I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Campiglia Marittima"

di Sabella Aletti

Interessante appuntamento nel cuore della Maremma Toscana. Da qualsiasi direzione si arrivi percorreremo una zona interessante per i siti archeologici, non solo ma saremo affascinati dagli stupendi paesaggi maremmani.
Campiglia Marittima come altre località toscane non sorgono sulla costa ma a qualche chilometro nell’interno. L’aggettivo marittimo probabilmente viene aggiunto per indicare che il comune è in prossimità del mare. Il territorio campigliese fu sfruttato, sino dall’età etrusca anche dalla casata dei Medici per le importanti risorse minerarie, rame, ferro, piombo e marmo. Nell’abitato sorge il castello che fu dei conti della Gherardesca ricordati da Dante Alighieri nel canto XXXIII° dell’Inferno dove il Conte Ugolino ed i suoi figli furono lasciati morire di fame in prigione per volontà dell’ Arcivescovo Ruggieri (la bocca sollevò dal fiero pasto / quel peccator, forbendola a’ capelli / del capo ch’elli avea di retro guasto...). Interessante l’impianto urbanistico mosso ed articolato nel quale spiccano frequenti episodi di edilizia medievale. Il perimetro della cinta muraria fu potenziata dai fiorentini quando la città era sotto il loro dominio. Dalla piazza Repubblica sono visibili case-torri di tipo pisano, rimaneggiate nel corso dei secoli, quindi si sale agevolmente al Palazzo Pretorio d’impianto duecentesco con la facciata principale ricca di stemmi dei secoli XV° e XVI° dei vari podestà succedutisi nel tempo.
Vicino un frontone incurvato di un edificio settecentesco con elegante porticato in cotto. Dall’alto dell’ abitato domina la rocca i cui resti visibili datano i secoli XII° e XIII° .
Poco lontano è situata la bella Pieve di San Giovanni, di evidente impianto romanico pisano, a croce latina, con unica navata coperta a capriate, mentre i bracci e l’abside sono voltati in pietra. La costruzione datata 1173-77 è attribuita ad un certo Matteo,(forse Matteo di Giovanni, senese) cui si deve anche il classicheggiante bassorilievo sul portale laterale con “Meleagro che caccia il cinghiale Calidonio”.

Note tratte dalla Guida del Touring Club Italiano.

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