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di Messina Angelo
Il Museo di arte mineraria e civiltà contadina Stazione
Ferroviaria di Villarosa
(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.
3 4/2000)
"Quando i cacciatori giunsero in cima al monte, fra i tamerici
e i sugheri radi apparve l’aspetto della vera Sicilia, quello
nei cui riguardi città barocche e aranceti non sono che fronzoli
trascurabili: l’aspetto di una aridità ondulante all’infinito
in groppe su groppe, sconfortate e irrazionali, delle quali la mente
non poteva afferrare le linee principali, concepite in un momento
delirante della creazione: un mare che si fosse ad un tratto pietrificato
nell’attimo in cui un cambiamento di vento avesse reso dementi
le onde".
Così appare, in una pagina de "Il Gattopardo",
di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, un paesaggio dell’interno
dell’isola, e così dovette apparire, nell’anno
di grazia 1787, l’altopiano zolfifero della Sicilia, al grande
Goethe, quando vi giunse.
L’attività mineraria in Sicilia si imperniava sullo
zolfo. A partire dalla dominazione Romana e fino ai secoli d’oro
dello zolfo siciliano (diciottesimo e diciannovesimo secolo) proprio
a Villarosa (EN) erano aperte decine di miniere, la sua stazione
nacque "per " e "con" lo Zolfo. E proprio della
stazione di Villarosa voglio parlarvi. Capito in quel di Villarosa
da un paio di anni, per lavoro e con i ritmi che lo stesso mi impone
non ho mai avuto né il tempo di fermarmi, né la volontà.
Parlando con le genti del posto mi è stata indicata e confidando
nell’istinto della scoperta, invogliato e coinvolto volli
andare a vedere. In primo luogo debbo congratularmi con il funzionario
della stazione, per la premura nel gestirla (la pulizia e l’ordine
sono evidentissime) gentile ed ospitale, quasi con riverenza ti
accompagna, spiegandoti accuratamente e con immenso interesse ogni
cosa, la banchina adornata da suggestivi murales, angoli sempre
infiorati con una madonna posata al centro, fontane con pesci variopinti.
Vecchi carri cisterna e vecchi vagoni. E nei binari della ferrovia
mineraria adiacenti alla stazione fanno bella mostra sei carri opportunamente
adattati per allestire un "Museo di Arte Mineraria e Civiltà
Contadina", il primo in Europa nel suo genere: vi sono esposti
oggetti che erano di uso quotidiano nelle famiglie e nei luoghi
di lavoro agli inizi di questo secolo, fino a creare l’ambiente
caratteristico di miniera con travi e puntelli, con picconi carrelli
e vecchi stivali, elmetti con le lampade ad olio, l’odore
di zolfo che si mescola al tipico odore di treno ti fa incontrare
con il passato; fatto di sudore e miseria, di sacrifici e stenti.
Solo la voce della cassetta registrata, che spiega ogni singolo
oggetto esposto nel museo, ti riporta nella realtà. Accanto
al Museo, vi è un accogliente bosco, luogo ideale per campeggiatori
ed amanti della natura. La visita è gratuita per i possessori
di biglietto ferroviario in corso di validità, in caso contrario
il costo del biglietto d’ingresso e di £ 2000 come in
ogni altra stazione d’Italia, per informazioni telefonare
al 0935/31126. Inoltre è in via di allestimento un Bar, Tavola
Calda e Ristorante in cui saranno serviti pasti a prezzo turistico.
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