La verde Umbria. Il raduno è un ritrovo da non perdere assolutamente.
La regione, una delle più affascinanti d’Italia
con un piccolo paese inserito nel cuore umbro nel quale si affacciano
i colli che le fanno da corona con alcune delle più illustri
ed incantevoli cittadine sulla valle del Topino. Un tempo sotto
la dominazione romana era circondato da imponenti acquitrini
e una presenza considerevole di canneti palustri da cui il nome
di Cannara. Oggi naturalmente l’aspetto è quello
di un borgo piccolo e rurale. Nel centro dell’abitato
troviamo la bella chiesa di San Giovanni Battista dove sull’altar
maggiore incorniciato da stucchi ammiriamo una raffigurazione
Madonna con i “Ss.Battista e Sebastiano” , pregevole
opera dell’Alunno del 1482. Il vero nome è Nicolò
di Liberatore (Foligno 1430-1502 circa) chiamato Alunno dal
Vasari. Nicolò autorevole caposcuola rimane fedele alla
vecchia tecnica ed ai vecchi schemi. Ignora la pittura ad olio
così come gli insegnamenti del Pinturicchio e Perugino.
Poco avanti incontriamo la chiesa della Buona Morte, la tradizione
vuole che San Francesco abbia fondato proprio qui il Terz’Ordine.
Questo chiamato dei mendicanti come i Francescani, Domenicani,Carmelitani,
eccetera, così detti perché in essi il voto di
povertà non è limitato al solo individuo, ma si
estende a tutta la comunità e caratterizzati altresì
dal regime unitario che raccoglie sotto la giurisdizione di
un unico superiore maggiore , tutti i membri dell’Ordine.
La via Baglioni conduce alla chiesa di San Matteo, elegante
costruzione del 1786. Nell’interno ancora opere dell’Alunno,
una ricca cantoria in legno policromo ed un arco trionfale sono
le opere più notevoli. La bella chiesa di San Biagio
la troviamo nella via principale “Vittorio Emanuele”.
Edificio romanico del XIII° secolo è un gioiello
architettonico di questa epoca. Notevoli escursioni sono possibili
da Cannara. A 5 chilometri troviamo Collemancio. Un borgo murato
medievale con il Palazzo del Podestà e la Pieve di Santo
Stefano del 1539. Non dobbiamo tralasciare la vicina Assisi
da cui dista circa 10-15 chilometri. La basilica di Assisi è
talmente nota che vale la pena di ricordare i versi del canto
decimoprimo del Paradiso di Dante: Però chi d’esso
loco fa parole, / non dica Ascesi, ché direbbe corto,
/ ma Oriente, se proprio lo vuole. Il commento è di Cesare
Gàrboli curatore dell’edizione di Giulio Einaudi
editore “ Se proprio si vuole nominare “Assisi”
non dica poco, cioé corto (Assisi = seduto) ma “Ascesi”
(che s’innalza nella gloria) cioè un luogo che
si eleva verso il cielo; ma se proprio lo vuole nominare lo
chiami Oriente dove il Sole nasce e si affaccia ogni giorno
sul Mondo nel delta del fiume indiano Gange. (Sino all’alto
medioevo le terre conosciute terminavano con questo fiume n.d.r.)
E’ un verso celebre della Divina Commedia anche se non
di facile interpretazione per l’alto contenuto.
Note tratte:
dalla Divina Commedia
Guida del T.C.I.
Edizioni U.T.E.T.