I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Parco della Giara, tra passato e presente"

di Piero Macario

(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N. 60 5/2000)
 Profuma di mirto, di fiori, di vita l’aria in questa parte della Sardegna a due passi da Cagliari su un altopiano che ti porta con la mente alle strade di montagna del Nord che s’inerpicano tra curve e dossi mentre l’ambiente muta, la natura cambia, la vegetazione si dirada.
Pensi di trovarti vicino alle Alpi, nel biellese o a Belluno e invece ti trovi in Sardegna: lo ricordano i nuraghi di Barumini laggiù,
in fondo, sulla pianura arsa dal sole, lo ricordano i tipici piatti di una gastronomia non ricercata, ma gustosa, che ha nel formaggio, nel “pecorino”, il proprio piatto forte.
E’ difficile sposare il virtuale col reale, la rappresentazione coreografica con la vita vissuta, gli usi e le tradizioni che resistono al tempo con quelle ad uso dei turisti. Qui, nella Jara, ci sono riusciti e l’impresa non è stata facile e, presumo, nemmeno indolore. Sull’altopiano tutto è vero: i cavallini selvatici che corrono indisturbati, gli animali di tutte le dimensioni che ti si parano davanti, ti scrutano incuriositi e per nulla intimoriti dall’uomo, i fiori, le piante, gli alberi con la loro storia, i loro profumi, i loro sapori. Profuma di pulito l’aria, non vi è traffico né intasamento, solo tanta pace: un silenzio rotto qua e là dal richiamo degli uccelli dai colori variopinti, mentre fresche sorgenti offrono possibilità di ristorarsi e di bagnarsi per resistere ad un sole che picchia implacabile. Dopo l’immersione nella natura, nel tempo immutato che da millenni si ripropone invariabile, soggetto solo al cambiare delle stagioni, scendi e ti trovi a Barumini: il monumento archeologico più importante della Sardegna, meta continua di visitatori provenienti da tutto il mondo. E’ come entrare nella macchina del tempo, percorrere a ritroso 3500 anni di storia, rivivere le gesta, le passioni, i dolori e le esaltazioni dei nostri simili che, agli albori della civiltà, popolavano questa zona. Visiti il labirinto, ti immergi nel nuraghe “ Su Nuraxe”, ammiri pozzi, cisterne e capanne, t’intrufoli in stretti cunicoli ricavati fra massi enormi. Tutto profuma di storia e ricorda un passato lontano. E’ sera quando giungi al Centro Servizi di Villasanta: l’area di sosta per camper è accogliente, gli addetti assolutamente gentili e disponibili, i piatti tipici della gastronomia locale ed i prodotti della terra sono a tua disposizione, così come lo è il caseificio che produce il pecorino. Artigianato e relax, mentre iniziano le musiche che ripropongono l’antica tradizione sarda. Entri in uno spazio virtuale, ti rilassi, gusti un bicchierino di mirto gelato o sorseggi una birra Icnusa in un ambiente studiato per dare pace e serenità. Tutto intorno una serie di murales realizzati da artisti contemporanei riproducono scene di vita tradizionale: pochi chilometri oltre Vallanovaforru col museo archeologico, Sardegna in miniatura e Sanluri col suo splendido castello: tutta l’isola a portata di mano, mentre su un piatto fa capolino una gustosissima Piazza ai Quattro Mori. < Domani è un altro giorno, ci attendono bagni, sole, mare, spazi incontaminati del Sud della Sardegna, li gusteremo ancora di più… >
Parco della Giara


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