Gli ultimi raggi del sole incendiano il cielo sgombro di nubi
ad occidente. Sopra di me le nuvole immobili sfumano dall'indaco
al rosato. Guardo le alture sull'altra sponda del lago. È
un disegno nero e seghettato che gratta il cielo. Nessuna luce
accesa; io so che dall'altra parte di quell'acqua dai riflessi
d'acciaio ci sono case e paesi, ma non li vedo. L'isola li nasconde.
C'è un silenzio d'attesa, anche l'acqua è immobile.
Nulla disturba la magica atmosfera che precede il buio. Tra poco
la notte scenderà sul mistico lago Trasimeno, cuore di
uno dei sette parchi umbri. Tra poco si accenderanno le luci dei
borghi che si affacciano sulle sue acque e tutto tornerà
a vivere. L'incanto svanirà. No. Lo si ritroverà
l'indomani alla luce del sole. Sarà diverso ma non meno
affascinante.
Mentre aironi e gabbiani sfiorano l'acqua e poi decollano verso
il cielo, si scoprirà che le isole sembrano soffici cuscini
verdi, che la vegetazione di canne palustri ospita una ricca fauna
ittica, che le colline boscose che circondano il lago da tre lati
sono punteggiate qua e là da gruppi di case che emergono
timidamente dal verde. È un paesaggio sereno e rilassante
che fa tornare alla mente il ricordo dei Santi nati e vissuti
in questo angolo d'Italia, primo fra tutti San Francesco che scelse
l'isolamento dell'isola Maggiore per prepararsi alla Pasqua.
Anche oggi per visitare le isole l'unico mezzo di trasporto,
dopo il battello, è il "cavallo di San Francesco"
ed i soli rumori sono quelli della brezza che smuove le foglie
degli alberi e l'erba profumata dei prati unito al frinire delle
cicale e al canto degli uccelli.
L'isola Minore è disabitata e deserta di presenze umane.
La Maggiore offre da un lato un piccolo villaggio stabilmente
abitato da una ventina di persone e da qualche turista durante
la stagione estiva. Un sentiero nel bosco conduce al lato opposto
dove un castello di stile neo gotico sta andando in rovina. L'isola
Polvese, la più estesa, è un'oasi di agricoltura
biologica e faunistica ed un laboratorio scientifico per lo studio
e la conservazione delle specie autoctone. Vari sentieri la percorrono
in tutti i sensi. Uno di questi conduce ai resti del Castello
ed alla vicina chiesa di San Giuliano. Proseguendo verso la cima
(l'isola raggiunge i 313 metri di altitudine) s'incontra una fattoria
e poi i resti della chiesa di San Secondo con annesso Monastero
che fu abitato fino al 1832 dai monaci che introdussero sul territorio
la coltivazione dell'olivo.
I due centri maggiori che si affacciano sul lago sono Passignano,
detta "la perla del Trasimeno", e Castiglione del Lago
sulla riva opposta, entrambi di origine etrusca.
Passignano snoda le sue stradine medievali tra i giardini sulle
rive del lago e lo sperone roccioso su cui sorge la Rocca che
vigila sulle case sottostanti ed il porticciolo turistico.
Castiglione del Lago è stato edificato sul promontorio
che nel lontano passato era la quarta isola del Trasimeno. Il
centro storico, completamente chiuso tra mura, si distende pianeggiante
lungo tre strade parallele che sfociano nella piazza del Palazzo
della Corgna. Appartenente alla potente famiglia dei Corgna, imparentata
con il Papa,
è una tipica costruzione cinquecentesca che presenta, fin
dall'ingresso, una serie di sale affrescate. Notevole è
la Sala Maggiore dove le pitture del Pomarancio raccontano le
imprese di Ascanio Corgna, il personaggio più rappresentativo
della famiglia. Un suggestivo camminamento coperto a strapiombo
sul lago, che si scorge dalle feritoie, collega il Palazzo Corgna
alle mura perimetrali del Castello duecentesco, oggi utilizzato
come teatro estivo.
I confini del Parco del Trasimeno racchiudono altri centri poco
distanti dal lago. Per esempio Corciano, splendido borgo rinascimentale
circondato da una doppia cinta muraria; il tutto completamente
ristrutturato e vivo perché abitato stabilmente, anche
se le seconde case sono parecchie. Non occorre un grande sforzo
di fantasia per immaginare le sue stradine percorse da Madonne,
Cavalieri e Trovatori che vanno alla Messa nella chiesa dell'Assunta
impreziosita da una tela del Perugino.
Un altro luogo interessante è Magione dov'è ubicato
il castello dei Cavalieri dell'Ordine di Malta, tuttora sede estiva
del Gran Maestro e per questo visitabile soltanto nei mesi di
giugno e luglio. Gli ampliamenti e le modifiche apportate al primitivo
castello medievale sono molto evidenti, essendo in mattoni mentre
la parte più antica è in pietra. Nella suggestiva
Sala delle armi, ristrutturata e trasformata in sala conferenze,
sono esposti i doni offerti al Gran Maestro dai personaggi più
importanti del mondo. Suggestiva anche la piccola chiesa con affreschi
del '500 dedicata a San Giovanni Battista patrono dell'Ordine.
Allontanandosi un po' dal Trasimeno troviamo Città della
Pieve dall'aspetto più toscano che umbro. Qui regna sovrano
il mattone su un colle dominante la verde campagna. Il profilo
della città è caratterizzato da torri e campanili
che testimoniano un passato di supremazia militare ed ecclesiastica.
È il luogo dove nacque il pittore Pietro Vannucci, meglio
conosciuto come il "Perugino". La sua casa natale, lungo
il corso a lui intitolato, è una delle poche che si presentano
intonacate. Il suo paese natale lo ricorda con appena una piccola
targa sulla facciata. Ma le opere ci parlano del suo ingegno.
Sul lato opposto della strada, nell'oratorio di Santa Maria dei
Bianchi, si ammira il grande affresco rappresentante la "Adorazione
dei Magi"; nella Cattedrale sono conservate due tavole: il
"Battesimo di Cristo" e la "Madonna in gloria e
Santi". Un lato della piazza della Cattedrale è occupato
dal Palazzo Corgna, più grande e più lussuoso di
quello di Castiglione. Le grandi sale dette "della musica"
e "degli dei" sono completamente affrescate dal pavimento
al soffitto. Curiosi i dipinti raffiguranti dei nudi; sono stati
pudicamente ricoperti di tralci di rose fiorite.
In tut ta la zona che circonda il lago si trovano parecchi campeggi.
A Passignano ed a Castiglione del Lago sono state predisposte
due aree attrezzate per la sosta dei camper.
Buon viaggio nel "cuore verde dell'Italia"….
e non dimenticate di gustare la carpa cucinata con l'ottimo olio
umbro ed accompagnata da un vino locale.