I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Vicenza"

di Sabella Aletti

Il raduno che il nostro “Club” ci offre è senza alcun dubbio l’occasione ambita per una visita interessante. La città possiede un patrimonio d’arte notevole. Pur vantando una molteplicità di aspetti architettonici, è denominata città del Palladio, in onore delle molte opere che in essa sono presenti nel tessuto urbano del ‘500 nel quale Andrea Palladio (1518-80) abbellì la città di chiese, ville e palazzi. Su un lato di Piazza dei Signori si trova la Basilica Palladiana, ricca di marmi, sia nel portico, sia nella sovrastante loggia, dalla quale si entra in un vasto salone di forme gotiche , come altrettanto gotico del ‘400 è il Palazzo della Ragione, incorporato nel nuovo edificio. Presso il Bacchiglione sorge il Teatro Olimpico, rielaborazione in legno e stucco del modello a scena fissa tradizionale nell’età classica , opera iniziata dal Palladio ma compiuta dallo Scamozzi, altro architetto che lasciò un’ importante impronta di sé a Vicenza sul finire del ‘500 e l’inizio del ‘600. Palladiani sono anche i Palazzi Porto-Barban,Valmarana e Chiericati, sede quest’ultimo del museo civico che accoglie importanti testimonianze archeologiche e la pinacoteca con opere di maestri veneti di ogni epoca. Degni di ogni attenzione sono in città anche gli edifici in stile romanico-gotico, come le Chiese di Santa Corona, del 1260 e di San Lorenzo del 1280, e lo stesso Duomo edificio gotico-lombardo del ‘300, con Campanile romanico di quasi tre secoli anteriore. Le case ed i palazzi del ’400, parte in stile gotico-veneziano, parte rinascimentale. Le costruzioni dello Scamozzi, il Palazzo del Comune, dei Trissino, il completamento della Villa detta La rotonda del 1606 , ideata dal Palladio verso la metà del secolo precedente; oltre ad alcuni edifici Barocchi quali la casa del navigatore Pigafetta. Dall’alto di una vicina collina domina la Basilica di Monte Bérico, eretta nelle sue forme attuali sul finire del secolo XVII°. Dopo questa breve illustrazione l’itinerario come consuetudine sarà affidato alla spiegazione delle guide locali specializzate le quali accompagneranno i gruppi alla visita dei vari monumenti. L’autrice di questo articolo vuole introdurre in maniera breve ma necessaria chi fu Andrea Palladio. L’opera di questo grandissimo architetto non si esaurisce a Vicenza ma spazia nel veneto e poi, bisogna sottolinearlo, l’opera geniale di questo artista s’irradia nel mondo in tutti i continenti o quasi. La Casa Bianca a Washington, la Casa Rosada a Buenos Aires, così come molte costruzioni si rifanno alle sue idee. Il maggiore architetto del Cinquecento ed uno fra i massimi del nostro Rinascimento, Andrea di Pietro Mugnaio, chiamato Palladio dal Trissino, fu anche uno dei più geniali interpreti dello spirito della Maniera. Nessuno come lui seppe creare tante e così diverse forme architettoniche all’interno di un sempre rigoroso ordine razionale. Nessuno giunse a soluzioni così originali, moderne, percorritrici nel solco di una tradizione delle più rigide e chiuse, cioè quella “classicista”. In verità l’architettura del Palladio , rispettosissima delle regole intrinseche agli ordini classici, può essere definita paradossalmente anticlassica per l’uso di forme ed elementi propri dell’architettura antica, ma utilizzati in funzione di una concezione e con criteri assai diversi da quelli classici (fenomeno questo, come abbiamo visto, tipico della maniera, termine usato per indicare tanto lo stile individuale di un artista quanto i caratteri peculiari di un determinato indirizzo culturale). Ai valori plastico-spaziali dell’architettura romana antica e moderna, il Palladio opponeva valori pittorico-ambientali al senso di imponenza e di monumentalità eroica sfruttata talvolta in maniera impropria in edifici non funzionali. La caratteristica del Palladio fu la piana scenografia di prospettive aperte, alla ferma stabilità, leggerezza, ariosità, il respiro delle sue strutture , assai lontane dall’ideale propriamente classicistico ed in perfetto accordo con la tradizione, lo spirito, il gusto veneto. In questa sua serena lirica, ma al tempo stesso elegante e solenne interpretazione delle forme è necessario andare con la memoria visiva alle Ville venete od a altre realizzazioni che oggi appaiono strabilianti per la semplicità ed eleganza formale non disgiunta, come già accennato, all’impiego proprio utilitaristico delle sue costruzioni. Questo fu il Palladio.

Note tratte da:
Guide T.C.I.
Compendi da edizioni U.T.E.T.
Gli sviluppi del secondo Rinascimento nell’Italia
Settentrionale, desunto dalla “Storia dell’arte italiana”, ed.Fabbri.

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