di
Vitto e Nirvana Carion
... itinerario tra lo splendore dei paesaggi, incontrando
i luoghi storici, la cultura e le tradizioni, seguendo
il ritmo delle cornamuse!
…tuttIl
progetto del “La Granda Scozia 1” nasce
da un nostro desiderio di far conoscere agli amici terre
a noi sufficientemente vicine e amiche, che riservano
ai visitatori attenti e interessati, aspetti inconsueti
e indimenticabili.
Abbiamo voluto proporre un ventaglio di esperienze che
hanno spaziato dagli aspetti culturali, visitando chiese,
castelli, siti ricchi di storia, dalla più antica
alla più attuale vissuta dalla generazione che
ci ha preceduti, fino ad arrivare ad una completa “
full immersion” nel territorio scozzese.
Ci siamo avventurati in percorsi naturalistici dalle
caratteristiche uniche, abbiamo vissuto emozioni diverse
e importanti. Come bambini ci siamo stupiti delle meraviglie
dello spettacolo che madre-natura ci ha regalato in
tutte le sue sfaccettature: sole, pioggia, nebbie, vento,
arcobaleni e poi ancora profumi di fiori, di abeti,
colori dal più intenso al più sfumato,
paesaggi dolci e aspri allo stesso tempo, mari tumultuosi,
spazi infiniti senza confini e senza tempo, suoni di
uccelli, momenti unici che abbiamo scritto nella nostra
memoria.
Transitando per i deliziosi paesi e soffermandoci in
qualcuno di questi, abbiamo conosciuto le abitudini
di vita quotidiana di questa popolazione, ne abbiamo
apprezzato la squisita ma un po’ troppo flemmatica
gentilezza, le loro abitudini alimentari (…!...)
riuscendo così a conoscere le caratteristiche
più salienti della popolazione britannica e …scozzese,
che non vanno mai confuse tra di loro!!!
Il
viaggio ha preso inizio dalla cittadina di Eperlecques,
a circa 30 km da Calais, dove ci siamo ritrovati per
dare il via a questa nuovissima avventura del Camper
Club la Granda.
I 48 partecipanti - e Kerry, il vivace e simpatico cocker
che ci ha fatto sempre compagnia - fin da subito hanno
stabilito tra di loro un buon rapporto di amicizia e
solidarietà nell’attesa della partenza
per l’isola britannica, che è avvenuta
… dopo 24 ore !
Questo tempo è stato occupato nella interessante
visita alla Cupole di Saint Omer – complesso di
bunker costruito durante il periodo nazista, nel quale
si progettava la realizzazione del missile V2 - e nella
visita alla cittadina di Calais. Già in quel
momento tutti gli occhi scrutavano il mare, per cercare
di distinguere le…bianche scogliere di Dover!
Si sono presentate ai nostri occhi, puntuali allo sbarco
dal traghetto, imponenti e maestose, segnale dell’avvenuto
ingresso in Gran Bretagna e dell’impegnativa guida
a sinistra, o, come scherzosamente ci ha fatto notare
un’amica nel Gruppo,… “ abbiamo guidato
all’incirca per 3.000 km … da trasformare
in miglia, in contromano…!“
Nei 17 giorni successivi abbiamo avuto modo di incontrare
tutte le varie sfaccettature della vita, della storia
e della natura dell’isola.
Ci ha inorgogliti vedere come la costruzione del vallo
Adriano, dopo millenni, resista ancora a testimonianza
dell’importante opera ingegneristica romana.
Ci ha colti di sorpresa invece, la prima burrascata
in terra scozzese, proprio al confine tra Inghilterra
e Scozia presso la roccia di Carter Bar, nonostante
pioggia e vento a raffica, abbiamo spiegato la bandiera
del Club e quella italiana, e poi via verso le abbazie
di Jedburg e di Melrose, questa volta baciati dal sole!
Edimburgo, il suo castello, il Royal Mile, gli scozzesi
autentici con il tradizionale kilt, di cui tutte le
vetrine dei negozi sono piene, la nuova moneta –
sterlina - con la quale bisogna fare attentamente il
conto, le diverse unità di misura, ci hanno immersi
in questo mondo magico, romantico e soprattutto regale,
che abbiamo vissuto anche all’indomani nella giornata
dedicata ai castelli.
Tantaloon, con le sue rovine immerse nel verde del prato
e di fronte il suo guardiano: l’imponente rock,
il roccione abitato da una nutritissima colonia di sule.
Poi Stirling, con il castello e il monumento, dedicato
al mitico eroe nazionale, Wallace. Il vento soffiava
forte, bisognava incappucciarsi e tenersi ben saldi
salendo gli stretti gradini della torre, ma non potevamo
rinunciare a vedere la celeberrima spada di William…Wallace…
ma non abbiamo trovato…Mel Gibson…!
Giorno dopo giorno, abbiamo abituato i nostri occhi
al verde intenso dei prati, al profumo e al colore giallo
della ginestra spinosa che ricopriva interi fianchi
delle colline come uno scialle, ai meravigliosi “
alberi “ di rododendri fioriti a lato della strada,
nel bosco…ovunque, fino a gettarsi nel mare spesso
increspato e rumoroso!
Le Higland, sono la meta più ambita del viaggio,
terre selvagge ma ricche di vita e di contrasti, cominciando
dal profumo del whisky Stratisla…torbato, come
il colore dei fiumi della zona, dal profumo avvolgente
e penetrante ma con una punta di dolce… degustato
su un comodo e morbido divano….: anche questo
è Scozia, con i suoi riti e i suoi tempi e noi…
c’eravamo…!
E c’eravamo anche alla sera per festeggiare il
compleanno di un caro amico …vicini, vicini, molto
vicini, poco meno di 50 persone allegre e schiamazzanti
raccolte in …una casa mobile... e ci siamo stati,
mentre all’esterno infuriava impetuoso il vento!
E c’eravamo anche a cospetto della natura cruda,
selvaggia intrigante ma affascinante, nella salita controvento
fino al faro di Dunkansby e all’arrivo al mini-campeggio,
in faccia allo scuro e brontolone mare del nord, di
John o’ Groats, con la speranza nel cuore di poterci
imbarcare il giorno dopo per le isole Orcadi.
L’avventura nell’avventura e la nostra speranza
è divenuta realtà: un mare, quasi calmo,
ha permesso al traghetto di trasportarci fino alle isole:
Scara Brae, Ring of Brodgar, due importanti e significativi
siti carichi di storia, la capitale Kirkvall e infine
la Italian
Chapel, la cappella che i prigionieri italiani,
durante la seconda guerra mondiale, hanno costruito
con pochi mezzi e tanto lavoro su quella inospitale
terra straniera.
Ci siamo raccolti al suo interno ascoltando la voce
e il suono di due melodie cantate di Ludovica, per rendere
omaggio all’arte e all’ingegno dei nostri
compatrioti, la commozione palpabile ci ha coinvolti
in una esperienza unica.
Le emozioni e le nuove esperienze non sono certo terminate.
Le stradine “single-trak road” con i “
passing place”- tanto temute - ci hanno invece
permesso di viaggiare immersi nei prati, nelle brughiere,
di passare accanto ai belanti agnellini e alle loro
mamme, fin al limitare delle acque del mare, parlando
e conversando tra di noi al C.B. Gli autisti autoctoni,
gentilmente, ci facevano passare, dapprima sorridendo
e poi…facendo finta di sorridere al termine della
colonna di 25 mezzi, chiusa da un imponente nero e dolcissimo
guardiano !!
Non ci siamo fatti mancare neppure la visita all’affumicatoio
di salmone, con relativo assaggio prima dell’acquisto
in dose massiccia!
Poi, a seguire, la Natura delle Higland nella sua massima
espressione: l’isola di Skye: i colori intensi
o velati dalle gocce di pioggia, ma non per questo meno
suggestivi, sono ancora immagini presenti nei nostri
occhi. Abbiamo perfezionato l’uso delle single
road, abbiamo conosciuto le famose mucche pelose (cattle…)
e le pecore dal muso nero, i cerbiatti nascosti nei
boschi e …qualche simpaticissimo poliziotto !
Abbiamo stabilito che l’ombrello è un oggetto
inutile perché la pioggia arriva da ogni direzione,
ma in compenso abbiamo visto e fotografato degli arcobaleni
strepitosi…perché dopo la pioggia arrivava
anche il sole.
Non è mai cessato il “ signor vento”
che si è intrufolato tra i capelli, tra le giacche
a vento, ha fatto volare berretti e ha cullato le nostre
notti nei camper! E’ stato proprio il vento dispettoso,
ad impedirci di fare l’escursione in barca per
vedere le foche, in compenso i giardini del castello
di Dunvegan con il loro papavero azzurro ci hanno ammagliati!
Ci siamo lasciati incantare, ne abbiamo apprezzato la
leggerezza e le sfumature dei colori, dalle ceramiche
di Uig, abbiamo conosciuto anche la sua saporita birra
rossa, costringendo la negoziante a rimpinguare gli
scaffali rimasti vuoti dopo il nostro passaggio.
Plockton: il paesino con le palme… Lairg: il campeggio
con i deliziosi proprietari e i festeggiamenti del compleanno
di un’amica…Falls of Sinn: la pesca del
salmone in diretta… il castello di Dunrobin: contornato
dai giardini all’italiana e dai nostri camper...
la sosta sulle rive del canale di Caledonia… il
celebre viadotto di Glenfinnan… Ullapool…
Oban: con i banchetti del pesce fresco…il Wiew
Caffè: con la vista sul castello… Gairloch…
Staffin: il venditore di ottime marmellate… Kilt
Rock: la cascata e un meraviglioso momento di sole…
ci si presentano tutti nitidi e reali davanti agli occhi!!!
Ogni nome è un ricordo, un paesaggio, un colore,
tanti colori diversi, un profumo, un momento di vita
in comune da rivivere assieme alla sera dopo cena, anche
in improponibili e fortunose riunioni all’aperto
e spesso protetti dalla mole del camper n°25.
Per consolidare la nostra amicizia non sono mai mancati
il the caldo, i biscotti, le torte di tutti i nostri
amici..!
L’ultimo castello visitato, il più fotografato
della Scozia e set di numerosi film, Eilean Donan Castle
- ricevuti e accompagnati da un verace scozzese in kilt
- ha colmato la nostra voglia di conoscere le abitudini
nobili e meno nobili, degli scozzesi con la ricostruzione
fedelissima di uno spaccato di vita reale: personaggi,
suppellettili, cibo… tutto perfettamente ricostruito!
Come ultimissima performance …4 o 5 temerari hanno
pensato bene di mettere i loro arti inferiori nelle
gelide acque del mare del nord, tra scatti fotografici
e applausi dei meno coraggiosi, ma nessuno ha osato
ripetersi!
Si conclude con la visita alla cittadina di Carlisle,
porta del Hadrian’s Wall, al castello, all’abbazia,
e all’abbondante cena presso il “pub”,
la nostra Scoziavventura…!
Abbiamo avuto l’onore e il piacere di condurre
un gruppo compatto, generoso, intelligente e rispettoso,
lungo strade non sempre adatte ai nostri mezzi, che
ha risposto con attenzione mista a curiosità,
allegria e … tranquillità alle incalzanti
novità del viaggio che, con una certa dose d’incoscienza,
abbiamo quotidianamente proposto.
Ringraziamo i nostri collaboratori più stretti
che si sono impegnati nel loro ruolo con competenza
e molta, molta disponibilità verso tutto il gruppo:
equipaggio n°2 Gianni e Luisa per le traduzioni
dalla lingua inglese e per i parcheggi, sempre perfetti
o quasi…!
Equipaggio n° 3 Lele e Manuela, cineoperatori dedicati
al loro compito 24 ore su 24… attenzione ai segreti…
ripresi ...!
Equipaggio n° 13 Gianluigi e Ludovica, amici, ripetitori,
cantanti e… poeti!
Equipaggio n°24 Daniele e Marinella, la nostra “scopa”,
sempre garbati e affettuosi anche nel richiamare gli
autisti a “compattare”; Daniele, imprevedibile
e originale nei suoi appelli mattutini!
Equipaggio n°25 Renato e Gabriela, officina e competenza…
al seguito e tanta simpatica disponibilità!
Ma non scordiamo di ringraziare calorosamente i vecchi
amici che ci hanno seguito ancora una volta in quest’avventura,
e non tralasciamo i ringraziamenti alle new–entry,
che si sono unite al gruppo e che hanno dimostrato subito
simpatia e spirito di aggregazione.
Di ogni famiglia conserviamo un ricordo, un aneddoto,
che oltre ad arricchirci di valore umano, rendono ogni
volto amichevolmente presente nei nostri pensieri. Contiamo
di rivederci tutti e quindi… arrivederci alla
prossima…. “Avventura”!