I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Cannara 2008 (PG)"

di Luigi Grazia

La verde Umbria. Il raduno è un ritrovo da non perdere assolutamente. La regione, una delle più affascinanti d’Italia con un piccolo paese inserito nel cuore umbro nel quale si affacciano i colli che le fanno da corona con alcune delle più illustri ed incantevoli cittadine sulla valle del Topino. Un tempo sotto la dominazione romana era circondato da imponenti acquitrini e una presenza considerevole di canneti palustri da cui il nome di Cannara. Oggi naturalmente l’aspetto è quello di un borgo piccolo e rurale. Nel centro dell’abitato troviamo la bella chiesa di San Giovanni Battista dove sull’altar maggiore incorniciato da stucchi ammiriamo una raffigurazione Madonna con i “Ss.Battista e Sebastiano” , pregevole opera dell’Alunno del 1482. Il vero nome è Nicolò di Liberatore (Foligno 1430-1502 circa) chiamato Alunno dal Vasari. Nicolò autorevole caposcuola rimane fedele alla vecchia tecnica ed ai vecchi schemi. Ignora la pittura ad olio così come gli insegnamenti del Pinturicchio e Perugino. Poco avanti incontriamo la chiesa della Buona Morte, la tradizione vuole che San Francesco abbia fondato proprio qui il Terz’Ordine. Questo chiamato dei mendicanti come i Francescani, Domenicani,Carmelitani, eccetera, così detti perché in essi il voto di povertà non è limitato al solo individuo, ma si estende a tutta la comunità e caratterizzati altresì dal regime unitario che raccoglie sotto la giurisdizione di un unico superiore maggiore , tutti i membri dell’Ordine. La via Baglioni conduce alla chiesa di San Matteo, elegante costruzione del 1786. Nell’interno ancora opere dell’Alunno, una ricca cantoria in legno policromo ed un arco trionfale sono le opere più notevoli. La bella chiesa di San Biagio la troviamo nella via principale “Vittorio Emanuele”. Edificio romanico del XIII° secolo è un gioiello architettonico di questa epoca. Notevoli escursioni sono possibili da Cannara. A 5 chilometri troviamo Collemancio. Un borgo murato medievale con il Palazzo del Podestà e la Pieve di Santo Stefano del 1539. Non dobbiamo tralasciare la vicina Assisi da cui dista circa 10-15 chilometri. La basilica di Assisi è talmente nota che vale la pena di ricordare i versi del canto decimoprimo del Paradiso di Dante: Però chi d’esso loco fa parole, / non dica Ascesi, ché direbbe corto, / ma Oriente, se proprio lo vuole. Il commento è di Cesare Gàrboli curatore dell’edizione di Giulio Einaudi editore “ Se proprio si vuole nominare “Assisi” non dica poco, cioé corto (Assisi = seduto) ma “Ascesi” (che s’innalza nella gloria) cioè un luogo che si eleva verso il cielo; ma se proprio lo vuole nominare lo chiami Oriente dove il Sole nasce e si affaccia ogni giorno sul Mondo nel delta del fiume indiano Gange. (Sino all’alto medioevo le terre conosciute terminavano con questo fiume n.d.r.) E’ un verso celebre della Divina Commedia anche se non di facile interpretazione per l’alto contenuto.

Note tratte:
dalla Divina Commedia
Guida del T.C.I.
Edizioni U.T.E.T.

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