di Nirvana Kucich Carion e Greta Pirovano
Giovedì 24 Marzo
Oggi è il giorno degli arrivi, fa da sfondo Sarteano, un
paesello tipicamente toscano immerso nelle colline e coronato
dalla fortezza che si staglia dominando il nostro passaggio; anche
gli abitanti di Sarteano scrutano il nostro andirivieni per il
paese, in questi giorni la Granda diventerà per loro un
po’ familiare e quando sarà ora di lasciare il paese,
sicuramente ci ricorderanno a lungo!
Il nostro primo sguardo è subito rivolto alla bandiera
del Camper Club “La Granda” che, sventolando mossa
dalla brezza, pare ci strizzi l’occhio per dirci “siete
arrivati…”.
Il luogo del raduno - Pasqua 2005 - è proprio qui al camping
“Parco delle piscine” di Sarteano (SI), dove veniamo
accolti gentilmente alla reception dal personale, che accompagna
ciascun equipaggio nella propria piazzola.
Siamo in ottima compagnia: 90 equipaggi per circa 220 persone,
sistemate nelle belle piazzole dell’accogliente campeggio.
I saluti ai vecchi amici, compagni dei precedenti raduni e viaggi,
sono sempre calorosi per il piacere di rivedersi e passare qualche
giorno… insieme, in amicizia!
In questo raduno si riveleranno più che mai entusiaste
e propositive le due coppie di “neofiti” del Camper
Club “La Granda”. La coppia di Ruvo di Puglia, Matteo
e Carmela alla loro prima uscita pubblica con il proprio camper,
che ascolta interessata e curiosa tutti i consigli che gli amici,
camperisti da vecchia data, si prodigano dar loro. L’altra
coppia e formata da Gabriele, detto Lele, e Manuela da Padova,
ospiti nel nostro camper, esperti campeggiatori di tenda e roulotte,
che tutti i “Grandisti” vorrebbero convertire al camper.
Per il momento si sono integrati molto bene nel goliardico e simpatico
simposio, per il resto si vedrà.
Nel pomeriggio continuano gli arrivi, accompagnati dal sole, che
fa del nostro campeggio un luogo ameno e riposante. Mentre le
nostre pon pon girls, dal secondo piano della sala ristorante
si preparano per la loro esibizione, alcuni camperisti approfittano
per tuffarsi nella piscina termale di cui è dotato il campeggio:
acqua a temperatura 25°C ed effetto benefico assicurato!
Alle 21 l’appuntamento è fissato nella sala, con
suggestiva vista piscina, che ci ospiterà per tutte le
sere del raduno e dove balleremo o semplicemente ci troveremo
per scambiare quattro ciance.
La prima serata si mostra subito nella sua veste ufficiale: i
saluti del Presidente e la programmazione della settimana. Vengono
presentati i responsabili dei bus, su cui viaggeremo durante le
nostre escursioni: ci divideremo in quattro gruppi, contraddistinti
dagli immancabili cartellini, blu, verde, rosa e giallo. Il bus
giallo è stato riservato alle famiglie con bambini e giovani,
i quali potranno in questo modo meglio socializzare! I giovani
sono infatti presenti in numero abbastanza considerevole, circa
una ventina e troveranno modo di fare nuove conoscenze, in questi
giorni, così come i loro genitori.
Ciascun equipaggio riceve una borsa di benvenuto, contenente i
tipici cantucci toscani, alcuni depliant del territorio toscano
e senese, che ci ospitano e gli immancabili cappellino blu e gagliardetto
targati Granda!
Piero e Beppe ricordano inoltre i programmi dei viaggi estivi
del Camper Club. La Russia è leader nei tours estivi: Russia
3, 4, 5. Quest’anno ci sarà un nuovo affascinante
itinerario: “La Granda Avventura dal Don al mar Nero”.
A tal proposito è stata presentata la bandiera del Camper
Club autografata da Mario Rigoni Stern, celeberrimo autore del
libro “Il sergente nella neve – Il ritorno su Don”
residente ad Asiago, che ha descritto la ritirata delle truppe
italiane in Russia nel gennaio del 1943. Il prezioso vessillo,
mostrato con orgoglio, è stato procurato proprio da noi,
la famiglia Carion da Bolzano, che in una trasferta sull’altopiano
di Asiago ha avuto l’onore e il piacere di intervistare
lo scrittore sulle difficili vicende da lui stesso vissute in
quel periodo storico.
La serata prosegue con danze e balli, accompagnati dal simpatico
maestro Pregadio: così abbiamo soprannominato questo singolare
omino che allieterà le nostre serate con liscio e balli
di gruppo. Giacca e papillon sono il suo distintivo, è
più fornito di un negozio di cd e con la sua pianola si
diletta con passione, cercando di soddisfare le richieste dei
numerosi camperisti ballerini… obbligatorio il nostro inno
“Io vagabondo”! Tra un walzer e un hully gully ormai
il nostro raduno ha avuto inizio, un bell’inizio allegro
e divertente!
Venerdì 25 Marzo
Alle 08.30 precise, tutti al pullman con al collo i nostri cartellini
azzurri, verdi, rosa o gialli, a seconda del gruppo a cui appartiene
ciascuna coppia o famiglia.
Ritroviamo con piacere tra gli autisti due vecchie conoscenze:
Rosario e Paolo, che ci hanno già scorrazzato per Ravenna
e dintorni. Anche quest’anno Paolo ci intratterrà
per 5 giorni con simpatiche barzellette e storielle e Rosario…
che diventerà l’idolo delle camperiste… giovani
e meno giovani… Gli altri due autisti sono Luca e Alessandro
ed anche loro si riveleranno simpatici, disponibili e di compagnia.
Cielo grigio e tempo nuvoloso al momento di scendere dai mezzi
per andare a visitare la fabbrica di terrecotte artistiche “FATAP”.
Siamo stati fortunati, chi ha condotto il nostro gruppo nella
visita, è proprio il titolare dell’azienda che con
orgoglio ci mostra i propri prodotti, illustrandoci le varie fasi
della lavorazione. Si parte dal momento della mescolanza dell’argilla
con l’acqua, dalla sistemazione del prodotto nello stampo
(costruito anch’esso in maniera artigianale), alla sua essiccazione,
sino alla cottura nei forni che possono contenere vasellame di
un diametro massimo di 140 cm, la cottura dura sino a 36 ore.
Dal momento dell’impasto all’uscita dal forno, passano
dai 3 ai 7 giorni, conforme allo spessore e alla grandezza del
vaso. Oggigiorno i moderni forni hanno una scaletta di cottura
predeterminata dal computer mentre prima dell’avvento dell’elettronica,
i tempi di cottura arrivavano sino alle 60 ore. Quest’ultima
era ottenuta con il calore procurato dalla combustione delle fascine
di legna. Soprattutto i bambini sono attratti da questi procedimenti
e anche loro seguono attenti le spiegazioni dell’addetto
e le lavorazioni a cui possiamo assistere dal vivo. Il signor
Giampaolo risponde a tutte le domande in maniera pertinente e
meticolosa mostrandoci le qualità di ogni pezzo prodotto
con le proprie mani, come se fossero le sue creature. E’
gia ora di ripartire, il nostro programma non permette tentennamenti
quindi … via per la Val d’Orcia fino a Pienza, scrigno
dell’UNESCO e Patrimonio dell’Umanità.
Le nuvole persistono, appena arrivati nella cittadina, dal cui
belvedere il nostro sguardo si spinge sino al monte Amiata, entriamo
nel centro attraverso la “porta al murello” e ci rendiamo
subito conto del perché questa città venga definita…
“città ideale”.
Accogliente, deliziosa nei suoi vicoli e nelle sue particolarità,
nelle sue botteghe e nei suoi locali di mescita di olio e vino.
Papa Pio II° Piccolomini l’ha fatta costruire in soli
3 anni, dal 1459 al 1462: la Piazza Centrale, dalla caratteristica
forma trapezoidale, è il punto di riferimento urbanistico
di Pienza, i cui lati sono occupati dalla maestosa Cattedrale,
dal solenne Palazzo Piccolomini con il relativo “pozzo”
e dal Palazzo Borgia.
Pienza è stata inoltre il set del film di Zeffirelli “
Romeo e Giulietta” e di alcune scene del film “ Il
paziente inglese”.
Siamo tutti molto interessati alla spiegazioni della nostra guida,
ma al termine della parte culturale è tutto un imboscarsi
nelle varie botteghe per constatare di persona che la parte gastronomica
della città ha anch’essa un fascino irresistibile
ed ammaliatore, tanto da farci arrivare con qualche minuto di
ritardo all’appuntamento al pullman. Con i prodotti appena
acquistati in territorio pientino rientriamo ai nostri camper,
ma non per molto perché alle 16.30 i motori dei pullman
sono gia accesi per partire in direzione di Radicofani.
I mezzi scivolano tranquilli lungo le morbide vallate con appena
un accenno del verde che sta nascendo, le colline sono un susseguirsi
l’una all’altra ed ogni curva ci riserva una sorpresa:
lunghi viali sterrati con filari irregolari di cipressi portano
a masserie, a casolari, a castelli, tutto sembra opera dei magnifici
pennelli di un pittore che con tocchi sfumati, dipinge la già
splendida natura di questi luoghi.
Arriviamo alla base della città fortificata di Radicofani,
ultimo baluardo della provincia di Siena. Attraverso i vicoli
in salita del piccolo borgo ci accompagna una guida del posto.
Ci parla del sviluppo del borgo in età rinascimentale (1500
ca.), della pianta a stella della fortezza che sorge su un basamento
di pietra lavica, della sua distruzione del 1700 ca. dovuta a
due terremoti, essendo posta in terra vulcanica. Arriviamo, tra
la curiosità degli abitanti (siamo in due gruppi da circa
100 persone l’uno) nella piazza principale dalla quale si
diramano le strade che raggiungo il castello – siamo attratti
dall’intestazione “via dello Spedale” -.
Ci soffermiamo alla Chiesa di S.Agata, Patrona del paese, nella
quale è tutto pronto per i riti del Venerdì Santo.
L’altare della Chiesa è addobbato con candele e rami
di cespugli verdi. Ogni fedele prenderà uno di questi rami
per poi partecipare alla processione lungo le vie del borgo che
saranno illuminate unicamente dalla luce delle fiaccole. E’
stato veramente un peccato che, il poco tempo a nostra disposizione,
non ci abbia permesso di partecipare a tale funzione. Sia in questa
Chiesa, che in quella dedicata a S.Michele, ci sono delle opere
di Andrea della Robbia - dette le robbiane - in particolare è
molto interessante una Madonna: S.S. Maria Annunziata.
Nella Chiesa di S.Pietro il Parroco ci illustra un pannello fotografico
che riproduce la Sacra Sindone dopo l’incendio: si riconoscono
in esso la posizione e la varie parti del corpo del Cristo. L’ultima
tappa del nostro entusiasmante giro nel paese di Radicofani è
nei giardini intitolati a Ghino di Tacco - che la leggenda ricorda
un po’ delinquente ed un po’ Robin Hood - dove campeggia
la sua statua. Questo personaggio è citato sia da Dante
Alighieri nella Divina Commedia, Purgatorio VI° 13,14 : “Quiv'era
l'Aretin che da le braccia fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte,...”
che da Boccaccio nella II novella del X giorno del Decamerone:
“Ghino di Tacco piglia l'abate di Clignì e medicalo
del male dello stomaco e poi il lascia quale, tornato in corte
di Roma, lui riconcilia con Bonifazio papa e fallo friere dello
Spedale”.
Dal poggio, dal quale ci affacciamo, godiamo il meraviglioso panorama
della vallata e vediamo i fumanti soffioni del “Pian di
castagnaio”, nonostante la foschia dovuta al tempo grigio.
Per noi camperisti è stato molto interessante apprendere
dalla viva voce del Sindaco che il Comune è molto sensibile
al turismo itinerante; infatti all’inizio del paese sono
stati predisposti 35 posti per camper con relativo pozzetto di
scarico, mentre altri 10 sono situati vicino la fortezza: buono
a sapersi perché un’altra visita in questo borgo
è consigliabile.
La giornata è ancora lunga: breve tragitto in pullman,
tempo che Paolo, l’autista, occupa per raccontarci alcune
barzellette ed arriviamo allo stabilimento “Kentucky Camp”.
Nella fabbrica possiamo seguire tutta la vita dei nostri v.r.
dalla nascita alla fruizione: ora conosciamo meglio le varie fasi
di costruzione della scocca, del mobilio, di tutta l’attrezzatura,
dei particolari delle rifiniture ed anche dei controlli di qualità.
Chi ha qualche idea di acquisto, ha ora a disposizione tutti i
parametri di valutazione grazie alla cortesia dei titolari della
ditta.
Rientriamo al campo base intorno alle 19.30, pochi minuti e poi
ci ritroviamo tutti nelle sale del ristorante, in cui ceneremo.
La ditta che abbiamo visitato nel pomeriggio ci offre un’ottima
cena. Dato che abbiamo a disposizione entrambe le sale, i gruppi
dei blu, verdi e rosa si dispongono al piano superiore, mentre
i gialli al piano inferiore: qui abbiamo formato un tavolo riservato
ai bambini e ai giovani, cosicché anche noi possiamo trascorrere
qualche ora in compagnia dei nostri coetanei. Oltre ai bambini
si è formato un gruppo giovani, in realtà già
consolidato da tempo, composto da Carla, Greta, Enrica, Elena
e Alessandra. Al tavolo dei giovani si uniscono anche i nostri
autisti e tra una barzelletta e una risata, la serata volge al
termine, così come la cena, corredata dai classici immancabili
cantuccini con il vin santo, offertaci al ristorante del campeggio.
Come sempre atmosfera simpatica ed allegra, le portate sono state
molto apprezzate. Sappiamo che l’indomani ci aspetta ancora
un’intensa giornata e quindi dopo qualche piacevole chiacchiera
andiamo tutti a dormire.
Unica nota negativa della giornata, lo smarrimento del gatto Spino,
di Enrico e Lidia: il birichino ha pensato bene di sgattaiolare
fuori dal suo camper e fare anche lui il turista, vagando per
chissà dove… per ora, purtroppo, nessuna traccia
del disperso.
Sabato 26 Marzo
Questa mattina di buon ora si parte alla volta di Siena. Il cielo
è nuvoloso, a tratti pioviggina. Gli 80 km. che ci separano
dalla città sono tutti da godere per il panorama che ci
accompagna. La campagna senese è morbida, dolce, interrotta
qua e là dai casolari in pietra viva o dai castelletti
rossastri per via del cotto usato nella costruzione. Ogni tanto
qualche piccolo gregge riposa pigramente al riparo dal vento.
Erte vie portano ai vari poggi posti sui cucuzzoli, unici dominatori
e vanto del paesaggio: hanno nomi come - Poggio di sopra, dell’oca,
del castagno, Podere di S.Teresa, dei cipressi e così via.
Ai loro piedi distese piantagioni di olivi e viti!
Prima di salire alla città, il nostro autista gentilmente
ci porta a conoscere l’area di sosta camper di Siena collegata
con il centro storico da una passeggiata di circa 15 minuti. Anche
questa è un’informazione che può tornarci
utile in altre occasioni.
Siena è una città chiusa entro la poderosa cerchia
delle sue mura medioevali -lunga circa 7 km.- dal caratteristico
colore dell’argilla “terra di Siena”.
I bus ci lasciano in un piazzale poco distante dall’ingresso
della città. Il nostro folto gruppo, cartellini al collo
e talvolta cappellino blu in testa entra subito in Siena, dove
siamo guidati da una simpatica e preparata ragazza senese che
precisa subito di essere nata “ fuori le mura” ed
appartenente alla contrada della Pantera.
Si parte dalla visita della Basilica Cateriniana di San Domenico,
nella quale sono conservate alcune reliquie di Santa Caterina:
la testa imbalsamata ed un suo dito.
S. Caterina è anche la Patrona delle contrade dell’Oca
e del Drago.
Camminando attraverso un intrico di vicoli e piazzette lastricate
in pietra, tutte senza marciapiedi, che lasciano intravedere meravigliosi
scorci di vita senese, arriviamo alla via della Galluzza ( che
separa tra loro due dei tre colli sui quali sorge Siena ) la cui
caratteristica è quella di avere una particolare pendenza
e di avere le case addossate l’una all’altra quasi
ad appoggiarsi e a proteggersi tra loro,.
La prossima sosta è a Piazza Salimbeni dove sorge la storica
Banca Monte dei Paschi di Siena, nata nel 1472 come Monte di Pietà
per riscuotere i dazi, le gabelle dei pascoli senesi e grossetani.
La Banca, che conta 1000 filiali, devolve quasi il 50% dei propri
profitti alla comunità senese per cui l’intera economia
del luogo gravita intorno a questa istituzione.
In questa Piazza si incrociano 3 vie: la via Francigena, Via dei
Banchi di sotto e via dei Banchi di sopra. In questo luogo si
teneva l’antico Tribunale del commercio che, in caso di
inadempienza di un commerciante, procedeva alla distruzione del
suo banco a colpi di scure: da questo fatto deriva la locuzione
”bancarotta”.
Da qui ci portiamo a Piazza Tolomei, famiglia che ha finanziato
ben tre crociate, dove campeggia sulla sommità di una colonna
la “lupa senese” che, a differenza di quella romana,
non ha lo sguardo rivolto ai gemelli che allatta, bensì
diritto davanti a sè.
I fondatori di Siena, sono i figli di uno dei gemelli romani,
Remo, e si chiamano Aschio e Senio.
Ci spostiamo allo “ Spedale di Santa Maria della Scala “,
una volta ospedale dei pellegrini ( tale è rimasto fino
al 1985 ) ed è qui che S. Caterina veniva ad assistere
i malati come documentato da un ciclo di affreschi.
Si racconta che fosse anche il luogo dove trovassero riparo i
“gettatelli” ovvero i bambini abbandonati, che qui
erano allevati, fatti studiare e spesso assumevano, una volta
adulti, in onore del luogo dove erano cresciuti, il cognome …Della
Scala!
Il Duomo si presenta a noi in tutta la sua maestosità e
quindi ……la foto di gruppo scatta obbligatoriamente,
ovviamente non può mancare la nostra bandiera, che attira
l’attenzione degli altri turisti! L’edificio è
una delle più belle Cattedrali italiane per via dei suoi
marmi policromi, dei suoi altari e delle sue sculture.
Rimandiamo, sempre per i tempi molto ristretti, la visita all’interno.
Finalmente, ultima ma non certo per importanza, giungiamo in Piazza
del Campo.
I palazzi che la circondano, la Torre del Mangia, Palazzo Piccolomini,
Palazzo Chigi, le panoramiche balconate che si affacciano su di
essa ed il suo pavimento degradante ricoperto da mattoni disposti
a spina di pesce, conferendole la caratteristica forma a valva
di conchiglia, ci immettono subito nel clima del Palio.
Il Palio si disputa due volte l’anno il 2 luglio ed il 16
agosto: vi prendono parte 10 delle 17 contrade in cui è
suddivisa la città.
I “contradaioli” nascono e sono battezzati sotto al
segno della propria contrada ed è tutto un percorso di
vita che è caratterizzato dall’appartenenza alla
contrada alla quale è giurata fedeltà assoluta fino
alla fine dei propri giorni.
Dopo tutta questa cultura è indispensabile anche una “botta
di golosità” che va, a seconda dei gusti, dal pane
toscano ricoperto da abbondante prosciutto, alla visita alla pasticceria
Nannini che propone pasticcini, panforti, cantuccini, colombe….!!!
Alcuni di noi consumano il proprio pranzo al sacco in “Piazza
del campo”, altri si dirigono nei numerosi locali che offre
la città. Abbiamo circa un’ora e mezza di tempo da
trascorrere a proprio piacimento, poi si riparte.
Il dopo pranzo ci vede a Monteriggioni, borgo medioevale grande
come un fazzoletto, circondato da una cinta di mura che comprende
14 torri dove, si dice si rifugiassero i senesi per difendersi
dai fiorentini! Oggi è abitato da 42 persone ma offre ai
turisti bar, ristorante, albergo e…immancabile, negozio
di souvenir! Ai suoi piedi, anche qui, un cospicuo numero di camper.
Lasciamo anche qui il segno del nostro passaggio, compilando col
nome “Camper club La Granda” una pagina di un enorme
registro, che troviamo in un negozio.
Anche noi giovani seguiamo il gruppo e nell’attesa che si
ricomponga per ripartire, ci intratteniamo con i nostri autisti,
suscitando la curiosità di alcune signore, le quali, capitanate
da Teresa, hanno dichiaratamente fondato una sorta di “Rosario
fan club”... la nostra è davvero un’allegra
brigata, che coinvolge e diverte chiunque si trovi ad avere a
che fare con noi!! Anche Rosario, così come i suoi colleghi
si rivelerà divertito… per loro è comunque
una settimana di lavoro… ma con la nostra compagnia, anche
le fatiche lavorative vengono alleviate!
Il bus giallo dei giovani è abbinato all’autista
Luca, paziente e sempre disponibile a soddisfare le richieste
di chi ha caldo, freddo o tiepido e… dei giovani che non
possono fare a meno di radio 105! Sul bus di Paolo invece trionfano
gli anno ’60, “io vagabondo” compreso, ma questo
è solo l’intermezzo tra una manche e un’altra
di barzellette.
Prima di rientrare ancora una sosta, questa volta all’Abbazia
di San Galgano il cui nome deriva dal nobile Galgano Guidotti
che nell’anno 1180 decise di ritirarsi sul monte Siepe -
che noi abbiamo raggiunto a piedi - vivendo in una capanna di
rami secchi. Presa poi la decisione di abbandonare le armi piantò
la sua spada in un blocco di pietra trasformandola in croce.
La giornata volge al termine, oggi la bella Toscana ci ha già
permesso di ammirare molti dei suoi tesori ed altri ce ne riserva
per domani.
Al ritorno, sul bus verde si assiste ad un episodio divertente
tra Piero, che mostra fieramente il suo biglietto d’auguri
proveniente dalla nostra amica russa Natasha, e Cinzia, alla quale
pare che la faccenda non garbi molto!... Un simpatico episodio
che suscita le risate dei passeggeri e dell’autista Alessandro,
divertito come tutti dalla curiosa scena a cui ha assistito: anche
lui, come i suoi colleghi si è fatto coinvolgere dalla
nostra compagnia e non si dissocia dal divertirsi con noi!
Dopo cena serata danzante con alla tastiera, il simpatico “parente”
molto somigliante, del maestro Pregadio. Inoltre per questa sera
è prevista l’esibizione delle nostre pon pon girls,
sulle note di “Io vagabondo” e “Aggiungi un
posto a tavola”: due brani famosi, che riassumono il nostro
spirito di amicizia, allegria e accoglienza verso nuovi amici
che si aggregano al club, perché, in fondo…se sposti
un po’ la seggiola, stai comodo anche tu!... Dobbiamo però
fare i conti con gli irriducibili del calcio, tutti radunati nella
sala cinema del campeggio per vedere la partita della nazionale…
riusciamo, all’intervallo, a strapparli dallo schermo per
assistere all’esibizione. In ogni caso le pon pon non si
fanno intimorire e decidono che ripeteranno domani lo spettacolo!
Contenti del secco 2-0 dell’Italia, tutti i campeggiatori
prima di rientrare nei propri camper sono alla ricerca di Spino,
il bel gattone, che da due giorni non si fa più vedere
a casa, anzi al camper!
Domenica 27 Marzo
Oggi è Pasqua.
Per i più mattinieri, sono molti ma non tutti, la Direzione
del campeggio, offre la colazione pasquale: capocollo, uova sode
e vino. C’è anche chi si accontenta di un buon caffè
e di una fetta della tradizionale colomba nel proprio camper.
Anche oggi il tempo non ci assiste, piove, ma noi camperisti temerari
non ci facciamo troppo condizionare: molti di noi si addentrano
tra le viuzze del paese cercando di assistere alla S. Messa presso
la Collegiata oppure di arrivare al centro per un aperitivo completo
di “ciaccia” pane caratteristico di queste parti.
Al ristorante del campeggio fervono i preparativi per il luculliano
pranzo pasquale, in occasione del quale ci ritroviamo tutti assieme
alle ore 13.
La sistemazione ai tavoli è la medesima della cena di due
giorni fa, immancabile il tavolo dei giovani… con autisti
annessi, e dei bambini.
La prima gradita sorpresa è il regalino a ricordo della
giornata, che ha preparato per ogni equipaggio, Anna la figlia
del collaboratore Beppe Trufo. Tutti noi la ringraziamo con un
caloroso applauso.
Visto il gran numero di commensali ed il gran numero di portate
tipiche della zona (pici al ragù, agnello, cinghiale, solo
per citarne alcune) veramente ottime e gustose, ci ritroviamo
alle 16 ancora tutti seduti a tavola!
È in programma la visita a San Quirico d’Orcia.
Alcuni scelgono una tranquilla digestione in camper, altri invece
mantengono fede alla trasferta programmata potendo così
visitare l’antico borgo con i bastioni, le sue 15 torri
e la bellissima collegiata!
Tra ombrelli e k-way procede la nostra visita per il borgo suggestivo,
ma dalle vie un po’ scoscese, di fronte alle quali, tuttavia,
nessuno di noi si fa intimorire!...
Ma in un camper - piazzola 718 - fervono i preparativi per una
preannunciata sorpresa nel dopocena! Ci si industria al meglio
per reperire il materiale necessario e soprattutto la mano d’opera.
Dopo cena il ritrovo è, come sempre, nella sala ristorante
dove , come da programma, si esibiranno le Pon Pon Girls. Ed ecco
la sorpresa………15 maschietti, quasi tutti appartenenti
al “Clan Russia 2 “, si presentano con una bella coccarda
appesa al collo.
La coccarda è un piatto di carta, di quelli usa e getta,
il fiocco che la completa è ottenuto con dello scottex
ma, quello che più conta, è la scritta debitamente
disegnata e ben colorata che recita così:
FANS CLUB PON PON GIRLS !
Il club ha anche nominato un Presidente ad honorem con un piatto…
oh scusate … una coccarda …molto particolare coniata
apposta per la sua prestigiosa carica. Mi pare si tratti di un
certo … dottore con capacità rianimatorie…!
Tutti i componenti del neo costituito Club scortano tra gli applausi
le girls, le quali portano un gigantesco uovo di Pasqua che i
bambini con entusiasmo e veemenza ridurranno in breve tempo a
pezzetti. La sorpresa è aggiudicata alla nostra cara Anna.
Arriva ora il momento della esibizione e le pon pon fanno il loro
ingresso con una allegra marcia di Radetzky, proposta dal maestro
Pregadio e subito ben ritmata dai nostri applausi. Le pon pon
eseguono una bella coreografia seguendo la musica del nostro inno
- Vagabondo - e della canzone - Aggiungi un posto a tavola –
che termina ovviamente, e non potrebbe essere altrimenti, con
una standing ovation! Foto di rito davvero innumerevoli per le
Pon Pon Girls ed il loro Fan Club!
La serata prosegue, come al solito, in un turbinio di danze!!
Omaggiamo i nostri quattro autisti con il cappellino blu della
Granda: anche se si fanno attendere alla nostra chiamata (meno
male che sono le donne quelle che si fanno attendere!...), meritano
un nostro riconoscimento! Fino ad ora ci hanno condotto in lungo
e in largo per la terra senese, con un’ottimo e calmo stile
di guida e senza sforare nemmeno di un minuto la nostra tabella
di marcia quotidiana, complice anche la nostra costante puntualità
a ciascun appuntamento! Anche loro vengono coinvolti nelle danze:
liscio, balli di gruppo e persino il limbo, in cui eccelle il
nostro autista barzellettiere, Paolo. Di lui si può davvero
dire che… “ne sa una più del diavolo”:
racconta barzellette, una dopo l’altra e, non si sa come
faccia, se le ricorda tutte e non capita mai che ne ripeta di
già dette… ormai una figura che ha fatto la storia
di questo raduno!
Lunedì 28 marzo
Oggi la nostra escursione è a piedi per raggiungere il
centro di Sarteano che dista circa 500 metri dal Campeggio.
Questa località è geograficamente posta in una posizione
strategica e centrale tra la Valdichiana e la Valdorcia, e conserva
intatto il suo paesaggio naturale.
Noi cinque giovani decidiamo di rimanere al campeggio: non splende
il sole, ma il clima è abbastanza tiepido da potersi immergere
nella piscina termale. La passeggiata, accompagnata da un dispettoso
venticello primaverile, ci porta per le contrade più caratteristiche
sulle quali domina dall’alto, quasi a guardia della loro
inalterabilità, il magnifico castello.
Visitiamo il museo archeologico. Ci soffermiamo più volte
nelle strette viuzze attratti dagli stemmi e dalle figure scolpite
nel travertino, simboli di vecchie casate locali.
Arriviamo fino alla Piazza “XXIV giugno” dinanzi al
Palazzo Comunale all’interno del quale c’è
il teatro degli Arrischianti, a tutt’oggi usato per le rappresentazioni
di varie compagnie teatrali. Durante questo percorso ci giunge
anche la notizia che il “fuggitivo” Spino è
stato ritrovato con grande soddisfazione nostra e dei suoi proprietari.
Aggiriamo, in un percorso bucolico, il perimetro del castello
che, visto dal basso, si mostra a noi in tutta la sua imponenza.
Dopo una gradita degustazione di olio e vino in una cantina locale,
siamo liberi di scorazzare per le vie del centro che ospita, in
questa giornata di Pasquetta, un variopinto mercato delle pulci.
Siamo particolarmente attratti dalla simpatia dei richiami dei
venditori.
Il dopo pranzo ci porta a zonzo per l’ultima escursione,
questa volta a Montepulciano. A pochi km da esso ci fermiamo per
una breve visita al Santuario di San Biagio, risalente al 1500,
e posto proprio alle pendici del colle sul quale sorge il paese.
Montepulciano è una antica terra di etruschi e romani,
molto vivace sin dal Medioevo e che con il Rinascimento diverrà
la “perla” del ‘500.
La storia conosciuta ed apprezzata del suo vino, si lega con l’opera
dell’uomo che coltiva i suoi preziosi vigneti sulle balze
di tufo per ottenere uve deliziose che diverranno il vino “Nobile”.
Giriamo per le vie accompagnati dal professore, nostra guida,
che ci illustra in maniera completa ed esauriente le meraviglie
artistiche ed architettoniche della città.
Montepulciano è articolata tra vicoli disposti su livelli
diversi, spesso molto stretti e ripidi. Il cuore della città
è Piazza Grande sulla quale sorgono il Duomo, il Palazzo
comunale e palazzo Cantucci. E’ qui nella Piazza che vediamo
un gruppo di ragazzi che giocano al “calcio fiorentino”
un tipo particolare di calcio ancora in voga nella zona.
Sempre in questa Piazza ogni anno, nel giorno dell’Annunziata,
si rappresenta sul sagrato il “ Bruscello “ una antica
forma di teatro.
Altra tradizione consolidata è quella del “ bravio
delle botti “ che consiste nello spingere in salita una
botte da parte dei contradaioli in gruppi di due, dal peso di
circa 80 kg. per un percorso di 1800 metri fino a Piazza Grande.
Il premio è appunto il “ bravio “ un drappo
di seta che la contrada vincitrice offrirà a Sant’Agnese.
Durante la visita alcuni di noi già ci lasciano per prendere
la via di casa… purtroppo siamo agli sgoccioli, domani sarà
già ora di ripartire, un po’ malincuore dopo queste
simpatiche giornate trascorse allegramente con i colleghi “Grandisti”!
Camminiamo ancora per le vie di Montepulciano passando dinanzi
alla casa natale del Poliziano, poi pian pianino si ritorna ai
nostri pulmann per il viaggio di rientro al campeggio.
Durante il tragitto ascoltiamo le ultimissime barzellette di Paolo
e non manchiamo di intonare il nostro inno “Vagabondo”
che ogni volta ci emoziona e ci fa sentire più partecipi
a questo nostro modo di viaggiare!
Anche sugli altri bus regna un’atmosfera un po’ dispiaciuta
per la fine della vacanza; i passeggeri salutano il proprio autista,
sul bus blu Beppe nomina le cosiddette “Rosario girls”
a cui si aggiungono all’unanimità le signore, per
salutare l’ormai famoso e gettonato Rosario!
Per l’ultima serata è prevista la tombolata.
In palio alcune confezioni di vino ed un ….prosciutto intero!
I possessori con le cartelle dove manca 1 numero o al massimo
due al completamento, sono in fibrillazione finchè non
scoppia la TOMBOLA!!!
Il vincitore, molto eccitato per la vittoria non si accorge che
una mano lesta gli fa sparire il tanto agognato premio e dopo
una affannosa ricerca scandita al coro di “acqua, fuochino,
fuoco” se ne reimpossessa e questa volta lo mette al sicuro
nel suo camper!
Ancora qualche ballo, i saluti e all’indomani mattina tutti
pronti per il rientro nelle nostre città, contenti e soddisfatti
di tutto ciò che abbiamo visto e fatto.
Purtroppo anche questa vacanza è giunta al termine, ma
c’è chi si dà già appuntamento al prossimo
raduno del week-end! Anche questa settimana trascorsa insieme
rimarrà un bel ricordo tra le pagine del nostro libro dei
viaggi…
Ma in Toscana, caro Camper Club La Granda, ci torneremo e spero
presto perché: “si lascia la Toscana nel momento
in cui si comincia a starci quasi bene. Ne deriva che ogni volta
che si ritorna, ci si sta meglio …..” Alexandre Dumas
- « Impressions de voyage » - 1867