I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Riotorto"

di Luigi Grazia

Alla scoperta del nostro raduno di Pasqua

Ritorna un classico del raduno Pasquale. Questa volta ci troveremo nella magnifica regione Toscana. Il piccolo paese che ci ospiterà è al centro di innumerevoli escursioni che verranno proposte dall’organizzazione. L’itinerario, d’interesse essenzialmente paesistico, anche se non mancano motivi artistici e soprattutto archeologici, ha due distinte peculiarità. Si svolge dapprima nell’interno, attraverso la semideserta regione delle Colline Metallifere, quindi si snoda poi lungo il litorale maremmano. Da Volterra a Pomarance è un susseguirsi di stupende vedute, che si spingono sino alla rocca di Sillano. Entrati nella zona dei soffioni boraciferi, ecco presentarsi lo spettacolo di Lardarello, con le sue gigantesche torri di refrigerazione, tutto avvolto da pennacchi di bianchi vapori. Il tragitto sovente tra boschi secolari si fa via via più desertico, attraverso la zona mineraria si giunge a Massa Marittima, una sorprendente oasi d’arte nel cuore della Maremma. Raggiunta per una strada secondaria, sempre in zona mineraria, la via Aurelia, il paesaggio cambia. Presto apparirà sopra un’altura la torre di Vetulonia, quindi al di là della piatta pianura grossetana, sulla cima di un colle, il turrito Montepascali. Da Grosseto si punta al mare, contornato da vaste pinete, che accompagnano buona parte del restante percorso, particolarmente bello sulle boscose e selvagge alture tra Castiglione della Pescaia e Follonica, quindi uniforme nella piatta campagna dalle bianche casette coloniche, ma ravvivato dalla superba vista dell’isola d’Elba ed dal promontorio di Piombino che si avvicinano sempre di più. Questa è la breve ma suggestiva presentazione di quanto vedremo nel dettaglio.Volterra è la più antica delle numerose città toscane, interessante l’ambiente urbano medievale con la piazza dei Priori ed il palazzo, via Matteotti, il quadrivio Buomparenti, il Duomo, il Museo Etrusco e l’ omonimo Arco ma non dobbiamo tralasciare le famose Balze, dirupi impressionanti, (seguire le indicazioni degli accompagnatori) ricordate nei numerosi romanzi di Carlo Cassola, uno fra i tanti la “Ragazza di Bube” ritenuto il capolavoro. Cassola è un autore straordinario e tutti lo dovrebbero conoscere. Anche Castiglione della Pescaia, vivace stazione balneare, conosciuta per l’antico suggestivo borgo marinaro abbarbicato su uno sperone roccioso. Il sindaco di questa località corrisponde al nome di Susanna Agnelli, non precisamente un’amante di noi camperisti. Populonia, antico insediamento etrusco, centro della fusione del ferro di quelle popolazioni, a pochi chilometri Baratti con la necropoli. I giorni ed il tempo a disposizione non mancano. Come sottrarci all’imbarco da Piombino per l’isola d’Elba? L‘itinerario compie quasi una completa ricognizione dell’isola, facendone l’intero giro, in un ambiente paesistico dei più esaltanti per il susseguirsi di bellissimi scorci marini entro la cornice di una splendida, profumata vegetazione mediterranea e di colorate rocce ferrigne. Da Portoferraio, fatta una puntata al solitario capo d’Enfola, si segue la strada per Marciana dove si aprono alla vista la verde conca della Biòdola e l’animato golfo di Procchio, che poi si contorna di una frastagliata costa, fino all’insenatura ove si adagia Marciana Marina. Ancora una vivace salita tra vigneti e terrazze al pittoresco Poggio.
Toccato il vecchio abitato di Marciana, si continua sempre tra i poderi sovrastanti la dirupata costa occidentale, spaziando quindi sull’aperto mare con l’isola di Pianosa in lontananza, quindi il grazioso villaggio di Fetovaia, scendendo sino a Marina di Campo. La strada si arrampica a contornare da nord il monte Tambone, per discendere poi alla ridente piana tra i due golfi di Lacona e Stella.
Correndo in vicinanza del mare, in vista di Capoliveri, si giunge a Porto Azzurro nel suggestivo golfo di Mola dominato dalla poderosa fortezza spagnola. In un paesaggio incantevole si raggiunge con rapidi scorci marini, Rio Maggiore, nella zona mineraria ferrina della costa orientale per ritornare a Portoferraio e se saliamo su un crinale, appare meravigliosa la vista dell’estremità del golfo.Nella cittadina si può visitare quella che fu la modesta reggia di Napoleone in esilio. L’Elba abbonda di ricordi Napoleonici, tanto che un albergatore scherzoso di Procchio ha scritto sulla facciata del suo esercizio “Napoleone qui non ha mai mangiato”.
L’Imperatore fu relegato nell’isola dal 4.5.1814 al 1.3.1815, per lo più a Portoferraio, nella residenza dei mulini (ricavata da vecchi mulini a vento) e nella villa di San Martino ove piantò con le sue mani l’albero davanti alla casa. Soggiornò brevemente nel 1814 anche nel romitaggio presso il Santuario del Monte a Marciana.In questo Santuario una roccia è detta “sedia di Napoleone” e lo stesso nome porta uno scoglio lungo la costa occidentale. Il 5 maggio del 1821 Napoleone morì nella sperduta isola oceanica di Sant’Elena dopo le note vicende storiche. Sempre il 5 maggio a Portoferraio viene celebrata una messa in suffragio dell’Imperatore. Come non ricordare la celeberrima ode di Alessandro Manzoni a lui dedicata:” Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro,”…………. I pranzi ed i divertimenti proposti ai partecipanti durante il raduno allieteranno tutti.


Note tratte dalla Guida le vie d’Italia del T.C.I.

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