CAMPER CLUB LA GRANDA
"LA GRANDA RUSSIA 7" ( 2 - 22 Agosto 2007)
"La Cronaca del viaggio di Ivana"

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Cronaca del Tour a cura di Ivana Zuccali

Eccomi di nuovo qui con voi dopo la pausa estiva. Questa volta non ho avuto nessuna difficoltà nel trovare un argomento da sviluppare. Lo spunto mi è stato dato dal viaggio in Russia effettuato lo scorso mese di agosto. Se avrete la pazienza di leggermi, insieme potremo ripercorrere le tappe effettuate o, per chi non ha viaggiato con noi, incuriosirsi e chissà, magari, iscriversi il prossimo anno. Essendo il nostro gruppo composto da 36 equipaggi, siamo stati suddivisi in due sottogruppi, gialli e verdi. Pertanto la mia cronaca si limiterà, nel limite del possibile, a descrivere quello che in linea di massima ci ha accomunato.

- 2 Agosto 2007 // AUGUSTOW ( Polonia )
Da oggi inizia ufficialmente il 7° Viaggio in Russia. E’ una bellissima giornata di sole e le donne ne approfittano subito : stendini, cordine, e la biancheria pulita e profumata fa bella mostra di sé al campeggio Bartek che si trova presso l’hotel Hetman di Augustow.E’ bello stare ad assistere all’arrivo dei camper e con le mani salutare dando il benvenuto ai nuovi equipaggi. Nel frattempo si è sparsa la voce che nelle vicinanze c’è un supermercato e chissà com’è , malgrado i camper strapieni di viveri, una capatina è d’obbligo. Naturalmente l’opinione comune è che solo la curiosità di vedere e di assaggiare i prodotti del paese che ci ospita, ci spinge a visitare il market ! Esito finale : le borse strapiene non si contano, le bocce di acqua da 6 litri vengono caricati sul nostro camper che era stato adibito a mezzo di trasporto e soddisfatti, ma preoccupati per dove sistemare il tutto, si fa ritorno ai camper. La giornata trascorre “ riscaldata “ da uno splendido sole e “ raffreddata “ da Piero quando ci comunica, durante l’esposizione del programma, che i tempi d’attesa alla frontiera lettone/russa potranno anche essere di otto nove ore. Uomo avvisato, mezzo salvato !

- 3 Agosto 2007 // AUGUSTOW – REZEKNE ( Lettonia )
Levataccia ! ! ! Alle ore 7 del mattino, il gruppo dei gialli, ai quali io appartengo, è già sulla dirittura di partenza. Ci aspetta per oggi una marcia di trasferimento da Augustow a Rezekne, circa 500 Km. Partono pertanto i primi equipaggi, i restanti, il gruppo dei verdi, ci distanzierà di circa mezz’ora. Guardando fuori dal finestrino, il paesaggio che appare ai nostri occhi è alquanto monotono e piatto : vegetazione, boschi, zero abitazioni. Fortunatamente a movimentare il viaggio ci sono le cicogne ed i loro bellissimi nidi d’ammirare. Non solo, a tenere viva la nostra attenzione, la “ parte del leone “ la fanno le strade. Si sobbalza in continuazione, sull’ asfalto ci sono quelle che noi chiamiamo “ onde “ che portano a spasso i nostri mezzi. E’ un idromassaggio “ a secco “ sia in Lituania, il primo stato che abbiamo attraversato lasciata la Polonia, che in Lettonia. Che dire poi degli autisti di Tir che animano maggiormente la nostra tappa ? Spericolati, semplicemente spericolati . Striscia continua, doppia striscia ? Semplici decori sull’asfalto ! Volgendo lo sguardo a destra e a sinistra osservo le case : costruzioni in legno, molto povere. Qualcuno cerca con dignità di viverle ; malgrado le galline razzolino davanti casa, alle finestre ci sono delle tendine di pizzo e dei fiori. Sono solo all’inizio del viaggio e già mi ha colpito la povertà della Lettonia. Cosa vedrò allora in Russia ? Nel pomeriggio il gruppo si è compattato al parcheggio di Rezekne. All’arrivo ci ha accolto una bellissima immagine di un cavallo goloso di mele. Anche un nido di cicogna ha attirato la nostra attenzione : abbiamo sperato tanto di vederla arrivare, ma siamo rimasti delusi. Probabilmente la nostra presenza l’ha tenuta lontana. In serata Piero ci ha fatto conoscere le nostre guide, Irina, Pietro ed Eugenio. Ci è stato così confermato che i tempi d’attesa domani alla frontiera saranno lunghi. Irina ci comunica che verranno consegnati ad ogni equipaggio 1000 rubli. Già penso di potermi dare allo shopping sfrenato appena arrivata in Russia, ma quando mi dicono che equivalgono a circa 30 Euro con cambio favorevole, …… decido di andare a dormire !

- 4 Agosto 2007 // REZEKNE – PSKOV
La colonna sta viaggiando tutta unita. Sembriamo tanti diligenti scolaretti in silenzio che ascoltano la voce di Piero che da informazioni circa la strada da percorrere. Il traffico su queste strade della Lettonia , è praticamente inesistente. Le persone e soprattutto i bambini che vedono passare la colonna di camper, salutano sorpresi e sorridenti. Io, a mia volta, contraccambio i saluti sbracciandomi dal finestrino. Mi piacciono questi “ scambi di convenevoli “ ! Ritornando all’argomento delle strade poco trafficate…….. Tramite CB Piero ci comunica che c’è un tratto ricoperto di ghiaia e pertanto tutti i mezzi rallentano, distanziandosi maggiormente uno dall’altro per evitare di sollevare ghiaia e danneggiarsi a vicenda. Purtroppo in senso inverso arriva una macchina “ sparata “ che schizza sassi da tutte le parti, colpendo il parabrezza di alcuni camper. Il più danneggiato risulta il nostro, con tre evidenti buchi. Abbiamo fatto chilometri senza incontrare una macchina, proprio adesso dovevamo incrociarne una spinta ad elevata velocità ? Il danno ormai è fatto, non ci resta che correre ai ripari in modo artigianale, ricoprendo per quanto possibile i buchi con i “ cerotti per vetro “ che fortunatamente l’assicuratore ci aveva regalato. Sono le ore 9.30 e siamo alla frontiera di Gavry. L’ansia per i documenti da compilare e le formalità di espletamento, ogni tanto si fanno sentire. Da un CB all’altro è un susseguirsi di informazioni, a volte sempre le stesse, che risultano di difficile comprensione non avendo per le mani i relativi documenti. E’ un passaparola incessante che ci aggrega. Mentre ascolto distrattamente in quanto davanti a noi abbiamo ancora parecchi camper che devono espletare il tutto, una frase però non mi sfugge : “ I russi staccano per fare la pausa pranzo “. In quel momento non mi sono sentita un essere umano che pazientemente attende da qualche ora di poter passare la frontiera, ma una “ pratica d’ufficio “ appoggiata su una scrivania , che verrà visionata dopo la pausa pranzo. A questo punto un bel panino imbottito è quel che ci vuole. Ore 15.30 : anche l’equipaggio n° 18 giallo passa sotto l’ultima sbarra, ora siamo tutti in territorio Russo. Mi pervade una strana sensazione sapendo di avere in mano il permesso di soggiorno che scadrà il 22 agosto. Mi sento in prestito in terra straniera. Osservando questo primo tratto di strada , sinceramente non percepisco la differenza con la Lettonia. La povertà è simile ed anche qui si mostra in tutto il suo aspetto. Per il momento ciò che differenzia i due paesi sono le scritte. Infatti ha fatto la sua comparsa l’incomprensibile cirillico. Ai bordi delle strade le pattuglie di polizia non si contano. Per noi, che non siamo abituati, fa un certo effetto, ci sentiamo “ sorvegliati a vista “, anche se ci guardavano semplicemente. Finalmente arriviamo al parcheggio a noi destinato : si trova all’interno di uno stadio vigilato da custodi. Alle finestre delle case di fronte, le persone ci osservano con interesse. Siamo a Pskov, un grosso centro che visiteremo domani con la guida.

- 5 Agosto 2007 // PSKOV – VELIKIJE LUKI
Questa mattina abbiamo potuto dormire tutti in pochino di più rispetto a ieri. La marcia di trasferimento è infatti prevista per il pomeriggio. Pietro ha il compito di accompagnare il nostro gruppo all’appuntamento in centro con la guida, un professore d’arte preparatissimo in materia e desideroso di far conoscere le tribolazioni che la sua città ha subito in questi anni. Per prima cosa ci porta nella Città Dovmont, che prende il nome da uno dei primi principi ed è la parte meridionale di Pskov. Qui osserviamo le fondamenta di una decina di chiese costruite tra il XII ed il XV secolo. Attraverso un passaggio entriamo nel cremlino dove l’assemblea dei cittadini eleggeva i principi e dichiarava la guerra. Tutte le spiegazioni dateci dalla guida, vengono in simultanea tradotte da Pietro anche se, a volte, la bravura, l’enfasi e la gestualità del professore, ci fanno intuire, pur senza capire, le sue parole. La visita successiva è alla Cattedrale della Trinità, la cui cupola dorata situata al centro, si vede quando il cielo è sereno, a 30 km. di distanza. All’interno della Cattedrale, che abbiamo potuto visitare giustamente solo al termine della funzione, sono esposte icone ingioiellate della Madonna. Purtroppo il tempo a nostra disposizione termina velocemente. E’ già in arrivo il gruppo dei verdi, il tutto verrà nuovamente ripetuto. Un grande merito va a Pietro che per due volte, e con molta precisione, deve tradurre la miriade di nozioni suggeritegli dalla guida. Salutiamo l’altro gruppo e, con la scusa che a tutti serve il pane, ci infiliamo nuovamente in un supermercato. Qui la scelta dei prodotti si deve basare esclusivamente sulla nostra intuizione. Osservo che istintivamente tutti noi cerchiamo di leggere le etichette, ma il cirillico non è ancora alla nostra portata. Spesa, pranzo frugale ed eccoci nuovamente in viaggio. Alle ore 14 partono i gialli, seguiti a breve distanza dal gruppo dei verdi. La monotonia del viaggio è nuovamente interrotta dalla visione delle cicogne e delle immancabili pattuglie della polizia che sembra abbiano la mappa del nostro viaggio e seguano le nostre mosse. Fortunatamente la guida ci impone un’andatura moderata che a noi può andar bene per non incappare in nessun fermo, ma non lo è per gli autisti di Tir che sorpassano in modo azzardato i nostri mezzi. Risultato : tre di loro vengono fermati per eccesso di velocità. Il resto del viaggio si conclude tranquillamente al parcheggio di Velikije Luki, salvo sapere all’arrivo dei verdi che un camper aveva forato una gomma e che lo spirito di aggregazione del gruppo si era subito messo in moto.

- 6 Agosto 2007 // VELIKIJE LUKI – MOSCA
Sono le otto del mattino. A distanza di mezz’ora uno dall’altro partono i due gruppi. Questa sera è previsto finalmente l’arrivo a Mosca. Il trasferimento procede normalmente fino a quando un cartello mai visto fino ad ora, ci segnala i 50 orari per 10 km. Mentalmente mi pongo la domanda del perché di questo particolare cartello. Ai primi 10 km. ne dobbiamo sommare altri 7, poi altri 10. Finisco per perdere il conto. La strada è terribile, i nostri mezzi vengono messi a dura prova. Oscilliamo a destra e a sinistra in continuazione, facciamo lo slalom attorno a profonde buche. Più che una colonna di camper, sembriamo una carovana di diligenze ispirate ai film del far west. Ci facciamo coraggio con i nostri CB, auspicando che il tutto ci possa servire come esercizio fisico. Sarà vero ? Quando finalmente ci fermiamo per la pausa caffé, sembriamo tanti tarantolati. Commenti, risate, e di nuovo in marcia a sobbalzare. A tenerci compagnia sono le infrazioni al codice della strada che vediamo normalmente sulle strade. Quello che più temo sono i sorpassi effettuati in prossimità dei dossi, senza avere la possibilità di vedere se in senso inverso sopraggiunge qualche autovettura. Questa infrazione la definisco roulette….……russa! Il gruppo è era compatto e tutti gli equipaggi sfilano in bella mostra, destando ancora una volta meraviglia a chi ci vede. Siamo a circa 100 km. da Mosca e dopo tanto verde, riesco a vedere un minuscolo villaggio in muratura con piccole casette graziose e colorate. Spero finalmente di vedere abitazioni, persone, ma niente ancora. Abbiamo fino ad oggi percorso strade e strade senza traffico quando all’improvviso, ad una quarantina di km. da Mosca, la situazione si ribalta completamente : lavori in corso, strettoie, caos, corsia unica e naturalmente macchine che sfrecciano sorpassando a sinistra, a destra ed anche contromano. Siamo solo a 15 km. da questa importante capitale e sulla strada che stiamo percorrendo, anziché vedere un agglomerato di case che mi fa intuire che siamo in prossimità di un grande centro, vedo solo sparuti gruppi di casette colorate. All’improvviso, entrando nella trafficatissima tangenziale, l’impatto con i palazzoni è impressionante : le minuscole casette sono state soppiantate da enormi grattacieli alveari. Con calma, pazienza ed occhio vigile a sinistra e a destra da parte di chi guida i nostri camper, finalmente arriviamo in prossimità dell’hotel Soyuz che ci ospiterà nei suoi parcheggi. Manca però la ciliegina sulla torta : siamo tutti ordinatamente incolonnati, andiamo piano, ma dei poliziotti fermano un camper per un controllo. Con l’intervento di Pietro, la nostra guida, il tutto si risolve nell’arco di pochi minuti. Domanda : con le numerose infrazioni che abbiamo visto oggi lungo le strade che abbiamo percorso, proprio un nostro equipaggio che viaggiava tranquillamente dovevano fermare ? Finalmente dopo un po’ di peripezie legate agli spazi destinati ai parcheggi, alle ore 21.15 anche l'ultimo camper spegne i motori. Relax per tutti dopo 465 km. e 13 ore di viaggio.

- 7 Agosto 2007 // MOSCA
Puntualissimi, alle ore 8.30, i due pullman partono in direzione di Mosca. Essendo l’ora di punta, ma a quanto pare qui è sempre così, il traffico è molto intenso. Natasha, la nostra guida, durante il percorso ci fa notare subito i palazzoni dormitori che già avevano attirato la mia attenzione ieri. Mano a mano che ci avviciniamo al centro, le costruzioni invece cambiano, assumendo vari stili architettonici. La prima fermata per tutti è alla Collina dei Passeri, dove sorge la guglia stalinista dell’Università Statale di Mosca, una delle “ 7 sorelle “ visibile da diversi punti della città grazie ai suoi 36 piani. Fu costruita dai condannati ai lavori forzati . Tappa successiva, i giardini dove poter ammirare il Convento di Novodevichy, fondato nel 1524 e ricostruito dalla sorellastra di Pietro il Grande, Sofia, che ne fece la sua seconda residenza, quando governò la Russia intorno all’anno 1680. All’età di 17 anni, Pietro depose la sorellastra e la confinò a Novodevichy. In seguito Sofia fu raggiunta dalla prima moglie di Pietro, ripudiata ed esiliata anch’essa in convento, perché non gli aveva dato un erede in quanto sterile. Dalle successive nozze di Pietro nacque il famoso Ivan il Terribile. Accanto al Convento si trova il cimitero di Novodevichy o degli onori, che abbiamo avuto la possibilità di visitare. Qui riposano illustri personaggi : Anton Chekhov, Chruscev, Raissa Gorbaciova, Nikolai Gogol, la seconda moglie di Stalin ed il figlio, Boris Eltsin e tanti altri. Chi ha colpito un po’ tutti, è stata la statua in bronzo raffigurante non un illustre personaggio, ma il direttore di un circo, seduto, sigaretta in bocca ed accanto a lui, accovacciato, il suo cane. Il viso di questo personaggio trasmetteva tranquillità, serenità, pace. Sicuramente questo era il messaggio che aveva trasmesso in vita e che ha voluto lasciare come ricordo. Dopo la visita al Cimitero, è stata la volta del pranzo raffinato in un ristorante tipico russo. Passeggiando lungo la strada, il locale all’esterno non attira minimamente l’attenzione. Il suo interno invece è veramente unico: sale e salette si susseguono creando ambienti particolari, lampade in stoffa illuminano i tavoli, le luci soffuse, le pareti dai tenui colori, gli uccellini nelle gabbie , il pappagallo nell’antisala, il bancone a carrozza, il cavallo in legno ad altezza reale contribuiscono inoltre a dare un tocco speciale a tutto l’insieme. Dopo il pranzo, la tappa successiva è stata la visita alla gigantesca Cattedrale di Cristo Salvatore in riva al fiume Moscova, che sorge sul luogo occupato in passato da una chiesa costruita tra il 1839 ed il 1883 per commemorare la vittoria su Napoleone. Venne distrutta da Stalin durante l’offensiva antireligiosa ed al suo posto avrebbe dovuto sorgere un Palazzo del Soviet alto mt. 315 ed una statua di Lenin alta mt. 100. Del progetto non se ne fece nulla e venne realizzata la piscina più grande del mondo. Ora è possibile ammirare l’attuale chiesa che è stata costruita in soli due anni, in tempo per l’850° anniversario della fondazione di Mosca nel 1997. Il suo interno è stato ricostruito in base ai documenti in bianco e nero e a colori che sono stati ritrovati. I dipinti rappresentano nel modo più fedele quelli precedenti, anche se qualcosa è stato lasciato alla fantasia. Con l’ascensore siamo saliti fino alla cupola dalla quale si domina tutta Mosca. Purtroppo il brutto tempo ci ha messo fretta e nuovamente ci siamo ritrovati sul pullman. Ennesima sosta, questa volta non culturale : visita “ non guidata “ al supermercato. Io ho cercato del materiale per realizzare una piccola sorpresa per tutti a fine tour, ma non ho trovato esattamente quello che cercavo. Pazienza. Con le borse come al solito stracariche, torniamo velocemente all’Hotel Soyuz perché il temporale ci sta raggiungendo.

- 8 Agosto 2007 // MOSCA
Eccoci nuovamente, gialli e verdi sui rispettivi pullman. Solita infinita coda mattutina. Quello che sorprende è la tolleranza dei nostri autisti nei confronti degli indisciplinati automobilisti moscoviti. Finalmente arriviamo al Cremlino, il centro del potere politico russo. La parola Cremlino, c’ informa Natasha, significa cittadella fortificata o fortezza. La prima palizzata di legno intorno a Mosca fu costruita intorno al 1150, mentre il “ Cremlino dalle pietre bianche “ fu costruito intorno al 1360 più o meno con gli stessi confini attuali. Alla fine del XV° secolo, Ivan il Grande fece arrivare dei capomastri da Pskov e dall’Italia per la costruzione di nuove mura, torri e delle tre grandi cattedrali del Cremlino. La minaccia più seria alla fortezza fu portata da Napoleone che ne fece abbattere alcune parti prima di ritirarsi nel 1812. Fortunatamente l’avanzata dell’esercito russo ne impedì la completa distruzione. Nel 1935 Stalin fece rimuovere dalle torri più alte delle mura le aquile imperiali a due teste, sostituendole con le stelle rosse attualmente visibili. Entrati nel Cremlino , la nostra guida ci ha portato a visitare la Cattedrale dell’Assunzione, costruita tra il 1475 ed il 1479 dall’architetto bolognese Aristotele Fioravanti. Nel 1812 l’esercito francese la utilizzò come stalla e la depredò di 295 kg. di oro più 5 tonnellate di argento. Fortunatamente parte del bottino venne in seguito recuperato. L’interno della Cattedrale è caratterizzato da caldi toni dorati, rossi e blu. Bellissima la Vergine di Vladimir, una copia dell’immagine più venerata di tutta la Russia, eseguita all’inizio del XV° secolo. L’originale del XII° secolo si trova esposta nel museo. All’esterno della Cattedrale, accanto al campanile di Ivan il Grande, si trova la Zarina delle campane, la più grande del mondo, del peso di 200 tonnellate, che però non ha mai suonato. Poco più avanti , lo Zar dei cannoni, forgiato nel 1586. Dalla sua bocca non è mai uscito neppure un colpo. La seconda Cattedrale visitata è stata quella dell’Annunciazione, risalente al 1489, cappella privata della famiglia reale. Al suo interno abbiamo assistito all’esecuzione di canti eseguiti da preti ortodossi dalla possente voce. Con il pullman e con i minuti contati, eccoci all’esterno della Piazza Rossa. Varcato l’ingresso ci siamo trovati direttamente sulla Piazza lunga mt. 400 e larga mt. 150. Sullo sfondo, possente, si erge la Cattedrale di San Basilio dal bellissimo colore. Questo simbolo della Russia fu realizzato tra il 1555 ed il 1561. E’ costruita su nove cappelle principali ed al centro è posta quella più alta. Secondo la leggenda, Ivan il Terribile avrebbe fatto accecare l’architetto che la realizzò per impedirgli di costruire qualcosa di altrettanto bello. Solo la cappella nord-orientale, aggiunta in seguito, è dedicata a San Basilio. Infatti fu costruita sulla tomba del beato Basilio, un veggente che girava quasi nudo e che predisse che alla partenza per Kazan, Ivan il Terribile avrebbe ucciso uno dei suoi figli, cosa che puntualmente si verificò. Dopo aver girovagato nel labirinto che porta all’uscita dalla Basilica, i morsi della fame hanno iniziato a farsi sentire. Ci siamo un po’ tutti sparpagliati, fermo restando l’appuntamento per le ore 14.45. Un gruppo si è recato con Pietro al self-service dei Magazzini GUM, un tempo simbolo dei mali dell’economia sovietica, dove code interminabili e scaffali semivuoti con articoli di bassa qualità erano all’ordine del giorno. Dopo la perestroika le cose sono cambiate e oggi il GUM è un centro commerciale con oltre 1000 negozi eleganti. All’ora prestabilita, eccoci di nuovo tutti uniti : è il momento di visitare la Metropolitana. Molte delle eleganti stazioni sono vere opere d’arte rivestite di marmo e decorate con affreschi, stucchi, mosaici, lampadari. Noi abbiamo visitato due stazioni che sembravano veri salotti. Niente scritte sui muri, niente cartacce per terra, nessun atto vandalico alle statue ( nel nostro caso rappresentati i mestieri ) che si trovano ad altezza di uomo. Scesi alla fermata Ulitsa Arbat, abbiamo percorso un tratto del viale pedonale lungo più di un chilometro. Questo è la via più famosa di Mosca, frequentata da pittori di strada e venditori di souvenirs. Una corsa veloce a comprare qualche ricordino e poi di nuovo tutti in pullman. Per alcuni di noi alle ore 18 li aspetta la partenza per il Circo di Mosca.

- 9 Agosto 2007 // MOSCA
Oggi per noi è in programma la visita al grande mercato Izmaylovo. Anche se siamo stati tutti puntuali , il traffico ci ha “ rubato una fetta di tempo “. Mattinata terribile. Gli automobilisti non ci pensano due volte a fare le cose più assurde : attraversare prati, andare sui marciapiedi, imboccare sensi vietati e, cosa mai vista, viaggiare sulle rotaie del tram ! Anche se le macchine, in conseguenza delle lunghe code si surriscaldano, i moscoviti non si scompongono. Si fermano per la strada dove capita e nessuno suona. Succedesse a Milano …. I tamponamenti sono all’ordine del giorno. Anche oggi ne assistiamo ad uno. Nessuna discussione, constatato il danno resta solo l’attesa dei poliziotti per gli accertamenti. Non si possono rimuovere i mezzi altrimenti l’assicurazione non rimborsa, quindi un ostacolo in più per strada a complicare la circolazione. Finalmente alle ore 11 e dopo due ore passate sui pullman, arriviamo a destinazione. Ci dirigiamo tutti all’interno del mercato a fare shopping. Il pranzo oggi è libero ed ognuno può scegliere di andare dove desidera. Irina suggerisce un locale dove si mangia bene e si spende poco. Ci andiamo e per nostra fortuna troviamo un menù scritto in inglese. Unico inconveniente un equivoco riguardante la birra : avevamo ordinato sei birre da due litri l’una! Fortunatamente qualcuno si è accorto del malinteso. Giornata piacevole, cena e di nuovo sui pullman. Visita alla città di Mosca di sera. Noi gialli come guida abbiamo ancora Natasha, mentre i verdi hanno suo fratello. Prima tappa, Piazza Rossa : illuminata è fantastica, le foto non si contano. Cinzia movimenta la serata estraendo dalle borse bottiglie e bicchieri per brindare. Foto ricordo e saluto a questa bella Piazza. Secondo appuntamento della serata è al lago dei cigni, il luogo che ispirò Cajkovskij. Nello specchio d’acqua si riflette, illuminato, il Convento di Novodevichy. L’immagine è deliziosa. Malgrado le persone si spostino da punto all’altro per scattare fotografie, il tutto avviene nel più totale silenzio per non disturbare la magia del luogo. Ultima fermata con i pullman : la Collina degli Inchini o Parco della Vittoria, dove le fontane zampillano acqua rossa ( un effetto ottico dovuto alle luci ). Qui viene rappresentato il sangue versato in questo luogo. A mezzanotte e trenta rientriamo tutti al parcheggio. Nei miei occhi ho tante belle immagini della giornata trascorsa, ma quella che maggiormente ha toccato il mio cuore è quella di un bimbo, uno zingarello di circa quattro anni, che seduto in un sottopassaggio attirava l’attenzione dei passanti emettendo dei suoni, non una melodia, non sapeva suonare, con la sua piccola fisarmonica. Il suo minuscolo corpicino si muoveva con dei tic nervosi che non riusciva a controllare. Mi è stato detto che era lì dalla mattina. Fuori dal sottopasso, seduta sui gradini, la mamma cercava la carità.

- 10 Agosto 2007 // MOSCA – SUZDAL
Dopo aver dormito solo poche ore, la carovana si mette in moto. Lasciamo definitivamente Mosca, siamo diretti a Suzdal. Questa volta prendiamo la tangenziale in senso inverso rispetto al centro. E’ trafficata, ma con un flusso scorrevole. Non va dimenticato che Mosca è una città che conta dieci milioni di abitanti e quando le persone si spostano per recarsi ai posti di lavoro, è inevitabile che tutte le arterie cittadine vengano intasate. Essendo ancora abbastanza presto, siamo relativamente fortunati. Che siamo in una grande metropoli, lo si intuisce anche osservando il cielo : il grigiore dell’inquinamento atmosferico è evidente. Contrariamente alla strada che abbiamo percorso da Augustow fino qui, ad oltre 40 km. da Mosca si possono ancora vedere schiere di palazzoni di 10/15 piani che si stagliano lungo le strade periferiche , creando l’aspetto di tanti mostri inespressivi che ti fagocitano. Ci fermiamo al distributore per il rifornimento di carburante e Luciano chiede l’aiuto della guida per l’acquisto di olio da aggiungere al motore, in quanto è uscita la segnalazione sul computer di bordo che ne mancano due litri. Essendo un mezzo nuovo, la cosa è plausibile. Ripartiamo e qui comincia la nostra piccola disavventura. L’equipaggio dietro il nostro ci comunica che del fumo bianco esce dal tubo di scappamento. Il primo pensiero è : bruciamo olio. Ci fermiamo immediatamente e con noi gli altri equipaggi che ci seguono e che chiudono la colonna. Il dubbio è che l’olio che ci hanno venduto, non sia compatibile con il motore del nostro mezzo (scopriremo poi a Milano che l’olio andava bene). Dopo alcuni controlli con l'aiuto di alcune persone del gruppo, il problema viene risolto e raggiungiamo il resto della colonna, sia i gialli che i verdi, a Vladimir. Qui, nel parcheggio dove ci siamo fermati, i vigili non vogliono lasciarci sostare per il pranzo : probabilmente siamo troppi. Le nostre guide ci confermano che avevano avuto l’autorizzazione. Con paziente attesa l’imprevisto si risolve. Purtroppo non possiamo visitare la città, quindi ci rimettiamo in marcia. Arriviamo a Suzdal : anch’essa, come Vladimir fa parte dell’Anello d’Oro, città fortificate, tra le più antiche della Russia, a nord-est di Mosca. Giusto il tempo di parcheggiare i camper, che già ci troviamo seduti sui pullman. Arriviamo fino al centro dove ci raggiunge una guida locale anche lei dal nome Irina. Insieme visitiamo il Museo all’aperto dell’Architettura in legno e della vita contadina .Sembra di entrare in un villaggio primitivo con le sue case fatte di tronchi : ne visitiamo una ricca di attrezzi, la chiesa e ci dobbiamo accontentare, essendo vietato l’ingresso, di osservare solo dall’esterno altre abitazione ed il mulino a vento. Ultimata la visita, Irina ci accompagna a piedi a vedere la Cattedrale della Natività della Vergine, dalle cupole azzurre, luccicanti d’oro, fondata attorno al 1220. Qui è esposta la famosa “ porta d’oro “. Proseguendo lungo il viale alberato, incontriamo un susseguirsi di bancarelle; esposti sui banchi vari oggetti in legno intagliati. Giunti ai portici commerciali, vediamo tante signore che espongono sui muretti i prodotti dei loro orti o alberi da frutta. Osserviamo, senza potervi entrare, il Monastero del Salvatore di Sant’Eutimio, il Monastero della Deposizione ed il Convento dell’Intercessione fondato nel 1364, un luogo di esilio per le spose ripudiate dagli zar. Attualmente ospita una comunità di circa 40 suore. Salutata Irina, velocemente ci prepariamo perché ci attenda una cena in un locale tipico russo. Anche qui, come abbiamo già avuto modo di constatare al ristorante di Mosca, il personale di servizio è veloce a servire, sparecchiare e non sorride mai. Noi italiani, allegri, aperti, chiacchieroni, troviamo questo comportamento alquanto “freddo”. Evidentemente fa ancora parte della loro cultura. Ultimata la cena e essendoci ancora molto chiaro, quattro chiacchiere tra amici è il minimo che si possa fare. Sedie, bicchierini e naturalmente vodka. La serata tranquillamente volge al termine, il parcheggio si svuota, le porte dei camper si chiudono, il silenzio regna sovrano tra i nostri mezzi. La stanchezza della giornata trova il suo meritato riposo.

11 Agosto 2007 // SUZDAL – YAROSLAVL
Questa mattinata è dedicata al relax, la partenza per Yaroslavl è prevista nel primo pomeriggio. Le bancarelle viste di sfuggita ieri hanno destato la curiosità di parecchi di noi, e avendo la mattinata a disposizione, un giro a piedi a fare qualche acquisto sembra un ottima soluzione. La giornata è bella, il clima è perfetto, e dopo pranzo manca solo un po’ di musica in attesa dell’orario previsto per la partenza. Detto, fatto , ed un CD di Eros Ramazzotti ci invoglia a ballare. Io, invitata da Emilio, non mi sottraggo, Luciano invita Anna, Patrizia ed Ettore seguono l’esempio, altri si aggregano e sotto l’occhio divertito di alcuni compagni di viaggio, Piero “ immortala “, con la macchina fotografica, questo allegro intermezzo. Purtroppo arriva il momento di partire, quindi spegnamo il CD ed accendiamo il CB ( sembra uno scioglilingua ). Lasciamo Suzdal, le belle isbe che si affacciano sulla strada principale, le caprette che brucano nei prati e seguiamo la deviazione in quanto la strada che porta fuori dalla cittadina, è occupata dalle bancarelle per la festa del paese. Qui ci aspetta un tratto terribile, le buche sono talmente tante e di grosse dimensioni, che i camper hanno difficoltà ad evitarle. Fortunatamente non ci sono conseguenze per i nostri mezzi e riprendiamo il normale percorso. Dopo circa un paio d’ore di marcia, vediamo ai bordi della strada, ferma, la colonna dei verdi che ci aveva preceduta nella partenza. Un equipaggio ha riscontrato un problema ai freni. Tutti, dal primo all’ultimo, restano pazientemente in attesa che l’inconveniente si risolva nel migliore dei modi. Noi, passando, salutiamo gli amici che nel frattempo sono scesi dai camper, e proseguiamo il tragitto. Per una sosta ci fermiamo ai bordi di una strada; qui i rettilinei sono interminabili e trovare un posto per parcheggiare i camper non comporta nessuna difficoltà. Appena scesi, ci soffermiamo increduli ad osservare lo stato di povertà nel quale vivono le persone. Piero ce ne aveva parlato, ma è solo vedendo con i propri occhi, che è possibile rendersene conto. Notiamo in lontananza un gruppetto di bambini che sta giocando nel prato davanti a casa . Ci avviciniamo ed oltre a loro, vediamo un bambino piccolo, sporco, seduto in una tinozza di metallo contenente poca acqua nera, sopra la quale galleggiava una sostanza verdastra. Rimaniamo tutti colpiti dalla povertà che regna in questa casa. Prendiamo dai camper alcuni giochi, indumenti, scarpe destinati alla missione di Padre Fiorenzo e li portiamo alla mamma di questi bambini. La generosità si fa largo fra noi e tutti apriamo le nostre dispense alla ricerca di cibo, biscotti, cioccolata, caramelle da regalare. La mamma ed i bimbi ci ringraziano in continuazione. Quando ripartiamo ho negli occhi due immagini : il sorriso dei bambini di fronte ai giocattoli ed il viso inespressivo del piccolino dentro quella tinozza. Successivamente, abbiamo visitato una chiesa ortodossa nella quale si stava svolgendo una funzione. Le donne preposte alla sorveglianza di questi luoghi di culto, sono tutte molto severe. Anche in questo caso ci sentiamo “ gli occhi puntati addosso “. Silenziosamente usciamo dalla chiesa ed alcuni di noi si avvicinano ad una contadina che vende cipolle e patate. Gentilmente lei ci porta a visitare il suo orto ed il marito ci mostra l’interno della loro isba : modesta, ma pulita e dalle tende in pizzo bianchissime. Ringraziamo e ritorniamo ai nostri camper . Si riparte e finalmente arriviamo ad Yaroslavl, una cittadina di circa 700.000 abitanti. La attraversiamo lentamente causa semafori ed automobilisti indisciplinati, ed infine parcheggiamo in un centro sportivo. La serata, dopo la rassicurazione di Piero che l’indomani mattina avremmo potuto dormire un pochino di più, trascorre tra chiacchiere e risate.

- 12 Agosto 2007 // YAROSLAVL
Tutti a rapporto ! Piero deve sorteggiare chi di noi avrà la guida che parla italiano per la visita alla città ed inoltre chi partirà per primo nel pomeriggio con la navetta. La sorte favorisce in entrambi i casi il gruppo dei verdi. Subito dopo, con i pullman, veniamo accompagnati nel punto stabilito per l’incontro con le nostre guide. A noi fa da interprete Pietro. Prima tappa il Monastero della Trasfigurazione del Salvatore, risalente al XVI secolo, uno dei più ricchi e meglio fortificati della Russia. Le strutture più antiche che si sono conservate, risalenti al 1516,sono la Porta Santa ( si diceva che chi oltrepassava quella porta lasciava al di fuori il fardello dei suoi peccati ), e la Cattedrale della Trasfigurazione. Una piacevole sorpresa è stato l’ascolto nel cortile di una melodia suonata da un campanaro che, manovrando dei fili, suonava delle campane sostenute da quattro supporti da macchina fotografica. Proseguendo il nostro cammino, ci è stato mostrato in un tranquillo giardino, il monumento alle vittime della guerra e della repressione del XX secolo, sempre onorato da due militi. Ripartiti, dal pullman osserviamo una delle tante chiese dedicate a San Nicola, il Santo protettore dei mercanti. Nuovamente ridiscesi, abbiamo passeggiato per il parco situato dietro al Museo d’Arte. Qui è visibile un grosso lastrone di pietra nel punto esatto in cui il principe Yaroslav fondò la città nel 1010. Ai piedi del monumento della Trinità, foto di rito. Questo parco si estende fino alla fine della lingua di terra che separa il Volga dal Katorosl.. Gli argini rialzati sopra questo fiume, indicano il luogo ove sorgeva l’antico Cremlino di Yaroslavl. Ultima tappa della nostra escursione mattutina, la visita alla deliziosa chiesa del Profeta Elia, costruita con il contributo d’importanti mercanti di pellicce del XVII secolo. I corridoi sono completamente affrescati. All’interno della chiesa sentiamo un coro : sono dei cantori che si stanno esibendo, in una saletta, per il gruppo dei verdi. Fortunatamente i loro canti vengono ripetuti anche per noi. La mattinata volge al termine. Ritorno ai camper per il pranzo e poi nuovamente fuori. Nel primo pomeriggio è prevista l’escursione sul fiume Volga. Il tempo è bello, c’è un sole caldo, ma noi siamo vestiti con pantaloni lunghi ed attrezzati con golf o giubbini, in quanto visiteremo il Monastero femminile di Tolga ed il luogo merita il giusto rispetto. Il battello sul quale saliamo è riservato a noi, una “ piacevole sensazione di possesso “. Navighiamo il Volga e arriviamo fino a Tolga, dove è situato il Monastero. Prima di entrare chiedono alle donne di coprirsi il capo e a tutti di osservare silenzio. La guida del nostro gruppo è una giornalista russa e svolge questo compito come volontaria. Per prima cosa ci mostra la Chiesa del Salvatore, costruita nel punto dove vennero trucidati dei monaci. È una costruzione con cupola centrale, contornata da altre nove più piccole. Di fronte si trova la Basilica dalla grande cupola, che rappresenta Cristo, attorniata dalle quattro che simboleggiano gli Evangelisti. All’interno della Basilica si trova l’icona da loro tanto venerata. La storia racconta che l’Arcivescovo Trifon, durante un sogno, ebbe la visione di un ponte luminoso da attraversare, dell’icona, e della perdita del suo scettro. A distanza di tempo rinvenne realmente questo scettro, che aveva smarrito, vicino all’icona. Per devozione fece costruire una Basilica che venne bruciata cento anni dopo. Si salvò solo l’icona con l’immagine della Madonna che piangeva. La Basilica venne nuovamente ricostruita ed oggi l’icona si trova al suo interno e quotidianamente venerata. Questo sogno, si narra, avvenne il 21 agosto ed ogni anno questa ricorrenza viene ricordata con una grande festa. Inoltre vengono aperti i cancelli del giardino ed è possibile vedere il punto dove fu rinvenuta l’icona. Si narra, fra l’altro, che Ivan il Terribile, affetto da gravi problemi di deambulazione, venne portato in questo Monastero con la portantina e ne uscì miracolato, con le proprie gambe. Da quel giorno il Monastero si arricchì per le continue offerte da parte di Ivan. Terminata la visita e risaliti sul battello, un rinfresco offerto dall’organizzazione movimenta il viaggio di ritorno. La giornata si conclude con una tavolata nel piazzale del parcheggio alla quale partecipiamo tutti : siamo in ottantotto.

- 13 Agosto 2007 // YAROSLAVL – SERGIEV POSAD – TVER
Oggi tappone : abbiamo in programma la visita al Monastero di Sergiev Posad ed il pernottamento a Tver. La mattinata inizia per il gruppo dei gialli alle ore 7. Tutto procede bene fino a quando un camion, nel passare, schizza un sasso sul vetro di Giovanni, danneggiandolo. Questa scena l’ho già vissuta ! Per l’ora di pranzo arriviamo a Sergiev Posad e nel pomeriggio visitiamo il Monastero della Trinità fondato nel 1340 da San Sergio di Radonezh, Santo Patrono di tutta la Russia, un monaco eremita che morì all’età di 78 anni. Il Monastero, chiuso dai bolscevichi, ha ripreso a funzionare dopo la seconda guerra mondiale, è diventato museo e qui vi si trova anche la residenza del Patriarca ( oggi Alessio II ). Attualmente vengono ospitati 300 monaci . Nella Cattedrale della Trinità, per venerare il corpo del Santo, ogni giorno viene celebrata una funzione ed un monaco a turno, dall’alba fino alle ore 21, prega d’innanzi alla sua tomba mentre cori improvvisati di fedeli intonano litanie. Guardiamo, solo dall’esterno, la Cattedrale dell’Assunzione, terminata nel 1585 con i soldi donati da Ivan il Terribile per il rimorso di aver ucciso il proprio figlio. Vicino alla Cattedrale si trova la tomba di Boris Godunov , unico zar non seppellito nel Cremlino di Mosca. Purtroppo la Cappella del Pozzo, era senz’acqua, zampillerà solo domani in occasione della festa del miele . Di fronte è visibile il campanile barocco a cinque piani , che in passato aveva 42 campane. Terminata la visita riprendiamo il trasferimento. Alla prima sosta scopriamo che un camper ha un problema ad una gomma. Per puro caso, dove ci siamo fermati ? Proprio su un piazzale dove si trova un gommista ! Con 6 Euro e l’aiuto di qualche volonteroso amico camperista, siamo nuovamente tutti pronti per partire. Non c’è il due senza il tre : meglio arrivare al più presto al parcheggio di Tver e sfatare il proverbio. Non si sa mai ….

- 14 Agosto 2007 // TVER – NOVGOROD
Oggi dobbiamo trasferirci da Tver a Novgorod. Fa molto caldo. Bisogna ammettere che con il tempo siamo stati molto fortunati; della pioggia neppure l’ombra. Ovviamente le giornate registrano una temperatura estiva, siamo nel mese di agosto e non potrebbe essere diversamente, ma mai avremmo potuto immaginare che Irina ci comunicasse che ieri era stata la giornata più calda dal 1820 ! Il trasferimento non ha registrato niente di particolare. La serata, in compenso, è stata allietata dagli auguri ai camperisti che festeggiano il compleanno nel mese di agosto.
Dopo lo scherzo da parte di Piero che li ha chiamati e raggruppati tutti con una scusa, comunicando loro che dovevano aiutare durante il trasferimento a San Pietroburgo, la poesia a loro dedicata ha risollevato gli animi. Il coro di “ Tanti auguri “ e le belle parole di ringraziamento che ci ha dispensato un’emozionata Maria Lina, hanno concluso la serata.


100 DI QUESTI GIORNI


AGOSTO TUTTI INSIEME
LA RUSSIA ABBIAM GIRATO
CHE BELLO L’ENTUSIASMO
CHE QUESTO CI HA PORTATO

AGOSTO POI C’E’ CHI
IN QUESTO MESE E’ NATO
ED IL SUO COMPLEANNO
FORSE SI E’ SCORDATO

STASERA QUI LA GRANDA
LI VUOLE RICORDARE
E PROPRIO TUTTI INSIEME
LI VUOLE FESTEGGIARE

AUGURI A CARLA E LAURA
ROBERTA ED ANNALISA
PATRIZIA, MARIA LINA
GIAN PIERO, ENZO E MAURO>

A LORO VOGLIAM DIRE
CHE GLI “ ANTA “ OGGI PER VOI
SONO ANCORA PIU’ IMPORTANTI PERCHE’ SIETE CON NOI

E ALLORA ……… UN AUGURIO DI VERO CUORE
E’ QUELLO CHE VI FACCIAMO
E 100 DI QUESTI GIORNI
IN CORO VI DICIAMO !!!!!

- 15 Agosto 2007 // NOVGOROD – SAN PIETROBURGO
Oggi è ferragosto; in programma per noi ci sono la visita guidata a Novgorod, ed il pranzo in un locale tipico della città. La nostra guida, Irina ( ma qui in Russia si chiamano tutte così? ) è brava, simpatica e spiritosa. Ci spiega che Novgorod, il cui significato è “ città nuova “, ha un bellissimo Cremlino che ci mostra esternamente dalla riva delle tranquille acque del fiume Volkhov (torbido). Al di qua del ponte pedonale, prima di entrare nel Cremlino, ci fa osservare il vecchio mercato di Novgorod con i resti di un portico del XVII secolo. Entrati nella fortezza, la prima cosa che ci viene mostrata e che colpisce tutti per la sua possente bellezza, è una massiccia scultura del peso di oltre 300 tonnellate. Inaugurata nel 1862, sui suoi fianchi mostra scolpite 127 personalità che hanno contribuito a fare la storia della Russia: sovrani, statisti, scienziati ed artisti. Il monumento è alto 16 metri ed è miracolosamente sopravvissuto alla seconda guerra mondiale. I nazisti, infatti, lo smontarono con l’intento di trasferirlo in Germania, ma furono costretti a fuggire senza aver portato a termine il loro progetto. I soldati russi raccolsero da sotto la neve i frammenti e lo ricomposero. La nostra visita prosegue all’interno della bella Cattedrale di Santa Sofia, in stile bizantino, principale attrattiva della città, nonchè uno dei più antichi edifici della Russia. Ultimata nel 1502, il suo esterno ricorda quello di una fortezza, completamente privo di decorazioni e progettato per resistere agli attacchi ed agli incendi. Le fiamme infatti divorarono una precedente chiesa di legno. Nelle vicinanze della Cattedrale vi sono un campanile del XV secolo ed una torre dell’orologio, decisamente pendente, del XVII secolo. Vera sorpresa è stato il pranzo, servito in una torre adibita a ristorante, con specialità ovviamente russe. Il pomeriggio, iniziato tranquillo con il trasferimento verso San Pietroburgo, ha registrato un momento di panico quando il camper n° 3 verde di Bruno ed Elvira, durante il rifornimento al distributore di benzina mentre faceva il pieno al generatore, ha preso fuoco. Fortunatamente la prontezza di una guida e di alcuni camperisti muniti di estintori, hanno spento le fiamme in poco tempo. Danni alla parte posteriore del camper, tanto spavento, ma tutti incolumi. Ripresa la marcia ci troviamo in mezzo ad un vero nubifragio e ad una forte grandinata. Ci vogliono prudenza ed attenzione ed inoltre non bisogna perdere di vista il camper che ci precede. Le macchine ed i camion, malgrado la scarsa visibilità, ci sorpassano infilandosi tra i mezzi ed il “ serpentone “ formato dal 36 camper si allunga sempre di più. Finalmente per il sollievo di tutti, smette di piovere. Arriviamo a San Pietroburgo e qui i CB che fanno da ponte diventano indispensabili. Sono state inserite dall'agenzia varie auto in diversi punti della nostra colonna in modo da evitare di sbagliare strada ed è andato tutto bene. A colpo d’occhio la città è bellissima, ma non ci possiamo distrarre, domani avremo tutta la giornata per poterla visitare. La serata si conclude con un rinfresco offerto sul ponte di una nave, fuochi d’artificio ed una matrioska offerta ad ogni equipaggio. Io, per sollevare il morale di Bruno un po’ abbattuto dopo la brutta esperienza vissuta in giornata, gli dedico una poesia che ho tentato di scrivere con qualche frase in romano, un’impresa azzardata per me milanese doc. Lo scopo però è stato raggiunto, sono riuscita a strappargli una risata ed un commento sulla mia strampalata pronuncia. Peccato che Elvira non c’era, m’impegnerò per lei a parlare romano un’altra volta.


PER BRUNO ED ELVIRA

BRUNO, CHE HAI FATTO
PER FARCI TARDARE
SALAMELLE PER TUTTI
VOLEVI SCALDARE ?

ER FOCO SE SA
CHE METTE ALLEGRIA
MA STAVOLTA NO,
C’HA FA SCAPPA VIA

DOPO TANTO SPAVENTO
E L’ELVIRA AGITATA
E’ SCATTATO L’AIUTO
COME NELLA BORGATA

ED ALLORA STASERA
IO VE DICO EN ROMANO :
SEMO TUTTI QUI PRONTI
A DARVE NA MANO

VOI PERO’ N’ALTRA VOLTA
PER SOSTARE DI PIU’
ER FOCHERELLO NEL CAMPER
N’ACCENDETELO PIU’ !!!!!!

- 16 Agosto 2007 // SAN PIETROGURGO
Per la visita alla città di San Pietroburgo noi, gruppo dei gialli, siamo veramente fortunati. Lidia è un’ottima guida ventiquattrenne e professoressa di Italiano in Russia. Per prima cosa visitiamo la Cattedrale di Sant’Isacco, sfarzosa. E’ sede di un Museo ma, in occasione di feste religiose, vengono celebrate le funzioni. I lavori per la sua costruzione durarono fino al 1858. Per raggiungere la cima del colonnato, abbiamo dovuto salire 262 gradini. Il panorama che si gode a 360° è sorprendente e vale sicuramente la fatica. Ripartiti col pullman, Lidia ci ha indicato parchi e palazzi che varrebbe la pena di visitare, ma purtroppo il tempo a nostra disposizione è insufficiente. Per la sosta pranzo ci fermiamo vicino alla Chiesa del Salvatore o del Sangue Versato, una straordinaria costruzione caratterizzata da numerose cupole colorate, realizzata fra il 1883 ed il 1907 nel luogo in cui Alessandro II all’ottavo attentato, venne colpito a morte da un gruppo di anarchici. Nel pomeriggio, visita alla Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, dalla sottilissima guglia ed uno dei principali simboli della città. Fatta eccezione per Pietro II ed Ivan VI, tutti i governanti della Russia prerivoluzionaria a partire da Pietro il Grande, sono sepolti qui. All’esterno della Cattedrale Lidia ci ha portato a vedere la statua, volutamente sproporzionata, di Pietro il Grande. E’ d’obbligo la foto di rito accanto alla sua mano sinistra, che si dice porti fortuna, mentre la mano destra porta bambini. Per noi, “ over anta “ tale rischio non sussiste, ma le coppie giovani ho visto che con celata indifferenza, giravano al largo. La visita successiva à stata all’incrociatore Aurora, ora in disuso, costruito nel 1900 ed utilizzato dalla Marina Russa nella guerra contro il Giappone. Da qui venne sparato il colpo di cannone che segnò l’inizio della Rivoluzione d’ottobre. I russi preferirono farlo affondare durante la seconda guerra mondiale per proteggerlo dalle bombe tedesche. Qui, i nostri fantasiosi camperisti , sono diventati tutti comandanti. La foto vicino al cannone è stata la più gettonata, ma qualsiasi punto sopra o sotto coperta, dov’è allestito un museo, andava bene per farsi immortalare. Sulla strada del ritorno al parcheggio, Lidia ci ha fatto scendere solo un minuto dal pullman per mostrarci il bellissimo esterno in mosaico di una sinagoga. Il tempo stringe, dobbiamo tornare ai camper. Questa sera usciremo nuovamente : andremo a teatro a vedere il balletto “ Il lago dei cigni “ di Caikovskij.

- 17 Agosto 2007 // SAN PIETROBURGO
Questa mattina possiamo sbrigare le nostre faccende con calma. La partenza con il pullman per andare a vistare l’Ermitage è prevista per le ore 10.30. Io negli occhi ho ancora le immagini del balletto vesto ieri sera. C’eravamo quasi tutti ed il commento alla fine è stato unanime : bellissimo. Sono ancora con la testa fra le nuvole, quando mi trovo in coda all’ingresso del Museo più grande della Russia. La nostra visita si limiterà ad una minima parte dei numerosi capolavori esposti. Se potessimo vederli tutti ci vorrebbero anni ed il nostro raduno, guarda caso, non ha previsto questa possibilità. Entriamo dall’ingresso del Palazzo d’Inverno commissionato a Bartolomeo Rastrelli nel 1754 dall’Imperatrice Elisabetta e per più di 150 anni residenza principale degli imperatori russi. Appena varcata la soglia, la cosa che più colpisce è la scalinata principale. Per ovvie ragioni non posso descrivere i capolavori esposti che abbiamo ammirato, ognuno di noi avendoli visti ha vissuto emozioni personali, mi limiterò semplicemente ad esporre una breve traccia del percorso effettuato. Dalla Sala del Piccolo Trono o Sala di San Pietro dell’architetto Auguste Montferrand, siamo passati alla galleria militare ed alla Sala Grande del Trono o Sala di San Giorgio dell’architetto Giacomo Quarenghi. Passando al Piccolo Ermitage, posso dire che lo stupore è stato tanto quando, nella Sala del Padiglione, abbiamo visto l’orologio detto “ Pavone “, tutt’ora funzionante, opera del maestro James Coxe. Purtroppo noi de La Granda non rientriamo tra le personalità che hanno la fortuna di vederlo funzionare ! Proseguendo al secondo piano, al Vecchio Ermitage, vanno citati i capolavori come : La Madonna di Simone Martini, la Vergine con Bambino del Beato Angelico, la Madonna Litta e la Madonna Benois di Leonardo da Vinci , San Sebastiano del Perugino, Danae e San Sebastiano del Tiziano, Madonna del Connestabile e Sacra Famiglia di Raffaello. Nel nuovo Ermitage abbiamo ammirato il Giovane con il Liuto, unica tela del Caravaggio in Russia e le sculture Amore e Psiche e Le tre Grazie di Antonio Canova. Proseguendo nella sala destinata all’arte spagnola, un dipinto di Goya, il ritratto dell’attrice Antonia Zarate. Per quanto riguarda l’arte fiamminga, Rembrandt con Il sacrificio di Abramo e Isacco, la Sacra Famiglia ed il famoso Danae danneggiato con acido solforico da uno squilibrato nel 1985 e oggi restaurato. Salendo al terzo piano del Palazzo d’Inverno abbiamo visto la collezione d’arte francese ed opere del periodo impressionista e post impressionista con quadri di Gauguin ambientati a Tahiti, Van Gogh, Cézanne, Matisse con le sue opere tra le quali Musica e Danza in quattro colori perché, come sottolineava l’artista cinque sono troppi e Picasso con Chitarra e Violino, Strumenti musicali e le Tre Grazie. Purtroppo la nostra visita all’Ermitage si è conclusa qui, molto altro avremmo voluto vedere, ma ciò che ci è stato proposto fa parte del percorso turistico. L’appetito, data l’ora, ci ha “ suggerito “ di entrare in una pizzeria, creando scompiglio e agitazione alle pacifiche commesse che si vedeva chiaramente poco disponibili nei confronti di noi italiani. Al termine del pranzo abbiamo ceduto il posto ad un gruppo di verdi entrati nel locale affamati, ma soprattutto bagnati fradici per l’improvvisa pioggia che li aveva sorpresi. Nel pomeriggio visita alla Basilica di San Nicola Marittimo o di Bari, quindi escursione sul battello. La nostra attenzione si è focalizzata su un ragazzino che dalla riva ci salutava e correndo per tutto il tragitto, ha fatto il nostro stesso percorso. Giunti a riva molti di noi gli hanno offerto dei rubli ma, amara sorpresa, sono finiti nelle tasche di un ragazzo più grande di lui !!!

- 18 Agosto 2007 // SAN PIETROBURGO
Questa mattina fa molto freddo, la pioggia di ieri ha dimezzato la temperatura, siamo passati da 34° a 17°. Stamane è prevista la visita alla tenuta imperiale di Carskoe Selo, l’imponente palazzo di Caterina portato a termine durante il regno di Elisabetta e Caterina la Grande tra il 1744 ed il 1796, in stile barocco su progetto di Rastrelli . Scesi dal pullman siamo stati accolti dalla musica di tre suonatori che ci hanno dedicato “ O sole mio “ e “ L’inno di Mameli “ . La nostra visita all’interno del palazzo è iniziata dallo scalone di gala, per poi proseguire verso la sala grande, la più vasta del palazzo, ed un’anticamera con delle enormi stufe olandesi bianche e blu. A nord dello scalone, sul lato del cortile, abbiamo attraversato la sala da pranzo di gala, apparecchiata ( qualcuno pensava fosse in nostro onore ! ), le sale con lesene cremisi, verdi, la sala dei ritratti e finalmente la famosa Sala d’Ambra. Severe custodi non permettono di fotografare e di soffermarsi più di quel tanto, hanno addirittura spintonato la nostra guida per farla proseguire. Nei tempi della seconda guerra mondiale, durante l’occupazione nazista, tutto l’addobbo della Sala d’Ambra venne trafugato ed i pannelli andarono perduti. Nel 2004 il Presidente Putin ed il Cancelliere tedesco Gerhard Schroder hanno presieduto all’apertura della nuova Sala d’Ambra, restaurata grazie a consistenti finanziamenti da parte della Germania. Ultimata la visita al Palazzo di Caterina, abbiamo fatto colazione al sacco in pullman, per poi proseguire nel pomeriggio il nostro tour con la visita ai giardini di Peterhof. Qui fanno bella mostra di sé delle meravigliose fontane: la grande cascata, la fontana romana, la montagna di scacchi, le fontane degli scherzi o fontane scherzose nel giardino di Monplaisir, introdotte da Pietro il I° e provate già nel 1723. Tutt’ora sono funzionanti per la gioia di grandi e piccini che si vogliono divertire e fare qualche doccia “ fuori programma “. Oggi è sabato ed il parco è letteralmente invaso da visitatori. Coppie di sposi sorridono felici all’occhio della macchina fotografica. Questo è il periodo in cui viene celebrato il maggior numero di matrimoni. L’inverno, con le sue rigide temperature, non permette alle spose di indossare il fatidico abito bianco. Avevo iniziato a contare le coppie che incontravo quotidianamente, ma alla fine ho perso il conto. A tutte loro è andato sempre il nostro migliore augurio. Rientrati al parcheggio siamo velocemente saliti sui camper perchè una pioggia minacciosa incombeva su di noi. Purtroppo il gruppo dei verdi non è stato altrettanto fortunato. Che siano state le fontane scherzose ?

- 19 Agosto 2007 // SAN PIETROBURGO
Sono le ore 10 del mattino e siamo alla fabbrica della famosa birra Baltika. Attendiamo pazienti di poter entrare a visitare lo stabilimento. I comodi divani e le macchinette con bibite e bevande calde posizionati nella hall , creano un clima di totale relax. Il tempo trascorre, ma dell’incaricato dello stabilimento neppure l’ombra. La macchina del caffé lavora a pieno ritmo. Finalmente arriva una comunicazione : oggi, domenica, giorno festivo, non è possibile effettuare la visita. Sinceramente a parecchi di noi era sorto il dubbio, ma ……. Cambiamento di programma : oggi faremo quello che era previsto per domani, quindi per prima cosa visita ad un negozio di souvenirs molto bello, dove uscire a mani vuote è stata un’impresa ardua. La maggior parte di noi ha “ dovuto “ soccombere. Con i portafogli alleggeriti, siamo risaliti sul pullman che ci ha portati nei pressi della Basilica di San Salvatore. Qui la guida ci ha detto che avevamo quasi tutto il pomeriggio a disposizione per fare acquisti. Noi del gentil sesso l’abbiamo inteso shopping sfrenato, le nostre dolci metà una via crucis. Classiche opinioni divergenti fra moglie e marito ! Prima di rientrare al parcheggio, sosta ad un mega supermercato. E’ l’ultima possibilità che abbiamo di fare la spesa prima del viaggio di rientro. Ritornati ai camper abbiamo avuto un paio d’ore a nostra disposizione e poi di nuovo fuori ad assistere ad un concerto di musica classica tenuto in nostro onore da una orchestra da camera con musicisti del teatro Marijnskij. Al termine dell’esecuzione, apprezzata anche dai giovani, escursione notturna della città. Questa volta abbiamo assistito ad uno spettacolo unico nel suo genere : l’apertura dei ponti. Alle ore 2 di notte, rientro al parcheggio dove, dopo pochi muniti, regnava il più totale silenzio.

- 20 Agosto 2007 // SAN PIETROBURGO
Questa mattina è prevista la visita che non è stato possibile effettuare ieri, alla birreria Baltika. Io rimarrò in camper in quanto debbo ultimare la piccola sorpresa che Martina ed i ragazzi consegneranno questa sera ad ogni equipaggio. Sarà un segnalibro dai colori giallo e verde, a forma di fiore. L’idea è nata un giorno mentre viaggiavamo, volevo dedicare a tutti, a fine tour, una piccola poesia che parlasse di noi, dei due colori che ci hanno caratterizzato e creare qualcosa come ricordo. Un segnalibro a forma di fiore mi è sembrata la rappresentazione simbolica del mio pensiero. Al parcheggio, oltre a me , rimangono Giovanni ed Anna. Si recheranno, con la guida, a sostituire il vetro del parabrezza danneggiato. Mi rendo conto che la visita alla fabbrica Baltika è stata gradita quando, al rientro al parcheggio, vedo che la maggior parte dei camperisti ha le borse piene di birra. Il pomeriggio è stato dedicato alla pulizia dei camper ed ai preparativi : domani si partirà per il viaggio di rientro in Italia. Finalmente riceviamo la visita di padre Fiorenzo che tutti attendevamo di conoscere dall’inizio del nostro viaggio. Il racconto della sua esperienza a Luba, tutto quello che ha visto e che quotidianamente continua a vedere sulle condizioni di vita di bambini e ragazzi, tocca nel profondo i nostri animi e commuove tutti noi. Alla fine della visita il suo camioncino è carico degli aiuti umanitari che avevamo portato e che sappiamo per certo che verranno distribuiti a che ne ha veramente bisogno. Salutato padre Fiorenzo, non è facile ritornare alla nostra realtà. Le sue parole aleggiano ancora fra noi. Quando Piero ci convoca tutti per i saluti di commiato al tour della Russia 2007. Io invece dedico a tutti la poesia che avevo preparato per questa occasione e faccio distribuire da Martina e dai ragazzi il segnalibro a forma di fiore. Siccome il tempo a nostra disposizione lo permette, dedico ad Elvira la poesia del suo camper che ha preso fuoco ed a Gino, che mi ha dato l’idea quando eravamo a Yaroslav, una simpatica poesia sul camerista che va a svuotare la cassetta.


IL FIORE DE “ LA GRANDA “


PER FARE TUTTO
CI VUOLE UN FIORE
LO DICONO I VERSI
DI UNA CANZONE


ANCHE “ LA GRANDA “
IL SUO FIORE HA CREATO
ORA VI SPIEGO
COM’E’ SBOCCIATO

DALLA TERRA NATALE
CHE E’ L’ITALIA PER TUTTI
QUARANTOTTO PERSONE
HAN FORMATO DUE GRUPPI


GIALLI E VERDI INSIEME
PER LA RUSSIA HAN VIAGGIATO
TRA IMPREVISTI E RISATE
VENTUN GIORNI HAN PASSATO

ECCO ALLORA CHE IL FIORE
PIANO PIANO E’ SBOCCIATO
E L’INSIEME DI AMICI
NON E’ PIU’ SEPARATO

CON MARTINA E I RAGAZZI
QUESTO FIORE DONIAMO
SEGNALIBRO DI UN VIAGGIO
IN UN PAESE LONTANO

PENSIERINO DELLA SERA A ……..YAROSLAVL

E’ CALATA LA SERA
DORMON TUTTI, SI TACE
MA IL CAMPERISTA PERFETTO
NON SI SA DARE PACE

NELLA MENTE HA UN DILEMMA
“ QUESTA SERA O DOMANI ? “
ESCE PIANO DAL CAMPER
CON I GUANTI ALLE MANI

GUARDA A DESTRA E A SINISTRA
QUINDI APRE IL GAVONE
PERCHE’ DENTRO NEL BAGNO
SEGNA ROSSO IL BOTTONE

E LA NOTTE FURTIVA
UN’OMBRA PROIETTA
E’ IL CAMPERISTA CHE VA
A SCARICAR LA CASSETTA

E COSI’ ANCHE STAVOLTA
IL DILEMMA HA RISOLTO
UNA TRAMA GIA’ ORDITA
DALLO SCURO RISVOLTO

Terminato questo momento, tutti in pullman per la serata finale. L’ottima cena, in un tipico ristorante russo, è stata rallegrata dallo spettacolo folkloristico offerto da dei bravissimi ballerini. Quando finalmente abbiamo iniziato a ballare, purtroppo la serata per noi era conclusa. Sul pullman mi sembrava mancasse qualcosa a completare la sera d’addio al nostro viaggio insieme, così ho intonato “ Il vagabondo “ e ci siamo messi a cantare. Non contenti, arrivati al parcheggio Giovanni ha fatto ascoltare, a tutto volume, il nostro inno cantato dai Nomadi. Tutti insieme, senza più il numero o il colore a contraddistinguerci, abbiamo cantato e ballato tra l’allegria generale. La buonanotte ed i saluti finali, hanno segnato la fine della nostra avventura.


- 21 Agosto 2007 // SAN PIETROBURGO
Ore 7 del mattino, i motori dei nostri mezzi rombano. Un ultimo saluto reciproco dai camper e la colonna si mette in moto. Abbiamo molta strada da fare prima di arrivare alle nostre rispettive case ! Le poche righe che seguiranno, saranno solo la mia esperienza personale. Il tempo d’attesa al confine russo è stato inferiore a quello d’andata. I doganieri, rispettando il copione, sono saliti sul camper con la torcia ed hanno voluto vedere nei mobiletti, nell’armadio, nel bagno e sotto il materasso del letto basculante se nascondevamo qualche cosa. Fin qui niente da obiettare, il problema è che quel giorno pioveva e sul pavimento del camper sono rimaste le tracce dei loro enormi scarponi. Finalmente, dopo aver attraversato la dogana russa e senza più il permesso di soggiorno in tasca, ho provato un senso di libertà. Giunti al confine estone, la prima cosa che ci è stata chiesta da un doganiere è stata : “ Vino italiano ? “ Simpatico il ragazzo ! Superato il confine, appena entrati in Estonia, vediamo dei camper e ci accostiamo anche noi. Erano i camperisti veneti contenti di poter salutare nuovamente dei compagni di viaggio. Questo ci ha fatto immensamente piacere. Lungo la strada penso a quante cose belle abbiamo avuto la possibilità di vedere in questi giorni. Una su tutte ? Difficile a dirsi. Per me, se ripenso a questo viaggio, la prima immagine che mi si presenta davanti agli occhi non è la bellezza di una piazza, di una chiesa, di un monumento, ma sono gli occhi felici di quei bambini ai quali abbiamo donato dei giocattoli, e questo per me consapevole, ma impreparata ad una simile esperienza, supera ogni forma di bellezza.


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