A cavallo tra il mese di aprile e il I maggio si svolgerà il raduno
di Vicenza organizzato dalla sezione del Triveneto. Al fine
di solleticare un po’ la curiosità di quanti parteciperanno
ecco alcune notizie sui luoghi che saranno visitati.
NOVENTA VICENTINA, www.comune.noventa-vicentina.vi.it/
Un centro del Basso Veneto tra i Colli Berici e gli Euganei,
abitato fin dall’epoca preistorica, che dal 1404 entrò
a far parte della Serenissima Repubblica di Venezia e dopo la
caduta della Serenissima passò sotto la dominazione austriaca,
finché fece parte del regno d’Italia nel 1866.
Oggi la zona, pur mantenendo la propria tradizione agricola,
vanta una significativa presenza industriale nei settori tessile
e metalmeccanico. Noventa è anche sede di manifestazioni
culturali di notevole livello.
Un itinerario turistico-culturale potrebbe prendere l’avvio
da Villa Barbarigo, insigne esempio delle numerose e prestigiose
ville venete che si trovano sparse in tutta la regione.
VILLA BARBARIGO a Noventa Vicentina. http://ville.inews.it/barbarig.htm
Il complesso, voluto nel 1588 da Giacomo di Andrea Barbarigo
per sottolineare il ruolo e l’importanza della nobile
famiglia veneziana, si inserisce con autorevolezza al centro
del paese. L’edificio si sviluppa in altezza per quattro
piani: sopra le cantine si trovano il piano nobile, destinato
alla vita pubblica e il secondo piano, riservato a quella privata,
alla sommità l’abbaino.
Il corpo centrale reca al centro una loggia, tuscanica sotto
e ionica sopra, coronata da un frontone. Le barchesse molto
probabilmente ospitavano le abitazioni dei dipendenti della
tenuta.
Alla villa spetta il titolo di Villa dei Dogi soprattutto per
gli affreschi realizzati da artisti come Antonio Foler, Antonio
Vassillacchi detto l’Aliense e Luca Ferrari da Reggio.
Nel piano nobile sono narrate le imprese dei più illustri
esponenti della famiglia e sono effigiati i due Dogi Marco ed
Agostino che si succedettero nel trono dogale attorno al 1485.
Essi governarono in modo assai diverso, come diversa era la
loro personalità. Così, nella sala di Marco, pacifico,
tollerante e paterno, troviamo accanto al ritratto del doge
le Allegorie della Pace, dell’Abbondanza, dell’Obbedienza,
della Prudenza e della Sapienza, mentre le allegorie della Fama,
della Fortuna e della Guerra sono dipinte nella sala dedicata
ad Agostino a sottolinearne il carattere militaresco, intransigente
ed autoritario.
Oggi è sede del Comune.
VILLA CANTARELLA. http://www.villamanincantarella.it/
Costruita tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600, fu
sensibilmente modificata, nel 1890 nella facciata anteriore
e nei vani del piano nobile mentre la facciata posteriore si
conserva nella forma originaria. All’interno, la sala
d’ingresso, con le travi del soffitto decorate, si sviluppa
per l’intera larghezza della casa. Ai lati i vani, quasi
tutti suddivisi nell’800. Le cantine hanno i soffitti
a volta. Si conservano il giardino e parte del primitivo parco.
VILLA PISANI a Bagnolo di Lonigo. http://ville.inews.it/mpisani.htm
I Pisani, ricchi veneziani insediatisi a Bagnolo, avviarono
una fiorente attività agricola, introducendo colture
specializzate come riso e canapa ed utilizzando il corso Guà
sia come forza motrice che per i loro commerci.
I Pisani intendevano trasferire in terraferma la mentalità
imprenditoriale e mercantile tipica dei veneziani che stavano
gradualmente abbandonando i rischiosi commerci marittimi in
favore dei più redditizi investimenti fondiari. Intorno
al 1540 Giovanni e i figli Marco, Daniele e Vittore, nell’intento
di contrassegnare la loro tenuta agricola con un edificio che
celebrasse il loro prestigio, si rivolsero al Palladio che per
loro progettò un originale edificio dal duplice prospetto.
La facciata rivolta al cortile interno, doveva stabilire un
rapporto cordiale con la campagna circostante, ma non fu mai
realizzata. Il prospetto sul fiume presenta due robuste torrette
che racchiudono una loggia a tre arcate sovrastata da un timpano.
Essa da un lato richiama il motivo veneziano della casa “fondaco”
(avvalorato anche dalla presenza di un corso d’acqua)
e quindi allude alla vocazione mercantile dei committenti; dall’altro
sembra soddisfare le esigenze autocelebrative dei Pisani, feudatari
del luogo.
VILLA POJANA a Poiana Maggiore. http://ville.inews.it/mpojana.htm
Un altro esempio di architettura modellata sulla personalità
del committente è offerto dalla villa che il Palladio
ideò per la famiglia Pojana. L’edificio realizzato
intorno al 1550 e affrescato entro il 1563, rispecchia l’origine
militare dei committenti, anche se in parte convertitisi all’attività
agricola. In questa villa Palladio rinuncia quasi totalmente
ai particolari decorativi, crea un’architettura sobria,
misurata, di grande armonia. Le decorazioni e gli affreschi
interni sviluppano temi legate alla guerra e rappresentano scene
di battaglie e figure gigantesche di imperatori.
VILLA REPETA a Campiglia dei Berici. http://ville.inews.it/repeta.htm
La prima Villa Repeta, eretta nel 1557-58 da Andrea Palladio,
fu distrutta da un incendio. Nel 1672 venne edificata un’altra
villa che a detta dei committenti, Enea e Scipione Repeta, sarebbe
stata più elegante di quella palladiana perché
più consona agli ideali estetici del Seicento. E’
un edificio chiuso e severo, con una loggia nel prospetto rivolto
alla campagna, separato dalla strada principale da un profondo
fossato e affiancato da un “Serraglio” destinato
ad esercitazioni militari. Questa impronta militaresca ben si
addiceva ai committenti che appartenevano ad una famiglia che
nel 1217 aveva ricevuto in feudo il territorio di Campiglia,
in cambio della servitù militare alla Serenissima.
VILLA FRACANZAN PIOVENE-Orgiano. www.villafracanzanpiovene.com/
Orgiano vanta nel suo territorio questa splendida villa nota
in Italia ed anche all’estero. Fu costruita nel 1710 su
disegno dell’architetto palladiano Francesco Muttoni per
voler di Giovanbattista Fracanzan, un nobile la cui famiglia
proveniente da Città di Castello, in Umbria si era stabilita
ad Orgiano nel XIV secolo. Il complesso, austero ma luminoso,
fonde insieme esigenze di casa colonica e di fortezza. Sulla
sinistra della villa si sviluppa la cosiddetta Barchessa, sotto
la quale trova posto l’esposizione di trattori agricoli
storici, due vasti granai, la casa del contadino e il laboratorio
del falegname.
All’interno si possono ammirare ampi saloni e magnifiche
stanze, con opere pittoriche, mobili antichi e un grandioso
lampadario a cristalli sfaccettati costruito a Zurigo nel 1860.
Degna di nota è la cucina, l’ambiente più
caratteristico della villa: si presenta con l’arredamento
originale di quando fu costruita. Famosissimo è il grande
secchiaio, con l’acquaio di marmo rosso di Verona, alimentato
da una fonte d’acqua potabile scavata nella collina. Durante
l’invasione di Napoleone il secchiaio fu smontato e seppellito
per sottrarlo alle sue razzie. Oltre alla cucina, al pianterreno
trova spazio la sala delle colonne, il salotto centrale, la
sala da biliardo, la sala da pranzo e da gioco. Al piano nobile
si trova un grande salone, la sala dei ritratti cinesi e la
camera del baldacchino.
Al terzo piano il granaio è una delle strutture più
affascinanti dell’intera villa, da qui si gode una splendida
vista sulla campagna antistante e sulle colline che fanno da
cornice alla villa.
VILLA PIGAFETTA ARNALDI CAMERINI a Montruglio di Mossano.
http://www.vicenzanews.it/a_182_IT_1022_1.html
Distese di verde, ora pianeggiante, ora dolcemente ondulate,
ci accompagnano verso il silenzio e la solitudine di Villa Pigafetta.
La stradina polverosa che ci aiuta a salire, costeggia il muricciolo
del vastissimo parco, traboccante di fronde, di rami, di fogliame.
D’inverno la gente sale sin qui per vedere l’enorme
cedro del Libano incappucciato di neve, che sta di guardia al
di là dell’artistica cancellata di ferro battuto.
Dall’alto del colle, la villa domina la pianura che si
apre tra le pendici orientali dei Berici e quelle occidentali
degli Euganei. Fu edificata da Antonio Pizzocaro. Committente
della villa fu l’antica e gloriosa famiglia dei Pigafetta.
Successivamente la proprietà passò prima agli
Arnaldi, poi ai De Salvi, infine ai Camerini. La barchessa viene
attribuita al ticinese Francesco Muttoni. La scalinata e la
terrazza recinta da balaustra conferiscono all’edificio
slancio e saldezza perciò esso si presenta grandioso
e solenne. Nell’interno il salone al piano nobile è
reso fastoso dalla decorazione pittorica datata 1714 e firmata
Francesco Aviani.
MONTAGNANA. http://www.comune.montagnana.pd.it
Cittadina compresa tra il fiume Adige e i colli Euganei. La
grandiosa cinta muraria, che fa di Montagnana uno dei migliori
esempi in Europa di borgo medievale fortificato, è stata
innalzata in varie epoche, ma prevalentemente sotto Ezzelino
e i da Carrara ( secc. XIII e XIV).Non si tratta di un semplice
muro di cinta ma di un vero e proprio sistema difensivo con
torri, porte, barbacani, fossati ecc. Si snoda per circa 2 chilometri
con andamento irregolare. E’ circondata da un largo fossato
ed è costituita da cortine merlate rafforzate da 24 torri
collegate da un cammino di ronda. All’interno della cittadina
si conservano altre opere d’arte e monumenti interessanti
come il Duomo e la chiesa di San Francesco.