| di Leana Rivella
IL BORGO IN FESTA
Il turista rimane affascinato dallo spettacolo di questa città
adagiata su tre colli, dall’ intatto aspetto medievale e dalle
alte testimonianze di una splendida civiltà; centro artistico
e turistico di primaria importanza nel cuore della Toscana, inserito
in una ricca zona agricola nobile ed attraente nella meravigliosa
campagna circostante. Siena non è solo piazza del Campo,
il Duomo, la via di Città, il Battistero, i Banchi di Sopra
e quella dozzina di palazzi e chiese che sono comunemente citati
tra le sue preziosità più cospicue. Al di là
dei singoli monumenti d’arte, per i quali è giustamente
famosa e celebre, essa trae il suo sottile incanto dalle silenziose
viuzze che salgono e scendono in gran numero, sinuose e serpeggianti.
I colli sopra i quali è distesa e gli accentuati dislivelli
aprono scorci e scenari di sorprendente varietà e bellezza,
inquadrando da più parti la torre del Mangia ed il Duomo.
Piazza del Campo è certamente una delle più belle
piazze medievali, a forma di valva di conchiglia che riproduce il
manto della Madonna alla quale la città si è dedicata.
La piazza è cinta da edifici tra cui il Palazzo Sansedoni
del secolo XIII°-XIV°, il Palazzo Pubblico, stupendo edificio
dell’architettura gotica del 1297-1342 con a lato la celeberrima
Torre del Mangia, alta 102 metri, innalzata nel 1348 da questo architetto.
Chiunque noterà che la piazza del Campo più che un
capolavoro di architettura è pittura murale. In altre parole
sembra un immenso quadro dipinto da un celestiale pittore. Il Duomo
è il massimo monumento cittadino del secolo XII°. La
celebre facciata, l’interno grandioso tra cui il famoso pavimento
intarsiato ed il Pergamo di Nicolò Pisano caratterizzano
l’edificio religioso. Siena non è solo arte. Una delle
tante curiosità la offre la nota banca Monte dei paschi di
Siena fondata all’inizio del secolo XVII°, conosciuta
dagli studiosi di diritto civile per una particolarità che
scaturisce dal nome che significa nell’italiano moderno Monte
dei pascoli. Infatti l’emblema della banca è rappresentato
da tre colline stilizzate, le quali materialmente furono acquistate
con destinazione pascolo per animali con la sottoscrizione delle
quote per l’avvio della fondazione. Pertanto fu la prima banca
e per estensione la prima società che costituì un
capitale sociale, appunto il valore intrinseco dei terreni, a garanzia
dei sottoscrittori e dei clienti dell’istituto bancario con
l’emissione di cartelle fondiarie, le stesse usate oggi per
finanziare i mutui. Siena è anche e soprattutto Palio. Il
primo si svolge il 2 luglio dedicato alla Madonna di Provenzano,
il secondo il 16 agosto dedicato all’Assunta. Entrambi a loro
volta offerti alla Madonna. Dal latino pallium, cioè drappo,
è il premio che viene dato al vincitore. Pur cercando di
essere brevi bisogna spiegare, a coloro che non lo conoscono, il
meccanismo del palio di Siena. Già nel 1200 si disputavano
corse montando bufali maremmani, poi nel 1656 veniva varato il regolamento
tuttora valido, con il quale si disponeva l’utilizzo di cavalli
montati a pelo, cioè senza sella. Vinceva l’animale
che dopo 3 giri della piazza del Campo arrivava primo al traguardo
anche se scosso, cioè senza il cavaliere disarcionato. Ancora
oggi sono ammesse tutte le scorrettezze tra fantini come le frustate
in faccia o stringere il cavallo avversario contro la staccionata.
Siena è divisa in 17 contrade, ogni chiesa del quartiere
ricovera il cavallo nei giorni antecedenti la corsa davanti all’altare
maggiore dove mangia,dorme e quant’altro, notti comprese.
Una processione ininterrotta di contradaioli si reca in chiesa dove
è ospitato l’animale per informarsi sulla salute dello
stesso e sulle prospettive di vittoria. I contradaioli si tassano
per l’acquisto del cavallo, per le prestazioni del fantino
e per costituire la dote, cioè per una “regola non
scritta” che permette al fantino, dopo che il mossiere ha
dato il via alla corsa, se necessario, offrire del denaro all’avversario
perché lo lasci passare (in quanto in buona posizione) o
per favorire un altro fantino. L’espansione della città,
come ovvio, ha travalicato l’antico nucleo medievale e sono
sorti nuovi quartieri periferici, ciò non toglie che i bambini
che nascono o nasceranno faranno sempre riferimento alla antica
contrada di appartenenza. Pertanto non saranno battezzati nella
parrocchia di quartiere ma nella chiesa del nucleo storico. Le contrade
sono 17, solamente 10 per ciascun anno disputano il palio; le rimanenti
7 verranno integrate con sorteggio al prossimo anno. Tutti i contradaioli
si ritrovano alla sera nella propria contrada ed ogni famiglia porta
tavolo, sedie e cibo cenando al lume delle fiaccole in una lunga
teoria di commensali addossati alle case mentre i provveditori,
i priori ed il governatore si appartano per studiare le mosse per
il prossimo palio. Molti senesi non l’ hanno mai visto perché
l’emozione sarebbe troppo forte pertanto si recano in chiesa
durante la corsa pregando intensamente per la vittoria. Per i senesi
poco importa se assieme a loro si mescolano migliaia di turisti
, essi vivono il palio come un fatto esclusivamente personale ed
il loro “tifo” è sempre una manifestazione estremamente
civile. Dopo la sfilata in piazza del Campo degli sbandieratori
e del corteo storico finalmente giunge il momento della partenza
la quale avverrà con i cavalli perfettamente allineati davanti
al canapo teso,(solo un cavallo è arretrato rispetto agli
altri nove), allora il mossiere lascia cadere a terra la corda.
La tensione è al culmine. Tensione avvertita dai cavalli,
dai fantini, dal pubblico per la partenza rimandata innumerevoli
volte. Finalmente si parte! E’ il momento liberatorio nel
quale in pochi minuti si gioca il destino della contrada. Il palio
per i senesi dura un anno intero ed il miglior modo di viverlo per
noi è quello di conoscere una famiglia della città
che ci mostri nei tre-quattro giorni antecedenti la corsa e qualche
giorno dopo tutto il rituale, i preparativi, l’intensa, suggestiva
atmosfera di questo evento che bisogna pur ripeterlo è folclore
solo per i turisti.
Bibliografia:
Il Monte dei Paschi e le sue aziende di N.Mengozzi
(La Banca, o meglio il Banco iniziò l’attività
nel 1472.
Solo nel secolo 17° avvenne la trasformazione giuridica di cui
sopra.)
Il Palio di Siena di Carlo Maria De Gregori
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