I VIAGGI E DIARI DI BORDO
"Sicilia"

di Maurizio Karra

(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N. 65 -- 3/2001)

LA PASQUA IN SICILIA

Alla scoperta dei riti della Settimana Santa di Maurizio Karra.
Uno dei periodi più belli per un viaggio in camper in Sicilia è senz'altro quello pasquale: il paesaggio risplende con tutte le varietà di verde al sole già caldo della primavera mediterranea, città grandi e piccole sono piene di vita (a differenza del periodo estivo), già le strutture ricettive sono tutte aperte, comprese le "stagionali" che aprono proprio tra marzo e aprile.
Ma se ciò non bastasse, tutta l'Isola pullula nel corso della Settima-na Santa di iniziative varie, in gran parte collegate alle rappresentazioni sacre e ai riti della Passione e della Pasqua, che mostrano alcuni dei tratti peculiari della civiltà millenaria di questa terra bellissima.
E' anche possibile, spostandosi giorno dopo giorno da un luogo all'altro, vivere una "full immersion" in queste manifestazioni, che meritano un'attenzione particolare: sia sotto il profilo squisitamente religioso, sia sotto quello antropologico, dato che alcuni riti cristiani di questo periodo si sono sovrapposti a quelli della tradizione pagana collegati all'arrivo della primavera.
Numerose sono, per esempio, le manifestazioni che si svolgono un po' dappertutto nella Domenica delle Palme, con la rappresentazione dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme e la benedizione di rami di palma e di ramoscelli d'ulivo. Fra queste la più sontuosa è quella di Gangi, splendido centro delle Madonie nel quale, anno dopo anno a turno, una delle dieci confraternite del paese porta in processione dieci grandi palme decorate con fiori, frutta e vari manufatti.
Ma, fra le iniziative che da questa data hanno inizio, la più bella e singolare è senz'altro quella degli Archi di Pasqua di San Biagio Platani, piccolo centro della Sicilia interna a metà strada fra Palermo e Agrigento.
Ogni anno qui vengono allestiti per tutto il periodo pasquale degli splendidi archi di pane e grano, che vengono poi purtroppo distrutti entro il primo maggio.
Questa storica tradizione non è famosa come meriterebbe, forse perché San Biagio Platani non si trova proprio a portata di ...mano: ma, una volta giunti, basta avvicinarsi al Corso Umberto, la strada principale del paese, per rimanere allibiti da uno spettacolo unico: tutta la gente del paese, divisa nelle due confraternite dei "Signurara" (i devoti del Cristo) e dei "Madunnara" (i devoti della Vergine), si dividono i due lati della strada per tutta la sua lunghezza (oltre cento metri), addobbato quasi fosse una immensa cattedrale a cielo aperto con una serie di impalcature realizzate con canne, sulle quali vengono sistemate splendide decorazioni e sculture di soggetto sacro e profano realizzate con pane, pasta di vario tipo, spighe di grano e altri cereali, nonché legumi, tutti opportunamente lasciati al naturale o abbrustoliti o ancora colorati. Il Mercoledì Santo conviene spostarsi a Caltanissetta, per seguire il Corteo della Real Maestranza e la processione delle "Varicedde", gruppi scultorei di piccole dimensioni appartenenti alle varie associazioni cittadine.
Si tratta dell'apertura di un insieme di manifestazioni fra le quali spicca soprattutto la fastosa processione dei Misteri del Giovedì Santo, che ri-chiama devoti e turisti da ogni parte dell'Isola: sedici gruppi scultorei, per l'appunto i Misteri, si muovono lungo le strade del centro rappresentando alcune scene della Passione di Gesù; una volta giunti a Piazza Duomo, al termine della processione, i vari gruppi vengono infine "spartiti", cioè al-lontanati velocemente gli uni dagli altri, per essere nuovamente custoditi fino alla manifestazione dell'anno successivo presso l'associazione di ap-partenenza.
Sempre nel pomeriggio del Giovedì Santo a Marsala avviene un altro dei più famosi riti di tutta l'Isola, quello dei Misteri viventi, che sfilano lungo tutte le vie del centro cittadino fra due ali di confratelli della corpora-zione di Sant'Anna che chiedono ai passanti e ai presenti nei balconi e alle finestre le elemosine.
Si tratta di circa 200 figuranti in costume fra soldati romani, giudei e ovviamente i vari personaggi dei Testi Sacri. Durante le varie soste alle quali viene sottoposta la processione, vengono letti brani evangelici, mentre la figura del Cristo, nei vari momenti della Passione, viene continuamente reiterata da attori che portano il volto coperto da una dolente maschera di cera uguale per tutti. Fra gli altri personaggi del corteo spiccano per sontuosità la Veronica e le sue due compagne, avvolte in ric-chissimi costumi e sommerse da gioielli a partire dai fastosi copricapo. Il giorno dopo, Venerdì Santo, avviene a Trapani l'altra e ancor più nota rievocazione della Passione del trapanese, la processione dei Misteri, che dura circa 20 ore, dal pomeriggio del Venerdì, quando diciotto "gruppi" scultorei sei-settecenteschi vengono fatti uscire dalla centralissima Chiesa del Purgatorio, fino alla mattina del Sabato, quando, dopo aver percorso in lungo e in largo per tutta la notte il centro della città, le statue vengono portate sempre a spalla in Cattedrale.
Ogni gruppo appartiene a una diversa corporazione, i cui devoti sembrano dar quasi vita ai complessi scultorei inanimati grazie alla "annacata", il tipico movimento ondeggiante con il quale le statue vengono fatte avanzare, secondo il ritmo della marcia eseguita dalla banda musicale del gruppo. Dalla parte quasi opposta della Sicilia, a San Fratello, piccolo centro dei Nebrodi a pochi chilometri da Sant'Agata di Militello, sempre il Ven-rerdì Santo è altrettanto famosa la "Festa dei Giudei".
Mentre sfila lungo il corso principale la processione del Cristo sulla croce, gruppi di giudei, per-sonaggi vestiti con abiti rossi e agghindati con elmi e varie decorazioni, tentano di contrastare l'avanzata della processione distogliendo anche il pubblico dei devoti al suono assordante di trombe e altri strumenti.
Giungiamo così alla Domenica di Pasqua, nella quale sono da segnalare in particolare quattro manifestazioni: due, simili fra loro, che tradisco-no l'origine pagana, che si svolgono a Prizzi, cittadina del corleonese, e ad Adrano, vicino Catania; un'altra a Caltagirone, famosissima capitale siciliana della ceramica d'arte; l'ultima, assai fastosa, che ha contribuito a rendere famosa al grande pubblico Piana degli Albanesi, principale centro della cultura bizantina di Sicilia, a pochi chilometri da Palermo.
Ad Adrano nel corso di tutta la mattina di Pasqua si svolge una vera e propria rappresentazione sacra, detta "La Diavolata", nel corso della quale avviene la battaglia fra i diavoli e la morte, da un lato, e l'Arcangelo Michele, incaricato di salvare l'umanità, dall'altro.
Ovviamente, alla fine di questa lotta fra bene e male l'Arcangelo Michele, interpretato da una bambina, ha la meglio e ha inizio la seconda parte della rappresentazione, detta "L'Angelicata", con la sfilata degli angeli.
Qualcosa di simile avviene nel primo pomeriggio della domenica di Pasqua nel corso principale di Prizzi. Nel corso della manifestazione, che prende il nome di "Abballu di li diavoli", mentre da un lato del paese avanza un primo corteo con l'effigie della Vergine, dall'altro cerca di farsi strada fra la folla il simulacro del Cristo.
Ma tentano di impedirglielo quattro diavoli, vestiti di rosso e con il viso coperto da una maschera apotropaica e pelli di capra, che spalleggiano a loro volta la morte, vestita di giallo, con una maschera orribile sul volto e una balestra in mano, con la quale scaglia dardi fra la folla per conquistare quante più anime possibile.
Chi viene colpito dai dardi o "circondato" dai diavoli che ballano a ritmo frenetico, è obbligato per riscattare la propria anima a sostenere una lotta impari che il più delle volte si conclude col …pagare da bere in uno dei bar del corso alla morte e ai diavoli stessi.
Quando i due gruppi, quello della Madonna e quello del Cristo, giungono a poca distanza fra loro, le forze del male tentano l'attacco finale direttamente a Gesù, che infine rie-sce ad avere la meglio e a risorgere nel tripudio generale dei presenti.
A Caltagirone, dopo la sacra rappresentazione della Passione di Gesù che si svolge il martedì e il mercoledì della Settimana Santa, i riti pasquali si concludono con la "Giunta", ossia l'incontro trionfale della Madonna con il Cristo risorto - due preziose statue del '700 calatino - alla presenza di San Pietro, una grande figura di cartone pressato vuota per essere mossa dal di dentro, che ha il compito di cercare Maria per tutta la cittadina per an-nunziarle la resurrezione del figlio.
L'incontro avviene fra la Piazza della Loggia e la Via Don Sturzo (ricordiamo che Caltagirone è stata la sua città natale) alla presenza di due soldati romani attoniti, e dopo l'incontro Maria si spoglia del mantello nero del lutto e veste di bianco e azzurro in segno di gioia, mentre la folla attende sulla scalinata di Santa Maria del Monte il passaggio del corteo al grido di "Viva Maria".
A Piana degli Albanesi, infine, la manifestazione più singolare, anche perché collegata ai riti bizantini, che ha inizio nella serata del Sabato Santo e si protrae per tutta la Domenica di Pasqua (nel rito bizantino il trionfo di Cristo viene infatti celebrato durante il vespro, con la solenne liturgia di San Basilio). A mezzanotte prende avvio sul sagrato della chiesa, dietro all'Eparca e a tutti i Pope del paese, il corteo dei fedeli che portano in mano una candela; durante il corteo più volte viene intimato alle forze del male di non ostacolare l'ingresso in chiesa fino a quando le porte della Cattedrale si spalancano e la folla intona, ovviamente in greco, il "Cristòs anésti" (Cristo risorto).
Alla fine della liturgia nelle vie del paese viene can-tato anche l'Anàstasis (la Resurrezione), mentre le donne vestono gli sfavillanti costumi tradizionali, gran parte dei quali sono conservati di generazione in generazione, e mostrano altresì i tipici gioielli di stile bizantino. La sfilata delle donne così addobbate si conclude nel pomeriggio della dome-nica allorquando vengono distribuite a tutto il pubblico di turissti e curiosi delle uova rosse benedette.
Tante manifestazioni, quindi, in tutta la Sicilia; tanti variegati scenari di rappresentazione del sacro: insomma, un'occasione in più, anzi uno sti-molo, per visitare questa terra così unica e per scoprire i suoi tesori nascosti e le sue pluriennali tradizioni. Consigli per una visita. Cosa vedere.
Al di là delle manifestazioni del periodo pasquale, le città e i paesi oggetto dell'articolo meritano il più delle volte anche una visita approfondita di monumenti e musei.
Al riguardo desideriamo segnalare:
Ad Adrano (CT): il castello normanno, che ospita un variegato museo civico; la Chiesa Madre e quella di Santa Lucia. A Caltagirone (CT): la monumentale scalinata di Santa Maria del Mon-te, con le ricchissime botteghe artigiane dei maestri ceramisti ai due lati e alle sue pendici; la Villa Comunale con il Museo della Ceramica; il Duomo e la piazza Umberto I; la Chiesa di San Francesco d'Assisi e quella dei Cappuccini con l'annesso Museo d'arte sacra.
A Caltanissetta: il monumentale Corso Umberto I; la Cattedrale; le ro-vine del Castello di Pietrarossa, ai margini della città; il Museo Minera-logico; l'Abbazia di Santo Spirito, a un paio di chilometri. A Gangi (PA): il Castello e la Torre dei Ventimiglia; la Matrice del SS. Salvatore, la Chiesa di S. Maria degli Angeli e l'annesso Convento dei Cappuccini nei cui locali è allestito un museo d'arte sacra. · A Marsala: il Baglio Anselmi, che ospita il Museo Archeologico con i resti della più antica nave punica giunta ai giorni nostri; il Duomo con il limitrofo Museo degli Arazzi Fiamminghi; gli scavi archeologici romani del Lungomare Boeo; e infine le cantine storiche del marsala, le più fa-mose delle quali sono la Carlo Pellegrino, in via del Fante 37-39, quella dei Fratelli Montalto, in contrada Berbano, la Florio, sul lungomare di fronte al porticciolo turistico. Fra Marsala e Trapani da non perdere an-che le saline e l'isola di Mozia, con gli scavi archeologici punici e un piccolo interessantissimo museo ospitato all'interno dell'abitazione che fu di Giuseppe Whitaker.
A Piana degli Albanesi (PA): la Cattedrale di San Demetrio, sede dell'eparcato bizantino di Sicilia; la chiesa della Madonna dell'Odigitria che ospita l'icona dell'Odigitria, portata direttamente da esuli dall'Albania; il Museo Civico "N. Barbato" dedicato alle tradizioni del-la popolazione di origine greca e albanese che tuttora rappresenta la grande maggioranza degli abitanti.
A Trapani: il Museo Pepoli, con una splendida collezione di artigianato in corallo; l'adiacente Santuario dell'Annunziata; il Castello della Co-lombaia; la Cattedrale di San Lorenzo; e la Chiesa del Purgatorio, che ospita i gruppi dei Misteri nel corso dell'anno. Dove dormire Segnaliamo infine, per tutte le località citate nell'articolo (nessuna delle quali dispone di campeggi), i luoghi di sosta idonei per il pernottamento in camper: Adrano (CT): nella piazza antistante il castello.
Caltagirone (CT): nell'area San Giovanni, sulla circonvallazione all'ingresso della cittadina provenendo da Enna o da Gela, o poco più avanti nell'ampio parcheggio sempre sulla circonvallazione sotto i giar-dini pubblici.
Caltanissetta: presso l'area attrezzata camper di Via Guastaferro, dietro le Poste Centrali, gestita dall'Associazione Camperisti Nisseni. Gangi (PA): nel parcheggio in prossimità del castello. Marsala (TP): nel parcheggio attrezzato del Lungomare Boeo, quasi di fronte alle cantine Florio, oppure nel parcheggio (libero e non custodito) adiacente al Museo Archeologico del Baglio Anselmi, sempre sul lun-gomare.
Fra Marsala e Trapani si segnala inoltre il parcheggio di fronte l'imbarco per l'isola di Mozia, nel magnifico scenario naturalistico delle saline. Piana degli Albanesi (PA): un ampio parcheggio all'entrata del paese, vicino il museo civico, consente di ospitare un gran numero di mezzi; come alternativa, lungo Via Kastriota, vicino la pompa di benzina c'è un parcheggio più piccolo.
Prizzi (PA): un punto sosta in paese si trova nella piazza all'ingresso del centro storico, vicino alla Guardia Medica e al Monumento ai Caduti; l'alternativa è rappresenta dall'unica e tranquilla piazza della vicina frazione di Filaga.
San Biagio Platani (AG): la sosta è possibile solo in periferia, vicino al campo sportivo. · San Fratello (ME): l'unico parcheggio utilizzabile è alla fine del paese, davanti al campo sportivo.
Trapani: nel corso della Settimana Santa il Comune mette a disposizione dei camperisti il grande parcheggio del piazzale Ilio, collegato al centro storico da bus navetta; in tale periodo collabora attivamente con l'Amministrazione Comunale la locale associazione Air Camp Sicilia Occidentale.


di Beppe Tassone

(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N. 51 -- 3/99)

Occorrono pochi minuti per traghettare da Villa San Giovanni a Messina, ma quando si sbarca ci si rende immediatamente conto di essere su un’isola, di aver lasciato un continente distante pochissimo, eppure in grado di modificare radicalmente gli usi, i costumi, la vita delle persone.
Abbiamo percorso l’intero periplo della Sicilia, in senso orario, cercando di dare una lettura diversa dell’isola, frequentando campeggi ed aree di sosta per scoprire cosa sappia offrire ai turisti europei che, sempre più numerosi, la scelgono come meta per le proprie vacanze durante un po’ tutte le stagioni dell’anno.
I campeggi che abbiamo frequentato non sono stati scelti a tavolino, abbiamo voluto, fino in fondo, indossare i panni del turista qualunque, fai da te, entrando nei camping che per orario o posto più ci ispiravano, senza badare alle stelle o alla categoria.
Siamo andati a verificare la capacità imprenditoriale di inventare un turismo a tutto tondo, nel quale le bellezze naturali, le proposte architettoniche, i musei e le incommensurabili bellezze dell’isola sapessero proporsi come utile volano per le attività commerciali ed artigianali della zona.
Si tratta di un’operazione difficile, tentata con successo in altre zone ad alta densità turistica; non ne tacciamo le difficoltà, ma siamo convinti che il turismo del Duemila non possa far a meno della collaborazione di tutti i settori produttivi, togliendosi quello scafandro che lo ha caratterizzato in questi anni.
Lo confessiamo, tranne che in poche realtà l’esame non è stato in pieno superato, ma l’impressione è che anche qui si sia imboccata la strada giusta, l’unica del resto capace di rendere la più grande isola del Mediterraneo in grado di soddisfare le esigenze di quel serbatoio che sono i milioni di Europei che cercano sole, gastronomia, svago e soprattutto chi sappia occuparsi di loro e venire incontro alle richieste di un turismo sempre più esigente.
Un obiettivo che, a qualunque costo, deve essere perseguito nell’interesse di chi in Sicilia vive ed opera.

LA COSTA JONICA E TAORMINA

Il primo impatto con la realtà siciliana lo abbiamo nella zona che è tra quelle a maggior richiamo turistico. Anche se è ancora giugno, non si nota una grossa differenza dagli altri centri turistici italiani.
Sostiamo a Sant’Alessio Siculo, in provincia di Messina, in un campeggio " La Focetta Sicula", che è assolutamente tranquillo, non estremamente grande, sul mare, con una spiaggia accattivante, anche se l’acqua è decisamente fredda, colpa, dicono, della corrente dello Stretto.
L’assenza di spaccio è supplita dalla vicinanza con il paese nel quale abbondano i negozi ed i market, comprese le pescherie che offrono la ghiotta possibilità di acquistare pesce fresco e frutti di mare. E’ possibile anche fare la conoscenza con i rinomati dolci isolani, compresa la tanto celebrata cassata.
Assolutamente buono il servizio di informazione che svolge l’Azienda Autonoma per il Turismo della Provincia di Messina: la documentazione che viene distribuita in più punti, compreso un ottimo e fornito ufficio che si trova sull’autostrada per Catania, è in grado di rispondere alle prime necessità del turista, anche di quello più pignolo.
Da Sant’Alessio Siculo è possibile effettuare delle escursioni, avendo il campeggio come base per il rientro.
Taormina e Giardini Naxos sono sufficientemente vicini e, con le temperature estive che ci troviamo a dover sopportare, sapere di poter contare su una buona spiaggia ed anche su delle docce e dei servizi curati e puliti fa certamente piacere.
La sosta a Taormina, per chi vi giunge con il camper, non è delle più agevoli: il grande parcheggio coperto è, infatti, interdetto per ragioni di altezza (ed anche perché a bordo vi sono dei serbatoi di gas), è possibile parcheggiare in centro in Via Pirandello (subito dopo un distributore di carburante), ma l’area, a pagamento, non è enorme, occorre avere fortuna.
La bellezza del luogo, curato ed anche valido sotto il profilo delle strutture turistiche, merita comunque il sacrificio di qualche tentativo per trovare un parcheggio.
Il centro storico di Taormina, i suoi musei, l’anfiteatro con lo spettacolo dell’Etna in eruzione, valgono qualcosa di più delle tante fotografie che scattiamo, e poi facciamo anche conoscenza con le … cassate. Anche qui in quantitativo industriale: è domenica pomeriggio e la temperatura oltrepassa i 40 gradi!
Il campeggio è fornito di camper- service: un’opportunità che non ci lasciamo scappare prima di intraprendere una nuova tappa.

L’ETNA E CATANIA

Salire da Linguaglossa fino al Rifugio Mareneve, alle pendici dell’Etna, non presenta enormi difficoltà per chi è abituato a percorsi di montagna.
La strada s’inerpica fra curve a gomito, il paesaggio si modifica chilometro dopo chilometri, anche l’aria diventa frizzante.
Insomma un salutare cambiamento di temperatura dopo il caldo che si è dovuto soffrire sulla costa.
Giunti al rifugio tocca ai jepponi inerpicarsi di su una pista in terra battuta sempre più in alto, fino quasi al cratere. Lo spettacolo che viviamo è fantastico: ad intervalli brevissimi l’Etna ricorda la propria vitalità, fosse notte sembrerebbe di assistere a dei fuochi d'artificio.
La sosta, anche quella notturna, è possibile, noi ci limitiamo a pranzare all’ombra di un grosso albero.
Al turista desideroso di conoscere e vivere emozioni, l’escursione sul vulcano è consigliata, il costo non elevato ed il servizio accordato dalle guide più che accettabile. Anche l’Etna, sotto il profilo dell’offerta turistica, non delude.
La strada che ci conduce a Catania attraversa le colate che negli anni si sono susseguite: case coperte dalla lava, altre miracolosamente solo lambite.
Scattiamo fotografie da girone dantesco: purtroppo più ci avviciniamo a Catania, più il traffico diventa caotico ed anche le indicazioni stradali cominciano a dare qualche segno di cedimento.
I campeggi si trovano sul lungomare denominato " La Playa": la zona, per chi giunge da Misterbianco all’inizio è bene indicata, poi, all’improvviso tutto si complica perché spariscono i cartelli. Un vero peccato anche perché Catania non è una cittadina ed il suo traffico non necessita di mezzi turistici che vaghino alla ricerca di una… strada perduta.
Il campeggio al quale approdiamo è il " Villaggio Turistico Europeo". Area attrezzata posta sul mare, dà fin dall’inizio un impressione alquanto negativa per i numerosi bidoni dell’immondizia posti in prossimità dell’ingresso.
L’interno appare ordinato, anche se poco indicato per camper di una certa grandezza: le stradine sono strette e si passa a malapena fra albero ed albero.
In compenso la pizzeria è accettabile, non così lo spaccio che lascia molto a desiderare.
Sugli spacci dei camping occorre fare un ragionamento: il turista è sempre in ansiosa ricerca dei prodotti locali, di qualcosa che ricordi ed aiuti a conoscere il modo di vivere delle persone del posto. Usando termini pomposi dovremmo dire che vi è la necessità di sinergia tra le strutture turistiche e la realtà che le circonda: ebbene questa cooperazione in quel campeggio, ed in molti altri che abbiamo frequentato, manca ed è un vero peccato, soprattutto per le casse di chi gestisce gli spacci e di chi opera nelle vicinanze.
Trascorriamo nel campeggio di Catania due pessime notti a causa della musica assordante di una discoteca che si trova a poche decine di metri da dove ci hanno fatto parcheggiare; quando andiamo a protestare, ci rendiamo conto di come le nostre parole non vengano prese in considerazione.
Un brutto biglietto da visita per Catania che comunque merita di essere visitata, utilizzando i mezzi pubblici la cui fermata è a poche decine di metri dall’ingresso del campeggio.

SIRACUSA, NOTO E IL RAGUSANO

Lasciamo Catania con l’amaro in bocca per il trattamento non propriamente soddisfacente ricevuto al Villaggio Turistico Europeo e raggiungiamo Siracusa.
Facile parcheggiare, sia di fronte alla zona archeologica, sia in pieno centro, proprio di fronte alle poste centrali: la città merita una visita approfondita, è veramente bella.
I sentimenti romantici si ridestano alla Fonte Aretusa, ma anche il Palazzo Municipale, oltre al Duomo ed al mercato meritano qualcosa di più di un semplice sguardo.
Il Campeggio Fontane Bianche, che si trova nell’omonima località rivierasca, riscatta quello di Catania. E’ ombreggiato, dotato di spiaggia privata e di uno spaccio non grosso, ma fornito: è persino possibile trovare del vino fresco locale.
E’ la prima volta, da quando siamo in Sicilia che, in campeggio, riesce l’impresa di chiedere ed ottenere del vino fresco prodotto nell’isola.
Troviamo pure formaggi e dolci, oltre ad un ottimo ristorante, attiguo al camping nel quale consumiamo una splendida, abbondante e per nulla costosa cena a base di pesce. Anche il bagno di mare si rileva eccellente, l’acqua è cristallina e la sua temperatura più che accettabile.
Ripartiamo il mattino seguente alla volta di Noto: il barocco siciliano trova la sua esaltazione in questa cittadina sfortunatamente colpita dal terremoto, ma i tanti cantieri lasciano sperare in un pronto restauro.
Voliamo a Pozzallo ove sostiamo nell’area attrezzata per camper che si trova a levante della cittadina. Si tratta di una struttura ordinata, ombreggiata e posta direttamente sul mare, non molto distante dal centro che si può raggiungere pedalando per pochi minuti.
Gli antichi greci attribuivano al fato un’enorme importanza, ed avevano assolutamente ragione.
Ce ne andiamo da Pozzallo per cercare un camping che ci consenta di essere utilizzato come base per brevi spostamenti e vaghiamo senza meta.
Abbiamo a disposizione molte strutture, decidiamo di entrare all’Eurocamping di Punta Braccetto, il comune è Santa Croce di Camerina (RG) e questa volta il nostro fiuto non ci tradisce.
Veniamo accolti con estrema cortesia e tocchiamo con mano quella sinergia che cerchiamo da quando siamo sbarcati.
Ci inondano di depliant, di informazioni sulla zona, di numeri telefonici di cooperative che si occupano di accompagnare i turisti a visitare i principali centri ed anche a conoscere i prodotti enogastronomici delle masserie vicine e delle strutture agrituristiche. Insomma entriamo per un breve soggiorno e vi restiamo quattro giorni assolutamente pieni e gradevoli.
Il mare è splendido e la spiaggia del camping consente anche lunghe passeggiate sulla sabbia. Nei vicini negozi si può fare la spesa: ci imbattiamo perfino in una coppia di sposi che hanno deciso di immortalare il loro "gran giorno" con i piedi a mollo in riva al mare.
Ragusa e la vecchia Ibla sono interessanti e soprattutto è da applaudire l’iniziativa di inviare in ogni chiesa ed in ogni luogo di un certo interesse dei ragazzi che gratuitamente si offrono di dare esaurienti spiegazioni.
Insomma più che nel capoluogo di provincia più meridionale d’Italia, sembra di essere ben oltre le Alpi dove questi servizi (però a pagamento) sono all’ordine del giorno.
Ci rechiamo pure a Caltagirone e Piazza Armerina, sempre utilizzando l’Eurocamping di Punta Braccetto come punto di riferimento, a sera un salutare bagno di mare aiuta a riprenderci dal caldo che in certe ore supera i 50 gradi (il "Polase", l’integratore salino che ci aiuta in questi frangenti si rivela un compagno di viaggio importante quanto collaudato).


(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N. 52 -- 4/99)

DA AGRIGENTO A TRISCINA: DALLE STELLE ALLE…

Attraversata la caotica Gela, giungiamo in un battibaleno ad Agrigento: il parcheggio prospiciente l’area architettonica è ampio e consente, grazie anche ad un efficiente servizio, di ottenere molte utili informazioni.
La Valle dei Templi è splendida ed è possibile visitarla in assoluta tranquillità: certo, rispetto ad altri parchi, balza agli occhi la quasi assenza di strutture commerciali, molto è lasciato al caso, esistono alcune bancarelle e nulla di più.
Non per fare paragoni, ma Delfi in Grecia e perfino il Vallo di Adriano in Gran Bretagna dovrebbero insegnare qualche cosa, eppure…
Sostiamo per un bagno di mare, quanto mai necessario, a Lido Rossello e poi giungiamo ad Eraclea Minoa. Anche qui gli scavi sono eccezionali, ma manca tutto, persino un negozietto che venda un poco di acqua minerale, eppure il teatro e le abitazioni della colonia spartana meritano una sosta.
Guardando verso il basso si scorge una costa eccezionale protetta da una pineta che assicura frescura e tranquillità.
Ci dirigiamo verso il Camping " Eraclea Minoa Village" e, appena entrati, ci rendiamo conto che la nostra scelta non poteva essere migliore.
Senza dubbio questa struttura è la migliore di quelle che abbiamo frequentato in Sicilia: non solo per la pineta o per la sua spiaggia e nemmeno per la possibilità di effettuare delle maschere di argilla.
Quando pensavo alla sinergia ed alla necessita di creare osmosi tra strutture turistiche e realtà esterna, forse pensavo, inconsciamente, proprio a questo camping.
Lo spaccio non è molto grande, ma vi si trovano in vendita quasi essenzialmente prodotti siciliani di prima qualità: vini, formaggi, dolci ad un prezzo del tutto accettabile.
Persino il servizio di gastronomia propone prodotti locali con un’ampia scelta ed una buona qualità. Annessi al camping vi sono pure un ristorante ed una pizzeria: il menù propone piatti tipici locali, il servizio è perfetto ed il costo assolutamente accettabile.
Dopo cena, inoltre, siamo costretti ad indossare una maglietta, in pineta la temperatura si abbassa e questo fa assolutamente piacere.
Un vero, piccolo angolo di sogno.
Il mattino dopo siamo di nuovo in marcia alla volta di Sciacca: la cittadina è interessante e l’attenzione è attratta dalle molte botteghe artigianali che provvedono alla conservazione del pesce.
I titolari della ditta Agostino Recca sono gentilissimi e consentono a tutti i turisti di visitare il laboratorio dove numerose donne che indossano grembiuli blu sono intente alla lavorazione delle sardine.
Lasciamo la provincia di Agrigento ed entriamo in quella di Trapani, prima meta Selinunte. Anche qui gli scavi sono eccezionali ed il costo di accesso contenuto: fa molto caldo, ma i templi e l’acropoli meritano il sacrificio di parecchi passi percorsi sotto il sole, anche perché il paesaggio è da cartolina, anzi… da fotografia.
Quando frequentavo il liceo, mi insegnavano che troppa felicità produce "ubris", violenza; credo che gli antichi greci avessero ragione.
La zona è talmente bella ed il ricordo della sera prima ancora vivo che, senza pensarci due volte, ci dirigiamo nel primo campeggio della zona che ci capita, l’Helios di Triscina.
L’accesso è disastroso: rami bassi e non potati mettono a repentaglio le fiancate e le finestre dei nostri mezzi. Ci fanno entrare da un portone secondario, ma l’aspetto del campeggio non è dei più esaltanti.
Giungono altri equipaggi di Roma che, forse di bocca meno buona, dopo poche ore, ed una bella litigata con il titolare che non voleva ammettere come i servizi non fossero proprio eccellenti (è un eufemismo), decidono che è meglio sostare da qualche altra parte, anche in una piazza e se ne vanno.
La sorpresa peggiore è al momento di pagare il conto: l’Azienda Autonoma Provinciale per l’Incremento Turistico di Trapani (sic!) ha fatto stampare una "guida all’ospitalità" eccellente e completa che riporta anche le tariffe da applicare nei campeggi. Noi siamo in tre, non abbiamo potuto effettuare l’attacco luce perché la colonnina della piazzola era ancora in disuso, avremmo dovuto spendere 21.500 lire, il gestore ci presenta un conto di £. 34.000 (ricevuta numero 1/98 in data 8 luglio 1998).
Alle nostre rimostranze dichiara che la Provincia si è sbagliata, che non ha ancora potuto pubblicizzare le tariffe, che abbiamo effettuato delle docce.
Non faccio grane (siamo in ferie e poi voglio mettermi sempre nei panni del povero turista indifeso), dalla moglie mi prendo dello "sbirro" e poi, quasi per giustificarsi, cerca di mostrami delle cartelle cliniche.
L’amaro in bocca non è tanto per le 12.500 lire in più, quanto perché atteggiamenti come questi rischiano di compromettere l’immagine e gli sforzi di chi cerca di lanciare il turismo in zone non proprio strategiche. Lo dico a muso duro al titolare, il quale non batte ciglio: pensando agli sforzi che da anni stiamo compiendo in questo settore, mi viene voglia di telefonare ai Carabinieri, mi limiterò solo ad informare l’Azienda Turistica tramite un gentile funzionario di Mazara del Vallo, oltre a scrivere queste righe che mi auguro siano lette da chi può impedire che certi fatti debbano ripetersi.

IL TRAPANESE

Triscina a parte, la provincia di Trapani è assolutamente eccezionale e, per molti versi, presenta delle sorprese quanto mai gradite al turista in cerca di emozioni e di cultura.
Mazara del Vallo è una splendida cittadina che si può egregiamente visitare utilizzando la bicicletta, dopo aver parcheggiato il camper al porto, in zona assolutamente centrale.
Marsala merita che vengano spese tutte le lodi possibili. L’accoglienza, nell’area di sosta nei pressi del museo della Nave Punica è sorprendente: vi è una roulotte che offre ai turisti una valanga di informazioni con cortesia e celerità. Visitando il museo abbiamo l’occasione di conoscere il cavalier Angelo Vita, presidente della Pro loco, che gratis (anzi richiedendo un applauso) fornisce interessanti informazioni, conduce gruppi nel vicino antro della Sibilla, aiuta a scoprire le parti più interessanti della sua città.
Un’opera meritoria che aiuta ad incrementare la presenza turistica ed anche ad elevarne il livello.
A sera sostiamo a Petrosino, presso il Camping Biscione, una struttura nuova, ricca di verde, non lontana da un mare perennemente agitato e dotata di un validissimo ristorante.
Peccato che l’acqua non sia potabile, ma insomma non si può avere tutto e poi il campeggio è veramente bello e gli addetti molto gentili e disponibili.
La strada che conduce da Marsala a Trapani costeggia le saline: visitarne il museo, conoscere i segreti di chi opera in questo settore, acquistare (che bella idea proporla!) la video cassetta e pacchi di sale costituiscono veramente un piacere.
Peccato che sul far del mezzogiorno l’equipaggio che ci accompagna in questo viaggio sia vittima di un tamponamento: nulla di grave, ma il camionista pur assumendosi ogni responsabilità non vuole firmare il modello di constatazione.
Cerchiamo aiuto telefonando al 112 illustrando il problema, ma il centralinista, prima che la linea cada (!) e dopo aver specificato che siamo dei turisti ed abbiamo dei problemi, chiede se vi siano dei feriti, alla risposta negativa mi dice di non poter intervenire. Per fortuna che giunge un poliziotto che se ne stava tornando a casa che si offre di verificare i documenti dell’autista e, utilizzando il telefonino, si accerta con il suo ufficio della loro validità.
Visitiamo Trapani, anche se ancora scossi per il fattaccio accadutoci, e poi ci rechiamo ad Erice: il clima è cambiato, fa fresco, si sta bene, la calura della costa è solo più un ricordo.
A sera giungiamo a San Vito lo Capo, dove sostiamo all’International Camping Soleado. Il campeggio è enorme ed è dotato di tutte le strutture necessarie, dal bar allo spaccio, dal ristorante al camper service e le docce sono gratuite.
Rispetto alle altre strutture che fino ad ora ci hanno ospitato è pressoché esaurito: le presenze sono quasi tutte di siciliani, di turisti "continentali" se ne vedono ancora pochini.
La cittadina, una tra le stazioni turistiche più conosciute della Sicilia, è bella e l’escursione alla riserva naturale dello Zingaro offre l’emozione di scoprire luoghi di una eccezionale bellezza. Il bagno in una caletta lo ricorderemo a lungo, i colori, dal verde al cobalto, sono talmente belli che scattiamo quasi un intero rollino.
A sera giungiamo a Balestrate: fa molto caldo e noi cerchiamo un poco di refrigerio e di pace. Purtroppo finiamo in un campeggio, il Beach Club nel quale usa fare animazione fino alle ore piccole (leggasi le 2 o le 3 di notte). La tentazione sarebbe quella di mettere in moto ed andarcene, ci limitiamo a trascorrere una notte quasi del tutto insonne e (vendetta!), alle 7 del mattino svegliamo il titolare perché compili la ricevuta fiscale (la numero 4 del 98 ) per poi partire.
L’addio al trapanese lo diamo visitando gli scavi di Segesta e pranzando a Catalafimi, nell’area che ospita il sacrario che ricorda la prima battaglia combattuta da Garibaldi dopo lo sbarco.

IL PALERMITANO

Nel tardo pomeriggio entriamo nel Camping Santarosa di Capo d’Orlando.
La struttura che ci ospita è alquanto isolata rispetto al centro, al punto che è sconsigliabile persino l’utilizzo della bicicletta; é servita comunque da bus e si trova vicino ad uno splendido mare. E’ ombreggiata, fornita di piscina, dotata di ristorante e di pizzeria, nonché di un piccolo spaccio.
Sicuramente più che accettabile, anche per la gentilezza e la disponibilità dei gestori che offrono maree di informazioni, complete quanto soddisfacenti.
Anche i servizi sono puliti e l’animazione viene svolta in "area a parte", così da evitare di recare disturbo agli equipaggi.
Un camping che riesce a riconciliare il riposo e denota un notevole senso di rispetto nei confronti degli ospiti.
Il mattino presto siamo nuovamente in movimento, alla volta di Cefalù.
La località turistica della costa palermitana è veramente bella, ci concediamo una disintossicante passeggiata nel centro storico, visitiamo la basilica ed assistiamo ad un matrimonio, ci bagniamo sulla spiaggia proprio di fronte ai nostri camper che sostano in un comodo parcheggio a pagamento e, per il pranzo, ci spostiamo al vicino nuovo porticciolo.
Miracolo! Scendono alcune goccioline di pioggia, che ci godiamo senza alzarci dalla sedia, ma in pochi muniti torna il sol leone: la Sicilia proprio non si smentisce.
Siamo ormai alle porte di Palermo, attraversiamo Isola delle Femmine e giungiamo a Sferracavallo, dove siamo ospiti del Camping Trinacria.
La struttura è più che dignitosa, posta sul mare, estremamente comoda per quanto concerne le fermate dei bus che conducono al Capoluogo della Regione, a Mondello ed a Monreale. Priva di spaccio, si trova non lontana dal sobborgo palermitano dove vi sono negozi e piccoli market.
Il Camping è prospiciente il mare, un lido pieno di scogli che invita al bagno, anche se vi sono preoccupanti cartelli che vietano la balneazione.
Visitare Palermo non rappresenta solo una meta doverosa per chi effettua il tour della Sicilia: la città, più volte ferita e violata, è di una vivacità eccezionale, interessante quanto caotica, il grado comunque di offrire un riassunto completo dell’isola che abbiamo visitato.
Il motivo per il quale è preferibile giungere nella città più importante sempre al termine di ogni viaggio è proprio questo: per potervi approdare avendo già cercato di comprendere la realtà dei singoli paesi, ben sapendo che le capitali ne sono la sintesi, ma anche l’esaltazione più della parte peggiore che di quella migliore.
Questo con ovvie eccezioni: Edimburgo su tutte, come anche Oslo, ma siamo a latitudini diverse.
Palermo è comunque una città interessante: la visitiamo nella sua parte monumentale, ma non disdegniamo, come è nella nostra abitudine, di frequentarne i quartieri più pittoreschi, quelli nei quali si riesce a tastare il polso del reale situazione. Sono i mercati rionali, le strette strade del centro storico, le periferie, le parti di una città che non debbono assolutamente essere dimenticate, se non ci si vuole limitare al tour da viaggio organizzato, quello, in parole povere, che della Sicilia ti dà un’immagine poco completa, limitandosi a farti vedere Taormina, Agrigento, San Vito Lo Capo, le cattedrali di Palermo e le isole Eolie.
Noi questi tipi di tour li disdegniamo, altrimenti invece che con il camper viaggeremmo con l’aereo e ci affideremmo a qualche agenzia di viaggio per pianificare le vacanze.
Rimaniamo delusi dalla spiaggia di Mondello, non tanto per l’affollamento, quanto perché la pensavamo pulita: la riva invece è un ricettacolo di bucce di anguria, plastica ed altri rifiuti. Alcuni ragazzi con indosso magliette del comune si danno parecchio da fare, ma la battaglia sembra persa in partenza.
Eccezionale Monreale, così bella e ricca, qui il turismo è fenomeno di massa, ce ne rendiamo facilmente conto dal numero di bancarelle e dalle strutture turistiche esistenti.

MILAZZO E LE ISOLE EOLIE

Usciamo dal Camping Trinacria di prima mattina e, dopo aver attraversato una sonnacchiosa, ma già caotica Palermo, facciamo tappa a Patti ed al Santuario di Tindari che offre uno splendido panorama.
Dopo la visita alla basilica (il parcheggio è ampio e comodo, sia quello superiore, sia quello posto qualche centinaio di metri prima) ci concediamo un favoloso bagno in uno degli scorci più belli della Sicilia, poi… di nuovo in marcia.
Milazzo rappresenta la nostra ultima tappa in terra siciliana: è l’imbarco naturale per le isole Eolie.
Il punto di sosta più comodo per chi voglia effettuare delle escursioni alle isole, è l’area attrezzata denominata "Garage delle Isole". Si trova a poche centinaia di metri dal centro ed i titolari assicurano un comodo servizio navetta, compreso nel prezzo.
La struttura, dotata di docce calde e pozzetto di scarico, è inoltre attigua ad un grosso e fornitissimo supermercato: una comodità in più, quanto mai apprezzata.
La visita alle isole di Vulcano e Lipari, con le immersioni nel fango e nell’acqua di mare nella prima, e con la visita ad uno splendido quanto completo museo, nella seconda sono interessanti e coinvolgenti.
E’ la stessa Milazzo che merita più di un cenno: proprio sotto la Grotta del Ciclope (chiusa ed abbandonata), a pochi passi dal campo sportivo, vi è un ampio piazzale posto direttamente sulla spiaggia.
Ci fermiamo alcuni giorni, sostando la notte dell’area e trasferendoci di giorno in riva al mare per ritemprarci dalle fatiche del viaggio ed anche per concederci qualche ora di completo relax in riva ad un mare pulito, caldo e ricco di milioni di pietre dai diversi colori e dalle eccezionali striature.
Da Milazzo e Messina il tragitto è breve e lì ci attende il traghetto che ci riporta, dopo quasi un mese, sul continente.
Lasciamo la Sicilia con impressioni diverse, a volte contrastanti le une con le altre: in certi luoghi le strutture turistiche e l’organizzazione del tempo libero ci sono sembrati più che accettabili, praticamente al livello degli standard medi delle altre regioni italiane, in altre zone abbiamo invece avuto l’impressione che si debba ancora effettuare un percorso lungo e tortuoso.
Eppure il punto di arrivo è assolutamente chiaro: il turismo rappresenta per l’Isola la chiave per risolvere buona parte dei propri problemi. Il clima è eccezionale, i posti splendidi, le bellezze architettoniche impareggiabili.
Non è mai saggio effettuare paragoni, ma non ci siamo assolutamente trovati a disagio rispetto al tour della Grecia Classica.
Nel nostro viaggio nella più grande isola del Mediterraneo abbiamo conosciuto parecchie persone assolutamente interessate allo sviluppo del turismo ed alla crescita economica e culturale che esso comporta.
A queste persone, ai giovani di Ragusa come al Presidente della Pro Loco di Marsala credo non possa mancare il supporto di chi è convinto che il nostro Paese, non solo la Sicilia, debba abbracciare in modo serio e deciso la strada del forte e convinto sviluppo del turismo.
Unica soluzione a tanti problemi e chiave di volta di un’integrazione con le altre realtà europee ormai non più rinviabile nel tempo.

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