I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Tour delle tre regioni - Puglia - Basilicata - Calabria"

di Luigi e Elisabetta Grazia


La PUGLIA
comprende il territorio tra il Fortore ed i mari Adriatico e Jonio, sino all’estremità sud-orientale dell’Italia.Nettamente distinta dalle regioni confinanti, presenta caratteristiche fisiche ed una costituzione geologica con netto predominio dei calcari.
Vi prevalgono forme piatte o scarsamente accidentate; estese pianure quali il Tavoliere e la Penisola Salentina.
Rilievi terrazzati, altri con minori elevazioni e con il massimo del Monte Calvo metri 1056.
Caratteristica è la scarsità delle acque superficiali.
Il Gargano ed il Tavoliere costituiscono il classico giro attraverso queste zone, pittoreschi angoli del nostro paese, ora scoperto anche dal turismo di massa, per la varietà e bellezza dei suoi paesaggi, marini, foreste, candidi villaggi tipicamente mediterranei dove troviamo importanti centri d’arte come Foggia, raggiungibile da ampie strade che attraversano il Tavoliere, qui dolcemente ondulato sino a Manfredonia affacciata sull’aperto golfo dove si può iniziare il giro del promontorio montuoso con una strada panoramica che corre sovente in cornice lungo gli speroni scendenti al mare, un susseguirsi di pinete, di brevi vallette coltivate e spiaggette incastonate fra dirupanti rocce.
Ci dirigiamo quindi verso Bari nell’immediato entroterra, una delle più floride zone della Puglia, scorgeremo una dopo l’altra prospere cittadine e notevoli centri d’arte nobilitati da splendide cattedrali. Da Bari a Barletta si corre lungo la piatta costiera, fra coltivazioni orticole, oliveti e vigneti toccando le antiche cittadine rivierasche.Arrivati in quest’ultima località visiteremo la cantina della famosa disfida. Il romanzo dedicato da Massimo D’Azeglio al condottiero, Ettore Fieramosca si sarebbe gettato in mare con il suo cavallo dalle rupi di Punta Rossa, presso Mattinata, dopo la disfida di Barletta del 1503. L’episodio è sovente raffigurato nelle stampe popolari pugliesi. In realtà Fieramosca morì a Valladolid nel 1515.
Proseguiamo nella visita sino alla Chiesa del Santo Sepolcro affiancata dal Colosso.
Vale la pena di ricordare la leggenda: Il Colosso, la gigantesca statua dell’Imperatore Onorio, sarebbe quella di un certo Eraclio, un omone alto e grosso, che riuscì a sgominare da solo un esercito che minacciava di assalire la città. Ciò non con la sua poderosa forza ma con uno stratagemma. Si fece trovare solo ed in lacrime fuori dalle mura ed ai nemici che lo interrogavano, disse di essere stato cacciato perché troppo mingherlino ed inadatto alla difesa. Gli avversi arguendo che i suoi concittadini fossero di proporzioni ancor più gigantesche, preferirono rinunciare all’attacco. La statua del Colosso mancò per molto tempo delle gambe e delle braccia, fuse dai Domenicani nel ‘300 per farne le campane di una chiesa di Manfredonia.
Dopo Canosa inizia il semideserto paesaggio delle Murge (scure groppe argillose), oliveti, vigneti e radi boschetti , qua e là affiorano biancastre rocce calcaree. Per veloci strade interne ci portiamo all’isolato e poderoso Castel del Monte, toccando successivamente i grossi abitati di Ruvo e Bitonto. Siamo ormai in un territorio dove noteremo i candidi abitati di Palo del Colle,Bitetto e Modugno.
Proseguiamo verso la particolare e pittoresca Murgia dei Trulli a cui segue , altrettanto caratteristica, la terra di Fasano e di Ostuni.
In zona troviamo le magnifiche e grandiose grotte di Castellana. Se ci dirigiamo verso Putignano il paesaggio si fa più movimentato.
Appaiono i primi Trulli, i quali si infittiscono sulle alture di Alberobello,nella scenografica visione di Locorotondo e nella sottostante Valle d’Itria fino a Martina Franca. “La costruzione quasi esclusivamente a forma di trullo in uso ad Alberobello e dintorni sono dovuti a particolari privilegi fiscali od ad editti che nel Medioevo li ammettevano come unica forma edificabile. Il tipo di costruzione è antichissimo, così come gli ornamenti a disco, a sfera o a piramide più o meno compositi posti sui pinnacoli, legati ai culti messapici o preistorici del Sole o betilici (pietre sacre, per lo più meteoriti). Così pure le decorazioni a calce sul tetto: quelle a forma di cerchio, di triangolo, di svastica, di stella si richiamano ai simboli astronomici ed astrologici già in uso presso gli assiri, gli egizi, od agli antichi culti come le croci, i cuori e gli ostensori dei simboli cristiani.
Si ritorna verso il mare. La Penisola Salentina ci attende con un giro prevalentemente costiero dove la viva luce mediterranea esalta aspetti e colori della vegetazione, delle rocce e del mare limpidissimo sul quale si affacciano numerosi, piccoli centri balneari mentre verso l’interno nelle ampie distese di terra rossiccia si alternano bassi vigneti, oliveti e tratti affioranti di biancastre pietre carsiche.
A Lecce, capitale del Barocco Salentino, non mancheremo di una doverosa visita in questa città di primaria importanza. Ritornati sulla costa rocciosa e frastagliata particolarmente pittoresca. Siamo sul Canale d’Otranto al di là del quale, a volte, si scorgono i monti della vicina Albania.
La costa pietrosa la ritroviamo nei pressi di Otranto, di Santa Cesarea e di Castro. Dominando sempre dall’alto la distesa azzurra del mare si raggiunge Santa Maria di Leuca .Dirigiamoci nell’interno per raggiungere le Murgie a cavallo tra la Puglia e la Basilicata dal singolare paesaggio pietroso e le numerose Gravine (specie di Canyon) scavate dalle acque. Continuiamo verso Nardò per raggiungere Taranto con la bella passeggiata a mare e la caratteristica città vecchia.

La BASILICATA.
La regione abbraccia un territorio compreso fra la Puglia, la Campania e la Calabria prevalentemente ricca di rilievi.
Un giro di notevole interesse paesistico nella parte più montuosa della Basilicata settentrionale con l’incontro delle antiche città di Melfi e Venosa. Raggiunta Potenza, vivace città, principale centro della Basilicata, dal tipico reticolo di stradine medievali. A maggio si svolge la processione di San Gerardo protettore per le vie dell’abitato adagiato in una barca che la tradizione locale vuole giunto dal mare sino in città. Un grandioso corteo di figuranti che per l’occasione si vestono con ricchi costumi moreschi.
Ci dirigiamo verso le Valli del Basento e del Tiera aggirando valloni e speroni. Presto appare il Castello di Lagopésole eretto da Federico II come casa di caccia, è uno dei più grandiosi della regione. Si profila l’azzurro del volture con l’eccezionale panorama dalla croce sulla vetta dove la veduta sottostante riserverà sicuramente delle emozioni. Si effettua il giro dell’antico vulcano, passando per l’incantevole zona dei Laghi di Monticchio.
Sono un’oasi nell’avara terra lucana. Lo splendido paesaggio di prati e boschi incastonano le rive, ed anche salendo alla solitaria Abbazia di San Michele. In questo luogo la prospettiva è grandiosa.
Toccate Melfi e Rampolla, si rasenta il bacino artificiale di Abate Alonia e con saliscendi della strada in cresta giungeremo alla bella Valle del Fiumarella. Si sale ad Acerenza con la imponente Cattedrale Romanica.
Percorriamo ancora la dorsale che la separa da quella del Bràdano verso la valle del suo affluente Alvo raggiungendo Pietragalla con alcune case rustiche interrate veramente interessanti, non tralasciando nella visita in alto del paese il Palazzo Ducale dalle magnifiche finestre quattrocentesche. Stupendi sono i costumi ancora indossati da molte donne.

La CALABRIA
comprende l’estremità meridionale della penisola italiana, tra i mari Tirreno e Jonio.
Fatta eccezione di poche, ristrette zone pianeggianti la regione è in maggioranza montuosa e consta di una serie di rilievi caratterizzati in alto da dorsali addolcite o da spianate, in basso valli spesso aspre, in fondo alle quali si allargano letti di rovinosi torrenti (fiumare) coperti di detriti.
Si sconfina in Campania. L’itinerario segue il piatto litorale lungo l’arco del Golfo di Salerno poi la dirupata e tortuosa costiera del Cilento in un paesaggio dapprima uniforme, poi alquanto mosso e selvaggio, in una delle zone più intatte e pittoresche della costa tirrena.
Si incontrano di nuovo la strada litoranea che corre fra coltivi e brevi pinete al margine della Piana del Sele. La vista spazia sul golfo al quale sfuma, in lontananza, la Costiera Amalfitana.
Appaiono d’improvviso anche se lontani in magica visione le mura ed i templi di Paestum (una sosta sarebbe necessaria) che suscitano sempre profonde emozioni con la vista dei maestosi luoghi sacri dell’antichità specie se osservati nella luce irreale del tramonto, attraversati dal volo dei corvi, Bisogna necessariamente lasciare il mare con l’itinerario che tocca le falde del Monte Pollino ( 2245 metri) ed i rilievi a nord della regione per affacciarsi sullo Jonio e dirigersi verso l’Altopiano Silano che offre tre tipici aspetti del paesaggio di questo territorio. Quello aspro e forte del massiccio calabro-lucano, l’altro aperto e dolce del litorale jonico ed infine quello morbido, quasi nordico della Sila Greca e Grande caratterizzata da foreste.
Il primo tratto è una corsa veloce sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria contraddistinta da ardite opere di ingegneria che traforano i monti e dominano le valli dell’aereo percorso.
A Morano-Castrovillari lasciamo l’autostrada per addentrarci toccando entrambe le località passando alla foce del Crati accostandoci all’ Altopiano Silano salendo verso Rossano con ampio paesaggio. Alla vegetazione mediterranea ben presto s’incontrano faggi e pini. Da Longobucco sotto il Monte Altare, si sbocca sull’altopiano, aperto anfiteatro, attorno al Lago di Cecìta.
Per pascoli e fitte pinete da Camigliatello si raggiunge ben presto la Sila Grande.Scendiamo a Cosenza, importante città calabra dalle belle chiese.
Si prosegue il viaggio estremamente interessante che comprende il Centro Sila ed il Marchesato per poi salire verso le belle vedute della Valle del Crati. Dopo alcune gallerie ci addentriamo nella magnifica foresta nel cuore degli Altopiani di Camigliatello.
Proseguendo arriveremo al Monte Botte Donato toccando la massima elevazione di questa parte del percorso. Ancora avanti troveremo il colle d’ Ascione 1384 mt. per entrare nel bacino boscoso del Lago Ampollino, poi a San Giovanni in Fiore dove ci attende la bella abbazia Forense ed i costumi tradizionali delle donne. Innanzi troveremo Capo Rizzuto, Catanzaro e Catanzaro Marina.
L’itinerario prosegue nella Piana di Sant’Eufemia sino al promontorio di Tropea , al massiccio delle Serre ed al Golfo di Squillace.
Infine ci attende il giro turistico dell’Aspromonte.
Questo itinerario sovrasta per vie diverse tutta la punta estrema della Penisola. Come il precedente offre grande varietà di vedute e di impressioni, dal luminoso scenario marino ai boscosi ripiani del massiccio, incisi dalle fiumare.
Note località ci attendono: Bagnara, Scilla e Melito Porto Salvo. I favolosi mostri di Scilla e Cariddi, descritti nell’Odissea, l’uno come un drago con sei colli e sei teste, l’altro come un’ orca che ingurgita e rigetta tre volte al giorno l’acqua del mare. In realtà erano le personificazioni dei venti impetuosi che talvolta si frangono sulle alte rupi della Costa Calabra e dai gorghi causati dalle forti correnti marine che si alternano nello stretto che nell’antichità costituivano un grave pericolo per i naviganti.

Note tratte da:
Guida del Touring Italiano.
Edizioni U.T.E.T.

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