Parte2
Dopo le notizie sul luogo del raduno, del precedente articolo,
proporrei qualche informazione, che per brevità saranno
inevitabilmente stringate, e sulle tre “escursioni guidate”
in modo del tutto indipendente dall’ordine in cui, poi
a settembre, andremo a farle.
Lecce
Questa città, che conta attualmente circa 90 mila abitanti,
é conosciuta per le costruzioni, di esuberante stile
barocco, del periodo d’influsso spagnolo, tra il XVI e
il XVIII secolo, tanto da essere definita la “Firenze
del barocco”. Possiede però altri monumenti importanti
che la caratterizzano anche nei periodi storici Svevo e Normanno,
sino a quello Romano e precedente. Lecce, antica città
messapica Sybar, si oppose con successo all’espansione
di Taranto. In seguito, dopo la conquista romana, nel III sec.
a.C., divenne Lupiae. Il nucleo abitativo fu spostato a circa
3 km verso nord-est ed il nome cambiò in Licea (o Litium).
A parte il cenno di storia, che poi sarà compito della
guida esporre, credo che ciò che importa, per la nostra
visita, siano i luoghi e le atmosfere che si vivono passeggiando
per la città. Il centro, in parte zona pedonale, è
ricco di monumenti e palazzi che, nella particolare luce del
Salento, assumono i colori caldi della “pietra leccese”
di cui sono fatti. Questa pietra tufacea, dagli artisti modellata
facilmente, all’estrazione è quasi bianca ma con
l’esposizione prolungata al sole assume una colorazione
dorata che caratterizza la ricchezza del “barocco leccese”.
Partendo da Piazza S. Oronzo troviamo una serie di monumenti
di varie epoche: l’Anfiteatro Romano, di periodo Augusteo
(I sec. d.C.); il Monumento a Quinto Ennio, poeta latino; la
Statua di S.Oronzo, al centro della piazza; poi il Palazzo del
Seggio (o Sedile) particolare costruzione barocca del 1592.
Lasciando la piazza S. Oronzo, lungo le belle strade lastricate,
brevi itinerari, ci portano a visitare, il Castello (1539-49)
oppure, in altra direzione, S. Croce, chiesa capolavoro del
“barocco leccese”, che con il Palazzo del Governo
(ex Convento dei Celestini) forma una facciata fastosa ed armoniosa.
Ma inevitabilmente il camminare affatica e con l’aggravante
dell’arsura, la temperatura a settembre può essere
molto alta, porterà a fermarsi in quelle minuscole piazzette-slarghi
dove, ristoratori attenti, hanno posto tavoli e sedie, talvolta
con eleganza, all’ombra di palazzi maestosi dai cui lati
si dipanano vicoli misteriosi. Bene allora un po’ di relax,
per una buona bibita, per gustarsi un gelato artigianale (gli
speciali spumoni, o le ottime cassate, oltre che il gelato sfuso
al croccante od altri stimolanti gusti. Continuando poi: Piazza
del Duomo dove, il Palazzo Vescovile (1420-28), il Palazzo del
Seminario (1694-1709) ed il grandioso campanile (1661-82), alto
più di 68 mt., formano un raro esempio di piazza ad unico
ingresso-uscita. I palazzi barocchi, le altre chiese, il Teatro
Romano (stesso periodo dell’Anfiteatro), il Museo Provinciale
ed altro, sono di interesse notevole ma tutto è soggetto
alle possibilità e volontà di movimento di ognuno.
Comunque non si può fare a meno di entrare nelle botteghe
dei maestri delle statue in cartapesta (tradizionale attività
dell’artigianato locale particolari le statuine per il
presepio), oppure in quelle della pietra leccese lavorata nelle
più disparate forme e dimensioni, ovvero in quelle della
ceramica. Dimenticavo! Per una colazione saporita e fragrante
non tralasciare le pasticcerie (i pasticciotti, gli africani–speciali
meringhe, le ottime paste alla mandorla, ecc..,ecc..); questo
vale anche per Otranto e Gallipoli ed in genere per tutti i
paesi del Salento. Il poco spazio obbliga ad essere sintetici
quindi lasciamo Lecce, ma nel ritornare al Camper sosta - Hotel
Solara , visitiamo brevemente Galatina - grosso centro ( 28.000
ab.) distante circa 14 km, dove oltre agli interessanti palazzi
barocchi esiste un raro esempio di chiesa romanico-gotica (XIV
sec.) dedicata a S. Caterina d’Alessandria, il cui interno
è completamente affrescato ed è paragonata, per
l’importanza degli affreschi, alla Basilica di S. Francesco
in Assisi. Anche qui lascio alla guida, l’esposizione
artistico-storica, permettendomi il suggerimento di parlare
anche del fenomeno antichissimo delle “tarantate”
e del rapporto privilegiato della città con San Paolo
e San Pietro al quale è dedicata la “Chiesa Madre”.
Otranto
Dal luogo di sosta, la distanza (10 km.) è veramente
poca per raggiungere la città (5.546 ab.). Viaggiando
lungo la costa ed attraversando il Parco dei Laghi della Alimini,
immersi in una fitta vegetazione mediterranea ed alberi d’alto
fusto, improvvisi scorci fanno intravedere il mare, le bianche
spiagge e le strutture turistiche, che per fortuna non sono
troppo invadenti. E’ difficile passare oltre senza fermarsi
(anzi: ai camperisti provvisti di bicicletta suggerisco, in
altre date, un paio di pedalate di qualche ora per un’interessante
visita sia intorno ai 2 laghetti Alimini che alla vicina e misteriosa
baia del Casino dei turchi). Geograficamente siamo nel punto
più orientale d’Italia, situato sulla parte adriatica
del Salento. In pochi minuti di viaggio quindi ci siamo. Otranto,
fondata nel periodo della Magna Grecia, forse da una colonia
proveniente da Creta, venne conquistata da Roma assumendo il
nome di Hydruntum (dal piccolo fiume Idro che sfocia nel porto)
e da questo il nome degli abitanti: Idruntini. E’ divenuta
una meta turistica ambita e di grande fascino, per le strutture,
ma evidentemente grazie al mare di trasparenza e colori inimitabili
ed alle spiagge con alle spalle la macchia mediterranea che
le lambisce (tanto da meritare la Bandiera Blu Europea). All’arrivo
in città si può parcheggiare sotto le mura, esistendo
un grande parcheggio, custodito e con prezzi accessibili (lo
dico per eventuali altre visite). Da qui l’itinerario
più pratico ci porta al Castello Aragonese (1495-98 ),
fatto costruire da Ferdinando d’Aragona, sulle cui possenti
mura si passeggia in uno scenario unico bellissimo dove si possono
ammirare la città, da una parte, il porto dall’altra
e al centro la struttura del castello. Alla parte vecchia si
può accedere sia direttamente dal castello attraverso
le Mura Normanne (XI-XII sec.) che dal bel lungomare tramite
l’imponente Porta Alfonsina (XVsec.), così detta
in memoria di Alfonso d’Aragona. Il centro storico è
veramente bello con le sue stradine in leggera salita, pulite
e lastricate, su cui prosperano botteghe di ogni genere che
pur essendo prettamente per turisti (il turismo è la
maggiore voce del bilancio della città) non perdono il
loro spirito artigianale esponendo oggetti interessanti e coloratissimi.
Otranto è stata una delle città più martoriate
dalle invasioni dei turchi tanto da essere decimata durante
la guerra (1480) tra Venezia e la flotta turca di Maometto II.
L’architettura presenta ancor oggi, in alcune costruzioni,
lo stile moresco ed in certi punti sono ancora incastonate palle
di cannone che i turchi vi lasciarono. Tragica infatti la storia
degli 800 Martiri trucidati dai turchi; ciò determinò
poi la fortificazione della città. Si sale ancora per
le stradine, tra scorci e belvedere che assicurano incantevoli
viste, sino alla Cattedrale del XII sec. che è di strada
e merita una visita attenta essendo un esempio d’arte
bizantina in Italia (in specie il grandioso pavimento a mosaico
e l’estesa cripta, con più di 42 colonne di marmi
diversi). Passeggiando-passeggiando poi la piccola chiesa di
S.Pietro (X-XI sec.), forse l’antica cattedrale bizantina.
Credo faccia piacere ripetere: per chi a metà mattina
vorrà fermarsi a rifocillarsi , perché fa caldo
o per altro, che un pasticciotto con cappuccino oppure uno spumone
o una cassata ovvero una bibita dissetante, fa benissimo. Se
poi all’ora di pranzo, l’irresistibile fragranza
delle fritture di paranza, calamari e gamberi, polpo alla pignata,
ecc.. ecc.., attanagliano i vostri sensi, beh allora credo ci
sarà tempo, per chi vuole, di approfittarne! Dopo un
po’ di riposo nei giardini del lungomare risaliamo in
pullman e seguiamo la bellissima costa verso sud. Cito soltanto
alcune località vicine che si potrebbero raggiungere
in poco tempo: Capo d’Otranto, Porto Badisco, S. Cesarea
Terme, Castro Marina-Grotta Zinzulusa. Forse sono andato troppo
oltre e lascio all’organizzazione il resto.
Gallipoli
Kalé Polis = Città Bella é definita anche
“Perla dello Ionio”; fu anch’essa città
della Magna Grecia e prima messapica con il nome di Anxa, secondo
la testimonianza di Plinio e dunque poi municipio romano Callipolis.
E’ situata in una posizione strategica, eretta su di un
promontorio (12 mt.) di un’isola che si protende verso
il mare. L’antico borgo fu fortificato con possenti mura
ed un Castello dai Normanni. Successive fortificazioni, del
XIII sec. (Carlo I d’Angiò) e del XV-XVI sec. (contro
le invasioni turche), le danno l’attuale aspetto (foto
a lato). Collegata alla costa tramite un basso Ponte (XVII sec.)
con sette arcate, è localizzata tra Taranto e S. Maria
di Leuca e dista una cinquantina di km. dal Punto Sosta-Hotel
Solara (Otranto), attraversando letteralmente il tacco d’Italia.
L’attuale Gallipoli si presenta come una città
di circa 20 mila ab. il cui moderno sviluppo si ha fuori dal
vecchio nucleo abitativo; direi fortunatamente. Infatti questo
le permette di mantenere un aspetto un po’ orientale,
a causa delle loggette e balconi di alcuni palazzi, ed al fascinoso
dedalo di piccole strade, agli ombrosi slarghi , al barocco
dei palazzi baronali ed agli scorci sul porto e su di un mare
dai colori cangianti tra il verde, il turchese e l’intenso
blu. La “riviera” è la stupenda passeggiata
che in 1.5 km abbraccia il borgo permettendo la visione complessiva
(a 360°) intorno ad esso; dal Castello al porticciolo; dalla
Cattedrale (XVII sec.) alla bianca spiaggia sotto le mura; dalla
darsena all’Isola di S. Andrea ed il suo faro; dalla chiesa
della Purità al Panorama sulla città nuova. Uscendo
dalla “ riviera”, prima della discesa sul ponte,
a destra una caratteristica area coperta adibita all’esposizione
di artigianato locale; a sinistra le scalette che portano al
pittoresco e famoso mercato del pesce, dove è ancora
possibile assaporare a crudo una grande varietà di “frutti
di mare”, i calamari, i gamberi e soprattutto i ricci
di mare ed osservare, se sarete fortunati, i sapienti ad antichi
gesti di vecchi pescatori. Dopo il ponte seicentesco, sulla
destra e purtroppo all’ombra di un bruttissimo palazzo
(vergogna per chi lo ha fatto edificare!), la Fontana greca,
forse la più antica d’Italia ed a seguire la chiesetta,
cara ai pescatori, di S. Maria del Canneto del XVIII sec. Dopo
questo, visitare la parte nuova della città è
meno interessante se non per chi, in cerca di sapori locali,
s’imbatte nei profumi di invitanti piatti a base di pesce
e di un buon bicchiere degli ottimi vini del salento (primitivo,
negroamaro, malvasia, i rosati, ecc.ecc..). Il programma continua
con la visita ad una delle località costiere verso sud
sino a S. Maria di Leuca, per poi risalire la costa ritornando
all’area di sosta. Incontriamo, la sabbiosa e bianchissima
Baia Verde, le varie torri: Torre Pizzo - Torre Suda - Torre
S. Giovanni (vicino c’è Riva di Ugento, ed il bellissimo
campeggio a 4 stelle), Torre Mozza – Torre Pali - Torre
Vado – Torre S. Gregorio; tutte torri d’avvistamento
contro le invasioni dei Turchi, alcune ancora in ottimo stato.
Poi, S. Maria di Leuca , con il suo Santuario che domina, dall’alto
di una collina, la cittadina e il congiungimento dei mari Adriatico
e Ionio.
Proseguendo e risalendo la costa, le marine: Marina di Novaglie
e l’alto ponte sullo splendido porticciolo - Marina Serra
e la stupenda spiaggia dorata - Marina Porto – Tricase
Porto, caratteristica località balneare – Marina
di Andranno e la Grotta Verde – Marina Marittima e la
baia Acqua Viva – Castro e le sue grotte Zinzulusa e Romanelli
– Santa Cesarea Terme le terme ed i palazzi moreschi –
Porto Badisco e la grotta dei Cervi. Bene, quindi ci siamo ecco
Otranto, immagino un po’ stanchi, ma dopo un piccolo riposo
e rifocillo pronti alle danze!