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di Maurizio Karra
(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.
69 7/2001)
L'arcipelago delle Eolie, fra gli invisibili confini del cielo e
del mare
Le chiamano "Le figlie del vento" o "Le sette sorelle"
o ancora "I Caraibi del Mediterraneo": sono le isole Eolie,
sagome confuse visibili an-che dall'autostrada Palermo-Messina tra
gli invisibili confini del cielo e del mare, come fossero un miraggio
o un eden perduto. Sembra che vi si respi-rino ancora i miti, le
leggende, gli incantesimi che Omero vi ambientò nell'Odissea,
allorquando nelle sue peregrinazioni Ulisse vi giunse vicino e riuscì
a non essere ammaliato dal magico canto delle sirene. E in effetti
an-cora oggi leggenda e storia, arte e natura sono tutte attrattive
dell'arcipelago, distante dalla Sicilia soltanto poco più
di un'ora di nave, almeno per quanto riguarda le isole più
vicine alla costa (Lipari, Vulcano e Salina). Oltre a queste tre,
sono altre quattro le isole abitate (Alicudi, Fili-cudi, Panarea
e Stromboli), circondate però da innumerevoli scogli e isolot-ti
minori a strapiombo sul mare.
Tutte le isole sono di origine vulcanica e si innalzano da una profon-dità
marina di circa 2.000 metri; ma niente paura: i crateri ancora attivi
so-no soltanto due, quello di Vulcano, che dopo l'ultima eruzione
del secolo scorso in realtà è in permanente fase di
solfatara, e quello di Stromboli, che invece è in continua
attività esplosiva. Per il resto, dal punto di vista am-bientale,
vi sono quelle brulle e selvagge e quelle ricoperte di vegetazione
lussureggiante, in una totale varietà di scala cromatica.
Anzi, in un certo senso a ogni isola sembrano intonarsi dei colori
precisi: il bianco della pie-tra pomice e il nero dell'ossidiana
a Lipari, il giallo e il rosso dello zolfo a Vulcano, il verde dei
boschi a Salina, il viola dell'erica ad Alicudi, il giallo delle
ginestre a Filicudi, il bianco calce a Panarea e il rosso del fuoco
a Stromboli; una tavolozza che si completa con i toni dal blu cobalto
al verde smeraldo del mare tutt'attorno, un mare solcato quasi sempre
dai venti che costituiscono a volte un problema per le partenze
e gli attracchi di traghetti e aliscafi, ma che possono tramutarsi
in un paradiso per i surfisti.
Lipari è l'isola più grande e "completa"
da un punto di vista turistico in quanto racchiude il miglior mix
di storia, arte e natura; ed è anche quella che fa da "cerniera"
tra il resto del mondo e le sue sorelle più piccole, gra-zie
al porto di maggiori dimensioni e all'eliporto. Sbarcare a Lipari
in una qualunque bella giornata al di fuori della stagione turistica
estiva significa trovare l'atmosfera più genuina che l'isola
sia in grado di offrire e che è possibile gustare a pieno
soltanto quando ai 10.000 cittadini residenti tutto l'anno non si
aggiungono le 50.000 presenze e oltre del mese di luglio e soprattutto
di agosto. Infatti, soltanto in un tranquillo periodo "fuori
stagio-ne" è possibile godersi in santa pace i mille
aspetti, dalle viuzze acciottolate del centro ai faraglioni che
emergono dal mare in solitudine alla cittadella.
La roccaforte del potere è sempre stata localizzata proprio
nella cit-tadella, che è anche una poderosa fortezza naturale
in grado di mostrare strato dopo strato i resti delle numerose dominazioni
subite nel corso dei millenni dall'isola. Nella sua visita sono
da non perdere la quattrocentesca Cattedrale di San Bartolomeo con
il pregevole chiostro; e il magnifico Mu-seo Eoliano, con la sezione
archeologica e quella naturalistica. Suggestivo al massimo è
il giro in barca attorno al perimetro dell'isola, durante il quale
è possibile scoprire angoli incantati come l'affascinante
Grotta degli Angeli o lo scoglio di ossidiana popolato dai gabbiani
o le cave di pomice che dal-le falde del monte Pelato scendono sino
al mare su una spiaggia bianchis-sima.
Una visita la merita senz'altro anche Vulcano: qui, secondo l'antica
mitologia greca, era situata la fucina degli dei per i quali Efeso,
l'antico nome greco del dio Vulcano, fabbricava le armi degli eroi
grazie all'aiuto dei Ciclopi. E l'odore della mitica fucina sembra
davvero respirarsi ancora a causa delle solfatare che, con grande
contrasto con il profumo della vege-tazione, si fanno strada fra
le acque delle spiagge di Levante e di Ponente, consentendo sia
bagni rilassanti che fanghi dalle proprietà terapeutiche.
Dal punto di vista naturalistico è assai interessante anche
Salina, si-tuata a nord rispetto a Lipari e a Vulcano, la seconda
per grandezza delle sette sorelle eoliane, che vanta ben tre centri
abitati nel suo territorio: Santa Marina di Salina, Leni e Malfa.
E' chiamata "Salina la verde" perché è l'unica
delle isole ad avere vene d'acqua che hanno permesso la nascita
di folte vegetazioni, a base di macchia mediterranea e di castagni
e pioppi. Il suo nome deriva dai romani e da un misterioso laghetto
colmo di sale; ma anche qui l'attività vulcanica non è
del tutto cessata, soprattutto nella zona di Pertuso, dove il terreno
è ancora riscaldato dai vapori.
Per un'escursione notturna, invece, non c'è di meglio che
una gita in barca a Stromboli, la più giovane delle isole
oltre che la più famosa fin dall'antichità per l'attività
vulcanica. Da un'altitudine di ben 924 metri i vapori bollenti e
le scorie luminose lanciati dal vulcano si incanalano nella Sciara
del Fuoco che giunge fino al mare, creando - dicono gli esperti
- gli scenari più suggestivi del mondo.
Consigli per una visita
I collegamenti
Le Eolie sono raggiungibili, mare permettendo, con collegamenti
giornalie-ri tutto l'anno da Milazzo con i traghetti della SI.RE.MAR.
(che trasporta-no anche veicoli) o con gli aliscafi della Siremar
e della Snav.
Dove dormire
Se si decide di lasciare i camper sulla terra ferma, effettuando
passaggi giornalieri a bordo degli aliscafi per le isole, si può
scegliere di pernottare a Milazzo presso l'area attrezzata "Garage
delle Isole", posta a 600 metri dall'imbarco dei traghetti,
in via San Paolino 66 (tel. 090.928.8585), colle-gata al porto con
un comodo bus navetta; o presso l'"Agricamping Park",
in Via Capo, che però è ad apertura solo stagionale
(tel. 090.928.2838).
Se invece si desidera portare con sé il camper o la roulotte
per un soggiorno di più giorni sulle isole, esistono tre
campeggi nell'arcipelago (aperti però solo in estate): a
Lipari il "Baia Unci", in località Canneto (tel.
090.981.1909); a Vulcano il "Togo Togo", in via Porto
di Ponente (tel. 090.985.2303), e il piccolo "Vulcanello",
nell'omonima località (tel. 090.985.2224). La sosta libera
è consentita a Lipari, Salina e Vulcano solo tra settembre
e giugno.
Dove mangiare
Qualche consiglio anche per il pranzo o la cena: l'ottima cucina
loca-le, che vede i principali ingredienti nel pesce e nei capperi,
può essere gu-stata a Lipari presso il ristorante "Salanitro",
piazza Marina Corta, e presso "Il Filippino", in Piazza
Municipio; per uno spuntino più veloce ed econo-mico ecco
il bar ristorante "Al pescatore", piazza Marina Corta,
che invo-glia anche per gli ottimi gelati. Se si è a Vulcano,
consigliamo il panorami-co ristorante "Belvedere", in
Via Reale 42. A Santa Marina di Salina, infi-ne, il "Portobello",
in Via Bianchi 1.
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