più vivi e più rappresentativi
del carattere, delle tradizioni e del calore del popolo
spagnolo.
Il sud della Spagna ci ha accolti a braccia aperte:
ci ha riservato giornate soleggiate, monti, mari, paesi
e città incantevoli e spettacolari, la natura
ci ha colmato dei propri profumi, frutti e fiori e ci
si è proposta in molteplici e variopinte vesti.
Ci siamo lanciati subito “all’avventura”,
passando dal parco naturale del delta del fiume Ebro,
per giungere, attraversando distese di ondeggianti colline
coltivate a perdita d’occhio con un’impressionante
regolarità geometrica a ulivi, fino all’incantata
terra della Mancha.
Lì, nella patria di don Chisciotte e del suo
grassoccio e simpatico scudiero Sancho Pancha, abbiamo
anche noi fermato i nostri “destrieri motorizzati”,
volendo conoscere da vicino i mostri, ossia i mulini
a vento, contro i quali il cavaliere errante, a cavallo
del suo Ronzinante e imbracciando con difficoltà
la durlindana, ha inutilmente cercato di combattere.
Ci siamo anche inteneriti, giungendo al El Taboso, davanti
alla statua del mitico ed immaginario eroe inginocchiato
davanti alla sua bella Dulcinea nell’atto di donarle
tutto il suo amore.
Una volta entrati in terra andalusa attraverso la Puerta
de Andalusia a Despenaperros, piccola località
montana tra i boschi, dove abbiamo respirato, come benvenuto,
una piacevole aria frizzantina, ci siamo tuffati in
quell’atmosfera, salutando con 26 “olè”,
la terra che ci stava ospitando!
Ci siamo giustamente inorgogliti arrivati a Palos De
La Frontera, nel vedere quanto spazio sia stato dedicato
al “nostro” Cristoforo Colombo che gli spagnoli
chiamano Cristobal Colón, nel visitare il museo
dove sono state fedelmente ricostruite le tre famose
caravelle: ognuno di noi per un momento si è
sentito capitano di una di quelle caravelle e dall’alto
di un pennone ha immaginato di poter lanciare il famoso
grido: terra … terra !
Proseguendo nelle libere ed appassionanti scorribande
ed escursioni del nostro serpentone di camper siamo
giunti, a El Rocio, uno dei più importanti Santuari
spagnoli e meta del più frequentato pellegrinaggio
dell’Andalusia.
La sagoma bianca ed imponente della “Paloma Blanca”
in contrasto con la terra rossa e polverosa della strada
in un caldo pomeriggio andaluso, l’immensità
dell’interno della cattedrale con la Virgen vestita
ed addobbata, pronta per essere portata in processione,
ci hanno galvanizzati.
Il sole e i colori sgargianti degli abiti ci hanno affascinato,
ed in questo strano paese, dove non c’è
asfalto e ci si muove ancora a cavallo o in carrozza,
sembra che il tempo si sia fermato.
Abbiamo percorso ancora molti altri chilometri, ci siamo
immersi nei vicoli dei minuscoli “pueblos blancos”,
ci siamo confusi tra gli abitanti delle grandi città,
abbiamo visitato chiese, parchi naturali, giardini,
opere d’arte incommensurabili per grandezza e
bellezza. Valencia, Cordoba, Siviglia, Granada sono
rimaste nel nostro cuore per le loro meraviglie architettoniche,
per le loro cascate di bouganville, per il rosso dei
loro gerani … e per il cuore pulsante dell’Andalusia:
il Flamenco.
E cosa dire della bella e romantica Ronda, della rocambolesca
ricerca di mezzi pubblici per colmare i 4 km. che ci
separavano dal centro, dell’affascinante percorso
tra tornanti, curve strette, selvaggi spettacoli della
natura per giungere ai quasi 1.500 m. di altezza del
secadero di Trevelez? O piuttosto del bagno nell’oceano
sotto lo sguardo attonito del faro di Cabo Trafalgar
ricco di storia e di nomi di personaggi illustri ?
Non vi sono parole, ma tante, tante immagini …
tutte impresse nei nostri occhi che rimarranno tra più
vivi ricordi. Le fotografie hanno fermato questi attimi
e saranno sempre lì pronte a testimoniare la
… vita vissuta!
Siamo ritornati tutti un po’ bambini, quando nel
gigantesco Desierto de Tabernas abbiamo rivisto il set
cinematografico dei film western che hanno segnato diverse
tappe delle nostre vite, tutti siamo stati un po’
cowboy, sceriffi, belle del saloon o indiani, qualcuno
tra di noi si è anche adeguatamente vestito …
ed è stato spettacolare il “ruspante”
spettacolo con scazzottata finale con tanto di spari
e di finto morto!
Ora, per dirla come don Chisciotte, giunti al fin de
la tenzone, e rientrati nelle diverse città,
ci sentiamo di ringraziare tutti i componenti di questa
affascinante avventura: tutti, uno per uno.
Ci avete seguito ovunque, vi siete fidati dei percorsi
che vi abbiamo proposto, avete avuto la costanza di
viaggiare seguendo quel camper n.1 che vi ha accompagnati
per mari e per monti, anche in situazioni un po’
difficili, ma speriamo, non ve ne siate pentiti!
Abbiamo cercato di proporvi oltre alle splendide e ricche
città, dei percorsi apparentemente più
poveri, ma a parer nostro ricchi di storia, di folclore
e di poesia e di intimo rapporto con i luoghi stessi.
Un pensiero particolare va ai nostri molti poeti, che
in versi hanno scandito tutti gli avventurosi 17 giorni.
Da parte nostra oltre a ringraziare ognuno di voi –
in modo speciale i “neofiti del viaggio in colonna“
per la pazienza e lo spirito di collaborazione dimostrato,
ci sentiamo di ringraziare caldamente tutto il nostro
favoloso staff: equipaggio nr. 2: Adriana e Pino Danese
- equipaggio n. 13: Silvana e Paolo Tomasello - equipaggio
n. 26: Nevea e Pierfelice Lanfranco - per l’impegno
che hanno profuso durante tutto l’arco del viaggio,
dedicando molto del proprio tempo alla comunità.
Ottimi Amici e ottimi camperisti!
Grazie
ed arrivederci alla prossima “avventura”