I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Montagnana"

di Alberto De Marchi

E’ una cittadina famosa per la sua cinta fortificata medievale.
Situata in posizione strategica tra Verona e Padova, fu destinata sin dall’epoca romana a svolgere una funzione difensiva.
Devastata durante il periodo delle invasioni barbariche subì varie dominazioni nel Medioevo (Ezzelini, Carraresi, Scaligeri) fino a quando entrò a fare parte dei domini di Venezia nel 1405.
Le mura sono lunghe circa 2 km e sono in ottimo stato di conservazione. La cinta è interrotta da 24 torri esagonali e 4 porte.
Altre due fortificazioni rinforzano la struttura: il castello di S.Zeno e la Rocca degli Alberi.
Il castello eretto nel 1242 da Ezzelino da Romano è formato da un mastio quadrato alto 44 m con due torri angolari. La Rocca degli Alberi fu costruita dai Carraresi verso la seconda metà del 1300, e costituisce con la particolare struttura della porta e il ponte merlato, uno dei più perfetti sistemi di difesa militare.
Nella Piazza Maggiore si erge il Duomo con la semplice facciata a capanna impreziosita dal portale del Sansovino e dai pinnacoli.
Ogni prima domenica di settembre presso la stupenda città murata di Montagnana, si potrà assistere al Palio dei 10 Comuni del Montagnanese. Il Palio è una rievocazione storica del 1366 con cui si vuol festeggiare la caduta del tiranno Ezzelino da Romano e l'arrivo dei Carraresi da Padova. Oltre 1000 figuranti, con i costumi tipici del periodo, organizzati per gruppi e categorie sociali: uno spaccato della società dell'epoca. Ci sono i gruppi dei popolani, quelli dei sacerdoti e degli ordini religiosi, i nobili, i pescatori, i detenuti, oltre, naturalmente ai cavalieri. Sono inoltre rappresentati anche singole personalità: da Ezzelino al podestà, ma anche il Boia e il condannato.
Una corteo storico davvero indimenticabile di oltre un'ora, intervallato da spettacoli e figure dei vari gruppi di sbandieratori e dalla musica inconfondibile dei musici di tutti i comuni.
La corsa del Palio é' l'apice della festa, è la manifestazione che domina su tutte e con il suo nome, forte di tinte e di suggestioni, richiama sentimenti e sensazioni mai sopite: è un appuntamento fisso per migliaia di turisti che, ogni anno, la prima domenica di Settembre giungono nella città murata unendosi ai Montagnanesi nella gioia della festa, calandosi nel vortice dei suoni e dei colori di altri tempi.
Dieci fantini, cavalcando "a pelo", cioè senza sella, portano alla sfida i colori dei 10 Comuni: tra il verde del vallo medioevale e il rosso dei mattoni delle mura e dei castelli.
La sfida avviene, all'inizio, tra due gruppi di cinque cavalli ciascuno, sorteggiati nelle cerimonie del Giuramento: solo i primi due di ogni gruppo disputeranno il Palio vero e proprio più il terzo miglior classificato. Ciascun Comune accompagna il proprio fantino con una rappresentanza: dopo il Gonfalone, scortato dal Capitano e dagli Armigeri, vengono le Dame e i Notabili del Comune più un gruppo caratteristico di figuranti; chiudono il corteo i Tamburini e gli Sbandieratori.
E' una corsa difficilissima in un percorso che ricorda il Circo Massimo romano: due rettilinei ai limiti dei quali vi sono due secche curve a U, dove l'abilità dei fantini viene messa a dura prova. Nell'intervallo tra le prime due corse del Palio si svolge la "Gara dei Gonfaloni". La corsa dei Gonfalonieri dei 10 Comuni si svolge sullo stesso percorso dei cavalli: una prova terribili, una fatica immane, che vede gli uomini correre per circa 700 metri innalzando i gonfaloni come vele al vento. Ciascun Gonfalone misura cm 80 per 1,60 meri, cui si deve aggiungere il peso dell'asta che lo sostiene.

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