Alla scoperta del nostro raduno di Pasqua
Ritorna un classico del raduno Pasquale. Questa volta ci troveremo
nella magnifica regione Toscana. Il piccolo paese che ci ospiterà
è al centro di innumerevoli escursioni che verranno proposte
dall’organizzazione. L’itinerario, d’interesse
essenzialmente paesistico, anche se non mancano motivi artistici
e soprattutto archeologici, ha due distinte peculiarità.
Si svolge dapprima nell’interno, attraverso la semideserta
regione delle Colline Metallifere, quindi si snoda poi lungo
il litorale maremmano. Da Volterra a Pomarance è un susseguirsi
di stupende vedute, che si spingono sino alla rocca di Sillano.
Entrati nella zona dei soffioni boraciferi, ecco presentarsi
lo spettacolo di Lardarello, con le sue gigantesche torri di
refrigerazione, tutto avvolto da pennacchi di bianchi vapori.
Il tragitto sovente tra boschi secolari si fa via via più
desertico, attraverso la zona mineraria si giunge a Massa Marittima,
una sorprendente oasi d’arte nel cuore della Maremma.
Raggiunta per una strada secondaria, sempre in zona mineraria,
la via Aurelia, il paesaggio cambia. Presto apparirà
sopra un’altura la torre di Vetulonia, quindi al di là
della piatta pianura grossetana, sulla cima di un colle, il
turrito Montepascali. Da Grosseto si punta al mare, contornato
da vaste pinete, che accompagnano buona parte del restante percorso,
particolarmente bello sulle boscose e selvagge alture tra Castiglione
della Pescaia e Follonica, quindi uniforme nella piatta campagna
dalle bianche casette coloniche, ma ravvivato dalla superba
vista dell’isola d’Elba ed dal promontorio di Piombino
che si avvicinano sempre di più. Questa è la breve
ma suggestiva presentazione di quanto vedremo nel dettaglio.Volterra
è la più antica delle numerose città toscane,
interessante l’ambiente urbano medievale con la piazza
dei Priori ed il palazzo, via Matteotti, il quadrivio Buomparenti,
il Duomo, il Museo Etrusco e l’ omonimo Arco ma non dobbiamo
tralasciare le famose Balze, dirupi impressionanti, (seguire
le indicazioni degli accompagnatori) ricordate nei numerosi
romanzi di Carlo Cassola, uno fra i tanti la “Ragazza
di Bube” ritenuto il capolavoro. Cassola è un autore
straordinario e tutti lo dovrebbero conoscere. Anche Castiglione
della Pescaia, vivace stazione balneare, conosciuta per l’antico
suggestivo borgo marinaro abbarbicato su uno sperone roccioso.
Il sindaco di questa località corrisponde al nome di
Susanna Agnelli, non precisamente un’amante di noi camperisti.
Populonia, antico insediamento etrusco, centro della fusione
del ferro di quelle popolazioni, a pochi chilometri Baratti
con la necropoli. I giorni ed il tempo a disposizione non mancano.
Come sottrarci all’imbarco da Piombino per l’isola
d’Elba? L‘itinerario compie quasi una completa ricognizione
dell’isola, facendone l’intero giro, in un ambiente
paesistico dei più esaltanti per il susseguirsi di bellissimi
scorci marini entro la cornice di una splendida, profumata vegetazione
mediterranea e di colorate rocce ferrigne. Da Portoferraio,
fatta una puntata al solitario capo d’Enfola, si segue
la strada per Marciana dove si aprono alla vista la verde conca
della Biòdola e l’animato golfo di Procchio, che
poi si contorna di una frastagliata costa, fino all’insenatura
ove si adagia Marciana Marina. Ancora una vivace salita tra
vigneti e terrazze al pittoresco Poggio.
Toccato il vecchio abitato di Marciana, si continua sempre tra
i poderi sovrastanti la dirupata costa occidentale, spaziando
quindi sull’aperto mare con l’isola di Pianosa in
lontananza, quindi il grazioso villaggio di Fetovaia, scendendo
sino a Marina di Campo. La strada si arrampica a contornare
da nord il monte Tambone, per discendere poi alla ridente piana
tra i due golfi di Lacona e Stella.
Correndo in vicinanza del mare, in vista di Capoliveri, si giunge
a Porto Azzurro nel suggestivo golfo di Mola dominato dalla
poderosa fortezza spagnola. In un paesaggio incantevole si raggiunge
con rapidi scorci marini, Rio Maggiore, nella zona mineraria
ferrina della costa orientale per ritornare a Portoferraio e
se saliamo su un crinale, appare meravigliosa la vista dell’estremità
del golfo.Nella cittadina si può visitare quella che
fu la modesta reggia di Napoleone in esilio. L’Elba abbonda
di ricordi Napoleonici, tanto che un albergatore scherzoso di
Procchio ha scritto sulla facciata del suo esercizio “Napoleone
qui non ha mai mangiato”.
L’Imperatore fu relegato nell’isola dal 4.5.1814
al 1.3.1815, per lo più a Portoferraio, nella residenza
dei mulini (ricavata da vecchi mulini a vento) e nella villa
di San Martino ove piantò con le sue mani l’albero
davanti alla casa. Soggiornò brevemente nel 1814 anche
nel romitaggio presso il Santuario del Monte a Marciana.In questo
Santuario una roccia è detta “sedia di Napoleone”
e lo stesso nome porta uno scoglio lungo la costa occidentale.
Il 5 maggio del 1821 Napoleone morì nella sperduta isola
oceanica di Sant’Elena dopo le note vicende storiche.
Sempre il 5 maggio a Portoferraio viene celebrata una messa
in suffragio dell’Imperatore. Come non ricordare la celeberrima
ode di Alessandro Manzoni a lui dedicata:” Ei fu. Siccome
immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,”…………. I pranzi
ed i divertimenti proposti ai partecipanti durante il raduno
allieteranno tutti.
Note tratte dalla Guida le vie d’Italia del T.C.I.