FINALMENTE
RUSSIA
Premessa
Erano
anni che mia moglie mi chiedeva di effettuare un viaggio a San
Pietroburgo. Io ho sempre nicchiato perché durante i
miei viaggi di lavoro nei paesi dell'Europa dell'est avevo avuto
l'impressione che queste nazioni non fossero ancora pronte per
ricevere il turismo e poi perché avrei dovuto effettuare
un viaggio in aereo e, benché io sia un" frequent
traveller", non amo molto viaggiare con questo mezzo che
considero scomodo e poco pratico in una vacanza itinerante.
Io sono un amante del camper e francamente pensare di non poterlo
utilizzare nei nostri viaggi di piacere mi crea problemi.
Fortunatamente ci è venuto in aiuto il Camper Club La
Granda che ogni anno organizza, per i propri iscritti, viaggi
in Russia in camper. Ci siamo messi in contatto con l'organizzazione
ed abbiamo parlato proprio con il Sig. Piero Marenco che è
la persona che coordina per conto del Camepr Club la Granda
annualmente il gruppo nell'ex Unione Sovietica. Questo signore
ci ha elencato, con molta obiettività, i problemi legati
ad un viaggio così difficile. Mi ricordo che le sue prime
parole sono state : in Russia non esiste niente di definitivo.
Ciò che era valido nel viaggio dell'anno precedente non
lo sarà certamente nel prossimo. Effettivamente abbiamo
potuto constatare di persona la veridicità delle sue
parole.
Tuttavia ci ha anche elencato, con molto entusiasmo, i pregi
di un tale viaggio; primo fra tutti il cameratismo che dopo
un po' di tempo viene ad instaurarsi tra i componenti della
spedizione, senza dimenticare comunque le bellezze artistiche
e gli aspetti etnici di questa nazione così poco conosciuta
ai più di noi. Certamente le sue parole sono state convincenti
perché senza indugiare molto ci siamo iscritti per il
viaggio di agosto 2009 che, se non sbaglio, è il nono
organizzato da questo club.
Il punto di ritrovo di tutti gli equipaggi è fissato
a Rezekne in Lettonia da dove, il 7 di agosto 2009, si partirà
alla volta della Russia. Approfittiamo quindi delle tappe di
avvicinamento per visitare la Masuria che, stando ai miei conoscenti
polacchi, è una regione assolutamente da vedere.
Il
diario del viaggio
Premetto
che il club, visto la loro esperienza, ci ha fornito degli itinerari
di massima. Noi abbiamo scelto di passare per la Germania per
sfruttare l'ottima rete autostradale di questo paese e quindi
velocizzare al massimo l'arrivo in Masuria.
Giovedì
30/07/2009
Partenza da Villar Perosa con destinazione Vipiteno dove intendiamo
fermarci per la notte nell'area di sosta dell'autoporto. Il
pernottamento costa 12 euro elettricità inclusa. Direi
che la sistemazione è ideale anche se purtroppo dista
circa due chilometri dal centro di questa bella cittadina.
Venerdì
31/07/09
Lasciamo Vipiteno con una bella giornata di sole e entriamo
in Austria dal valico del Brennero attraversando un paesaggio
magnifico. Dopo qualche chilometro entriamo in Germania e procediamo
sino ad Issigau dove ci fermiamo a pernottare in un campeggio
splendidamente situato nel parco di un castello. I servizi sono
di ottima qualità e certamente di uno standard di livello
superiore. Il paese in se stesso non è eccezionale anzi
sembra quasi dimesso rispetto a quanto siamo abituati a vedere
in questa nazione. Il motivo può essere imputato al fatto
che Issigau si trovava a cavallo della linea di confine tra
la parte orientale ed occidentale della Germania e quindi lontano
dai flussi turistici e dalla circolazione del denaro. Gli abitanti
tuttavia stanno cercando di migliorare l'estetica del loro villaggio
abbellendo le finestre delle case con belle tende e monili vari
e ornando i giardini con palline colorate.
Sabato
01/08/2009
Proseguiamo il viaggio verso la Polonia con direzione Berlino.
L'autostrada attraversa un paesaggio fatto di folte foreste
di pini e di coltivazioni di grano e di barbabietole. Notiamo
che i tedeschi sono molto sensibili alle energie rinnovabili
infatti durante il tragitto si può vedere che i tetti
delle case sono praticamente tutti ricoperti di pannelli fotovoltaici
e vaste zone sono adibite all'installazione di generatori eolici.
Giunti a Francoforte sull'Oder attraversiamo il confine con
la Polonia. Purtroppo in terra polacca lo stato delle strada
cambia notevolmente ed in molti tratti siamo costretti a viaggiare
a passo d'uomo. Fortunatamente poco prima di Poznan imbocchiamo
l'autostrada che porta a Varsavia e la situazione viabilità
migliora notevolmente. A Wrzesnia troviamo il campeggio n°
190. La struttura è molto piccola e spartana, ma è
silenziosa ed i servizi sono puliti ed in più, dulcis
in fundo, costa praticamente niente.
Domenica
02/08/2009
Partenza in direzione della Masuria. Lungo la strada troviamo
estese coltivazioni di grano, mais, barbabietole rosse e foreste,
immense foreste ai margini delle quali vi sono innumerevoli
persone che vendono funghi, mirtilli e marmellate di frutti
di bosco. Le strade sono sconnesse ed incontriamo parecchi cantieri
che rallentano ulteriormente l'andatura. Finalmente a metà
pomeriggio arriviamo in Masuria e precisamente a Mikolajki,
bel paesino posto sulle rive di un grande lago. Ci fermiamo
al camping Vagabunda il quale si trova a distanza di cammino
dal centro paese. Visto la posizione amena del sito decidiamo
di fermarci in questo bel posto per almeno un altro giorno allo
scopo di rilassarci prima di affrontare la Russia.
Lunedì
03/08/2009
Giornata dedicata alla visita di Mikolajki ed alle pulizie prima
del grande balzo.
Il paese è bellino anche se molto turistico. Possiede
un bel porto dove si possono noleggiare barche di tutti i tipi
e di tutte le dimensioni. In tono minore ricorda un po' Riccione
con molti ristoranti e ritrovi per i giovani. Notiamo infatti
una folta e bella gioventù che, dopo la pratica degli
sport acquatici, o si dedica allo struscio sul lungolago o occupa
i tavoli dei numerosi bar.
Martedì
04/08/2009
Questa mattina la partenza avviene ad ore antelucane. Infatti
dobbiamo raggiungere il punto di ritrovo in Lettonia che dista
più di seicento chilometri. Entriamo in Lituania nei
pressi di Szypliszki e seguiamo la direttrice che ci porta a
Marijampolé e successivamente a Kaunas. Il paesaggio
è simile a quello della Polonia. Le strade di collegamento
sono ben tenute ed il traffico, nonostante i TIR, è scorrevole.
Vediamo molte cicogne e vaste zone coltivate a prato con il
bestiame al pascolo. Attraversiamo Zarasai e giungiamo al confine
con la Lettonia. Prendiamo la A13 che ci porta a Daugavpils
e successivamente a Rezekne. Il paesaggio continua ad essere
piatto e coperto di foreste e di pascoli. Il fondo stradale
purtroppo peggiora sensibilmente obbligandoci a rallentare l'andatura
di marcia. Incontriamo molti cantieri che ci costringono a lunghe
soste. Notiamo che le case sono molto trascurate rispetto alla
Lituania e questo ci fa supporre che la Lettonia sia un paese
più povero rispetto alle altre repubbliche baltiche.
Finalmente, dopo il patimento subito sulle strade, giungiamo
al punto d'incontro degli equipaggi che dista una trentina di
chilometri da Rezekne in direzione ovest. L'area parcheggio
si trova vicino ad una struttura pseudo sportiva, chiamata Laimas
Nams e costruita con i fondi comunitari europei. La struttura
è molto bella e mette a nostra disposizione elettricità,
prese d'acqua, sevizi igienici con docce e punti di scarico
anche se un po' approssimativi.
Ad accoglierci troviamo il Sig. Marenco che ci indirizza alla
nostra area di parcheggio. A questo punto desidero fare un piccolo
inciso sull'accoglienza ricevuta al nostro arrivo. Mia moglie
ed io siamo delle persone abbastanza solitarie ed è forse
per questo il motivo che amiamo così tanto il camper.
Esso ci permette di viaggiare a nostro piacimento senza dover
sottostare a regole se non quelle del vivere civile. In questo
viaggio saremmo stati trentasei camper e dividere il nostro
tempo per circa tre settimane con altre persone ci preoccupava
un pochino. Preoccupazione assolutamente inutile. Non avevamo
ancora spento il motore del camper che molte persone sono venute
a darci il benvenuto ed aiutarci nella sistemazione mettendoci
immediatamente a nostro agio. In particolare mi piace ricordare
un signore di Venezia, che si rivelerà poi il decano
della spedizione, il quale, venendoci a salutare con arguzia
tipicamente veneta, ci ha fatto capire che la partecipazione
a questo viaggio era stata la scelta giusta.
Mercoledì
05/08/2009
Intera giornata a Laimas Nams dove abbiamo approfittato per
sistemare il camper, rabboccare i serbatoi, dare il benvenuto
ad altri equipaggi, approfondire la conoscenza con le altre
persone e rilassarci. Mia moglie è addirittura andata
a cercare funghi in un vicino bosco portando a casa un discreto
bottino.
Giovedì
06/08/2009
Incontro con tutti i partecipanti al viaggio. Il ccordinatore
del gruppo, Piero Marenco, ci fornisce tutte le istruzioni per
il viaggio. Viene estratta a sorte la posizione di ciascun camper
nel lungo serpentone. Noi siamo fortunati; ci tocca il numero
sei. Praticamente in testa al gruppo.
Cena al ristorante della struttura a cui aderiscono tutti i
partecipanti. Il mangiare, anche se molto semplice, ci ha soddisfatti.
L'unico rimpianto è che ho dovuto accompagnarlo con la
birra e non con il vino e per un piemontese doc questo è
un tradimento.
Venerdì
07/08/2009
Sveglia alle 5,00 per essere operativi alle 6,00. Senza indugi
il lungo serpentone si mette in marcia. Alle 8,00 siamo alla
frontiera russa. Incontriamo una fila di TIR lunga almeno una
quindicina di chilometri in attesa di passare la frontiera.
Certamente i presupposti non sono confortanti. Eravamo stati
avvertiti di aspettarci un transito non facile, ma ciò
che abbiamo visto va al di la delle previsioni più pessimistiche.
In ogni caso non ci scoraggiamo e sorpassiamo la lunga fila
finché anche noi dobbiamo fermarci ed arrenderci alla
burocrazia lettone e russa. La giornata scorre monotona nell'attesa
del miracolo. Ne approfittiamo per approfondire la conoscenza
con gli altri equipaggi.
Finalmente alle 20,45 dopo ben quasi tredici ore di attesa riusciamo
a superare il valico di frontiera. Da notare che noi eravamo
tra i primi camper i; l'ultimo camper della colonna arriverà
alla stazione di servizio, dove abbiamo deciso di trascorrere
la notte, alle ore 23,00.
Questo è uno degli aspetti più snervanti dei viaggi
in questi paesi. La burocrazia è opprimente e sinceramente
non so se biasimare i lettoni che non ci facevano uscire od
i russi che non ci facevano entrare. Probabilmente il biasimo
va a tutti e due in quanto, da ciò che abbiam potuto
capire, le guardie di frontiera si divertono a farsi reciprocamente
dei dispetti e chi ci perde è il povero viaggiatore che
subisce.
Certamente noi cittadini Ue abituati a passare da una nazione
all'altra senza nessuna formalità mal ci adattiamo a
questo abuso che poi in realtà non so a cosa possa servire.
Sabato
08/08/2009
Sveglia alle 5,15 e partenza alle 6,30. Oggi dobbiamo percorrere
circa settecentocinquanta chilometri per arrivare a Mosca. per
colpa del ritardo accumulato ieri nel passaggio della frontiera
abbiamo dovuto modificare il programma di viaggio e pertanto
i chilometri che avremmo dovuto fare venerdì ce li dobbiamo
sorbire tutti oggi. Il morale è tuttavia alto e la strada
in più non ci impensierisce anche perché non avevamo
ancora preso conoscenza della famose strade russe. Immaginatevi
il letto di un torrente ed avrete un'idea del loro stato. Colmo
dell'ironia è che ad un certo punto siamo arrivati ad
imboccare l'unica strada a pedaggio di tutta la Russia. Pensavamo
fosse un biliardo e invece si è rivelata peggiore di
quelle gratuite. Attraversiamo una vasta pianura fatta di foreste
e di terreni incolti. Lungo le strade troviamo molte donne anziane
e bambini che vendono i miseri prodotti della loro terra: funghi,
mirtilli, lamponi, qualche mela striminzita, patate e soprattutto
cetrioli che poi si riveleranno un ingrediente molto usato nella
cucina russa. Lungo il percorso incontriamo auto nuove, ma anche
auto piuttosto datate che son state prodotte su licenza FIAT
nella famosa fabbrica di Togliattigrad. Certamente vederle oggi
è un anacronismo però in qualche modo ci ha fatto
piacere perché ci ha ricordato la nostra gioventù.
Durante il tragitto facciamo una sosta nella cittadina in cui
la famiglia di Gagarin gestiva una stazione di servizio. La
città, che ora porta il nome dell'astronauta, è
soprattutto famosa per la vendita del pesce affumicato od essiccato.
Posta nelle vicinanze di un lago ricco di pesci trae parzialmente
il suo sostentamento dal commercio della fauna ittica. La curiosità
sta nel fatto che, lungo il tratto cittadino della strada, vi
sono decine di botteghini in legno dove le donne vendono i prodotti
della pesca. Certamente la pulizia lascia alquanto a desiderare
e, forse spaventati da questo, non ci siamo arrischiati a comprarlo.
Errore madornale perché, quando nei giorni successivi,
abbiamo avuto occasione di assaggiarlo l'abbiamo trovato squisito.
Figuratevi che è piaciuto persino a mia moglie che, da
brava montanara piemontese allevata a latte e formaggio, non
assaggia niente di quello che vive in acqua. A volte sarebbe
meglio lasciare i pregiudizi a casa.
Finalmente, dopo una giornata estenuante di guida, raggiungiamo,
alle 21,45, l'area di sosta messa a nostra disposizione a Mosca.
Siamo tutti stanchi, ma soddisfatti. Abbiamo guidato senza soverchi
problemi sulla rete viaria russa ed abbiamo percorso il micidiale
percorso anulare della capitale.
Domenica
09/08/2009
Oggi visita di Mosca. Gli equipaggi vengono suddivisi, per questioni
di praticità, in due gruppi: i verdi ed i gialli. Noi
facciamo parte dei gialli e quindi ci tocca l'autobus due e
Victoria come guida. Il primo impatto con la capitale è
senz'altro positivo. Memore dei miei precedenti viaggi in terra
orientale mi aspettavo una città tendente al grigio con
casermoni anonimi e magari decadenti. Niente di più sbagliato.
Mosca si è invece rivelata una città estremamente
ben tenuta con ampie strade immerse nel verde, parchi, aiuole
fiorite, pulita ed ordinata. Francamente ho visitato altre città
europee e statunitensi, anche più piccole di Mosca, che
conta circa dieci milioni di abitanti, e non le ho trovate così
ben tenute. E' vero che la capitale è ed è sempre
stata il simbolo di tutti regimi che hanno governato questa
terra immensa e quindi era ed è d'uopo fornire al visitatore
un'immagine edificante di chi governa. In realtà Mosca
non è la Russia. E' sufficiente allontanarsi di una decina
di chilometri dal centro per trovare tutt'altra realtà.
In ogni caso, al di la di qualsiasi considerazione, Mosca è
una bella città e pertanto va apprezzata come tale.
La visita inizia dalla Collina dei Passeri: un'altura di circa
settanta metri. Qui si può vedere l'università
fondata dall'Imperatrice Elisabetta su insistenza di Lomonosov.
La sua attuale sede si trova in uno dei palazzi voluti da Stalin
per celebrare la grandezza del comunismo o se stesso. L'edificio,
costruito negli anni trenta del secolo scorso è molto
piacevole esteticamente e non ha nulla a che vedere con il rigore
architettonico voluto successivamente da Breznev. La nostra
guida Victoria è molto preparata è sa darci, con
molta professionalità delle spiegazioni esaurienti.
La visita prosegue con la Chiesa della Trinità, piccola,
ma molto accogliente. Questa è forse la chiesa che mi
ha colpito di più dal punto di vista mistico. E' in corso
una messa ortodossa e notiamo moltissimi devoti, tra cui molti
giovani, che assistono alla funzione.
Visitiamo ora la Collina degli Inchini destinata, forse in modo
un po' troppo retorico, alla commemorazione della vittoria del
comunismo contro il nazismo. Tuttavia l'insieme è di
effetto e, anche se c'è un pizzico di retorica in più,
non dispiace.
Successivamente visitiamo, solamente dall'esterno, il convento
di Novodevicij o monastero delle Nuove Vergini. La tradizione
vuole che qui fossero confinate le donne più importanti
della corte imperiale che in qualche modo avessero tramato contro
il potere costituito.
Il convento è situato su di un bacino artificiale denominato
il Lago dei Cigni. Sembra che Tchaikovsky si sia ispirato a
questo lago per comporre le musiche del balletto che porta lo
stesso nome.
Ci traferiamo quindi al cimitero di Novodevicij, un cimitero
monumentale dove sono sepolti i personaggi più rappresentativi
dell'Unione Sovietica prima e della Russia ora. Poiché
il comunismo propugnava l'ateismo, le tombe non sono ornate
da croci, ma da busti o simboli. L'insieme risulta così
un po' troppo carico di retorica e di culto della personalità.
La tomba che forse ci ha colpito maggiormente è quella
di Raissa Gorbaciova che, benché sia arricchita da una
statua a figura intera, è molto semplice e non vuole
in alcun modo esaltarne il culto, ma semplicemente ricordare
un figura che insieme al marito ha avuto un ruolo importantissimo
nella storia della Russia.
Per il pranzo ci rechiamo in un tipico ristorante di Mosca dove
il cibo ci ha soddisfatti entrambi. In particolar modo abbiamo
apprezzato il borscht, tipica zuppa a base di barbabietole,
carne, cipolle carote e patate. Il tutto condito con l'onnipresente
panna acida.
Dopo aver soddisfatto l'appetito dello stomaco, soddisfiamo
ora l'appetito della mente con la continuazione della visita
della città. Visitiamo quindi la Cattedrale di Cristo
Salvatore, edificata nel 1812 per celebrare la vittoria su Napoleone.
Stalin purtroppo, negli anni trenta, la fece demolire perché
voleva costruire al suo posto un palazzo. Lo scoppio della seconda
guerra mondiale fece fallire il progetto. La cattedrale venne
ricostruita negli anni novanta su disegni originali. Sembra
che fu riedificata in solo due anni di lavoro. Se ciò
corrisponde a verità si tratta senz'altro di un'impresa
ciclopica.
L'interno è completamente affrescato e decorato. Per
noi cattolici, abituati alla luminosità delle nostre
chiese, troviamo l'insieme leggermente pesante. Ciò non
toglie, comunque, che si tratti di un'autentica opera d'arte.
Durante il rientro all'area di sosta ci fermiamo in un supermercato
dove acquistiamo alcuni generi alimentari tra cui cetrioli marinati
e l'immancabile vodka che io personalmente ritengo migliore
di quella assaggiata negli altri paesi dell'est europeo.
Lunedì
10/08/2009
Partiamo alle 9,00 per il secondo giorno di visita di Mosca.
Entriamo nel Cremlino passando dalla porta della porta della
SS Trinità.
Per prima visitiamo la Cattedrale dell'Assunzione o della Dormizione.
In questa chiesa venivano incoronati gli Zar. L'interno è
completamente affrescato, persino troppo e pertanto diventa
difficile tenere a mente tutto ciò che si vede. In ogni
caso è senza dubbio un'opera di notevole valore artistico.
Durante l'occupazione francese, agli inizi del diciannovesimo
secolo, Napoleone utilizzò la Cattedrale come sua residenza
privata. Essa fu completamente saccheggiata al momento della
ritirata.
La vista prosegue con la Cattedrale dell'Arcangelo Michele,
luogo di sepoltura degli Zar. Anche per questo edificio valgono
le considerazioni relative alla Cattedrale della Dormizione.
Come la precedente questa chiesa fu usata per gli scopi dell'esercito
francese. Infatti fu adibita a stalla.
Una nota curiosa: le chiese del Cremlino non sono utilizzate
per il culto, salvo una volta all'anno in occasione della festività
del santo a cui sono dedicate.
Dopo la visita degli edifici sacri ci dedichiamo a qualche cosa
di più profano. Andiamo quindi a vedere il cannone, costruito
in epoca rinascimentale e che all'epoca veniva considerato la
bocca da fuoco più grande del mondo. Secondo la teoria
più diffusa sembrerebbe che questo cannone non abbia
mai sparato un colpo. La nostra guida ci ha invece assicurato
che esso è stato usato se non altro per la prova di collaudo.
Passiamo quindi ad ammirare la campana delle principesse dal
peso di centonovantottomila chilogrammi. Durante un incendio
la campana, in fase di raffreddamento, fu colpita da un getto
di acqua fredda che provocò il distacco di una scheggia
di undici tonnellate.
Esaurita la visita del Cremlino ci dedichiamo finalmente alla
Piazza Rossa. Ho sempre pensato che l'appellativo Rossa fosse
legato al comunismo che, come sappiamo ha per simbolo una bandiera
rossa. Niente di più sbagliato, Piazza Rossa vuol dire
piazza bella e non ha niente a che fare con il colore.
La piazza è molto bella e, soprattutto molto grande.
Da un lato confina con le mura del Cremlino e dal lato opposto
con i famosi magazzini Gum. Ad una estremità si trova
la chiesa dell'Intercessione o di San Basilio ed all'altra il
museo della storia russa. Quasi al centro della piazza, addossato
alle mura del Cremlino, si trova il mausoleo di Lenin dal quale
i gerarchi comunisti assistevano alle parate militari.
Non si può lasciare la Piazza Rossa senza aver visitato
la chiesa di San Basilio. Questo splendido capolavoro dell'arte
russa affascina e conquista il visitatore, tant'è vero
che si dice che Ivan il Terribile, che volle la Cattedrale per
celebrare la conquista del Chanato e del Kazan, abbia fatto
accecare l'architetto che la costruì affinché
non potesse edificarne un'altra magari più bella.
Dopo un rapido pasto nel quale abbiamo gustato altre specialità
russe, ci rechiamo ad assistere al cambio della guardia alla
tomba del Milite Ignoto. La cerimonia è simile a molte
altre a cui abbiamo già assistito. L'unica diversità
sta nel modo di incedere dei soldati infatti praticano una specie
di passo dell'oca che ricorda, seppur vagamente, l'incedere
degli Evzoni greci in occasione dello stesso rito.
Subito dopo tutti sull'autobus per la visita alla Vecchia Arbat,
la via dello shopping moscovita. Francamente, forse anche a
causa del poco tempo a disposizione, la strada non ci ha entusiasmato
molto. Sia mia moglie che io non siamo patiti degli acquisti
o forse mia moglie lo sarebbe, ma siccome io mugugno lei si
sacrifica e rinuncia.
Finito lo shopping, tutti in metropolitana per visitare questo
monumento voluto da Stalin per celebrare il potere del popolo.
Senza dubbio essa è un inno alla ideologia comunista,
un inno comunque meraviglioso è pieno di opere d'arte.
Ho sentito qualcuno del gruppo definirla il salotto buono di
Mosca. Mai affermazione fu più vera.
Ogni galleria è diversa dall'altra. Dappertutto vi sono
gruppi scultorei che celebrano la vittoria del popolo russo
sull'invasore tedesco, statue che esaltano le vittorie degli
atleti russi o l'operosità del popolo contadino ed operaio.
Insomma una apoteosi della retorica staliniana, ma un apoteosi
che sarebbe un delitto perdersi.
Alla sera, dopo la cena, ci rechiamo tutti a visitare Mosca
di notte. Per primo visitiamo il Lago dei Cigni ed il monastero
di Novodevicij che si presenta ai nostri occhi in tutta la sua
bellezza che oserei definire più suggestiva che durante
il giorno. Successivamente visitiamo la Piazza Rossa. Non esistono
parole per esprimere la bellezza di questa piazza tutta illuminata.
Forse neanche le immagini fotografiche riescono a trasmettere
l'emozione che si prova giungendo sulla piazza. Perdonateci
se a volte vi diamo l'impressione di entusiasmarci troppo, ma
mia moglie ed io siamo dei viaggiatori appassionati che si emozionano
facilmente sia per le bellezze della natura che per le bellezze
artistiche.
Per ultima cosa ci rechiamo nuovamente sulla Collina degli Inchini,
dove, come abbiamo detto precedentemente, si trova il memoriale
commemorativo della vittoria russa sui tedeschi. L'acqua delle
fontane, che di giorno è bianca, di notte si tinge di
rosso per ricordare il sangue versato dai soldati russi.
Martedì
11/08/2009
Mattinata trascorsa al mercato Izmailovsky interamente dedicato
ai souvenir. Prima dell'entrata la nostra guida ci raccomanda
di stare molto attenti agli acquisti in quanto i truffatori
sono sempre presenti ed è facile venire ingannati specialmente
se non si è intenditori. Il mercato, molto caratteristico
sotto un certo punto di vista e certamente di richiamo turistico,
è fornitissimo. Si trovano uova di vetro che imitano
quelle create da Fabergé, matrioske, copricapi militari,
oggetti d'ambra e di betulla, pelli e pellicce e via discorrendo.
Mia moglie, nonostante le raccomandazioni della guida, acquista
due scialli tipicamente russi. All'uscita li facciamo verificare
dalle guida che ci conferma, probabilmente con pietosa bugia,
che sono di lana e valgono ciò che abbiamo pagato. Il
pomeriggio ci viene lasciato libero. Noi con altri signori optiamo
per la visita al museo degli ori e della famosa Armeria. Il
museo degli ori è piccolo, ma il suo contenuto è
di enorme ricchezza. Abbiamo visto diamanti enormi ancora allo
stato grezzo e pepite d'oro pesanti svariati chili. Non parliamo
poi dei gioielli di valore inestimabile appartenuti alle famiglie
imperiali. In un certo senso mi rendo conto che la rivoluzione
di ottobre è stata la logica conseguenza di un lusso
e di una ricchezza sfrenata in mano a pochissimi. Proseguiamo
il tour culturale con la visita dell'Armeria. Anche questo museo,
il cui nome può trarre in inganno, ospita una raccolta
di beni appartenuti alla famiglia reale. Ciò che vediamo
è certamente magnifico. Le opere d'arte si susseguono
una dopo l'altra e c'è da rimanerne veramente estasiati.Con
ancora le bellezze dei musei negli occhi facciamo ritorno all'area
sosta dove, di comune accordo con gli altri equipaggi, decidiamo
di cenare tutti assieme. La tavolata si sviluppa in lunghezza
per alcune decine di metri. Ciascuno porta i cibi della propria
regione di appartenenza e così abbiamo la possibilità
di assaggiare diverse specialità, tutte squisite.
Mercoledì
12/08/2009
Questa mattina si parte presto, infatti questa sera dobbiamo
essere a Suzdal che dista circa trecento chilometri da Mosca.
Durante il tragitto ci fermiamo a visitare il Monastero di Sergei
Posad,
fondato da San Sergio di Radonez nel 1340.
Entriamo nel monastero attraverso la Porta Santa ed immediatamente
ci rendiamo conto che il luogo è pregno di misticismo.
Visitiamo per prima la Cattedrale dell'Assunzione che, come
tutte le chiese russe, possiede un interno ricchissimo di affreschi
e di icone. Dopo di questa visitiamo la Cattedrale della Trinità.
Anche questa come la precedente è ricoperta di affreschi.
L'iconostasi poi è un'opera molto pregevole, assolutamente
da non perdere. Così come non è da perdere il
refettorio con le sue pareti affrescate ed i suoi stucchi dorati.
Un particolare curioso riguarda la commemorazione dei defunti.
Le persone scrivono su di un foglietto il nominativo del defunto
che vogliono ricordare e lo introducono, assieme a del denaro,
nel bancone provvisto di fessure sito all'entrata delle chiese.
I monaci, durante la funzione religiosa, pregheranno per la
persona indicata. Altro particolare interessante e nuovo per
noi cattolici è la metodologia con cui viene distribuita
l'Eucarestia. I fedeli, prima della Messa, che per inciso dura
più di due ore, consegnano ai monaci dei pezzettini di
pane i quali lo portano dietro all'altare, estraggono la mollica
e la mettono in ammollo nel vino rigorosamente Cabernet. Durante
la funzione distribuiscono la pappetta che ne risulta ai fedeli.
Paese che vai, usanza che trovi.
Lasciamo il monastero, sempre incolonnati, e dirigiamo verso
Vladimir. Purtroppo per colpa di qualche problema nella città
non riusciamo ad entrare e quindi siamo costretti a rinunciare
alla sua visita. Decidiamo di proseguire direttamente per Suzdal.
Durante il viaggio abbiamo l'occasione di vedere le isbe dei
contadini russi. Sono quasi tutte in uno stato di massimo degrado.
Ci domandiamo tutti come sia possibile vivere in case in quelle
condizioni. Evidentemente loro ci riescono perché non
abbiamo notato tentativi di miglioramento delle loro abitazioni.
Probabilmente il lungo periodo di dittatura li gettati in uno
stato di apatia tale che non permette loro di reagire.
Arrivati a Suzdal il panorama cambia completamente. Vediamo
campi di grano, mentre prima abbiamo visto solo terreno incolto.
Entrando in città notiamo casette in legno ben tenute
con le finestre decorate. Domani potremo valutare meglio, ma
già da ora comprendiamo che questa città è
diversa e più tardi ne comprenderemo anche il motivo.
Suzdal è infatti sotto la tutela dell'Unesco e pertanto
se vuole continuare a percepire i contributi deve soddisfare
un certo capitolato qualitativo imposto dall'organizzazione
per la tutela dei patrimoni artistici.
Ci sistemiamo in un prato a fianco di un hotel con allaccio
elettrico, acqua e scarico. L'organizzazione ha anche messo
a nostra disposizione due camere al piano terreno dell'albergo
in modo che potessimo usufruire delle docce e dei servizi.
Giovedì
13/08/2009
A piedi ci dirigiamo verso il centro di Suzdal dove incontriamo
Valentina, la nostra guida che, oltre ad illustrarci le bellezze
della città ed in particolare del Cremlino, ci rallegra
con barzellette e proverbi sia russi che italiani.
Visitiamo la Cattedrale della Trasfigurazione prima e la Cattedrale
della Natività della Vergine poi. Tutte splendide anche
se, come ho già detto, l'abbondanza degli affreschi finisce
per appesantirle. Finita la visita abbiamo l'occasione di ascoltare
un concerto di campane che, per l'ortodossia russa, è
molto importante. Il campanaro usando i piedi, le braccia e
persino la bocca, poiché le campane restano ferme ed
è il battacchio a muoversi tramite cordicelle, riesce
a trarre da questi strumenti dei suoni assolutamente armoniosi
e piacevoli. Altro particolare molto toccante, che ho visto
solamente nelle chiese russe, sono i cori che periodicamente
recitano la preghiera durante l'assenza delle funzioni. Abbiamo
avuto il piacere di ascoltarne diversi e francamente mi sono
commosso all'intensità delle voci ed alla bravura dei
cantanti, tutti giovani, appena usciti dal conservatorio. Una
particolarità di questi canti è che non vengono
accompagnati dalla musica. Sta all'abilità dei cantori
ricrearla con le loro voci. Garantisco che il risultato è
straordinario. Altra curiosità di Suzdal è l'orologio
posto sull'enorme campanile. Esso, infatti, non ha i numeri,
ma le lettere. La guida ci spiega che questa è un'abitudine
russa molto usata nel passato.
Finita la visita ci avviciniamo alla piazza principale con lo
scopo di trovare un ristorante e qui troviamo un mercato contadino
di frutta verdura. La merce esposta è molto povera: qualche
carota, patate, mele e gli onnipresenti frutti di bosco e cetrioli.
Qualcuno di noi cerca di comprare qualche cosa, ma la difficoltà
di comunicazione crea delle incomprensioni che limitano molto
il commercio. Dopo lungo peregrinare riusciamo a trovare un
ristorante che possiede la lista delle vivande in inglese e
così riusciamo ad ordinare i piatti che più ci
sembravano adatti ai nostri palati. Il cibo era molto buono
ed ancora una volta viene mi confermata l'opinione che la cucina
russa è assolutamente appetitosa.
Alle 17,00 partiamo in direzione di Rostov che dista da Suzdal
circa centocinquanta chilometri.
Arriviamo che è già sera inoltrata e ci sistemiamo
nel prato di un accogliente agriturismo. Sembra impossibile
che per fare pochi chilometri si debba impiegare così
tanto tempo, ma d'altra parte lo stato delle strade, il traffico
molto disordinato e la colonna di camper, che a volte si snoda
per sei o sette chilometri, non ci permettono di tenere velocità
più alte.
Venerdì
14/08/2009
Visita del Cremlino di Rostov, la Cattedrale dell'Assunzione
e la chiesa della Trasfigurazione.
Assistiamo inoltre ad un concerto di campane eseguito dalla
nostra guida.
Dopo una passeggiata sulle mura del Cremlino ritorniamo all'agriturismo
per assistere alla cerimonia di consegna degli aiuti umanitari.
Ogni equipaggio, infatti, ha portato da casa indumenti destinati
ai meno fortunati ed appunto in questa cerimonia si è
provveduto alla loro consegna alle autorità comunali
che si preoccuperanno di distribuirli a coloro i quali ne hanno
diritto.
Sotto una pioggia scrosciante partiamo in direzione di Novgorod,
nostra prossima tappa. Attraversiamo una zona paludosa piena
di acquitrini e di moscerini. Notiamo, che nonostante un tempo
da lupi, lungo i margini della strada ci sono ancora persone
che vendono gli scarsi prodotti da essi coltivati. Certamente
la loro esistenza deve essere misera se sfidano il maltempo
per raggranellare pochi rubli. Durante l'attraversamento di
una città un camper del nostro gruppo ha un incidente.
Fortunatamente non è successo nulla agli occupanti, salvo
un po' di spavento, ma il mezzo ha subito dei danni e pertanto
la polizia deve stendere i verbali e tutto quanto necessario
per la denuncia all'assicurazione. Non sto a raccontare la complicazione
ed i costi delle procedure. Fuori da ogni logica. Per fortuna
l'accompagnatore del gruppo sa districarsi bene con la burocrazia
russa ed alla fine riesce ad ottenere tutti i documenti necessari
per il recupero del danno. Il grosso del gruppo, nel frattempo,
ha proseguito il suo viaggio e dopo molte ore di guida estenuanti
riesce a raggiungere l'area predisposta per la sosta notturna.
Più che un'area si tratta di una strada ad anello in
mezzo al bosco, dove i camper vengono incolonnati uno dietro
l'altro. Non è certamente la migliore delle sistemazioni,
ma siamo tutti talmente stanchi che accettiamo di buon grado
questa area di sosta che definirei molto precaria. D'altra parte
anche questo è Russia ed in un viaggio simile si deve
accettare tutto, comprese le cose non completamente positive.
Durante il tragitto abbiamo, tuttavia, avuto modo di apprendere
altri particolari sulla vita religiosa dei russi. Abbiamo notato,
infatti, che in quasi tutti i centri urbani attraversati, esiste
sia la chiesa invernale che la chiesa estiva. Quelle estive
sono alte; quelle invernali sono basse e più raccolte.
I fedeli si scaldano con il loro fiati ed alle fiamme delle
candele che, in un edificio religioso ortodosso, sono sempre
abbondanti.
Sabato
15/08/2009
Oggi fa freddo e continua a piovere. Sembra il mese di novembre
dalle nostre parti. Fortunatamente nel pomeriggio il tempo migliora
un pochino. Durante il tragitto ci fermiamo in un grande parcheggio
dove troviamo innumerevoli donne che vendono the e dolci. Gustiamo
sia una bevanda calda che un dolce. Il the è squisito
ed il pasticcino non è da meno.
Finalmente arriviamo a Novgorod e veniamo ospitati nel locale
campo sportivo. Molti di noi hanno la fortuna di parcheggiare
il mezzo direttamente sulla pista di atletica così siamo
all'asciutto. L'agenzia che gestisce il viaggio ci offre un
rinfresco a cui fa seguito una cena in un vicino albergo. Anche
in questa occasione il cibo è stato più che buono.
Io ho voluto pasteggiare con vino della Moldavia. Mai decisione
fu più errata. D'altra parte io sono piemontese e vivo
in una regione che per quanto riguarda il vino mi ha ben abituato.
Dopo cena assistiamo ad uno spettacolo folkloristico che ha
coinvolto molti del gruppo.
Domenica
16/08/2009
Partiamo per la visita di Novgorod sotto un cielo plumbeo ed
una temperatura per niente estiva. La guida che ci accompagna
nella visita è molto preparata e ci fa gustare appieno
i monumenti della città che è una delle più
antiche della Russia. Prima visitiamo gli splendidi giardini
e poi vistiamo la Cattedrale di santa Sofia, quindi risaliamo
sull'autobus che ci porta a visitare un villaggio museo nelle
vicinanze. Le case e la chiesa sono costruite interamente in
legno secondo le tecniche del passato, ben sperimentate dagli
artigiani russi.
La visita è stata senza dubbio interessante. Abbiamo
potuto constatare il modo di vivere dei contadini negli anni
passati. Indubbiamente la vita doveva essere molto dura. Comunque,
a giudicare da quanto abbiamo potuto vedere durante gli spostamenti
penso che, per alcuni di loro, il presente non l'abbia cambiata
molto.
Riprendiamo l'autobus che ci porta al Cremlino nel quale pranzeremo.
La fortezza si raggiunge attraversando il ponte sul fiume Volkhov
che va a sfociare nel lago Ladoga.
Il ristorante trova ospitalità in una torre. L'ambiente
è arredato con gusto e nell'insieme aleggia una atmosfera
medievale. Il pasto è ottimo anche se la zuppa ustiona
la bocca di tutti i commensali. Dopo pranzo facciamo ritorno
ai camper e partiamo per San Pietroburgo dove giungiamo in tarda
serata. Per la prima volta da quando siamo in Russia troviamo
ospitalità in un campeggio anche se, rispetto ai canoni
dell'Europa occidentale, lascia molto a desiderare. In ogni
caso abbiamo la corrente, il carico e lo scarico e blocchi di
servizi attrezzati con docce. Purtroppo le piogge giornaliere
hanno reso il terreno quasi un pantano e troviamo difficoltà
a parcheggiare il mezzo. Per celebrare l'arrivo nella città
baltica l'organizzazione offre un buffet molto apprezzato dai
partecipanti.
Lunedì
17/08/2009
Finalmente inizia la visita della celebrata San Pietroburgo.
Per prima cosa l'autobus, che è venuto a prenderci al
campeggio, ci fa fare un viaggio di orientamento generale della
città. Durante il tragitto la nostra guida ci informa
sui particolari meno conosciuti della storia che ha portato
alla fondazione, in questa landa paludosa, di San Pietroburgo.
Percorriamo un tratto della Prospettiva Nevskij, l'arteria principale
dove si possono trovare negozi e locali alla moda. Vediamo in
lontananza l'Ammiragliato con la sua inconfondibile torre dorata.
Passiamo accanto all'incrociatore Aurora che diede inizio alla
rivoluzione di ottobre sparando un colpo di cannone.
L'incrociatore fu anche la prima nave, che trovandosi nel Mediterraneo,
portò soccorso agli abitanti di Messina dopo il terremoto.
Raggiungiamo il monastero Smolny dallo stupendo effetto cromatico.
Seguendo il fiume Moika, affluente della Neva, scorgiamo la
Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, costruita sul luogo
dove fu ucciso lo zar Alessandro II.
Terminato il giro di orientamento iniziamo la visita approfondita
dei monumenti della città. Il primo complesso che visitiamo
è la fortezza di San Pietro e Paolo, primo nucleo di
San Pietroburgo. La costruzione si trova su di un'isola della
Neva. Pietro il Grande la volle in quella posizione perché
la riteneva strategica, da un punto di vista militare, per la
difesa della erigenda città.
All'interno della fortezza visitiamo la Cattedrale dei Santi
Pietro e Paolo. Notiamo sotto l'iconostasi i sarcofagi della
famiglia dei Romanoff. In una cappella a parte si trovano le
sepolture di Nicola II, ultimo zar di Russia, e della sua famiglia,
trucidati con spietata freddezza dai rivoluzionari. Nel recinto
trova collocazione anche l'edificio della Zecca, dietro la quale
si possono vedere le carceri in cui furono imprigionati gli
oppositori del regime del momento. Lo stesso Dostoevskij fu
detenuto in queste tetre celle. Terminata la visita della fortezza
facciamo ritorno al campeggio dove celebriamo il compleanno
di uno dei partecipanti.
Martedì
18/08/2009
Questa mattina è in programma la visita al forse più
famoso monumento di San Pietroburgo: l'Hermitage.Descrivere
i palazzi che compongono questo capolavoro di Bartolomeo Rastrelli
è praticamente impossibile. Bisogna visitarlo più
volte per avere un'idea, pressapoco completa, dei capolavori
che esso contiene. Noi ci siamo stati una sola mattinata, e
purtroppo, ciò che abbiamo visto è solamente una
particella infinitesimale di quanto si può vedere. Esaurita
la visita all'Hermitage ci prepariamo al tour in battello sui
numerosi canali della città. La vista dei vari palazzi,
delle chiese e dei monasteri, che finora abbiamo potuto ammirare
dalla terra ferma è molto scenografica e soddisfa la
voglia di vedere di ciascuno di noi. Veloce ritorno al campeggio
dove ci prepariamo per il dopo cena nel teatro Aleksandrinskij.
In programma, infatti, c'è il balletto Il Lago dei Cigni.
Inutile descrivere la bravura dei ballerini e le meravigliose
coreografie nonché la magnificenza degli scenari e dei
costumi. E' un fatto oramai assodato che assistere ad un balletto
russo significa assistere ad una vera opera d'arte. Terminato
lo spettacolo, l'autobus ci porta a vedere San Pietroburgo di
notte ed alla 1,00 assistiamo all'apertura dei ponti. Lo spettacolo
della città in notturna è veramente suggestivo,
mentre invece l'apertura dei ponti, dal punto in cui eravamo
noi dell'autobus dei gialli, non è stato molto entusiasmante.
Forse, se si fosse potuto assistervi da un battello sulla Neva
l'insieme avrebbe assunto una diversa fisionomia.
Mercoledì
19/08/2009
Oggi sono in programma due visite nei dintorni della Capitale
baltica: Carskoe Selo ed i giardini di Peterhof.
Anche in questo caso descrivere le meraviglie del palazzo di
Carskoe Selo, altro capolavoro di Bartolomeo Rastrelli, diventa
estremamente difficile, esso va visto con i propri occhi. Ogni
descrizione risulterebbe pedante e vuota. Mi limito quindi a
ricordare la famosa Sala d'Ambra, trafugata dai tedeschi durante
il secondo conflitto mondiale e mai più ritrovata. Ciò
che vediamo ora è una minuziosa ricostruzione effettuata
basandosi sulle fotografie dell'epoca.
Dopo pranzo ci rechiamo con l'autobus a visitare i giardini
di Peterhof. Non ostante la giornata grigia e fredda il parco
si presenta a noi in tutto il suo splendore. Numerose sono le
fontane, adornate da gruppi marmorei e statue dorate, volute
da Pietro il Grande come simbolo per stupire i suoi ospiti.
Il parco da direttamente sul Baltico quasi a significare il
predominio della Russia su questo mare che nel passato era quasi
di proprietà esclusiva degli Svedesi.
Giovedì 20/08/2009
Oggi è in programma una giornata libera. Noi, con alcuni
altri componenti del gruppo, optiamo per una visita accurata
alla Cattedrale del salvatore sul Sangue Versato. L'interno
è un susseguirsi di mosaici magnifici. Il soggetto è
come sempre religioso, ma questa volta, sarà per la loro
luminosità o per la dimensione dell'edificio, ho trovato
questa chiesa meno opprimente di quelle visitate precedentemente.
Visitiamo in seguito la chiesa cattolica, posta sulla Prospettiva
Nevskij e riaperta al culto solamente nel 1992. Priva di quadri
e di ornamenti e saccheggiata durante la rivoluzione, è
diventata progressivamente un deposito e una sala per concerti.
A muta testimonianza dei saccheggi e delle persecuzione subite,
la chiesa è stata lasciata nello stato in cui è
stata ridotta dal regime comunista.
Successivamente visitiamo la chiesa armena, molto simile nel
suo aspetto alle chiese cattoliche. Stranamente questa chiesa
non è stata profanata durante la rivoluzione. Probabilmente
a causa della mancanza di marmi e materiali pregiati.
E' giunto ora il momento più atteso dalle signore che
compongono il nostro piccolo gruppo e cioè l'ora dello
shopping. Noi uomini veniamo letteralmente trascinati in un
grande negozio, chiamato Beluga e specializzato in oggetti d'ambra,
ma non solo, di ottima qualità. Dopo gli acquisti si
rientra velocemente al campeggio per prepararci alla cena di
addio ed allo spettacolo che segue. Domani infatti lasceremo
la Russia per far ritorno a casa.
Venerdì
21/08/2009
Partenza ad ore antelucane per permetterci, a dispetto delle
regole e dei divieti, di schierarci con tutti i camper sulla
piazza dell'Hermitage.
Terminate le foto di rito si parte velocemente per evitare le
eventuali contravvenzioni che i solerti poliziotti sono sempre
pronti a comminare. Data l'ora, il traffico è scarso
e pertanto riusciamo ad uscire da San Pietroburgo senza problemi.
Troviamo di nuovo strade dissestate, ma riusciamo comunque ad
arrivare alla frontiera estone prima di pranzo.
Fortunatamente all'uscita della Russia non subiamo la trafila
burocratica dell'andata e attraversiamo la frontiera abbastanza
velocemente.
Troviamo l'Estonia con uno standard di vita molto simile ai
paesi scandinavi. Strade ben tenute e case dignitose. E' certamente
il Paese più ricco tra le Repubbliche Baltiche. Grazie
allo stato delle strade arriviamo velocemente a Tallin, dove
ci sistemiamo per la notte in un parcheggio proprio sotto le
mura della città vecchia. Visitiamo il centro cittadino
che si rivela molto affascinante. Il centro è tutto restaurato
e pieno di negozi e di locali caratteristici. Da non perdere
la piazza del Municipio e la collina di Toompea dove trovano
locazione il Parlamento Estone e la Cattedrale ortodossa, dedicata
a Nevskij. Anche qui si possono trovare vicoletti suggestivi
e locali tipici. Molto bello il panorama che si contempla dai
belvedere posti sulla collina.
La città è letteralmente affollata di giovani,
di entrambi i sessi, che rendono il centro storico, con la loro
presenza, molto animato e gaio.
Sabato 21/08/2009
Partenza alla volta della frontiera polacca. Abbiamo deciso
di tralasciare la visita sia di Riga che di Vilnius perché
gli innumerevoli impegni in Italia richiedono la nostra presenza
e vogliamo ancora, prima dello rientro, trascorrere un paio
di giorni sulle Dolomiti per riposarci dal lungo viaggio.
Facciamo comunque una sosta a Siauliai in Lituania per visitare
la famosa Collina delle Croci. Ciò che vediamo è
certamente di impatto visivo e, al di là del significato
religioso, scorgiamo in esse un significato di protesta contro
l'oppressione subita ad opera dei russi e dei nazisti tedeschi.
Poco prima della frontiera polacca l'alternatore del mezzo smette
di funzionare. Siamo quindi costretti a fermarci a Suwalki in
Polonia per far riparare il guasto. Essendo arrivati tardi troviamo
il servizio Fiat oramai chiuso e pertanto decidiamo di pernottare
in città. Fortunatamente troviamo un'area sosta molto
accogliente e ben attrezzata con un proprietario estremamente
disponibile.
Domenica
22/08/2009
Purtroppo oggi il servizio è chiuso e quindi inganniamo
il tempo assistendo alle cerimonia di commemorazione dell'occupazione
russa di questa parte della Plonia.
Lunedì
23/08/2009
Portiamo il camper al servizio Fiat che, con molta rapidità
ed efficienza, sostituisce l'alternatore danneggiato.
Riprendiamo il viaggio e ci fermiamo per la sosta notturna in
un'area di servizio sull'autostrada.
Martedì
24/08/2009
Lunga tappa di trasferimento e sosta notturna in una stazione
di servizio tedesca nelle vicinanze di Hof.
Mercoledì
25/08/2009
Dato il tempo perso in Polonia per la sostituzione del mezzo
decidiamo di non fare sosta sulle Dolomiti. Procediamo quindi
velocemente verso casa fermandoci però un giorno a Lazise,
sul lago di Garda, dove giungiamo nel pomeriggio.
Conclusioni
Il viaggio è
stato indubbiamente interessante ed affascinante, anche se faticoso.
Non immaginavo nemmeno lontanamente che il modo di vivere russo
potesse essere così diverso dai sistemi dell'Europa occidentale.
D'altra parte l'espansione russa è sempre avvenuta, prevalentemente,
verso oriente e da queste regioni hanno assimilato cultura e
costumi. Solamente Pietro il Grande ha cercato di occidentalizzare
la Russia. Tale esempio non è comunque stato seguito
ne dai suoi successori ne tanto meno dal regime comunista, la
cui unica apertura verso occidente è stata l'annessione
all'ideologia comunista di alcuni Paesi confinanti.
Come ho avuto modo di puntualizzare nel corso del diario le
strade sono in uno stato disastroso. Percorrere anche solo pochi
chilometri è un avventura. Si sa quando si parte, ma
non si sa quando si arriva. Il traffico è molto caotico
e gli automobilisti russi sono totalmente indisciplinati. Questo
obbliga i conducenti a prestare un'attenzione straordinaria
alla guida senza potersi rilassare nemmeno per un attimo.
Ad eccezione delle guide, abbiamo avuto pochi rapporti diretti
con la popolazione russa e pertanto non ci è stato possibile
apprezzarne il carattere. Tuttavia,da quel poco che abbiamo
visto ci è sembrato che una parte sia molto attiva ed
intraprendente. Una parte invece ci è sembrata indolente
ed apatica. Abbiamo notato infatti che le isbe sono molto mal
tenute. Addirittura non si tolgono l'erba dall'uscio di casa.
A riprova di ciò che sto dicendo voglio narrare un fatto
che mi sembra emblematico. Dopo la visita di Carskoe Selo, mia
moglie, io ed un gruppetto di altri partecipanti ci siamo recati
in un ristorante per il pranzo. Benché il locale fosse
completamente vuoto e ci fossero parecchie cameriere che stavano
chiacchierando tra di loro, nessuno è venuto a prendere
le nostre ordinazioni. Nemmeno l'intervento della guida russa
è riuscito a smuovere il personale. Semplicemente ci
hanno ignorati. tanto è vero che dopo più di quindici
minuti di vana attesa ci siamo alzati e ce ne siamo andati con
la coda tra le gambe. D'altra parte non si può biasimare
del tutto il loro comportamento. Per secoli sono stati schiavi
dei nobili e degli Zar. Dopo la rivoluzione hanno dovuto affrontare
la peggiore forma di dittatura comunista. Oggi benché
liberi stanno vivendo la peggiore forma del capitalismo. In
altre parole, sono cambiati i suonatori, ma la musica è
sempre uguale.
Abbiamo visitato luoghi bellissimi. Mosca e Pietroburgo sono
due città splendide, ma artificiali. Mentre cittadine
come Suzdal o Novgorod si sono evolute nel corso dei secoli
trasformandosi in modo naturale e spontaneo, San Pietroburgo
è stata creata dal nulla copiando di sana pianta i canoni
occidentali. Mosca ha addirittura visto distruggere una parte
dei suoi monumenti storici più significativi per far
posto ai palazzoni voluti dal regime che, intendiamoci, non
sono affatto brutti, ma che tuttavia sono una forzatura per
illudere il mondo che i governanti comunisti fossero gente illuminata.
Mosca è una città pulitissima ed ordinata: Non
di vede un fiore fuori posto od un pezzo di carta per terra.
Tuttavia questa non è l'anima russa. L'anima russa si
vede, a parere mio, nelle campagne, nei paesi o nei villaggi,
dove la maggior parte del flusso turistico non arriva. E' proprio
per questo che noi abbiamo apprezzato moltissimo questo viaggio.
Proprio perché abbiamo potuto conoscere la realtà
russa nella sua totalità. Io mi sento di consigliare
questo viaggio a tutti gli appassionati, ai veri intenditori.
E' un viaggio costoso e faticoso, ma immaginate il bagaglio
culturale che ogni visitatore si porta a casa. Assolutamente
indimenticabile. Probabilmente non ritornerò più
in Russia, ma avrò sempre la possibilità di dire
"io ci sono stato".
Ringraziamenti
Approfitto di queste ultime righe per ringraziare, innanzi tutto,
il Camper Club la Granda, il suo coordinatore, il Sig. Piero
Marenco e la sua gentile consorte Cinzia, che ha rinunciato
alle proprie vacanze per accompagnare noi del branco. Ringrazio
gli accompagnatori dell'agenzia "La Strada", che ha
organizzato il viaggio, per l'aiuto prestato. Non ci hanno mai
lasciato nei guai nonostante che i guai fossero sempre presenti.
Ringrazio tutto il gruppo che ha diviso con noi questi giorni
in terra russa ed ha contribuito a rendere la nostra vacanza
indimenticabile. Un particolare grazie all'equipaggio di Firenze
che, con molta pazienza e disponibilità, ci ha fatto
da ponte radio per tutta la durata del viaggio