Si
è appena concluso il nostro viaggio in camper in Marocco,
dalle città Imperiali al Deserto e ai luoghi che hanno
segnato la storia del cinema (Lawrence d'Arabia, Cleopatra,
Asterix, il Gladiatore, le Crociate, Il te del deserto, ecc):
da Quarzazate alla valle delle Kasba al deserto di Merzouga
a Marrakech e a tanti altri luoghi che solamente in un viaggio
con il camper è possibile vedere.
Le foto che seguono sono a ricordare alcuni dei momenti del
viaggio ma vi danno comunque lidea di che cosa abbiamo fatto
nei 24 giorni di permanenza sul suolo africano con i nostri
camper.
Riflessioni
sul viaggio in Marocco del Marzo 2006
Elio e Franca Brambilla
Cari amici, io Elio e Franca mia moglie, viaggiatori in camper
da decenni , su proposta di Beppe e Piero decidiamo ( fugando
non pochi dubbi ), di accompagnare un gruppo di impavidi che
con il loro camper vogliono visitare il Marocco .
Di comune accordo con il Camper Club “LA GRANDA”
e l’agenzia turistica Happy Tour incominciamo a definire
l’itinerario , pianificare le soste cercando di includere
nel tour tutte le località che potevano far risaltare
la bellezza del paesaggio e l’aspetto folcloristico di
quello che per me rimane un bellissimo Paese .
Fatti tutti i preparativi e superato qualche problema logistico,
(avere insieme un ex comandante di nave serve quando si deve
imbarcare tanti mezzi sullo stesso traghetto) finalmente 18
camper con 36 persone a bordo partono e il 05/03/2006 sbarcano
sul suolo Africano .
Non voglio dilungarmi troppo con la descrizione del viaggio
, ci saranno altri che lo illustreranno più esaurientemente,
vorrei solo ricordare che nel percorrere con i nostri camper,
i circa 2100 km di strade marocchine, abbiamo attraversato fertili
pianure, costeggiato l’oceano atlantico, visitato le famose
città imperiali , ci siamo inerpicati sui tornanti dei
passi più alti dei monti del medio e alto Atlante , percorso
i lunghi rettilinei del deserto di pietra e infine questo con
mezzi idonei (vedi fuoristrada) siamo arrivati a scoprire come
le tribù di nomadi riescano a vivere sulle loro montagne
(quota 2800 metri) documentando con foto che anche i bambini
aiutano la famiglia andando a raccogliere sterpi i quali da
secchi saranno bruciati per riscaldare le case.
Capitolo a parte merita l’escursione , che sempre in fuoristrada
abbiamo fatto sulle grandi dune di sabbia a Merzuga , in quell’occasione
vedere l’espressione dipinta sui volti dei mie compagni
d’avventura, un misto di gioia e incredulità di
fronte a tale spettacolo, in quel momento ho capito che l’impegno
per organizzare il tutto, era stato abbondantemente ripagato
.
In queste mie note non ho ancora fatto cenno ai mie compagni
di viaggio, tutti da elogiare in quanto nessuno ha creato il
minimo problema, anche chi per una leggera indisposizione non
ha potuto partecipare a gite importanti, tutte persone che è
riduttivo definire meravigliose .
Al momento di fare i nomi per ringraziarli dell’aiuto
datomi, mi sono accorto di doverli elencare tutti, con loro
ho passato momenti di contemplazione alla vista di paesaggi
mozzafiato, di riflessione per le condizioni di lavoro dei tintori
di pelli a Fes, di allegria in occasione delle cene e dei pranzi
consumati in locali da mille e una notte, insomma, una compagnia
che non conosceva la parola noia, a tutti loro un caloroso abbraccio
e come si dice “alla prossima “.
Non posso sapere se questa è stata un’esperienza
per me irripetibile, però sono assolutamente sicuro che
sarà indimenticabile .
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Un
fotomontaggio di alcuni dei momenti significativi del
viaggio |
IL
VIAGGIO IN PILLOLE
di Umberto De Marco
Domenica 5 marzo 2006 attraversato lo Stretto di Gibilterra
con mare forza sette, che ha tenuto con la testa "fuori
bordo" alcuni partecipanti al viaggio, alle 18 si sbarca
a Tangeri e inizia la grande avventura.
Prima tappa Asilah, piccola cittadina con vocazione di città
turistica, che offre una caratteristica medina, cinta dagli
imponenti bastioni portoghesi, alla quale si accede dalla storica
porta "Bab Homar", ed il candido Palais de Raissouli,
indubbiamente l'edificio più interessante della città.
Si prosegue per Salè/Rabat, città dirimpettaie
separate dal fiume Bou Regreg. Salè, piccolo ma animato
centro commerciale, trova nella Grande Moschea e nella Medersa
(scuola coranica) i due edifici più interessanti della
città. Rabat ("giardino di Allah") è
l'attuale capitale ed i segni inconfondibili del suo passato
imperiale sono disseminati un pò ovunque; conserva i
bastioni almhoadi, l'antica necropoli di Chellah, la kasbah
des Oudaias con l'enorme porta d'ingresso almohade "Bab
Oudaia", la celebre torre di Hassan un tempo parte della
Moschea che doveva essere la più grande ed importante
dell'Islam occidentale, ma che non fu mai terminata. Moderna
città commerciale, che ospita il più grande porto
marocchino, Casablanca si presenta come una metropoli europea
dove la maggior parte della gente veste in stile moderno occidentale.
Attraverso i suoi palazzi in architettura coloniale si arriva
alla grandiosa moschea di Hassan II situata a nord della Medina
di fronte all'Oceano Atlantico; per grandezza è il terzo
monumento religioso al mondo e può contenere 25.000 fedeli.
Il suo minareto, alto 210 mt., è il più alto del
mondo.
Proseguendo lungo la costa verso sud si giunge ad Essaouira,
la "città del vento" paradiso dei surfisti
per i venti costanti che spirano dall' Atlantico lungo la sua
magnifica spiaggia. Punto forte della cinta muraria fortificata
è la "skala de la Ville", il bastione costruito
sull'oceano, con la sua rassegna di cannoni in ottone risalenti
ai secoli XVIII e XIX.
I tre giorni trascorsi a Marrakech sono un susseguirsi di immagini
ed emozioni; detta "la rossa" per il color rosso mattone
di tutti i suoi edifici, è una città imprevedibile,
compromesso tra deserto e montagna, palmeti e vie carovaniere,
che muta continuamente con il passare delle ore.
La piazza Jemaa el-Fna è senz'altro l'attrattiva principale;
giocolieri, cantastorie, venditori d'acqua con i caratterisatici
costumi, incantatori di serpenti, al tramonto lasciano il posto
ai vari banchetti i cui proprietari trasformano la piazza in
un gigantesco ristorante all'aperto dove tra nuvole di fumo
acre offrono, per pochi dirham, cous-cous, zuppe, teste di montone,
lumache; la vitalità della piazza diventa incontenibile
e lo scintillio della mille luci abbagliante. Oltre al minareto
della Koutobia ed alla moschea, alle tombe saadiane, ai palazzi
di
la Badhia, El Badi, i parchi della Menara con il loro bacino
idrico, la Medersa Ben Youssef e le moschee della kasbah, non
bisogna perdere la storica Medina e l'affascinante Souk che
con la sua varietà di merci, tappeti, spezie, gioielli,
sete, datteri ed ogni altro genere di artigianato, è
uno degli aspetti più allegri e veri del Marocco. Inoltrandoci
nel paesaggio berbero e contadino dei monti dell' Alto Atlante,
attraverso il passo di Tizi n' Tichka (2260 mt.) si raggiunge
Ouarzazate, ex guarnigione militare francese, oggi città
importante e moderna nonchè centro della cinematografia
marocchina. Della parte vecchia rimangono la kasbah di Taurirt
e alcune case della Medina. A circa 30 km. la Ksar Ait Benhaddou
(cittadella fortificata) si presenta in tutta la sua straordinaria
bellezza; una deviazione di pochi km. ci conduce alla Kasbah
di Telouét, un immenso palazzo fortificato di terra fatto
edificare dall'ultimo pascià di Marrakech.
L'escursione in fuoristrada alle Gole del Dadès e del
Todra sono senz'altro la parte più emozionante ed impegnativa
del viaggio. Partiti da Tinerhir si raggiunge Boumalne du Dades,
centro amministrativo della regione, e da qui si comincia a
salire per la tortuosa strada delle Gole del Dadès attraverso
un paesaggio di fantastiche pareti rocciose color ocra spesso
punteggiate da ksour dello stesso colore. Dopo il villaggio
di Ait Oudinar cominciano le gole vere e proprie: un canyon
con la pista costruita nel greto del fiume; da qui 81 km. di
pista "accidentata" e, in alcuni tratti, di roccia
a strapiombo sul fiume, fra splendidi panorami e vari incontri
con i nomadi berberi delle montagne, si raggiunge quota 2.800
mt per poi ridiscendere verso le spettacolari Gole del Todra,
300 mt. di pareti a picco, in certi punti distanti soltanto
10 mt. l'una dall'altra. La seconda giornata in fuoristrada
ci vede pronti alle ore 4,30 ( sì, proprio 4,30!!) per
giungere dopo circa 160 km. a Erfoud, la prima oasi del deserto,
ed alle dune di sabbia di Merzouga, che con l' Erg Chebbi (fino
a 150 mt.) sono le più alte del Sahara, e vederle al
sorgere del sole in tutto il loro splendore di ombre e colori
dorati. Camminarci sopra, sotto il sole che comincia a scaldare,
è un'esperienza indimenticabile. Un giorno di sosta e
relax a Midelt è quanto ci voleva per.... "ricompattare
le ossa"!!
Durante il trasferimento a Fes, sul Col du Zad (2179 mt) incontriamo
neve, nebbia e ghiaccio (temp. -4°), quindi attraverso la
famosa Foresta de Cedri, ancora abitata da branchi di scimmie
in libertà, si passa per Azrou, un paradiso lussureggiante
chiamato la Svizzera del Marocco, che l'altitudine e l'innevamento
hanno trasformato in una stazione invernale con impianti di
risalita e strutture ricettive di tutto rispetto.
Schiva e affascinante, aristocratica ed elitaria Fès
è la più antica e importante delle città
imperiali, con due parti storiche: Fès el Bali (la vecchia)
la cui solenne Medina accoglie uno dei più antichi e
labirintici souk del Marocco, famoso soprattutto per il maleodorante
quartiere dei conciatori e per le circa 9400 vie e vicoli percorsi
da inarrestabili muli carichi delle più svariate mercanzie.
La sua università era la più importante del Marocco
ed ha saputo amalgamare le culture araba, berbera e spagnola.
Fès el Jdid (la nuova) ospita il Dar el Makhzen (Palazzo
Reale), l'antico "mellah" - il quartiere ebraico -
la Sinagoga Habarim. Tra le prime capitali del Marocco Meknès
è oggi un importante centro commerciale in costante espansione.
Circondata da una triplice cinta muraria di ben 45 km. attesta
la sua passata grandezza con la Moschea di Er Rouha, i granai
climatizzati con un ingegnoso sistema di canali d'acqua corrente,
le scuderie reali capaci di contenere 1200 cavalli, il bacino
di Aguedal, la tomba di Moulay Ismail, la porta di Bab Mansour.
Una trentina di km a nord di Meknes il sito archeologico di
Volubilis ospita le rovine romane più estese e meglio
conservate del Marocco; resti di una città ben sviluppata
con edifici, quartieri residenziali e complessi industriali.
La visita di Tangeri conclude questa splendida avventura.
Crocevia di due mondi, è una città ricca di storia
che oggi come ieri continua ad affascinare. Visitando la Medina,
il Petit Socco, il Gran Socco ci si immerge nella confusione
e nel movimento del porto di questa città che per la
sua posizione strategica sullo stretto di Gibilterra è
considerata la porta dell' Africa. Due ore di traversata, per
la gioia di tutti con mare calmo, e ci ritroviamo....sul vecchio
continente. Arrivederci magico Marocco!!
IL VIAGGIO IN CIFRE
Il gruppo era formato da 18 equipaggi per un totale di 36 persone.
Sbarco a Tangeri Domenica 5 Marzo.
Imbarco a Tangeri Lunedì 27 Marzo.
Percorsi 2113 km. in 23 giorni.
Partecipanti in ordine di convoglio:
1) Elio e Franca BRAMBILLA
2) Enzo e Inge TAMARO
3) Arcurisante e Antonia COSTANTINO
4) Pietro e Lina CARBONI
5) Salvatore e Rosanna CORDIANO
6) Antonio e Luciana SCHELLINO
7) Bruno e Wanda RICCHEBUONO
8) Giuseppe e Irma GARABELLO
9) Alberto e Teresa MODONESI
10) Giulio e Clara MANCIN
11) Pietro e Lina CARTA
12) Annibale e M.Grazia DE STEFANIS
13) Enrico e Liliana DE CAMPO
14) Oliviero e Mafalda MINIATI
15) Pietro e M.Luisa MALTESE
16) Amedeo e Ester PAGANI
18) Umberto e Massimiliana DE MARCO
19) Germano e Graziella GALLIANO