I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Cascata delle Marmore"

di Giovanni Garrone

Percorrendo da Terni la SS 209 della Valnerina dopo circa 7 km sulla destra si staglia la rupe delle Marmore da dove, quando l’acqua è rilasciata, inizia il salto di circa 150 metri della Cascata delle Marmore, ben inserita in uno scenario naturale montano, un estroso artista la definì “cosa da far spiritare ogni incontentabile cervello”

LEGGENDA e STORIA
Una leggenda narra che la ninfa Nera si innamorò del pastore Velino, Giunone per punirla la trasformò nel fiume Nera, Velino disperato si gettò dalla rupe di Marmore per ricongiungersi all'amata, ed in quel momento anche lui si trasformo in un fiume, il Velino, che dalla rupe di Marmore si getta nel sottostante fiume Nera perpetuando per l’eternità il gesto d’amore del pastore Velino verso l’amata ninfa Nera.

Nella realta i depositi millenari delle acque calcaree del fiume Velino creavano una barriera per la confluenza del Velino nel fiume Nera e nei periodi di piogge il Velino straripava ed impaludava ampie aree della piana Reatina, verso il 290 a.C. il console Curio Dentato fece scavare un canale per far defluire le acque stagnanti del fiume Velino convogliandole sino alla rupe di Marmore e farle precipitare nel sottostante alveo del fiume Nera, l’opera venne realizzata dai Romani per accattivarsi le simpatie del popolo Umbro da poco sottomesso e per sfruttare i fertili terreni agricoli bonificati.

Col passare dei secoli il fondo del canale si innalzò a causa dei depositi calcarei delle acque e verso il 1417 si scavò il nuovo canale (il Reatino) che non funzionò mai bene, verso il 1545 papa Paolo III fece scavare un’altro canale (il Paolino), ma anche questo non risolse il problema delle inondazioni, verso la fine del 1500 papa Clemente VIII fece riattivare il canale romano rendendolo più profondo e con maggior pendenza, inoltre si costruì un “ponte regolatore” per dosare il deflusso dell’acqua della cascata.

Con questo canale si riuscì a bonificare la piana Reatina, il lago Velino si abbassò e si formarono dei bacini autonomi (Ventina, Canale, Cor della Stella e Piediluco), mentre il “ponte regolatore” si rivelò inefficace nelle piene, la massa d'acqua che precipitava dalla cascata ostacolava il regolare deflusso del fiume Nera e provocava inondazioni nelle campagne della conca Ternana per molti chilometri a monte della confluenza.

Dopo molti studi ed interventi verso il 1787 si praticò un taglio diagonale sul secondo balzo per deviare parte dell’acqua in caduta ed ostacolare meno il deflusso del fiume Nera, questo intervento diede alla cascata l’aspetto che ancora oggi si ammira.

MORFOLOGIA e GEOLOGIA
L'area della cascata ha un dislivello totale di circa 150 metri, ed è formata da depositi di travertino che è una roccia calcarea sedimentata per precipitazione chimica delle acque ricche di carbonati le quali tracimando dalla rupe confluivano nel Nera, il potere "incrostante" delle acque, le modalità di deposizione e la morfologia preesistente hanno formato cavità, grotte e forme "carsiche", la struttura dell'ammasso travertinoso si differenzia dalla morfologia montuosa dei rilievi calcarei della Valnerina perché appartengono alla dorsale umbro - marchigiana principale sistema orografico della regione che si sviluppa dal corno del Catria e monte Cucco fino ai monti Sibillini.

LE GROTTE DI MARMORE
Il pianoro dei "Campacci" dove la Cascata precipita nella Valnerina ha un fronte totale di circa 1 km, la sua genesi è legata alla lentissima sedimentazione operata dalle acque del fiume Velino che lo impaludavano fino quando scavarono il primo canale

Questo pianoro è stato sottoposto a sforzi distensivi sia per fasi tettoniche regionali sia per fasi geologiche locali, che hanno provocato fratturazioni in varie direzioni, la rete di fratture, la presenza di cavità singenetiche, l'intensa circolazione di acque sotterranee e l'estrema solubilità della roccia, hanno permesso il formarsi di cavità complesse sia per la morfologia ipogea sia per l'estensione, la regimentazione artificiale delle acque in tutta la zona ha bloccato infine il progetto speleogenetico favorendo l'instabilità delle grotte e della rupe di Marmore, ciò a causa dell'alterazione e disgregazione che gli agenti esogeni esplicano sul travertino, per sua natura roccia friabile e non compatta.

Il complesso ipogeo di Marmore, esplorato da speleologi fin dagli anni '50 è costituito da 53 cavità per un estensione di 1,5 km ed una profondità di 28 m, le grotte hanno un andamento sub-orizzontale con morfologia a fessura stretta ed alta, non mancano ampi saloni con concrezioni di tipo mammellonare, uniche nel loro genere.

Il gruppo di cavità della Grotta della Morta e della Grotta delle Diaclasi hanno uno sviluppo di 287 metri ed una profondità max di 23 m, nelle vicinanze del campeggio "Campacci" si accede alla Grotta delle Colonne che si sviluppava in due diaclasi principali ma delle frane le hanno divise, infine con sviluppo di oltre 190 metri la Grotta della Condotta, in parte franosa ed attraversata da una vecchia condotta.

LA FLORA
L'area della cascata è interessata da un clima mediterraneo, una stagione estiva arida ed un periodo invernale mite, nel fondovalle tali condizioni sono attenuate dal fiume Nera e dal vapore acqueo prodotto dalla Cascata durante il rilascio dell’acqua, detti fattori hanno favorito una vegetazione forestale e arbustiva di carattere basofilo e semibasofilo, contornata da formazioni forestali ripariali lungo il fiume Nera.

Il territorio della cascata presenta grandi esemplari di Salici, Ontani, Lecci; il Pino d'Aleppo è spesso abbarbicato alle emergenze calcaree dei versanti, mentre le colline sono coperte da lecci, querce, aceri e faggi, una visita al Giardino Botanico situato all'interno del Parco Regionale Fluviale del Nera (2120 ettari) permette di ammirare le diverse specie vegetali che popolano l'area.

L’area presenta un livello di naturalità molto causato soprattutto dalla presenza di specie ruderali o sinantropiche e da zone prive di vegetazione naturale ricoperte da materiali ghiaioso di riporto, quindi si opera in essa principalmente con la costruzione di aiuole floristiche e l'eliminazione delle specie che indicano il degrado ambientale.

SFRUTTAMENTO INDUSTRIALE
La ricchezza di queste acque e la loro energia idrica permise il sorgere a Terni di industrie siderurgiche, elettrochimiche ed elettriche a partire dal 1861 (Unità d’Italia), da allora la cascata non venne più individuata come strumento di bonifica del territorio o come momento di regolamentazione del sistema idrico, ma solo più per le sue possibilità idroenergetiche per alimentare fabbriche, fonderie ed acciaierie di Terni

Altro punto di svolta nello sfruttamento delle acque del Velino e della Cascata è rappresentato dalla diffusione dell'energia elettrica per l'illuminazione pubblica e privata, e relativa diffusione dei motori elettrici e loro impieghi negli impianti industriali.

La cascata venne “costruita” per esigenze di bonifica e coltivazione, ma a distanza di circa due millenni il suo scopo principale è di soddisfare le esigenze industriali del Ternano, di conseguenza da decenni la cascata si può ammirare solo in certi orari.

SFRUTTAMENTO TURISTICO
Nel 1927 il comune cedette alla società Terni il pieno controllo delle acque dell'intero bacino e la cascata venne sacrificata per aumentare lo sfruttamento idroenergetico, nel 1954 venne stipulato un accordo tra la provincia di Terni e la società Terni per un'apertura annuale di 770 ore, normativa ancora vigente alla quale si adegua l'Enel proprietario dal 1962 degli impianti e detentore di tutti i diritti dell’intero bacino.

In inverno si ha maggior richiesta di energia elettrica, quindi “sprecano acqua” per la cascata solo 2 giorni a week, e per sole 2 ore al giorno, prima di fare una gita in loco è bene entrare in uno dei siti ufficiali per vedere il calendario del rilascio dell’acqua.

Al comprensorio della cascata si entra pagando un ticket sia dal Belvedere superiore che dal Belvedere inferiore, dal parcheggio del Belvedere superiore non si vede la cascata, dal parcheggio del Belvedere inferiore si vede la cascata a circa 1 Km.

Verso il 1998 l'Enel ha realizzato un impianto di illuminazione notturna che è un progetto che mira a fondere acqua, luce ed energia con buona resa cromatica di un paesaggio spettacolare, l'impianto si compone di 52 punti luce con massima intensità al principio del grande salto, per poi perderla, nei salti successivi, poco per volta.

I SENTIERI
All’interno dell’area della cascata è possibile percorre 4 sentieri che permettono al visitatore di osservare la cascata da punti di vista panoramici di suggestiva bellezza.

“Sentiero 1” - difficoltà: media - tempo di percorrenza: 40 minuti in salita, 25 minuti in discesa - dislivello: 150 metri.
Itinerario storico che collega il Belvedere inferiore al superiore dove si trova la Specola fatta costruire nel 1781 da papa Pio VI che è una torretta panoramica davanti al primo salto alto circa 90 metri, il percorso si sviluppa all’interno di un bosco dove si possono ammirare grotte naturali scavate nel travertino, e si può anche percorrere un tunnel che conduce al “balcone degli innamorati” posto sotto al primo salto della cascata.

“Sentiero 2” - difficoltà: facile - tempo di percorrenza: 20 minuti - dislivello: 40 metri.
Conduce al cuore della cascata attraverso delle scale e passerelle in legno, il visitatore attraversa un canale della cascata nascosto tra la vegetazione.
“Sentiero 3” - difficoltà: facile - tempo di percorrenza: 20 minuti - dislivello: 15 metri
Conduce il visitatore nella parte bassa della cascata fino al letto del Nera, dove per la pressione con cui l’acqua precipita sui gradoni intermedi si forma un aerosol che crea un habitat particolare in cui crescono felci e muschi, in alcuni tratti il letto del fiume presenta delle pareti formate da imponenti rocce in gran parte ricoperte da muschio, lunghi tratti di sponde sono ricoperti da foglie giganti del farfaraccio comune che hanno dimensioni a volte così incredibili che osservandole si perde il senso delle proporzioni.

“Sentiero 4” - difficoltà: media - tempo di percorrenza: 20 minuti - dislivello: 90 metri
E’ un percorso fatto di soli gradini, il visitatore può ammirare la cascata da due punti panoramici posti ad altezze diverse, con veduta frontale della cascata, volendo si può arrivare fino al Parco Batteria situato nei pressi del paese di Collestatte.

NAVETTA
Chi è giovane e pimpante può scarpinare per i sentieri di montagna e passare dal Belvedere inferiore al superiore senza grosse difficoltà, per i vecchietti rottamati come noi due invece può essere utile la navetta che trasborda i turisti dal belvedere inferiore al superiore e viceversa, per il calendario e gli orari consultare uno dei siti ufficiali

Col camper se volete spostarvi dal belvedere inferiore al superiore o viceversa, andate sino a Terni, non prendete la scorciatoia di Papigno, vi è un passaggio di soli 2 metri.

ACCOGLIENZA CAMPER
Belvedere superiore: da Terni prendere la SS 79 per Rieti, dopo la salita c’e’ Marmore, svoltando a sinistra si arriva a piazzali di sosta alberati, occhio ai rami bassi.

Belvedere inferiore: da Terni prendere la SS 209 della Valnerina, dopo circa 7 Km sulla destra si staglia la rupe della cascata, appena dopo a destra sulla riva del Nera c’e’ un ampio parcheggio asfaltato, illuminato, con servizi, negozietti turistici e bar.

Terni: Area attrezzata per camper in via Lombardo Radice, all’uscita Terni Centro della superstrada E45, seguire per il cimitero, deviare a destra per passarci davanti, poi a sinistra per prendere il sottopasso, l’area si trova subito, è molto rumorosa.
Sosta e scarichi gratuiti, carico acqua potabile da una colonnina, una moneta da 50 centesimi per 100 litri di acqua, l’area è gestita da un camper club locale con sede nel casotto situato nell'area stessa, telefoni: 0744 301632 - 0744 425311 - 0744 271000

Quando passo per Terni sulle rotte per Rieti, oppure Valnerina, oppure Spoleto, pernotto nel parcheggio della Basilica di S. Valentino, gratuito e tranquillo, dalla zona Sud della città seguire per Passo Corese, parcheggio a destra, Basilica a sinistra.

Ferentillo: Area attrezzata gratuita sulla SS 209 della Valnerina, circa 10 Km dopo il Belvedere inferiore, all’ingresso Ovest del paese, tranquilla ed illuminata.

MAGGIORI INFORMAZIONI
Per il calendario ed orari di rilascio dell’acqua e della navetta, per i costi dei biglietti di ingresso, e per vedere i percorsi dei sentieri, consultare i seguenti siti ufficiali:

http://www.marmore.it - http://www.cascata-delle-marmore.it
e-mail: cascata@micanet.net - info@cascata-delle-marmore.it

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