I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Cannara (PG)"

di Massimo Bellucci

La piccola città di Cannara sorge al centro della Valle Umbra, a ridosso del Monte Subiaso e dei monti Martani. La vicinanza di alcune delle maggiori città d’arte umbre, quali Perugia, Assisi, Gubbio, Spello, Montefalco e Bevagna, ha favorito lo sviluppo economico e culturale dell’intera zona, che si presenta perfettamente attrezzata per ricevere l’afflusso dei turisti, in particolar modo dei turisti in camper.

Cittadina di antichissime origini (sembra infatti che la sua fondazione risalga al 200), Cannara compare per la prima volta in testi scritti con il nome di “Castrum Canari”. Il piccolo centro umbro venne edificato nel 1170 e venne chiamato dai Romani “Urvinum Hortense”. L’invasione dei Longobardi costrinse gli abitanti del luogo a spostarsi nella fertile pianura del Topino, dove venne poi fondato un nuovo nucleo cittadino, fatto di case costruite con argilla e canne. Valerio Ranieri, trovando rifugio in quel territorio, vi costruì un castello che, per l’abbondanza di canne che vo crescevano, chiamò “Cannaia”. Nel 1291 Cannara combatté una lunga guerra contro Assisi, avendo Perugia come alleata. Nel 1340 il Castello cadde nelle mani di Baglione Baglioni, ma l’intervento delle truppe papali ristabilì l’ordine, consegnando la città al Ducato di Spoleto.

Pochi anni dopo, nel 1387, cadde sotto il dominio dei soldati Bretoni e divenne la loro roccaforte. Fu in quell’occasione che il Papa Urbano IV ricondusse Cannara all’indipendenza. Nel 1648 entrò a far parte dello Stato Pontificio e vi restò fino al 1860, anno in cui venne annessa al nascente regno di Vittorio Emanuele II.

Da visitare

Tra gli edifici conservati nel piccolo centro di Cannara sono da segnalare il Municipio, che al suo interno custodisce antichi reperti romani, la Chiesa di San Biagio, una costruzione del XIII° secolo con la bella facciata romanica e la volta gotica. Al suo interno la chiesa conserva degli affreschi del ‘300. Tra gli altri edifici religiosi vanno ricordate la Chiesa di S. Francesco, con un dipinto di N. Alunno, la Chiesa della Buona Morte, dove secondo la tradizione S. Francesco istituì il Terzo Ordine, e la Chiesa di S. Sebastiano, dove si trovano numerosi affreschi di varie epoche, presi dalle varie chiese e conventi della zona.

In località Collemancio si può ammirare il Palazzetto del Podestà, mentre, ad appena un chilometro dalla città, lungo la strada per Bevagna, si giunge a Pian d’Arca, località resa famosa dalla predica di S. Francesco agli uccelli e celebrata dall’affresco di Giotto, conservato nella Basilica Superiore d’Assisi.

Di notevole importanza è la Festa dell’Infiorata che si svolge annualmente nel mese di giugno, coinvolgendo l’intero paese e le numerose associazioni culturali locali, senza dimenticare poi i numerosi visitatori che in questo mese affollano la piccola cittadina. L’Infiorata ha origini molto antiche. Essa infatti, fu istituita nel lontano 1264 da Urbano II, con la bolla Trasiturus. La festa venne allestita nel giorno del Corpus Domini, durante il quale la Chiesa onora il Sacramento dell’Eucarestia. Nel 1311, un’ulteriore approvazione da parte del Concilio di Vienne conferma la solennità dell’evento. Con la Costituzione emanata nel 1433 da Eugenio IV, la processione diventa un momento di raccoglimento e di magnificenza nel mondo cattolico. L’antica tradizione dell’Infiorata, che consiste nel cospargere le vie del paese con petali di fiori sminuzzati, in onore del passaggio del Corpo di Cristo, da Cannara comincia a diffondersi anche in altre città. Nella prima metà del 1900 cominciò a diffondersi l’usanza di creare, con i petali dei fiori, particolari decorazioni, ispirate alla fantasia e senza un tema preciso.

A Cannara, oltre alla tradizionale Infiorata, è molto interessante visitare la Zona Archeologica, situata in località Collemancio, proprio nel mezzo del piccolo centro medievale umbro. Nella zona è stato riportato alla luce il preziosissimo Mosaico delle Terme, che viene ora conservato dalla Soprintendenza Archeologica. La scoperta di questo importantissimo reperto ha valorizzato l’intera Urvinum Hortense (così è stata chiamata la zona archeologica rinvenuta nella Valle Umbra), tanto che l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con l’Università di Perugia, la Pro-Loco di Cannara, la Soprintendenza Archeologica e il Comitato Socio-Culturale di Collemancio, si sta adoperando per riprendere gli scavi e per la creazione di un Museo Archeologico.

Nel territorio di Cannara è inoltre possibile individuare la presenza di S. Francesco d’Assisi, attraverso la visione della “Predica agli Uccelli”, in località Piandarca, il “Sacro Tugurio” e l’istituzione del Terzo Ordine Francescano. Nella cittadina è possibile poi visitare la romanica Chiesa di S. Biagio, realizzata nel 1100.

Per chi ha a disposizione qualche giorno di tempo in più, si consiglia di approfittarne per fare delle brevi escursioni nella bellissima Umbria. In particolar modo nelle immediate vicinanze di Cannara si possono visitare i bellissimi abitati di Bevagna, Montefalco, Spello, Assisi, Foligno e Perugia.

Tutte le località menzionate si trovano a non più di 15 km da Cannara e tutte sono dotate di aree attrezzate per camper di cui alcune anche con attacco elettrico.

Bevagna antica cittadina di origini romane, è collocata al margine occidentale della piana di Foligno, ai piedi del gruppo collinare dove sorge Montefalco, presso l' ansa del fiume Timia.
L'aspetto odierno è sicuramente il frutto dello sviluppo medioevale, infatti benchè i Romani avessero impostato l' antica Menania in modo tale che la via Flaminia fosse il decumano della cittadina, oggi il baricentro urbano è posto più a sud. Sono assolutamente da non perdere in Piazza Silvestri il palazzo gotico dei Consoli, posto singolarmente in obliquo rispetto agli assi viari e le chiese di San Silvestro (1195 d. C.) e di San Michele Arcangelo; la fontana che completa la scenografia di questo eccezionale spazio pubblico è invece un rifacimento di epoca ottocentesca. Ancora oggi sono ben conservate le porte medioevali della cittadina, anche in seguito ad interventi ricostruttivi come quello del 1797 su Porta San Venanzo e lunghi tratti dell' antica cerchia di mura. Non mancano, inoltre, testimonianze delle origini pi antiche di Bevagna: i resti di un tempio del II secolo d.C. sul quale fu successivamente eretta la chiesa medioevale della Madonna della Neve, il teatro romano (II secolo d.C.) che rimane a far da fondamenta ad un isolato circolare lungo il corso dell'antica Flaminia e i notevoli resti di mosaici appartenenti forse ad un edificio termale che rappresentano animali marini. Fra le pi importanti manifestazioni che sono organizzate nella città merita senza dubbio una nota particolare la rievocazione storica del Mercato delle Gaite.

Montefalco per la sua incantevole posizione geografica, sul vertice di un ameno colle (473 mt.), che si erge al centro delle valli del Clitunno, del Topino e del Tevere, la città è stata definita “Ringhiera dell’Umbria”.
Celebre altresì per gli affreschi delle sue chiese, che ne fanno un punto di riferimento essenziale per la conoscenza della pittura umbra. Inoltre i suoi santuari rappresentano, nel turismo religioso, una tappa importante, ancora quasi tutta da scoprire, della spiritualità umbra. In Primo Piano
Valentino Valentini riceve il Premio Internazionale Piazza de' Chavoli
L'Associazione Cuochi Pisani ha attribuito il premio 2008 al Sindaco di Montefalco per la Categoria Personaggio.

Spello sorge fra Assisi e Foligno, adagiata su uno sperone del Monte Subasio al di sopra di una fertile pianura irrigua.

Fra le città della zona è quella che sicuramente annovera il maggior numero di testimonianze di epoca romana; la cinta muraria, poi fondamenta per quella medioevale, i resti del teatro, dell' anfiteatro, delle terme e le splendide Porta Consolare, Porta Urbica e Porta Venere di epoca augustea. Salendo verso l' alto si raggiunge la chiesa, costruita fra il XII e il XIII secolo, di Santa Maria Maggiore la quale benché mostri una bella facciata rifatta con materiali antichi nel 1644 contemporaneamente ad una modifica dell'impianto architettonico, ha al suo interno il pi grande tesoro. E' infatti qui la splendida Cappella Baglioni, sul lato sinistro della navata, dipinta dal Pinturicchio con le immagini dell' Annunciazione, della Natività e della Disputa al Tempio, oltre ad altri affreschi dello stesso autore nelle cappelle della crociera e del Perugino sui pilastri di accesso al presbiterio. Non lontano possiamo visitare la chiesa duecentesca di S. Andrea che ospita la tavola Madonna e Santi del Pinturicchio. Non bisogna dimenticare il palazzo comunale in Piazza della Repubblica con un bel portico ogivale e la chiesa di S. Lorenzo con resti dell' antico edificio del XII secolo. Dai ruderi della rocca trecentesca, situata sulla sommità del colle, si domina la valle del Topino e i colli tutt' intorno. Appena fuori dell' abitato sorgono la chiesa romanica di S. Claudio e la Chiesa Tonda eretta nel periodo rinascimentale a croce greca e con cupola ottagonale.

Foligno è uno dei rari centri storici dell'Umbria edificato in pianura, sorto come è sulle rive del Topino là dove il fiume sbocca nella valle. La zona vide prosciugare grandi aree paludose con interventi successivi, prima in epoca romana, poi nel XV e XVI secolo fino a quelli definitivi nell' 800. Il momento più significativo di una visita a Foligno è probabilmente rappresentato dalla visita a Piazza della Repubblica e all'attigua Piazza Duomo. La prima, nel suo attuale assetto, con sagoma allungata e l'innesto di quattro strade agli angoli, risponde ai canoni più generali con cui tra il XII e il XIII secolo venivano progettate molte piazze comunali umbre; su di essa si affacciano il Duomo, il Palazzo Comunale eretto fra il 1262 e il 1265, il Palazzo Pretorio, il Palazzo Orfini del 1515 e il Palazzo Trinci, che conserva tracce delle belle decorazioni e alcune sale pregevolmente affrescate.
I turisti più attenti non dovrebbero lasciare Foligno senza aver visitato la chiesa romanica di Santa Maria Infraportas ed a soli 6 km dal centro l'abbazia di Sassovivo (in questo momento in parziale restauro). La prima è caratterizzata, oltre che dagli affreschi del 400 e del 500, dalla bella torre campanaria e da un portico del XI secolo, la seconda invece si ricorderà per il chiostro romanico duecentesco su 128 esili colonne e per l'atmosfera mistica che si respira negli ambienti benedettini.
Fra le più importanti manifestazioni organizzate nella città merita senza dubbio una nota particolare la Giostra della Quintana.

Assisi si allunga sulle pendici del Monte Subasio, al di sopra della pianura in cui scorrono il Topino e il Chiascio. Benché possa vantare un'origine di epoca romana, l'attuale aspetto di Assisi, tanto degli edifici quanto del tessuto urbano, è stato sicuramente determinato dallo sviluppo medioevale.
Il nucleo più antico della cittadina è protetto da un apparato difensivo costituito da otto porte di accesso fortificate e da una lunga cinta muraria, ancora in ottimo stato di conservazione, che fa capo a due castelli: la Rocca Maggiore, ricostruita dal Cardinale Albornotz nel 1367 e la Rocca Minore. Assisi, oltre agli edifici di culto di così grande importanza da non poter essere considerati suo patrimonio esclusivo, come San Francesco, il turista potrà visitare anche le chiese di Santa Chiara e di San Pietro.
La prima eretta in forme gotiche fra il 1257 e il 1265, la seconda di poco più antica, decorata da un elegante portale mediano e tre rosoni. Il Duomo, dedicato al patrono San Rufino, mantiene inalterata una splendida facciata con sculture e rilievi; l'interno, invece, ha subito nei secoli interventi di ricostruzione che ne hanno stravolto l'impianto originario del XIII secolo.
Sulla Piazza del Comune di Assisi, posta sull'antica area del foro, troviamo il Palazzo dei Priori del 1337, il duecentesco Palazzo del Capitano del Popolo e il tempio di Minerva, costruito durante il periodo augusteo con pronao, colonne e capitelli corinzi ancora intatti. Nelle vicinanze sono visitabili i luoghi legati alla vita di San Francesco, come l'Eremo delle Carceri, immerso in un fitto bosco di querce e lecci sulle pendici del Subasio e il Convento di San Damiano, sorto intorno all'oratorio nel quale la tradizione vuole che il Crocifisso abbia parlato al Santo. Nella pianura, infine, l'imponente basilica di Santa Maria degli Angeli è stata costruita su progetto dell'Alessi fra il 1569 e il 1679 per proteggere la Cappella della Porziuncola, il povero ritrovo dei primi frati francescani.
Tutti coloro che avranno la fortuna di visitare questa splendida cittadina dovranno convenire con chi ritiene che la sua bellezza vada al di là di un breve e, per forza di cose, incompleto elenco di opere più o meno straordinarie, essendo invece da ricercarsi nell'atmosfera dei luoghi che la storia e la fede di un Santo hanno reso unici nel mondo.

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