I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Il Panevin ieri e oggi"

di Erminia Maiorana

Nel Trevigiano il panevin è una delle tradizioni più antiche, che si svolge la sera dell’Epifania e da millenni mantiene lo stesso rituale. Studiosi, infatti, fanno risalire la nascita del panevin ai riti del culto del Sole, e ricollegano il simbolo del fuoco alla sua funzione purificatrice e di espiazione.
Questo spettacolo era un tempo diffuso in tutto il Veneto, ma con l’industrializzazione e l’urbanizzazione si è ristretto all’area trevigiana.
Il tradizionale falò si presenta come il momento culminante dell’annata agricola in quanto permette di formulare pronostici sul raccolto successivo.
In base alla direzione del fumo e delle faville prodotte dal falò, gli anziani prevedono le sorti del raccolto: se il fumo va a nord o a est sarà scarso, se la direzione è sud o ovest si prevede abbondanza.
Ad accompagnare questo momento venivano intonate filastrocche e canti propiziatori o di scongiuro, diversi a seconda della zona considerata.
Girotondi, danze ed altri gesti rituali venivano, inoltre, messi in atto contro la grandine e le malattie degli animali.
In cima al falò troneggia la vecia, una vecchia fatta di stracci e paglia che viene bruciata come simbolo di tutti i malanni e la sfortuna dell’anno trascorso.
Spesso, in passato, alla vecia si attribuivano le fattezze o il nome di qualche anziana signora del paese dal carattere difficile.
Storicamente, la figura della vecia è stata interpretata come il simbolo della Serenissima che divorava le ricchezze della terraferma e rendeva povere le campagne, ma alcuni vi vedono anche un ricordo dei roghi delle streghe o dei sacrifici umani.
Durante il panevin è tradizione condividere degli alimenti tipici, in particolare vin brulè e pinsa. Questa è un dolce povero che ogni casata prepara secondo le proprie abitudini, ma che ha come ingredienti comuni pinoli, uva passa, fichi secchi, semi di finocchio. Questo tipico dolce natalizio, così come altre pietanze tradizionali, fa parte di un’ampia rete di rituali fortemente legati agli usi locali.
Stupisce come, col passare del tempo, la forza di questo rito non si sia affievolita. Probabilmente, l’importanza che ha oggi questo falò va ritrovata nel bisogno di stare in comunità, di condividere speranze, ansie e rinsaldare lo spirito di gruppo.
I piccoli adattamenti che nel tempo ha subito il panevin non intaccano, dunque, la sua capacità aggregante e socializzante che gli permette di sopravvivere ai mutamenti storici e sociali del Trevigiano.

 Copyright © Camper Club La Granda - Web Design Registred Cn-Net