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Cronaca del Tour a cura di Ivana Zuccali
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Eccomi
di nuovo qui con voi dopo la pausa estiva. Questa volta non
ho avuto nessuna difficoltà nel trovare un argomento
da sviluppare. Lo spunto mi è stato dato dal viaggio
in Russia effettuato lo scorso mese di agosto. Se avrete la
pazienza di leggermi, insieme potremo ripercorrere le tappe
effettuate o, per chi non ha viaggiato con noi, incuriosirsi
e chissà, magari, iscriversi il prossimo anno. Essendo
il nostro gruppo composto da 36 equipaggi, siamo stati suddivisi
in due sottogruppi, gialli e verdi. Pertanto la mia cronaca
si limiterà, nel limite del possibile, a descrivere
quello che in linea di massima ci ha accomunato.
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2 Agosto 2007 // AUGUSTOW ( Polonia )
Da oggi inizia ufficialmente il 7° Viaggio in Russia.
E’ una bellissima giornata di sole e le donne ne approfittano
subito : stendini, cordine, e la biancheria pulita e profumata
fa bella mostra di sé al campeggio Bartek che si trova
presso l’hotel Hetman di Augustow.E’ bello stare
ad assistere all’arrivo dei camper e con le mani salutare
dando il benvenuto ai nuovi equipaggi. Nel frattempo si è
sparsa la voce che nelle vicinanze c’è un supermercato
e chissà com’è , malgrado i camper strapieni
di viveri, una capatina è d’obbligo. Naturalmente
l’opinione comune è che solo la curiosità
di vedere e di assaggiare i prodotti del paese che ci ospita,
ci spinge a visitare il market ! Esito finale : le borse strapiene
non si contano, le bocce di acqua da 6 litri vengono caricati
sul nostro camper che era stato adibito a mezzo di trasporto
e soddisfatti, ma preoccupati per dove sistemare il tutto,
si fa ritorno ai camper. La giornata trascorre “ riscaldata
“ da uno splendido sole e “ raffreddata “
da Piero quando ci comunica, durante l’esposizione del
programma, che i tempi d’attesa alla frontiera lettone/russa
potranno anche essere di otto nove ore. Uomo avvisato, mezzo
salvato !
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3 Agosto 2007 // AUGUSTOW – REZEKNE ( Lettonia )
Levataccia ! ! ! Alle ore 7 del mattino, il gruppo dei gialli,
ai quali io appartengo, è già sulla dirittura
di partenza. Ci aspetta per oggi una marcia di trasferimento
da Augustow a Rezekne, circa 500 Km. Partono pertanto i primi
equipaggi, i restanti, il gruppo dei verdi, ci distanzierà
di circa mezz’ora. Guardando fuori dal finestrino, il
paesaggio che appare ai nostri occhi è alquanto monotono
e piatto : vegetazione, boschi, zero abitazioni. Fortunatamente
a movimentare il viaggio ci sono le cicogne ed i loro bellissimi
nidi d’ammirare. Non solo, a tenere viva la nostra attenzione,
la “ parte del leone “ la fanno le strade. Si sobbalza
in continuazione, sull’ asfalto ci sono quelle che noi
chiamiamo “ onde “ che portano a spasso i nostri
mezzi. E’ un idromassaggio “ a secco “ sia
in Lituania, il primo stato che abbiamo attraversato lasciata
la Polonia, che in Lettonia. Che dire poi degli autisti di Tir
che animano maggiormente la nostra tappa ? Spericolati, semplicemente
spericolati . Striscia continua, doppia striscia ? Semplici
decori sull’asfalto ! Volgendo lo sguardo a destra e a
sinistra osservo le case : costruzioni in legno, molto povere.
Qualcuno cerca con dignità di viverle ; malgrado le galline
razzolino davanti casa, alle finestre ci sono delle tendine
di pizzo e dei fiori. Sono solo all’inizio del viaggio
e già mi ha colpito la povertà della Lettonia.
Cosa vedrò allora in Russia ? Nel pomeriggio il gruppo
si è compattato al parcheggio di Rezekne. All’arrivo
ci ha accolto una bellissima immagine di un cavallo goloso di
mele. Anche un nido di cicogna ha attirato la nostra attenzione
: abbiamo sperato tanto di vederla arrivare, ma siamo rimasti
delusi. Probabilmente la nostra presenza l’ha tenuta lontana.
In serata Piero ci ha fatto conoscere le nostre guide, Irina,
Pietro ed Eugenio. Ci è stato così confermato
che i tempi d’attesa domani alla frontiera saranno lunghi.
Irina ci comunica che verranno consegnati ad ogni equipaggio
1000 rubli. Già penso di potermi dare allo shopping sfrenato
appena arrivata in Russia, ma quando mi dicono che equivalgono
a circa 30 Euro con cambio favorevole, …… decido
di andare a dormire !
- 4 Agosto 2007 // REZEKNE – PSKOV
La colonna sta viaggiando tutta unita. Sembriamo tanti diligenti
scolaretti in silenzio che ascoltano la voce di Piero che da
informazioni circa la strada da percorrere. Il traffico su queste
strade della Lettonia , è praticamente inesistente. Le
persone e soprattutto i bambini che vedono passare la colonna
di camper, salutano sorpresi e sorridenti. Io, a mia volta,
contraccambio i saluti sbracciandomi dal finestrino. Mi piacciono
questi “ scambi di convenevoli “ ! Ritornando all’argomento
delle strade poco trafficate…….. Tramite CB Piero
ci comunica che c’è un tratto ricoperto di ghiaia
e pertanto tutti i mezzi rallentano, distanziandosi maggiormente
uno dall’altro per evitare di sollevare ghiaia e danneggiarsi
a vicenda. Purtroppo in senso inverso arriva una macchina “
sparata “ che schizza sassi da tutte le parti, colpendo
il parabrezza di alcuni camper. Il più danneggiato risulta
il nostro, con tre evidenti buchi. Abbiamo fatto chilometri
senza incontrare una macchina, proprio adesso dovevamo incrociarne
una spinta ad elevata velocità ? Il danno ormai è
fatto, non ci resta che correre ai ripari in modo artigianale,
ricoprendo per quanto possibile i buchi con i “ cerotti
per vetro “ che fortunatamente l’assicuratore ci
aveva regalato. Sono le ore 9.30 e siamo alla frontiera di Gavry.
L’ansia per i documenti da compilare e le formalità
di espletamento, ogni tanto si fanno sentire. Da un CB all’altro
è un susseguirsi di informazioni, a volte sempre le stesse,
che risultano di difficile comprensione non avendo per le mani
i relativi documenti. E’ un passaparola incessante che
ci aggrega. Mentre ascolto distrattamente in quanto davanti
a noi abbiamo ancora parecchi camper che devono espletare il
tutto, una frase però non mi sfugge : “ I russi
staccano per fare la pausa pranzo “. In quel momento non
mi sono sentita un essere umano che pazientemente attende da
qualche ora di poter passare la frontiera, ma una “ pratica
d’ufficio “ appoggiata su una scrivania , che verrà
visionata dopo la pausa pranzo. A questo punto un bel panino
imbottito è quel che ci vuole. Ore 15.30 : anche l’equipaggio
n° 18 giallo passa sotto l’ultima sbarra, ora siamo
tutti in territorio Russo. Mi pervade una strana sensazione
sapendo di avere in mano il permesso di soggiorno che scadrà
il 22 agosto. Mi sento in prestito in terra straniera. Osservando
questo primo tratto di strada , sinceramente non percepisco
la differenza con la Lettonia. La povertà è simile
ed anche qui si mostra in tutto il suo aspetto. Per il momento
ciò che differenzia i due paesi sono le scritte. Infatti
ha fatto la sua comparsa l’incomprensibile cirillico.
Ai bordi delle strade le pattuglie di polizia non si contano.
Per noi, che non siamo abituati, fa un certo effetto, ci sentiamo
“ sorvegliati a vista “, anche se ci guardavano
semplicemente. Finalmente arriviamo al parcheggio a noi destinato
: si trova all’interno di uno stadio vigilato da custodi.
Alle finestre delle case di fronte, le persone ci osservano
con interesse. Siamo a Pskov, un grosso centro che visiteremo
domani con la guida.
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5 Agosto 2007 // PSKOV – VELIKIJE LUKI
Questa mattina abbiamo potuto dormire tutti in pochino di
più rispetto a ieri. La marcia di trasferimento è
infatti prevista per il pomeriggio. Pietro ha il compito di
accompagnare il nostro gruppo all’appuntamento in centro
con la guida, un professore d’arte preparatissimo in
materia e desideroso di far conoscere le tribolazioni che
la sua città ha subito in questi anni. Per prima cosa
ci porta nella Città Dovmont, che prende il nome da
uno dei primi principi ed è la parte meridionale di
Pskov. Qui osserviamo le fondamenta di una decina di chiese
costruite tra il XII ed il XV secolo. Attraverso un passaggio
entriamo nel cremlino dove l’assemblea dei cittadini
eleggeva i principi e dichiarava la guerra. Tutte le spiegazioni
dateci dalla guida, vengono in simultanea tradotte da Pietro
anche se, a volte, la bravura, l’enfasi e la gestualità
del professore, ci fanno intuire, pur senza capire, le sue
parole. La visita successiva è alla Cattedrale della
Trinità, la cui cupola dorata situata al centro, si
vede quando il cielo è sereno, a 30 km. di distanza.
All’interno della Cattedrale, che abbiamo potuto visitare
giustamente solo al termine della funzione, sono esposte icone
ingioiellate della Madonna. Purtroppo il tempo a nostra disposizione
termina velocemente. E’ già in arrivo il gruppo
dei verdi, il tutto verrà nuovamente ripetuto. Un grande
merito va a Pietro che per due volte, e con molta precisione,
deve tradurre la miriade di nozioni suggeritegli dalla guida.
Salutiamo l’altro gruppo e, con la scusa che a tutti
serve il pane, ci infiliamo nuovamente in un supermercato.
Qui la scelta dei prodotti si deve basare esclusivamente sulla
nostra intuizione. Osservo che istintivamente tutti noi cerchiamo
di leggere le etichette, ma il cirillico non è ancora
alla nostra portata. Spesa, pranzo frugale ed eccoci nuovamente
in viaggio. Alle ore 14 partono i gialli, seguiti a breve
distanza dal gruppo dei verdi. La monotonia del viaggio è
nuovamente interrotta dalla visione delle cicogne e delle
immancabili pattuglie della polizia che sembra abbiano la
mappa del nostro viaggio e seguano le nostre mosse. Fortunatamente
la guida ci impone un’andatura moderata che a noi può
andar bene per non incappare in nessun fermo, ma non lo è
per gli autisti di Tir che sorpassano in modo azzardato i
nostri mezzi. Risultato : tre di loro vengono fermati per
eccesso di velocità. Il resto del viaggio si conclude
tranquillamente al parcheggio di Velikije Luki, salvo sapere
all’arrivo dei verdi che un camper aveva forato una
gomma e che lo spirito di aggregazione del gruppo si era subito
messo in moto.
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6 Agosto 2007 // VELIKIJE LUKI – MOSCA
Sono le otto del mattino. A distanza di mezz’ora uno dall’altro
partono i due gruppi. Questa sera è previsto finalmente
l’arrivo a Mosca. Il trasferimento procede normalmente
fino a quando un cartello mai visto fino ad ora, ci segnala
i 50 orari per 10 km. Mentalmente mi pongo la domanda del perché
di questo particolare cartello. Ai primi 10 km. ne dobbiamo
sommare altri 7, poi altri 10. Finisco per perdere il conto.
La strada è terribile, i nostri mezzi vengono messi a
dura prova. Oscilliamo a destra e a sinistra in continuazione,
facciamo lo slalom attorno a profonde buche. Più che
una colonna di camper, sembriamo una carovana di diligenze ispirate
ai film del far west. Ci facciamo coraggio con i nostri CB,
auspicando che il tutto ci possa servire come esercizio fisico.
Sarà vero ? Quando finalmente ci fermiamo per la pausa
caffé, sembriamo tanti tarantolati. Commenti, risate,
e di nuovo in marcia a sobbalzare. A tenerci compagnia sono
le infrazioni al codice della strada che vediamo normalmente
sulle strade. Quello che più temo sono i sorpassi effettuati
in prossimità dei dossi, senza avere la possibilità
di vedere se in senso inverso sopraggiunge qualche autovettura.
Questa infrazione la definisco roulette….……russa!
Il gruppo è era compatto e tutti gli equipaggi sfilano
in bella mostra, destando ancora una volta meraviglia a chi
ci vede. Siamo a circa 100 km. da Mosca e dopo tanto verde,
riesco a vedere un minuscolo villaggio in muratura con piccole
casette graziose e colorate. Spero finalmente di vedere abitazioni,
persone, ma niente ancora. Abbiamo fino ad oggi percorso strade
e strade senza traffico quando all’improvviso, ad una
quarantina di km. da Mosca, la situazione si ribalta completamente
: lavori in corso, strettoie, caos, corsia unica e naturalmente
macchine che sfrecciano sorpassando a sinistra, a destra ed
anche contromano. Siamo solo a 15 km. da questa importante capitale
e sulla strada che stiamo percorrendo, anziché vedere
un agglomerato di case che mi fa intuire che siamo in prossimità
di un grande centro, vedo solo sparuti gruppi di casette colorate.
All’improvviso, entrando nella trafficatissima tangenziale,
l’impatto con i palazzoni è impressionante : le
minuscole casette sono state soppiantate da enormi grattacieli
alveari. Con calma, pazienza ed occhio vigile a sinistra e a
destra da parte di chi guida i nostri camper, finalmente arriviamo
in prossimità dell’hotel Soyuz che ci ospiterà
nei suoi parcheggi. Manca però la ciliegina sulla torta
: siamo tutti ordinatamente incolonnati, andiamo piano, ma dei
poliziotti fermano un camper per un controllo. Con l’intervento
di Pietro, la nostra guida, il tutto si risolve nell’arco
di pochi minuti. Domanda : con le numerose infrazioni che abbiamo
visto oggi lungo le strade che abbiamo percorso, proprio un
nostro equipaggio che viaggiava tranquillamente dovevano fermare
? Finalmente dopo un po’ di peripezie legate agli spazi
destinati ai parcheggi, alle ore 21.15 anche l'ultimo camper
spegne i motori. Relax per tutti dopo 465 km. e 13 ore di viaggio.
- 7 Agosto 2007 // MOSCA
Puntualissimi, alle ore 8.30, i due pullman partono in direzione
di Mosca. Essendo l’ora di punta, ma a quanto pare qui
è sempre così, il traffico è molto intenso.
Natasha, la nostra guida, durante il percorso ci fa notare
subito i palazzoni dormitori che già avevano attirato
la mia attenzione ieri. Mano a mano che ci avviciniamo al
centro, le costruzioni invece cambiano, assumendo vari stili
architettonici. La prima fermata per tutti è alla Collina
dei Passeri, dove sorge la guglia stalinista dell’Università
Statale di Mosca, una delle “ 7 sorelle “ visibile
da diversi punti della città grazie ai suoi 36 piani.
Fu costruita dai condannati ai lavori forzati . Tappa successiva,
i giardini dove poter ammirare il Convento di Novodevichy,
fondato nel 1524 e ricostruito dalla sorellastra di Pietro
il Grande, Sofia, che ne fece la sua seconda residenza, quando
governò la Russia intorno all’anno 1680. All’età
di 17 anni, Pietro depose la sorellastra e la confinò
a Novodevichy. In seguito Sofia fu raggiunta dalla prima moglie
di Pietro, ripudiata ed esiliata anch’essa in convento,
perché non gli aveva dato un erede in quanto sterile.
Dalle successive nozze di Pietro nacque il famoso Ivan il
Terribile. Accanto al Convento si trova il cimitero di Novodevichy
o degli onori, che abbiamo avuto la possibilità di
visitare. Qui riposano illustri personaggi : Anton Chekhov,
Chruscev, Raissa Gorbaciova, Nikolai Gogol, la seconda moglie
di Stalin ed il figlio, Boris Eltsin e tanti altri. Chi ha
colpito un po’ tutti, è stata la statua in bronzo
raffigurante non un illustre personaggio, ma il direttore
di un circo, seduto, sigaretta in bocca ed accanto a lui,
accovacciato, il suo cane. Il viso di questo personaggio trasmetteva
tranquillità, serenità, pace. Sicuramente questo
era il messaggio che aveva trasmesso in vita e che ha voluto
lasciare come ricordo. Dopo la visita al Cimitero, è
stata la volta del pranzo raffinato in un ristorante tipico
russo. Passeggiando lungo la strada, il locale all’esterno
non attira minimamente l’attenzione. Il suo interno
invece è veramente unico: sale e salette si susseguono
creando ambienti particolari, lampade in stoffa illuminano
i tavoli, le luci soffuse, le pareti dai tenui colori, gli
uccellini nelle gabbie , il pappagallo nell’antisala,
il bancone a carrozza, il cavallo in legno ad altezza reale
contribuiscono inoltre a dare un tocco speciale a tutto l’insieme.
Dopo il pranzo, la tappa successiva è stata la visita
alla gigantesca Cattedrale di Cristo Salvatore in riva al
fiume Moscova, che sorge sul luogo occupato in passato da
una chiesa costruita tra il 1839 ed il 1883 per commemorare
la vittoria su Napoleone. Venne distrutta da Stalin durante
l’offensiva antireligiosa ed al suo posto avrebbe dovuto
sorgere un Palazzo del Soviet alto mt. 315 ed una statua di
Lenin alta mt. 100. Del progetto non se ne fece nulla e venne
realizzata la piscina più grande del mondo. Ora è
possibile ammirare l’attuale chiesa che è stata
costruita in soli due anni, in tempo per l’850°
anniversario della fondazione di Mosca nel 1997. Il suo interno
è stato ricostruito in base ai documenti in bianco
e nero e a colori che sono stati ritrovati. I dipinti rappresentano
nel modo più fedele quelli precedenti, anche se qualcosa
è stato lasciato alla fantasia. Con l’ascensore
siamo saliti fino alla cupola dalla quale si domina tutta
Mosca. Purtroppo il brutto tempo ci ha messo fretta e nuovamente
ci siamo ritrovati sul pullman. Ennesima sosta, questa volta
non culturale : visita “ non guidata “ al supermercato.
Io ho cercato del materiale per realizzare una piccola sorpresa
per tutti a fine tour, ma non ho trovato esattamente quello
che cercavo. Pazienza. Con le borse come al solito stracariche,
torniamo velocemente all’Hotel Soyuz perché il
temporale ci sta raggiungendo.
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8 Agosto 2007 // MOSCA
Eccoci nuovamente, gialli e verdi sui rispettivi pullman.
Solita infinita coda mattutina. Quello che sorprende è
la tolleranza dei nostri autisti nei confronti degli indisciplinati
automobilisti moscoviti. Finalmente arriviamo al Cremlino,
il centro del potere politico russo. La parola Cremlino, c’
informa Natasha, significa cittadella fortificata o fortezza.
La prima palizzata di legno intorno a Mosca fu costruita intorno
al 1150, mentre il “ Cremlino dalle pietre bianche “
fu costruito intorno al 1360 più o meno con gli stessi
confini attuali. Alla fine del XV° secolo, Ivan il Grande
fece arrivare dei capomastri da Pskov e dall’Italia
per la costruzione di nuove mura, torri e delle tre grandi
cattedrali del Cremlino. La minaccia più seria alla
fortezza fu portata da Napoleone che ne fece abbattere alcune
parti prima di ritirarsi nel 1812. Fortunatamente l’avanzata
dell’esercito russo ne impedì la completa distruzione.
Nel 1935 Stalin fece rimuovere dalle torri più alte
delle mura le aquile imperiali a due teste, sostituendole
con le stelle rosse attualmente visibili. Entrati nel Cremlino
, la nostra guida ci ha portato a visitare la Cattedrale dell’Assunzione,
costruita tra il 1475 ed il 1479 dall’architetto bolognese
Aristotele Fioravanti. Nel 1812 l’esercito francese
la utilizzò come stalla e la depredò di 295
kg. di oro più 5 tonnellate di argento. Fortunatamente
parte del bottino venne in seguito recuperato. L’interno
della Cattedrale è caratterizzato da caldi toni dorati,
rossi e blu. Bellissima la Vergine di Vladimir, una copia
dell’immagine più venerata di tutta la Russia,
eseguita all’inizio del XV° secolo. L’originale
del XII° secolo si trova esposta nel museo. All’esterno
della Cattedrale, accanto al campanile di Ivan il Grande,
si trova la Zarina delle campane, la più grande del
mondo, del peso di 200 tonnellate, che però non ha
mai suonato. Poco più avanti , lo Zar dei cannoni,
forgiato nel 1586. Dalla sua bocca non è mai uscito
neppure un colpo. La seconda Cattedrale visitata è
stata quella dell’Annunciazione, risalente al 1489,
cappella privata della famiglia reale. Al suo interno abbiamo
assistito all’esecuzione di canti eseguiti da preti
ortodossi dalla possente voce. Con il pullman e con i minuti
contati, eccoci all’esterno della Piazza Rossa. Varcato
l’ingresso ci siamo trovati direttamente sulla Piazza
lunga mt. 400 e larga mt. 150. Sullo sfondo, possente, si
erge la Cattedrale di San Basilio dal bellissimo colore. Questo
simbolo della Russia fu realizzato tra il 1555 ed il 1561.
E’ costruita su nove cappelle principali ed al centro
è posta quella più alta. Secondo la leggenda,
Ivan il Terribile avrebbe fatto accecare l’architetto
che la realizzò per impedirgli di costruire qualcosa
di altrettanto bello. Solo la cappella nord-orientale, aggiunta
in seguito, è dedicata a San Basilio. Infatti fu costruita
sulla tomba del beato Basilio, un veggente che girava quasi
nudo e che predisse che alla partenza per Kazan, Ivan il Terribile
avrebbe ucciso uno dei suoi figli, cosa che puntualmente si
verificò. Dopo aver girovagato nel labirinto che porta
all’uscita dalla Basilica, i morsi della fame hanno
iniziato a farsi sentire. Ci siamo un po’ tutti sparpagliati,
fermo restando l’appuntamento per le ore 14.45. Un gruppo
si è recato con Pietro al self-service dei Magazzini
GUM, un tempo simbolo dei mali dell’economia sovietica,
dove code interminabili e scaffali semivuoti con articoli
di bassa qualità erano all’ordine del giorno.
Dopo la perestroika le cose sono cambiate e oggi il GUM è
un centro commerciale con oltre 1000 negozi eleganti. All’ora
prestabilita, eccoci di nuovo tutti uniti : è il momento
di visitare la Metropolitana. Molte delle eleganti stazioni
sono vere opere d’arte rivestite di marmo e decorate
con affreschi, stucchi, mosaici, lampadari. Noi abbiamo visitato
due stazioni che sembravano veri salotti. Niente scritte sui
muri, niente cartacce per terra, nessun atto vandalico alle
statue ( nel nostro caso rappresentati i mestieri ) che si
trovano ad altezza di uomo. Scesi alla fermata Ulitsa Arbat,
abbiamo percorso un tratto del viale pedonale lungo più
di un chilometro. Questo è la via più famosa
di Mosca, frequentata da pittori di strada e venditori di
souvenirs. Una corsa veloce a comprare qualche ricordino e
poi di nuovo tutti in pullman. Per alcuni di noi alle ore
18 li aspetta la partenza per il Circo di Mosca.
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9 Agosto 2007 // MOSCA
Oggi per noi è in programma la visita al grande mercato
Izmaylovo. Anche se siamo stati tutti puntuali , il traffico
ci ha “ rubato una fetta di tempo “. Mattinata
terribile. Gli automobilisti non ci pensano due volte a fare
le cose più assurde : attraversare prati, andare sui
marciapiedi, imboccare sensi vietati e, cosa mai vista, viaggiare
sulle rotaie del tram ! Anche se le macchine, in conseguenza
delle lunghe code si surriscaldano, i moscoviti non si scompongono.
Si fermano per la strada dove capita e nessuno suona. Succedesse
a Milano …. I tamponamenti sono all’ordine del
giorno. Anche oggi ne assistiamo ad uno. Nessuna discussione,
constatato il danno resta solo l’attesa dei poliziotti
per gli accertamenti. Non si possono rimuovere i mezzi altrimenti
l’assicurazione non rimborsa, quindi un ostacolo in
più per strada a complicare la circolazione. Finalmente
alle ore 11 e dopo due ore passate sui pullman, arriviamo
a destinazione. Ci dirigiamo tutti all’interno del mercato
a fare shopping. Il pranzo oggi è libero ed ognuno
può scegliere di andare dove desidera. Irina suggerisce
un locale dove si mangia bene e si spende poco. Ci andiamo
e per nostra fortuna troviamo un menù scritto in inglese.
Unico inconveniente un equivoco riguardante la birra : avevamo
ordinato sei birre da due litri l’una! Fortunatamente
qualcuno si è accorto del malinteso. Giornata piacevole,
cena e di nuovo sui pullman. Visita alla città di Mosca
di sera. Noi gialli come guida abbiamo ancora Natasha, mentre
i verdi hanno suo fratello. Prima tappa, Piazza Rossa : illuminata
è fantastica, le foto non si contano. Cinzia movimenta
la serata estraendo dalle borse bottiglie e bicchieri per
brindare. Foto ricordo e saluto a questa bella Piazza. Secondo
appuntamento della serata è al lago dei cigni, il luogo
che ispirò Cajkovskij. Nello specchio d’acqua
si riflette, illuminato, il Convento di Novodevichy. L’immagine
è deliziosa. Malgrado le persone si spostino da punto
all’altro per scattare fotografie, il tutto avviene
nel più totale silenzio per non disturbare la magia
del luogo. Ultima fermata con i pullman : la Collina degli
Inchini o Parco della Vittoria, dove le fontane zampillano
acqua rossa ( un effetto ottico dovuto alle luci ). Qui viene
rappresentato il sangue versato in questo luogo. A mezzanotte
e trenta rientriamo tutti al parcheggio. Nei miei occhi ho
tante belle immagini della giornata trascorsa, ma quella che
maggiormente ha toccato il mio cuore è quella di un
bimbo, uno zingarello di circa quattro anni, che seduto in
un sottopassaggio attirava l’attenzione dei passanti
emettendo dei suoni, non una melodia, non sapeva suonare,
con la sua piccola fisarmonica. Il suo minuscolo corpicino
si muoveva con dei tic nervosi che non riusciva a controllare.
Mi è stato detto che era lì dalla mattina. Fuori
dal sottopasso, seduta sui gradini, la mamma cercava la carità.
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10 Agosto 2007 // MOSCA – SUZDAL
Dopo aver dormito solo poche ore, la carovana si mette in
moto. Lasciamo definitivamente Mosca, siamo diretti a Suzdal.
Questa volta prendiamo la tangenziale in senso inverso rispetto
al centro. E’ trafficata, ma con un flusso scorrevole.
Non va dimenticato che Mosca è una città che
conta dieci milioni di abitanti e quando le persone si spostano
per recarsi ai posti di lavoro, è inevitabile che tutte
le arterie cittadine vengano intasate. Essendo ancora abbastanza
presto, siamo relativamente fortunati. Che siamo in una grande
metropoli, lo si intuisce anche osservando il cielo : il grigiore
dell’inquinamento atmosferico è evidente. Contrariamente
alla strada che abbiamo percorso da Augustow fino qui, ad
oltre 40 km. da Mosca si possono ancora vedere schiere di
palazzoni di 10/15 piani che si stagliano lungo le strade
periferiche , creando l’aspetto di tanti mostri inespressivi
che ti fagocitano. Ci fermiamo al distributore per il rifornimento
di carburante e Luciano chiede l’aiuto della guida per
l’acquisto di olio da aggiungere al motore, in quanto
è uscita la segnalazione sul computer di bordo che
ne mancano due litri. Essendo un mezzo nuovo, la cosa è
plausibile. Ripartiamo e qui comincia la nostra piccola disavventura.
L’equipaggio dietro il nostro ci comunica che del fumo
bianco esce dal tubo di scappamento. Il primo pensiero è
: bruciamo olio. Ci fermiamo immediatamente e con noi gli
altri equipaggi che ci seguono e che chiudono la colonna.
Il dubbio è che l’olio che ci hanno venduto,
non sia compatibile con il motore del nostro mezzo (scopriremo
poi a Milano che l’olio andava bene). Dopo alcuni controlli
con l'aiuto di alcune persone del gruppo, il problema viene
risolto e raggiungiamo il resto della colonna, sia i gialli
che i verdi, a Vladimir. Qui, nel parcheggio dove ci siamo
fermati, i vigili non vogliono lasciarci sostare per il pranzo
: probabilmente siamo troppi. Le nostre guide ci confermano
che avevano avuto l’autorizzazione. Con paziente attesa
l’imprevisto si risolve. Purtroppo non possiamo visitare
la città, quindi ci rimettiamo in marcia. Arriviamo
a Suzdal : anch’essa, come Vladimir fa parte dell’Anello
d’Oro, città fortificate, tra le più antiche
della Russia, a nord-est di Mosca. Giusto il tempo di parcheggiare
i camper, che già ci troviamo seduti sui pullman. Arriviamo
fino al centro dove ci raggiunge una guida locale anche lei
dal nome Irina. Insieme visitiamo il Museo all’aperto
dell’Architettura in legno e della vita contadina .Sembra
di entrare in un villaggio primitivo con le sue case fatte
di tronchi : ne visitiamo una ricca di attrezzi, la chiesa
e ci dobbiamo accontentare, essendo vietato l’ingresso,
di osservare solo dall’esterno altre abitazione ed il
mulino a vento. Ultimata la visita, Irina ci accompagna a
piedi a vedere la Cattedrale della Natività della Vergine,
dalle cupole azzurre, luccicanti d’oro, fondata attorno
al 1220. Qui è esposta la famosa “ porta d’oro
“. Proseguendo lungo il viale alberato, incontriamo
un susseguirsi di bancarelle; esposti sui banchi vari oggetti
in legno intagliati. Giunti ai portici commerciali, vediamo
tante signore che espongono sui muretti i prodotti dei loro
orti o alberi da frutta. Osserviamo, senza potervi entrare,
il Monastero del Salvatore di Sant’Eutimio, il Monastero
della Deposizione ed il Convento dell’Intercessione
fondato nel 1364, un luogo di esilio per le spose ripudiate
dagli zar. Attualmente ospita una comunità di circa
40 suore. Salutata Irina, velocemente ci prepariamo perché
ci attenda una cena in un locale tipico russo. Anche qui,
come abbiamo già avuto modo di constatare al ristorante
di Mosca, il personale di servizio è veloce a servire,
sparecchiare e non sorride mai. Noi italiani, allegri, aperti,
chiacchieroni, troviamo questo comportamento alquanto “freddo”.
Evidentemente fa ancora parte della loro cultura. Ultimata
la cena e essendoci ancora molto chiaro, quattro chiacchiere
tra amici è il minimo che si possa fare. Sedie, bicchierini
e naturalmente vodka. La serata tranquillamente volge al termine,
il parcheggio si svuota, le porte dei camper si chiudono,
il silenzio regna sovrano tra i nostri mezzi. La stanchezza
della giornata trova il suo meritato riposo.
11
Agosto 2007 // SUZDAL – YAROSLAVL
Questa mattinata è dedicata al relax, la partenza per
Yaroslavl è prevista nel primo pomeriggio. Le bancarelle
viste di sfuggita ieri hanno destato la curiosità di
parecchi di noi, e avendo la mattinata a disposizione, un giro
a piedi a fare qualche acquisto sembra un ottima soluzione.
La giornata è bella, il clima è perfetto, e dopo
pranzo manca solo un po’ di musica in attesa dell’orario
previsto per la partenza. Detto, fatto , ed un CD di Eros Ramazzotti
ci invoglia a ballare. Io, invitata da Emilio, non mi sottraggo,
Luciano invita Anna, Patrizia ed Ettore seguono l’esempio,
altri si aggregano e sotto l’occhio divertito di alcuni
compagni di viaggio, Piero “ immortala “, con la
macchina fotografica, questo allegro intermezzo. Purtroppo arriva
il momento di partire, quindi spegnamo il CD ed accendiamo il
CB ( sembra uno scioglilingua ). Lasciamo Suzdal, le belle isbe
che si affacciano sulla strada principale, le caprette che brucano
nei prati e seguiamo la deviazione in quanto la strada che porta
fuori dalla cittadina, è occupata dalle bancarelle per
la festa del paese. Qui ci aspetta un tratto terribile, le buche
sono talmente tante e di grosse dimensioni, che i camper hanno
difficoltà ad evitarle. Fortunatamente non ci sono conseguenze
per i nostri mezzi e riprendiamo il normale percorso. Dopo circa
un paio d’ore di marcia, vediamo ai bordi della strada,
ferma, la colonna dei verdi che ci aveva preceduta nella partenza.
Un equipaggio ha riscontrato un problema ai freni. Tutti, dal
primo all’ultimo, restano pazientemente in attesa che
l’inconveniente si risolva nel migliore dei modi. Noi,
passando, salutiamo gli amici che nel frattempo sono scesi dai
camper, e proseguiamo il tragitto. Per una sosta ci fermiamo
ai bordi di una strada; qui i rettilinei sono interminabili
e trovare un posto per parcheggiare i camper non comporta nessuna
difficoltà. Appena scesi, ci soffermiamo increduli ad
osservare lo stato di povertà nel quale vivono le persone.
Piero ce ne aveva parlato, ma è solo vedendo con i propri
occhi, che è possibile rendersene conto. Notiamo in lontananza
un gruppetto di bambini che sta giocando nel prato davanti a
casa . Ci avviciniamo ed oltre a loro, vediamo un bambino piccolo,
sporco, seduto in una tinozza di metallo contenente poca acqua
nera, sopra la quale galleggiava una sostanza verdastra. Rimaniamo
tutti colpiti dalla povertà che regna in questa casa.
Prendiamo dai camper alcuni giochi, indumenti, scarpe destinati
alla missione di Padre Fiorenzo e li portiamo alla mamma di
questi bambini. La generosità si fa largo fra noi e tutti
apriamo le nostre dispense alla ricerca di cibo, biscotti, cioccolata,
caramelle da regalare. La mamma ed i bimbi ci ringraziano in
continuazione. Quando ripartiamo ho negli occhi due immagini
: il sorriso dei bambini di fronte ai giocattoli ed il viso
inespressivo del piccolino dentro quella tinozza. Successivamente,
abbiamo visitato una chiesa ortodossa nella quale si stava svolgendo
una funzione. Le donne preposte alla sorveglianza di questi
luoghi di culto, sono tutte molto severe. Anche in questo caso
ci sentiamo “ gli occhi puntati addosso “. Silenziosamente
usciamo dalla chiesa ed alcuni di noi si avvicinano ad una contadina
che vende cipolle e patate. Gentilmente lei ci porta a visitare
il suo orto ed il marito ci mostra l’interno della loro
isba : modesta, ma pulita e dalle tende in pizzo bianchissime.
Ringraziamo e ritorniamo ai nostri camper . Si riparte e finalmente
arriviamo ad Yaroslavl, una cittadina di circa 700.000 abitanti.
La attraversiamo lentamente causa semafori ed automobilisti
indisciplinati, ed infine parcheggiamo in un centro sportivo.
La serata, dopo la rassicurazione di Piero che l’indomani
mattina avremmo potuto dormire un pochino di più, trascorre
tra chiacchiere e risate.
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12 Agosto 2007 // YAROSLAVL
Tutti a rapporto ! Piero deve sorteggiare chi di noi avrà
la guida che parla italiano per la visita alla città
ed inoltre chi partirà per primo nel pomeriggio con
la navetta. La sorte favorisce in entrambi i casi il gruppo
dei verdi. Subito dopo, con i pullman, veniamo accompagnati
nel punto stabilito per l’incontro con le nostre guide.
A noi fa da interprete Pietro. Prima tappa il Monastero della
Trasfigurazione del Salvatore, risalente al XVI secolo, uno
dei più ricchi e meglio fortificati della Russia. Le
strutture più antiche che si sono conservate, risalenti
al 1516,sono la Porta Santa ( si diceva che chi oltrepassava
quella porta lasciava al di fuori il fardello dei suoi peccati
), e la Cattedrale della Trasfigurazione. Una piacevole sorpresa
è stato l’ascolto nel cortile di una melodia
suonata da un campanaro che, manovrando dei fili, suonava
delle campane sostenute da quattro supporti da macchina fotografica.
Proseguendo il nostro cammino, ci è stato mostrato
in un tranquillo giardino, il monumento alle vittime della
guerra e della repressione del XX secolo, sempre onorato da
due militi. Ripartiti, dal pullman osserviamo una delle tante
chiese dedicate a San Nicola, il Santo protettore dei mercanti.
Nuovamente ridiscesi, abbiamo passeggiato per il parco situato
dietro al Museo d’Arte. Qui è visibile un grosso
lastrone di pietra nel punto esatto in cui il principe Yaroslav
fondò la città nel 1010. Ai piedi del monumento
della Trinità, foto di rito. Questo parco si estende
fino alla fine della lingua di terra che separa il Volga dal
Katorosl.. Gli argini rialzati sopra questo fiume, indicano
il luogo ove sorgeva l’antico Cremlino di Yaroslavl.
Ultima tappa della nostra escursione mattutina, la visita
alla deliziosa chiesa del Profeta Elia, costruita con il contributo
d’importanti mercanti di pellicce del XVII secolo. I
corridoi sono completamente affrescati. All’interno
della chiesa sentiamo un coro : sono dei cantori che si stanno
esibendo, in una saletta, per il gruppo dei verdi. Fortunatamente
i loro canti vengono ripetuti anche per noi. La mattinata
volge al termine. Ritorno ai camper per il pranzo e poi nuovamente
fuori. Nel primo pomeriggio è prevista l’escursione
sul fiume Volga. Il tempo è bello, c’è
un sole caldo, ma noi siamo vestiti con pantaloni lunghi ed
attrezzati con golf o giubbini, in quanto visiteremo il Monastero
femminile di Tolga ed il luogo merita il giusto rispetto.
Il battello sul quale saliamo è riservato a noi, una
“ piacevole sensazione di possesso “. Navighiamo
il Volga e arriviamo fino a Tolga, dove è situato il
Monastero. Prima di entrare chiedono alle donne di coprirsi
il capo e a tutti di osservare silenzio. La guida del nostro
gruppo è una giornalista russa e svolge questo compito
come volontaria. Per prima cosa ci mostra la Chiesa del Salvatore,
costruita nel punto dove vennero trucidati dei monaci. È
una costruzione con cupola centrale, contornata da altre nove
più piccole. Di fronte si trova la Basilica dalla grande
cupola, che rappresenta Cristo, attorniata dalle quattro che
simboleggiano gli Evangelisti. All’interno della Basilica
si trova l’icona da loro tanto venerata. La storia racconta
che l’Arcivescovo Trifon, durante un sogno, ebbe la
visione di un ponte luminoso da attraversare, dell’icona,
e della perdita del suo scettro. A distanza di tempo rinvenne
realmente questo scettro, che aveva smarrito, vicino all’icona.
Per devozione fece costruire una Basilica che venne bruciata
cento anni dopo. Si salvò solo l’icona con l’immagine
della Madonna che piangeva. La Basilica venne nuovamente ricostruita
ed oggi l’icona si trova al suo interno e quotidianamente
venerata. Questo sogno, si narra, avvenne il 21 agosto ed
ogni anno questa ricorrenza viene ricordata con una grande
festa. Inoltre vengono aperti i cancelli del giardino ed è
possibile vedere il punto dove fu rinvenuta l’icona.
Si narra, fra l’altro, che Ivan il Terribile, affetto
da gravi problemi di deambulazione, venne portato in questo
Monastero con la portantina e ne uscì miracolato, con
le proprie gambe. Da quel giorno il Monastero si arricchì
per le continue offerte da parte di Ivan. Terminata la visita
e risaliti sul battello, un rinfresco offerto dall’organizzazione
movimenta il viaggio di ritorno. La giornata si conclude con
una tavolata nel piazzale del parcheggio alla quale partecipiamo
tutti : siamo in ottantotto.
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13 Agosto 2007 // YAROSLAVL – SERGIEV POSAD –
TVER
Oggi tappone : abbiamo in programma la visita al Monastero di
Sergiev Posad ed il pernottamento a Tver. La mattinata inizia
per il gruppo dei gialli alle ore 7. Tutto procede bene fino
a quando un camion, nel passare, schizza un sasso sul vetro
di Giovanni, danneggiandolo. Questa scena l’ho già
vissuta ! Per l’ora di pranzo arriviamo a Sergiev Posad
e nel pomeriggio visitiamo il Monastero della Trinità
fondato nel 1340 da San Sergio di Radonezh, Santo Patrono di
tutta la Russia, un monaco eremita che morì all’età
di 78 anni. Il Monastero, chiuso dai bolscevichi, ha ripreso
a funzionare dopo la seconda guerra mondiale, è diventato
museo e qui vi si trova anche la residenza del Patriarca ( oggi
Alessio II ). Attualmente vengono ospitati 300 monaci . Nella
Cattedrale della Trinità, per venerare il corpo del Santo,
ogni giorno viene celebrata una funzione ed un monaco a turno,
dall’alba fino alle ore 21, prega d’innanzi alla
sua tomba mentre cori improvvisati di fedeli intonano litanie.
Guardiamo, solo dall’esterno, la Cattedrale dell’Assunzione,
terminata nel 1585 con i soldi donati da Ivan il Terribile per
il rimorso di aver ucciso il proprio figlio. Vicino alla Cattedrale
si trova la tomba di Boris Godunov , unico zar non seppellito
nel Cremlino di Mosca. Purtroppo la Cappella del Pozzo, era
senz’acqua, zampillerà solo domani in occasione
della festa del miele . Di fronte è visibile il campanile
barocco a cinque piani , che in passato aveva 42 campane. Terminata
la visita riprendiamo il trasferimento. Alla prima sosta scopriamo
che un camper ha un problema ad una gomma. Per puro caso, dove
ci siamo fermati ? Proprio su un piazzale dove si trova un gommista
! Con 6 Euro e l’aiuto di qualche volonteroso amico camperista,
siamo nuovamente tutti pronti per partire. Non c’è
il due senza il tre : meglio arrivare al più presto al
parcheggio di Tver e sfatare il proverbio. Non si sa mai ….
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14 Agosto 2007 // TVER – NOVGOROD
Oggi dobbiamo trasferirci da Tver a Novgorod. Fa molto caldo.
Bisogna ammettere che con il tempo siamo stati molto fortunati;
della pioggia neppure l’ombra. Ovviamente le giornate
registrano una temperatura estiva, siamo nel mese di agosto
e non potrebbe essere diversamente, ma mai avremmo potuto immaginare
che Irina ci comunicasse che ieri era stata la giornata più
calda dal 1820 ! Il trasferimento non ha registrato niente di
particolare. La serata, in compenso, è stata allietata
dagli auguri ai camperisti che festeggiano il compleanno nel
mese di agosto.
Dopo lo scherzo da parte di Piero che li ha chiamati e raggruppati
tutti con una scusa, comunicando loro che dovevano aiutare durante
il trasferimento a San Pietroburgo, la poesia a loro dedicata
ha risollevato gli animi. Il coro di “ Tanti auguri “
e le belle parole di ringraziamento che ci ha dispensato un’emozionata
Maria Lina, hanno concluso la serata.
100 DI QUESTI GIORNI
AGOSTO TUTTI INSIEME
LA RUSSIA ABBIAM GIRATO
CHE BELLO L’ENTUSIASMO
CHE QUESTO CI HA PORTATO
AGOSTO POI C’E’ CHI
IN QUESTO MESE E’ NATO
ED IL SUO COMPLEANNO
FORSE SI E’ SCORDATO
STASERA QUI LA GRANDA
LI VUOLE RICORDARE
E PROPRIO TUTTI INSIEME
LI VUOLE FESTEGGIARE
AUGURI A CARLA E LAURA
ROBERTA ED ANNALISA
PATRIZIA, MARIA LINA
GIAN PIERO, ENZO E MAURO>
A LORO VOGLIAM DIRE
CHE GLI “ ANTA “ OGGI PER VOI
SONO ANCORA PIU’ IMPORTANTI
PERCHE’ SIETE CON NOI
E ALLORA ……… UN AUGURIO DI VERO CUORE
E’ QUELLO CHE VI FACCIAMO
E 100 DI QUESTI GIORNI
IN CORO VI DICIAMO !!!!!
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15 Agosto 2007 // NOVGOROD – SAN PIETROBURGO
Oggi è ferragosto; in programma per noi ci sono la
visita guidata a Novgorod, ed il pranzo in un locale tipico
della città. La nostra guida, Irina ( ma qui in Russia
si chiamano tutte così? ) è brava, simpatica
e spiritosa. Ci spiega che Novgorod, il cui significato è
“ città nuova “, ha un bellissimo Cremlino
che ci mostra esternamente dalla riva delle tranquille acque
del fiume Volkhov (torbido). Al di qua del ponte pedonale,
prima di entrare nel Cremlino, ci fa osservare il vecchio
mercato di Novgorod con i resti di un portico del XVII secolo.
Entrati nella fortezza, la prima cosa che ci viene mostrata
e che colpisce tutti per la sua possente bellezza, è
una massiccia scultura del peso di oltre 300 tonnellate. Inaugurata
nel 1862, sui suoi fianchi mostra scolpite 127 personalità
che hanno contribuito a fare la storia della Russia: sovrani,
statisti, scienziati ed artisti. Il monumento è alto
16 metri ed è miracolosamente sopravvissuto alla seconda
guerra mondiale. I nazisti, infatti, lo smontarono con l’intento
di trasferirlo in Germania, ma furono costretti a fuggire
senza aver portato a termine il loro progetto. I soldati russi
raccolsero da sotto la neve i frammenti e lo ricomposero.
La nostra visita prosegue all’interno della bella Cattedrale
di Santa Sofia, in stile bizantino, principale attrattiva
della città, nonchè uno dei più antichi
edifici della Russia. Ultimata nel 1502, il suo esterno ricorda
quello di una fortezza, completamente privo di decorazioni
e progettato per resistere agli attacchi ed agli incendi.
Le fiamme infatti divorarono una precedente chiesa di legno.
Nelle vicinanze della Cattedrale vi sono un campanile del
XV secolo ed una torre dell’orologio, decisamente pendente,
del XVII secolo. Vera sorpresa è stato il pranzo, servito
in una torre adibita a ristorante, con specialità ovviamente
russe. Il pomeriggio, iniziato tranquillo con il trasferimento
verso San Pietroburgo, ha registrato un momento di panico
quando il camper n° 3 verde di Bruno ed Elvira, durante
il rifornimento al distributore di benzina mentre faceva il
pieno al generatore, ha preso fuoco. Fortunatamente la prontezza
di una guida e di alcuni camperisti muniti di estintori, hanno
spento le fiamme in poco tempo. Danni alla parte posteriore
del camper, tanto spavento, ma tutti incolumi. Ripresa la
marcia ci troviamo in mezzo ad un vero nubifragio e ad una
forte grandinata. Ci vogliono prudenza ed attenzione ed inoltre
non bisogna perdere di vista il camper che ci precede. Le
macchine ed i camion, malgrado la scarsa visibilità,
ci sorpassano infilandosi tra i mezzi ed il “ serpentone
“ formato dal 36 camper si allunga sempre di più.
Finalmente per il sollievo di tutti, smette di piovere. Arriviamo
a San Pietroburgo e qui i CB che fanno da ponte diventano
indispensabili. Sono state inserite dall'agenzia varie auto
in diversi punti della nostra colonna in modo da evitare di
sbagliare strada ed è andato tutto bene. A colpo d’occhio
la città è bellissima, ma non ci possiamo distrarre,
domani avremo tutta la giornata per poterla visitare. La serata
si conclude con un rinfresco offerto sul ponte di una nave,
fuochi d’artificio ed una matrioska offerta ad ogni
equipaggio. Io, per sollevare il morale di Bruno un po’
abbattuto dopo la brutta esperienza vissuta in giornata, gli
dedico una poesia che ho tentato di scrivere con qualche frase
in romano, un’impresa azzardata per me milanese doc.
Lo scopo però è stato raggiunto, sono riuscita
a strappargli una risata ed un commento sulla mia strampalata
pronuncia. Peccato che Elvira non c’era, m’impegnerò
per lei a parlare romano un’altra volta.
PER
BRUNO ED ELVIRA
BRUNO, CHE HAI FATTO
PER FARCI TARDARE
SALAMELLE PER TUTTI
VOLEVI SCALDARE ?
ER FOCO SE SA
CHE METTE ALLEGRIA
MA STAVOLTA NO,
C’HA FA SCAPPA VIA
DOPO TANTO SPAVENTO
E L’ELVIRA AGITATA
E’ SCATTATO L’AIUTO
COME NELLA BORGATA
ED ALLORA STASERA
IO VE DICO EN ROMANO :
SEMO TUTTI QUI PRONTI
A DARVE NA MANO
VOI PERO’ N’ALTRA VOLTA
PER SOSTARE DI PIU’
ER FOCHERELLO NEL CAMPER
N’ACCENDETELO PIU’ !!!!!!
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16 Agosto 2007 // SAN PIETROGURGO
Per la visita alla città di San Pietroburgo noi, gruppo
dei gialli, siamo veramente fortunati. Lidia è un’ottima
guida ventiquattrenne e professoressa di Italiano in Russia.
Per prima cosa visitiamo la Cattedrale di Sant’Isacco,
sfarzosa. E’ sede di un Museo ma, in occasione di feste
religiose, vengono celebrate le funzioni. I lavori per la
sua costruzione durarono fino al 1858. Per raggiungere la
cima del colonnato, abbiamo dovuto salire 262 gradini. Il
panorama che si gode a 360° è sorprendente e vale
sicuramente la fatica. Ripartiti col pullman, Lidia ci ha
indicato parchi e palazzi che varrebbe la pena di visitare,
ma purtroppo il tempo a nostra disposizione è insufficiente.
Per la sosta pranzo ci fermiamo vicino alla Chiesa del Salvatore
o del Sangue Versato, una straordinaria costruzione caratterizzata
da numerose cupole colorate, realizzata fra il 1883 ed il
1907 nel luogo in cui Alessandro II all’ottavo attentato,
venne colpito a morte da un gruppo di anarchici. Nel pomeriggio,
visita alla Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, dalla sottilissima
guglia ed uno dei principali simboli della città. Fatta
eccezione per Pietro II ed Ivan VI, tutti i governanti della
Russia prerivoluzionaria a partire da Pietro il Grande, sono
sepolti qui. All’esterno della Cattedrale Lidia ci ha
portato a vedere la statua, volutamente sproporzionata, di
Pietro il Grande. E’ d’obbligo la foto di rito
accanto alla sua mano sinistra, che si dice porti fortuna,
mentre la mano destra porta bambini. Per noi, “ over
anta “ tale rischio non sussiste, ma le coppie giovani
ho visto che con celata indifferenza, giravano al largo. La
visita successiva à stata all’incrociatore Aurora,
ora in disuso, costruito nel 1900 ed utilizzato dalla Marina
Russa nella guerra contro il Giappone. Da qui venne sparato
il colpo di cannone che segnò l’inizio della
Rivoluzione d’ottobre. I russi preferirono farlo affondare
durante la seconda guerra mondiale per proteggerlo dalle bombe
tedesche. Qui, i nostri fantasiosi camperisti , sono diventati
tutti comandanti. La foto vicino al cannone è stata
la più gettonata, ma qualsiasi punto sopra o sotto
coperta, dov’è allestito un museo, andava bene
per farsi immortalare. Sulla strada del ritorno al parcheggio,
Lidia ci ha fatto scendere solo un minuto dal pullman per
mostrarci il bellissimo esterno in mosaico di una sinagoga.
Il tempo stringe, dobbiamo tornare ai camper. Questa sera
usciremo nuovamente : andremo a teatro a vedere il balletto
“ Il lago dei cigni “ di Caikovskij.
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17 Agosto 2007 // SAN PIETROBURGO
Questa mattina possiamo sbrigare le nostre faccende con calma.
La partenza con il pullman per andare a vistare l’Ermitage
è prevista per le ore 10.30. Io negli occhi ho ancora
le immagini del balletto vesto ieri sera. C’eravamo
quasi tutti ed il commento alla fine è stato unanime
: bellissimo. Sono ancora con la testa fra le nuvole, quando
mi trovo in coda all’ingresso del Museo più grande
della Russia. La nostra visita si limiterà ad una minima
parte dei numerosi capolavori esposti. Se potessimo vederli
tutti ci vorrebbero anni ed il nostro raduno, guarda caso,
non ha previsto questa possibilità. Entriamo dall’ingresso
del Palazzo d’Inverno commissionato a Bartolomeo Rastrelli
nel 1754 dall’Imperatrice Elisabetta e per più
di 150 anni residenza principale degli imperatori russi. Appena
varcata la soglia, la cosa che più colpisce è
la scalinata principale. Per ovvie ragioni non posso descrivere
i capolavori esposti che abbiamo ammirato, ognuno di noi avendoli
visti ha vissuto emozioni personali, mi limiterò semplicemente
ad esporre una breve traccia del percorso effettuato. Dalla
Sala del Piccolo Trono o Sala di San Pietro dell’architetto
Auguste Montferrand, siamo passati alla galleria militare
ed alla Sala Grande del Trono o Sala di San Giorgio dell’architetto
Giacomo Quarenghi. Passando al Piccolo Ermitage, posso dire
che lo stupore è stato tanto quando, nella Sala del
Padiglione, abbiamo visto l’orologio detto “ Pavone
“, tutt’ora funzionante, opera del maestro James
Coxe. Purtroppo noi de La Granda non rientriamo tra le personalità
che hanno la fortuna di vederlo funzionare ! Proseguendo al
secondo piano, al Vecchio Ermitage, vanno citati i capolavori
come : La Madonna di Simone Martini, la Vergine con Bambino
del Beato Angelico, la Madonna Litta e la Madonna Benois di
Leonardo da Vinci , San Sebastiano del Perugino, Danae e San
Sebastiano del Tiziano, Madonna del Connestabile e Sacra Famiglia
di Raffaello. Nel nuovo Ermitage abbiamo ammirato il Giovane
con il Liuto, unica tela del Caravaggio in Russia e le sculture
Amore e Psiche e Le tre Grazie di Antonio Canova. Proseguendo
nella sala destinata all’arte spagnola, un dipinto di
Goya, il ritratto dell’attrice Antonia Zarate. Per quanto
riguarda l’arte fiamminga, Rembrandt con Il sacrificio
di Abramo e Isacco, la Sacra Famiglia ed il famoso Danae danneggiato
con acido solforico da uno squilibrato nel 1985 e oggi restaurato.
Salendo al terzo piano del Palazzo d’Inverno abbiamo
visto la collezione d’arte francese ed opere del periodo
impressionista e post impressionista con quadri di Gauguin
ambientati a Tahiti, Van Gogh, Cézanne, Matisse con
le sue opere tra le quali Musica e Danza in quattro colori
perché, come sottolineava l’artista cinque sono
troppi e Picasso con Chitarra e Violino, Strumenti musicali
e le Tre Grazie. Purtroppo la nostra visita all’Ermitage
si è conclusa qui, molto altro avremmo voluto vedere,
ma ciò che ci è stato proposto fa parte del
percorso turistico. L’appetito, data l’ora, ci
ha “ suggerito “ di entrare in una pizzeria, creando
scompiglio e agitazione alle pacifiche commesse che si vedeva
chiaramente poco disponibili nei confronti di noi italiani.
Al termine del pranzo abbiamo ceduto il posto ad un gruppo
di verdi entrati nel locale affamati, ma soprattutto bagnati
fradici per l’improvvisa pioggia che li aveva sorpresi.
Nel pomeriggio visita alla Basilica di San Nicola Marittimo
o di Bari, quindi escursione sul battello. La nostra attenzione
si è focalizzata su un ragazzino che dalla riva ci
salutava e correndo per tutto il tragitto, ha fatto il nostro
stesso percorso. Giunti a riva molti di noi gli hanno offerto
dei rubli ma, amara sorpresa, sono finiti nelle tasche di
un ragazzo più grande di lui !!!
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18 Agosto 2007 // SAN PIETROBURGO
Questa mattina fa molto freddo, la pioggia di ieri ha dimezzato
la temperatura, siamo passati da 34° a 17°. Stamane
è prevista la visita alla tenuta imperiale di Carskoe
Selo, l’imponente palazzo di Caterina portato a termine
durante il regno di Elisabetta e Caterina la Grande tra il
1744 ed il 1796, in stile barocco su progetto di Rastrelli
. Scesi dal pullman siamo stati accolti dalla musica di tre
suonatori che ci hanno dedicato “ O sole mio “
e “ L’inno di Mameli “ . La nostra visita
all’interno del palazzo è iniziata dallo scalone
di gala, per poi proseguire verso la sala grande, la più
vasta del palazzo, ed un’anticamera con delle enormi
stufe olandesi bianche e blu. A nord dello scalone, sul lato
del cortile, abbiamo attraversato la sala da pranzo di gala,
apparecchiata ( qualcuno pensava fosse in nostro onore ! ),
le sale con lesene cremisi, verdi, la sala dei ritratti e
finalmente la famosa Sala d’Ambra. Severe custodi non
permettono di fotografare e di soffermarsi più di quel
tanto, hanno addirittura spintonato la nostra guida per farla
proseguire. Nei tempi della seconda guerra mondiale, durante
l’occupazione nazista, tutto l’addobbo della Sala
d’Ambra venne trafugato ed i pannelli andarono perduti.
Nel 2004 il Presidente Putin ed il Cancelliere tedesco Gerhard
Schroder hanno presieduto all’apertura della nuova Sala
d’Ambra, restaurata grazie a consistenti finanziamenti
da parte della Germania. Ultimata la visita al Palazzo di
Caterina, abbiamo fatto colazione al sacco in pullman, per
poi proseguire nel pomeriggio il nostro tour con la visita
ai giardini di Peterhof. Qui fanno bella mostra di sé
delle meravigliose fontane: la grande cascata, la fontana
romana, la montagna di scacchi, le fontane degli scherzi o
fontane scherzose nel giardino di Monplaisir, introdotte da
Pietro il I° e provate già nel 1723. Tutt’ora
sono funzionanti per la gioia di grandi e piccini che si vogliono
divertire e fare qualche doccia “ fuori programma “.
Oggi è sabato ed il parco è letteralmente invaso
da visitatori. Coppie di sposi sorridono felici all’occhio
della macchina fotografica. Questo è il periodo in
cui viene celebrato il maggior numero di matrimoni. L’inverno,
con le sue rigide temperature, non permette alle spose di
indossare il fatidico abito bianco. Avevo iniziato a contare
le coppie che incontravo quotidianamente, ma alla fine ho
perso il conto. A tutte loro è andato sempre il nostro
migliore augurio. Rientrati al parcheggio siamo velocemente
saliti sui camper perchè una pioggia minacciosa incombeva
su di noi. Purtroppo il gruppo dei verdi non è stato
altrettanto fortunato. Che siano state le fontane scherzose
?
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19 Agosto 2007 // SAN PIETROBURGO
Sono le ore 10 del mattino e siamo alla fabbrica della famosa
birra Baltika. Attendiamo pazienti di poter entrare a visitare
lo stabilimento. I comodi divani e le macchinette con bibite
e bevande calde posizionati nella hall , creano un clima di
totale relax. Il tempo trascorre, ma dell’incaricato
dello stabilimento neppure l’ombra. La macchina del
caffé lavora a pieno ritmo. Finalmente arriva una comunicazione
: oggi, domenica, giorno festivo, non è possibile effettuare
la visita. Sinceramente a parecchi di noi era sorto il dubbio,
ma ……. Cambiamento di programma : oggi faremo
quello che era previsto per domani, quindi per prima cosa
visita ad un negozio di souvenirs molto bello, dove uscire
a mani vuote è stata un’impresa ardua. La maggior
parte di noi ha “ dovuto “ soccombere. Con i portafogli
alleggeriti, siamo risaliti sul pullman che ci ha portati
nei pressi della Basilica di San Salvatore. Qui la guida ci
ha detto che avevamo quasi tutto il pomeriggio a disposizione
per fare acquisti. Noi del gentil sesso l’abbiamo inteso
shopping sfrenato, le nostre dolci metà una via crucis.
Classiche opinioni divergenti fra moglie e marito ! Prima
di rientrare al parcheggio, sosta ad un mega supermercato.
E’ l’ultima possibilità che abbiamo di
fare la spesa prima del viaggio di rientro. Ritornati ai camper
abbiamo avuto un paio d’ore a nostra disposizione e
poi di nuovo fuori ad assistere ad un concerto di musica classica
tenuto in nostro onore da una orchestra da camera con musicisti
del teatro Marijnskij. Al termine dell’esecuzione, apprezzata
anche dai giovani, escursione notturna della città.
Questa volta abbiamo assistito ad uno spettacolo unico nel
suo genere : l’apertura dei ponti. Alle ore 2 di notte,
rientro al parcheggio dove, dopo pochi muniti, regnava il
più totale silenzio.
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20 Agosto 2007 // SAN PIETROBURGO
Questa mattina è prevista la visita che non è
stato possibile effettuare ieri, alla birreria Baltika. Io
rimarrò in camper in quanto debbo ultimare la piccola
sorpresa che Martina ed i ragazzi consegneranno questa sera
ad ogni equipaggio. Sarà un segnalibro dai colori giallo
e verde, a forma di fiore. L’idea è nata un giorno
mentre viaggiavamo, volevo dedicare a tutti, a fine tour,
una piccola poesia che parlasse di noi, dei due colori che
ci hanno caratterizzato e creare qualcosa come ricordo. Un
segnalibro a forma di fiore mi è sembrata la rappresentazione
simbolica del mio pensiero. Al parcheggio, oltre a me , rimangono
Giovanni ed Anna. Si recheranno, con la guida, a sostituire
il vetro del parabrezza danneggiato. Mi rendo conto che la
visita alla fabbrica Baltika è stata gradita quando,
al rientro al parcheggio, vedo che la maggior parte dei camperisti
ha le borse piene di birra. Il pomeriggio è stato dedicato
alla pulizia dei camper ed ai preparativi : domani si partirà
per il viaggio di rientro in Italia. Finalmente riceviamo
la visita di padre Fiorenzo che tutti attendevamo di conoscere
dall’inizio del nostro viaggio. Il racconto della sua
esperienza a Luba, tutto quello che ha visto e che quotidianamente
continua a vedere sulle condizioni di vita di bambini e ragazzi,
tocca nel profondo i nostri animi e commuove tutti noi. Alla
fine della visita il suo camioncino è carico degli
aiuti umanitari che avevamo portato e che sappiamo per certo
che verranno distribuiti a che ne ha veramente bisogno. Salutato
padre Fiorenzo, non è facile ritornare alla nostra
realtà. Le sue parole aleggiano ancora fra noi. Quando
Piero ci convoca tutti per i saluti di commiato al tour della
Russia 2007. Io invece dedico a tutti la poesia che avevo
preparato per questa occasione e faccio distribuire da Martina
e dai ragazzi il segnalibro a forma di fiore. Siccome il tempo
a nostra disposizione lo permette, dedico ad Elvira la poesia
del suo camper che ha preso fuoco ed a Gino, che mi ha dato
l’idea quando eravamo a Yaroslav, una simpatica poesia
sul camerista che va a svuotare la cassetta.
IL FIORE DE “ LA GRANDA “
PER
FARE TUTTO
CI VUOLE UN FIORE
LO DICONO I VERSI
DI UNA CANZONE
ANCHE “ LA
GRANDA “
IL SUO FIORE HA CREATO
ORA VI SPIEGO
COM’E’ SBOCCIATO
DALLA TERRA NATALE
CHE E’ L’ITALIA PER TUTTI
QUARANTOTTO PERSONE
HAN FORMATO DUE GRUPPI
GIALLI E VERDI INSIEME
PER LA RUSSIA HAN VIAGGIATO
TRA IMPREVISTI E RISATE
VENTUN GIORNI HAN PASSATO
ECCO ALLORA CHE IL FIORE
PIANO PIANO E’ SBOCCIATO
E L’INSIEME DI AMICI
NON E’ PIU’ SEPARATO
CON MARTINA E I RAGAZZI
QUESTO FIORE DONIAMO
SEGNALIBRO DI UN VIAGGIO
IN UN PAESE LONTANO
PENSIERINO DELLA SERA A ……..YAROSLAVL
E’ CALATA LA SERA
DORMON TUTTI, SI TACE
MA IL CAMPERISTA PERFETTO
NON SI SA DARE PACE
NELLA MENTE HA UN DILEMMA
“ QUESTA SERA O DOMANI ? “
ESCE PIANO DAL CAMPER
CON I GUANTI ALLE MANI
GUARDA A DESTRA E A SINISTRA
QUINDI APRE IL GAVONE
PERCHE’ DENTRO NEL BAGNO
SEGNA ROSSO IL BOTTONE
E LA NOTTE FURTIVA
UN’OMBRA PROIETTA
E’ IL CAMPERISTA CHE VA
A SCARICAR LA CASSETTA
E COSI’ ANCHE STAVOLTA
IL DILEMMA HA RISOLTO
UNA TRAMA GIA’ ORDITA
DALLO SCURO RISVOLTO
Terminato
questo momento, tutti in pullman per la serata finale. L’ottima
cena, in un tipico ristorante russo, è stata rallegrata
dallo spettacolo folkloristico offerto da dei bravissimi ballerini.
Quando finalmente abbiamo iniziato a ballare, purtroppo la
serata per noi era conclusa. Sul pullman mi sembrava mancasse
qualcosa a completare la sera d’addio al nostro viaggio
insieme, così ho intonato “ Il vagabondo “
e ci siamo messi a cantare. Non contenti, arrivati al parcheggio
Giovanni ha fatto ascoltare, a tutto volume, il nostro inno
cantato dai Nomadi. Tutti insieme, senza più il numero
o il colore a contraddistinguerci, abbiamo cantato e ballato
tra l’allegria generale. La buonanotte ed i saluti finali,
hanno segnato la fine della nostra avventura.
- 21 Agosto 2007 // SAN PIETROBURGO
Ore 7 del mattino, i motori dei nostri mezzi rombano. Un ultimo
saluto reciproco dai camper e la colonna si mette in moto.
Abbiamo molta strada da fare prima di arrivare alle nostre
rispettive case ! Le poche righe che seguiranno, saranno solo
la mia esperienza personale. Il tempo d’attesa al confine
russo è stato inferiore a quello d’andata. I
doganieri, rispettando il copione, sono saliti sul camper
con la torcia ed hanno voluto vedere nei mobiletti, nell’armadio,
nel bagno e sotto il materasso del letto basculante se nascondevamo
qualche cosa. Fin qui niente da obiettare, il problema è
che quel giorno pioveva e sul pavimento del camper sono rimaste
le tracce dei loro enormi scarponi. Finalmente, dopo aver
attraversato la dogana russa e senza più il permesso
di soggiorno in tasca, ho provato un senso di libertà.
Giunti al confine estone, la prima cosa che ci è stata
chiesta da un doganiere è stata : “ Vino italiano
? “ Simpatico il ragazzo ! Superato il confine, appena
entrati in Estonia, vediamo dei camper e ci accostiamo anche
noi. Erano i camperisti veneti contenti di poter salutare
nuovamente dei compagni di viaggio. Questo ci ha fatto immensamente
piacere. Lungo la strada penso a quante cose belle abbiamo
avuto la possibilità di vedere in questi giorni. Una
su tutte ? Difficile a dirsi. Per me, se ripenso a questo
viaggio, la prima immagine che mi si presenta davanti agli
occhi non è la bellezza di una piazza, di una chiesa,
di un monumento, ma sono gli occhi felici di quei bambini
ai quali abbiamo donato dei giocattoli, e questo per me consapevole,
ma impreparata ad una simile esperienza, supera ogni forma
di bellezza.
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