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di Elisabetta e
Luigi Grazia
Posta al centro di una vasta pianura solcata dal torrente Ombrone,
chiusa a nord dalla catena appenninica ed a ovest dal rilievo del
monte Albano, la città è caratterizzata dall’ampiezza
del perimetro murato, in gran parte ancora esistente, al cui interno
numerosi orti, giardini e spazi verdi si alternano ad un’edilizia
che in qualche caso ha preservato il tessuto urbano nella dimensione
pre-industriale dove convivono episodi importanti di architettura
del romanico, gotico e rinascimentale. Città quindi di notevole
importanza artistica e storica. L’antica Pistoria o Pistoriae
risale al tempo romano; Plinio Caio secondo detto il vecchio1, storico
famoso e naturalista. Dopo la morte di Matilde di Canossa (1115)
si eresse a libero Comune Ghibellino2 tanto che ebbe vita travagliata
per le contese tra Firenze e Lucca ed infine nel 1530 entrò
a far parte del Ducato Mediceo. Non è indispensabile dilungarsi
oltre nelle vicende storiche ma concentriamoci sulla vita di questo
capoluogo di provincia estremamente interessante tanto che è
necessario sfatare la convinzione dovuta ad una mancata approfondita
visita, che Pistoia sia solo ed esclusivamente una città
industriale dove l’arte è scarsamente presente, ma
non è così! L’antico centro cittadino è
costituito dalla piazza del Duomo, il quale conserva opere del Verrocchio3,
di Antonio Rossellino4, di Lorenzo di Credi5 ed altri. Celebre è
il tesoro della sagrestia che risale al 5° secolo ricordata
da Dante6 canto XXIV° dell’Inferno. La chiesa ha una facciata
romanica a tre ordini di logge, nel XIV° secolo è stato
aggiunto un porticato, di fianco si erge maestosa la torre campanaria.
Sulla stessa piazza sorgono altre importanti costruzioni monumentali
quali il Palazzo del Comune del 1294, ora sede del museo civico.
Il Palazzo Pretorio del 1367, il Battistero del 1337-59. L’antico
palazzo Panviatachi, oggi Sozzifanti, eretto nel 1313 –22.
La chiesa di San Bartolomeo in Pantano del XII° secolo; Santa
Maria delle Grazie di Michelozzo (1452-69)7, la chiesa di Sant’
Andrea dalla forma romanica di tipo pisano nella cui navata mediana
il famoso “pergamo”, capolavoro di Giovanni Pisano8.
La chiesa di San Giovanni Fuoricivitas dei secoli XII° - XIV°
di tipo pisano con all’interno una “Visitazione”
attribuita al Della Robbia9 ed il Pergamo di Fra Guglielmo10. Pistoia
fu sempre un centro artistico per cui molti sono i ricordi di un
glorioso passato. L’attività commerciale ed industriale
ha creato nuovi quartieri le cui moderne costruzioni hanno inevitabilmente
alterato l’atmosfera e la fisionomia medievale della città.
Poiché molti camperisti non hanno i giorni contati per i
raduni ma dispongono di più tempo per ampliare la visita
bisogna ricordare che nei dintorni della città troviamo degli
itinerari interessanti essenzialmente paesistici del bellissimo
Appennino pistoiese che si snodano entro un grandioso scenario montano.
Se si sale alle Piastre potremo ammirare magnifiche vedute sulla
pianura, altrettanto bella è la salita alla fresca valletta
del Sestaione dove una foresta di faggi ed abeti ci attendono, oppure
l’Abetone, Maresca, Gaviniana o Cutigliano, tutte località
inserite in una delle più belle regioni italiane.
1 Plinio Caio Secondo detto il “vecchio”. Fu questo
famoso storico romano che descrisse l’eruzione del Vesuvio.
2 Guelfi e Ghibellini. Questi due nomi ebbero origine in Germania
nei primi decenni del 1100. Secondo la comune opinione i due nomi
non furono altro che gridi di guerra (hye welf! – hye wiblingen!)
tra i sostenitori della Casa degli Hohenstaufen e quelli della
Casa di Baviera. Dopo la morte dell’Imperatore Enrico V°
(1125). Per Firenze secondo la tradizione tramandataci dai cronisti
le contese sarebbero dovute ad un conflitto familiare nel giorno
in cui Buondelmonte fu ucciso dagli Amidi e nacquero le due fazioni
acerrime nemiche dei Guelfi e Ghibellini. (P. Villari “
I primi due secoli della storia di Firenze”).
3 Andrea del Verrocchio, pittore e scultore (1435-1488). Questo
famoso artista possiede al sommo grado l’arte della composizione
aritmicamente studiata, all’elaborazione lenta e calcolata
con la ricerca del più alto perfezionamento tecnico. (Anna
Maria Brizio, “ Storia dell’arte”).
4 Rossellino Antonio, scultore (Settignano 1427-Firenze 1479).
Dal gusto tenero, delicato e prezioso dai riflessi lievi e sospesi
palpiti chiaroscurali. (Luigi Mallé “Storia dell’arte”).
5 Lorenzo di Credi, pittore (Firenze 1456- o 1459- morto nel 1537).
Allievo del Verrocchio. Quanto alla tanto discussa pala del Duomo
di Pistoia, che i documenti provano ordinata dal Verrocchio e
terminata nel 1485, alcuni critici l’attribuiscono al di
Credi, per altri la sua qualità appare alta, anche a confronto
dei dipinti migliori, per poter essere unicamente opera sua. (A.M.
Brizio, “Storia dell’arte”).
6 Dante Alighieri era “Guelfo” come suo padre, cioè
favorevole al partito del Papa. Nel canto della Divina Commedia
ricordato nella prima parte dell’articolo, viene citato
un precursore dei moderni ladri di opere d’arte nelle chiese,
tale Vanni Fucci, che nel 1293 saccheggiò il Tesoro del
Duomo di Pistoia e pertanto relegato nel girone dei ladri avvinto
da un serpente e ridotto in cenere. Io piovvi di Toscana, poco
tempo è, in questa gola fiera- Vita bestial mi piacque
e non umana,sì come mul ch’i fui; son Vanni Fucci
bestia, e Pistoia mi fu degna tana.
7 Michelozzo (nome di battesimo sconosciuto), scultore e architetto
(Firenze 1396?- 1472). Nella chiesa di Santa Maria delle Grazie
di Pistoia crea delle volumetrie nitide ma non compenetrate da
una rinnovata visione spaziale ed un nuovo senso delle strutture.
(L.Mallé “Storia dell’arte”).
8 Giovanni Pisano, scultore ed architetto (nato intorno al 1245-
morto dopo il 1314). Nel procedere del tempo le si fanno più
rotte e scarnite con incisioni così profonde del rilievo
da staccare quasi le figure dal fondo, animato da luci e sporgenze,
con uno stile più intenso e grandioso come nel pulpito
di Pistoia (Anna Maria Brizio “Storia dell’arte).
9 Della Robbia Luca, scultore (Firenze 1399 –1482 circa).
Comunemente noto per le sue terre-cotte invetriate. Gli effetti
che ottiene sono manifestazioni di vitalità, di giovanile
incorruttibile freschezza , chiara e vivace, che si svolge nelle
sue figurazioni, a cui ben s’accompagna, intrinseco complemento
ben più che semplice ornamento, la policroma ricchezza
dei motivi plastici. (Anna Maria Brizio “Storia dell’arte”)
10 Fra Guglielmo, scultore attivo a Pisa ed in Toscana nel XII°
secolo. Firmava orgogliosamente le sue opere “Hoc Guillelmus
opus prestantior arte modernis”. Capo scuola degli scultori
romanici dalle innovazioni tecnologiche notevoli per gli sfondi
a “niello” (Tipo di lavoro d’oreficeria per
cui i tratti incisi a bulino su oro e argento vengono riempiti
di smalto nero) risultano ornati con notevole effetto plastico.
(Enrico Castelnuovo “Storia dell’arte”).
Note tratte dalle G.T.I.- pubblicazioni di edizioni della U.T.E.T.-
Divina Commedia.
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