I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"La piana di Castelluccio"

di Umberto Menichini

Dopo aver superato la provinciale che si inerpica fin sopra il valico,il camper riprende fiato e finalmente con un filo di gas si infila rapidamente nel mezzo di una vallata verde di muschio e di erbe,dominata dall’incombente presenza del monte Vettore. E’ la piana di Castelluccio di Norcia ,1300 m. slm,meta di molti camperisti.
Si respira un’aria pulita e serena . Ormai abbiamo lasciato alle spalle il caos cittadino e lo smog,frutto del cosidetto progresso, ma anche della nostra inciviltà. Ma oggi dimentichiamo. Godiamoci questa superba bellezza naturale ,uno degli ultimi angoli capaci di riportarci indietro con gli anni,quando l’aria sapeva di muschio e di marcite. C’è un parcheggio dove si può sostare senza problemi.
Qui trascorreremo la notte. Poi,domani,ci identificheremo,in perfetta simbiosi,con questa natura ancora intatta e pienamente fruibile.
La zona è vasta e molto utile sarà l’uso della bici che ci permetterà di allargare la nostra panoramica.
Al mattino,uscito dal camper,ho già davanti a me uno scenario mozzafiato. Profumi dimenticati. E il tintinnio di campanelle mi fanno indovinare la presenza lontana di un gregge. Un lieve fruscio mi dà la misura della intensità del silenzio. Inforcata la bici mi avventuro. Il sole è già alto. Ora il gregge è sotto i miei occhi. Il pastorello che lo sorveglia soffia nel piffero emettendo suoni senza pentagramma,ma che evocano,novello Titiro, i motivi degli avi. . La natura si è risvegliata. Gli uccelli bisbigliano tra loro,la cutrettola scodinzola sulle zolle e la cornacchia diffonde il suo verso sgarbato.
In questo piccolo mondo ancora prolifica il gatto selvatico e negli anfratti dei monti si cela il lupo. Nella pianura si coltiva la pianta delle lenticchie e per queste Castelluccio è famoso.
Il paese si vede in lontananza.Si erge,in cima alla collina,a forma di cono.Poche case,pochi abitanti. C’è un’atmosfera medievale..
Si dice che in inverno la neve sia alta un metro e più,e solo trenta persone rimangono in paese. Tento di immaginare come può essere la vita quotidiana. Mucchi di legna da ardere sono già pronti,accatastati ordinatamente negli spazi utili,reperibili intorno ad ogni casa. Le dispense colme di ogni bene,in serbo per la fredda stagione. Per chi è nato,cresciuto e invecchiato in una grande città,può essere difficile ipotizzare quale organizzazione sociale sia adottata per consuetudine,educazione,istinto.
C’è un portale che segna l’ingresso del paese.Ebbene d’inverno viene chiuso. Sicchè si può dedurre che lo spazio vitale per questa minuscola comunità sia veramente ridotto.

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