CAMPER CLUB LA GRANDA
"LA GRANDA RUSSIA 6"
Riflessioni

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Riflessioni di Elio Rocca

Il mio viaggio in Russia, agosto 2006

Carissimi amici eccoci qua a tirare le somme di questo viaggio nella Russia degli Zar e di Pietro il Grande ed il “piccolo”
Ci siamo trovati a Terespol in quella mattina da dove iniziava un tour verso “quel” paese che avevamo solo letto e/o solo visto in televisione , tra gli sfondi dei reporter dove si vedeva sempre e solo la Piazza Rossa ad alcune immagini di film dove veniva inserita la splendida ma misteriosa vista dell’Ermitage.
Eccoci l’ì pronti a partire ognuno con il suo bagaglio di avventure ed esperienze personali , viaggi da soli o al massimo in 2 o 3 camper , ed ognuno con il dubbio Amletico “to be o no to be” , essere o non essere in questo gruppo, riusciranno i nostri eroi a legare almeno per la collaborazione o forse oltre?
Io e Sergio siamo arrivati venerdì sera dopo una tappa a Czestochowa ed una benedizione mancata perché il sacerdote appena Sergio si è avvicinato a dato segni di squilibrio predicando l’alterego dei rosari e respingendolo con la croce e con l’aglio!!!!!!!!!! Ma…………………. Anche queste sono le strane forze e i misteri della religione!!!!!!!!!!!!!
Quella prima sera ci è sembrata subito un buon inizio eravamo un po’ stanchi del viaggio ma con la voglia di conoscere gli altri partecipanti per stabilire quel contatto che sarebbe stato poi fondamentale nel nostro tour.
Finchè verso mezzanotte ci siamo guardati in faccia io Nadia Sergio e Patrizia ed abbiamo deciso che era ora di andare a dormire visto che solo ART DIRECTOR Piero era in giro e sembrava non a posto finchè tutti non erano a nanna.
Prima impressione: TUTTI DORMIGLIONI…. ci siamo squadrati con Sergio come per dire và bè ci rifaremo e siamo andati a dormire.
Il giorno dopo è partita la vera avventura:
Tutti arzilli e pronti in giro per il parcheggio a fare di tutto:
chi lavava già i panni
chi scaricava ………………………il wc
chi caricava l’acqua
chi faceva pulizie di primavera o per avere un camper pronto in perfetto ordine o perché già dopo 2 giorni di viaggio era irriconoscibile!!!!!
I tubi dell’acqua si attorcigliavano per andare a riempire tutti i serbatoi e c’era anche chi da perfetto gentelmen puliva i vetri ed i fanali con la pelle di foca.
Poi …..mi chiama Sergio e mi dice TI DEVO DIRE UNA COSA!?!?!?!?!?
Pensavo:
Hanno già visto la grappa dello zio “Chille” a la vogliono finire prima della partenza????

Piero mi ha chiesto di fare da ponte-radio!?!?!?

Gli ho risposto : Bene bravo è un’ottima idea , poi sei abituato a stare con le persone e a dialogare, poi con il tuo carattere leghi con tutti e poi…………..NO ASPETTA MI DICE SERGIO ………ANCHE TU…………………….. SERVONO DUE PONTI RADIO!!!!!!!!!!

E così senza problemi abbiamo accettato di fare da comunicatori anche se per la prima volta ci staccavamo uno dal sedere dell’altro, ma eravamo pronti a tuffarci nel gruppo per integrarci con le altre famiglie e nuovi amici.
Così quel cordone ombelicale che ci tiene da anni veniva allungato,stirato e calpestato da altri 13 camper , cosa sarebbe successo? Come potevamo vivere un viaggio senza dialogare con la Patrissia? Come potevamo vivere senza sapere ora per ora le condizioni della la mamma di Sergio ( perché la mamma di Sergio è sempre la SUA MAMMA ).
Eravamo pronti a convivere questa avventura con altri e l’entusiasmo di vedere questa carovana in movimento ci teneva carichi di avventura ma anche con un pizzico di apprensione doveroso, senza di quello non esiste lo stimolo dell’avventura.

Quindi è partito il tour passando dalla Bielorussia fino a Mosca e San Pietroburgo, conoscendoci ed amalgamandoci sempre più, passando da equipaggi più disponibili a quelli più restii alla comunicazione, a quelli disposti a metterci del proprio per convivere al meglio quella l’avventura a quelli che …………stò bene io stanno bene tutti, ma questo ci stà nel “gioco “.

Altro dubbio …I figli!!!!!!!
Premetto che più volte prima dell’iscrizione avevo chiesto a Piero se ci fossero stati dei ragazzi già iscritti perché sapete cosa vuole dire muoversi con i “musoni”. Ma come sempre in questi casi noi adulti sbagliamo, vogliamo pensare con il cervello da adulti per un ragazzo con le testa da bambino/adolescente. I nostri figli ci hanno dato ancora una lezione di collaborazione e soprattutto di amicizia, ci hanno seguito dappertutto, si sono divertiti nonostante qualche anno di differenza. Ogni volta che si incontravano era un modo per divertirsi. Poi, signori miei , non dimentichiamo che c’era Pietro, guida russa di età adulta ma di animo ragazzino!!!!! Gli ha dato più fastidio perdere il freesby che le ore in dogana!!!
Ad un certo punto è arrivato Andrei, si perché Andrei è un ragazzo bielorusso che passa qualche mese all’anno con al famiglia …………..DODICI ( alias Fabio e Franca )
Anche questo è stato un’avvenimento per le nostre girl che hanno passato il periodo tra Mosca e San Pietroburgo in compagnia di un ragazzo diciamo quasi del posto.
Io vedevo mia figlia di 15 anni sul camper solo in viaggio e a dormire, ho cercato di digli da buon papà logorroico “questo camper non è un albergo” ma alla parola “camper” era già andata a divertirsi!!!!!!!!!!!!

Poi nelle grandi città per motivi di organizzazione si sono creati 2 gruppi:
I verdi ed i gialli

I VERDI: gruppo affiatato con capogruppo Piero e con Sergio e company che cercavano di tenere alto lo spirito di un’età over ………….anta.
Le guide dei verdi sono passate dalla rude cosacca Natalia con un pezzo di manico di ombrella con il fiocco rosso ( forse per non dimenticare Lenin) che sembrava volteggiare nell’aria quasi abbassandosi rapidamente ad una domanda non idonea al luogo o al culto russo,
alla dolce Giulia russa ma con dolci lineamenti asiatici che teneva in mano come riconoscimento una piccola calcolatrice da viaggio, (notate già l’innovativo cambiamento )

I GIALLI: gruppo misto animato dall’allegria dei ragazzi ( forse non compresa da tutti ) con capogruppo Ciano “il gigante buono “e come guida stabile il mitico Pietro.
Si Pietro guida tecnicamente valida con molti punti di vista particolari della sua Russia ma restio alla vita quotidiana e soprattutto alle strisce pedonali!!!!!
La sua frase che ricorreva spesso nei momenti di relax era : ora devo andare a giocare con i ragazzi”………si divertiva un sacco e con lui i nostri figli!!!!!!!!!!


E cosi in alcuni casi è nata una forma di sano campanilismo:
Noi siamo andati e voi no!!!!!!!!!!!!!
Noi ci andiamo domani e voi dall’altra parte prendete la pioggia!
Ecc…Ecc.

Ci si stuzzicava con umor inglese fino a quando è sembrato ci volesse un “taxi” inglese per risolvere il problema dell’aria condizionata su un bus che non funzionava perfettamente, ma poi tutto è lisciato via come il Volga.

A parte gli scherzi, il gruppo ha funzionato bene,in effetti il vero camperista è quella persona camaleontica che sa vivere ed adeguarsi al sistema che gli gira intorno.
Queste 70 persone si sono unite in questa avventura per trasformarla in una grande unione di usi e costumi italiani che ha girato come una grande brochure Italiana per le strade della Russia lasciando sul campo ricordi ed emozioni.

Ora che succederà al buon camperista?
Abituato a muoversi viaggiando libero,
senza legami o vincoli di orari e/o di gruppi,
eremitando da posti e luoghi e suo discrezione e piacimento
Abituato alla sua liberta, a restare fermo in un posto perché bellissimo o a muoversi perché non a suo agio, pronto ad immergersi nella vita e nella cultura del paese che visita.
Questa libertà un po’ frenata da un tour cosi affascinante ma cosi legato ai tempi e agli spostamenti.
Io con Nadia come con altri l’ultima mattina libera siamo tornati nel centro di San Pietroburgo per respirarne l’aria di una vita quotidiana, non abbiamo fatto nulla di particolare ma ci siamo immersi nella loro vita.
C’è chi ha girato tutte le strade non ancora visitate, c’è chi ha trovato un mercatino (un loro mercato in un cortile ) dove vendevano anche le “bustine griffate” come bustine intendo le borse di plastica della spesa e c’è chi è rimasto lì davanti alla Cattedrale de Sangue Versato per vivere gli ultimi momenti di questo incredibile viaggio.
C’e sembrato di vivere quei primi momenti di smarrimento di quando si visita per la prima volta una città, cioè il classico momento “OUT” del camperista, dove con zaino , marsupio e bustina di aulin in tasca si appresta a tuffarsi nella vita quotidiana di altre culture.

Certo non si può entrare in Russia senza le persone giuste e senza un’organizzazione adeguata come lo è stata La Strada. Tutto questo è stato possibile non solo perché ci sono state persone che hanno risolto quei problemi di tour di 30 camper( ricordo che non ci sono ancora strutture ricettive ), ma hanno risolto i più incredibili problemi burocratici doganali, dove purtroppo una Bielorussia e una Russia hanno tempi lunghissimi e sembrano attendere solo i turisti camperisti per rifocillarsi o altrimenti per rinverdire regole e/o normative obsolete.
A proposito di leggi obsolete ricordo il momento in qui i poliziotti mi hanno fermato in Piazza Rossa con il cavalletto della macchina fotografica posizionato a terra e volevano che li seguissi in centrale perché una legge russa dice che non si può appoggiare nulla sul suolo della piazza se non i propi piedi.

Tutto il resto è “storia”
Certo il tempo è tiranno ( soprattutto dopo una certa età ) i ricordi si affievoliscono più facilmente e se non c’è quella foto, quell’immagine o quella avventura purtroppo si dimentica inesorabilmente .Quindi non ho voluto scrivere un diario di bordo, la mia vuole solo essere una riflessione su questo viaggio è giusto che ognuno riviva con i propi ricordi, i propi punti di vista le propie sensazioni questa vacanza . Ognuno deve rivivere questo tour come crede più opportuno con le immagini, con i filmati con i ricordi più belli.

Per concludere vorrei ironicamente ricordare alcuni partecipanti del tour:
LE GUIDE:

Irina
Una mamma volante, tre figli ma con grinta da vendere ora in America per rifarsi una vita ma con immensa nostalgia della sua Madre Patria

Pietro ( il piccolo )
Immerso tra favola e realtà ma con una sua visione della vita spontanea ma con cultura

Eugenio
L’uomo dalle mille risorse la persona più importante di questo tour in un paese ancora un po’ ostile ma che stà emergendo dalle ceneri

Piero con la sua esperienza ha dato tutte le indicazioni a chiunque lo chiedesse per vivere al meglio la Russia con lo sguardo italiano

Concludo con una frase copiata da diari precedenti ma che mi affascina tantissimo e che completa il piacere di una vacanza:

UN UOMO PERCORRE TUTTE LE STRADE DEL MONDO PER TROVARE CIO’ CHE GLI SERVE,
MA DEVE TORNARE A CASA PER SCOPRIRLO


George Bernard Shaw

E’ stato un piacere conoscervi.
Elio

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