|
di Luigi
Grazia
(dal
giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.
76 7/2002)
Il Garganus Mons degli antichi, per i moderni chiamato più
semplicemente Gargano o Sperone d'Italia, è un massiccio
montuoso che si protende nell'Adriatico per una lunghezza di circa
65 chilometri e largo circa 40 . Esso si salda al continente dal
lato SO , ove il solco del torrente Candelaro lo separa dal Tavoliere
delle Puglie. Nei millenni trascorsi il Gargano era unito alla Dalmazia
e le isole Tremiti sono la conferma della lunga lingua di terra
che attraversava l'Adriatico.Il promontorio è quasi interamente
occupato da una massa montuosa del tutto indipendente dal sistema
appenninico. La massima elevazione del Gargano si ha con i 1065
metri del Monte Calvo ed i 1014 mt. del Montenero . Alle diverse
fasi di sollevamento e d'erosione corrispondono gli ampi terrazzi
terminanti in ripide scarpate che in origine circondavano tutto
il rilievo le quali ora sono visibili in maniera consistente nel
versante meridionale. La natura del Gargano comprende quasi esclusivamente
rocce carsificabili che hanno dato luogo a fenomeni di erosione
diffuse quasi ovunque; segnale inequivocabile dell' innalzamento
dei fondali marini. Il carso garganico comprende quasi tutte le
forme classiche: doline di ogni tipo e dimensione ,conche,piani
carsici , poi " pozzi" o "voragini" di notevoli
dimensioni sul monte dove gli speleologi si calano nelle profondità
delle viscere mentre sulla costa si aprono numerose grotte marine,
ancora parzialmente inesplorate le quali fanno la felicità
dei sub . La montagna garganica era un tempo ricoperta da un magnifico
manto forestale, oggi molto ridotto ma pur sempre importante per
estensione e ricchezza, quali il bosco spigno, il bosco quarto,
ed il bosco di Manfredonia per poi citare la foresta demaniale umbra,
che non ha eguali nel mondo, così chiamata per la fitta ombra
che i boschi creano. Sono quasi undicimila ettari di foresta , ancora
oggi rimasta incontaminata. Il personale del Corpo forestale dello
stato, tutti i giorni, ed a maggior ragione alla Sagra della foresta
umbra, nell'ultima domenica di luglio, conduce i turisti italiani
e stranieri alla scoperta di aceri, faggi, carpini, , tigli ed all'imponente
patrimonio faunistico. L'isolamento e la solitudine dei secoli passati
hanno fatto di questo promontorio un caso unico in Italia che ha
permesso la conservazione di testimonianze biologiche di rilevanza
tali da legittimare nel 1991 l'istituzione del "parco nazionale".
Il Gargano nella parte più alta è dominato da terrazzamenti
che ospitano numerose masserie ,oggi in gran parte ristrutturate,
le quali assomigliano a dei fortini il cui scopo era difensivo.
Oggi i contadini oltre che dedicarsi alla coltivazione del terreno
hanno imponenti mandrie di cavalli ed ovini. L'altopiano scende
più o meno dolcemente, con declivi dirupanti sino al mare
dove le antiche popolazioni , sia al monte che sulla costa, conducevano
una miserevole vita. Oggi fortunatamente il turismo ha sostituito
le ancestrali attività di una pesca povera così come
lo fu l'agricoltura, in un rinnovato contesto economico , dove italiani
e stranieri si ritrovano in special modo nel periodo estivo , per
godere di quanto una natura, ancor oggi integra ed incontaminata,
è in grado di offrire nei suoi centri di Rodi Garganico,
Vieste, Peschici, e tanti e tanti altri piccoli borghi marinari
disseminati sulla costa , così come nelle antiche masserie
molte delle quali convertite al moderno agriturismo. I laghi di
Lèsina e Varano, autentiche oasi naturali sono il luogo dove
innumerevoli uccelli vivono stabilmente od ospitano, per la sosta,
gli stormi migratori.. Il patrimonio artistico del promontorio è
conservato gelosamente nei piccoli paesi o nelle città maggiori.Nella
chiesa romanica di Santa Maria Maggiore di Siponto a pianta quadrata
di tipo orientale, si può ammirare il magnifico portale del
1200 in stile pugliese, un sarcofago paleocristiano e la bellissima
cripta. . Manfredonia fu chiamata così da Re Manfredi che
la fondò nel 1256 per trasferirvi la popolazione dell'antica
Sipontum già spopolata dalle incursioni saracene e dal paludismo
della costa del Tavoliere. In città possiamo ammirare il
castello svevo circondato dal verde e la bella Cattedrale. A circa
17 chilometri troviamo Monte Sant'Angelo dove sorge l'imponente
Santuario di San Michele con l'eccezionale Tomba di Rotari, Re dei
longobardi il quale sposò Gutenberga, figlia di Teodolinda.
.San Giovanni Rotondo non necessita certamente alcun commento su
quanto ormai la storia religiosa sta consegnando, proprio in questo
periodo, a tutti. A Vieste la grandiosa cattedrale, il pittoresco
abitato , caratteristico per l'ambiente unico del quartiere medievale
; centro peschereccio ed agricolo attivissimo sono una delle attrattive
maggiori del promontorio. Vieste fu meta, come tutto il Gargano,
delle incursioni della pirateria saracena.E' necessario solo accennare
a quell'episodio particolarmente terribile del 1554 dove il pirata
Dragut uccise, decapitandone la maggior parte, 5000 viestani nei
pressi della cattedrale, su una pietra chiamata chianca (pietra
amara). Con questo nome " Dragut " fu conosciuto in Occidente
un corsaro turco del secolo XVI° distintosi per l'audacia e
l'efferata crudeltà. Dragut desolò con le sue imprese
tutte le coste del Mediterraneo per poi morire durante l'assedio
di Malta quando una cannonata gli portò via la testa. Foggia,
capoluogo della "Capitanata", città di enorme importanza
storica ed artistica il cui nome deriva sicuramente da Fovea ( cisterna
che immagazzinava il grano) , divenne un importante centro commerciale
ed agricolo in età angioina quando Alfonso I° d'Aragona
istituì nel 1447 la dogana della mena delle pecore, cioè
la sede di riscossione della tassa sulla transumanza dei greggi
dell'Abruzzo ai pascoli del Tavoliere. In piazza del Lago la fontana
riproduce le tre fiamme , simbolo della città ; poi ancora
la Cattedrale di Santa Maria Icona Vetere fondata da Guglielmo II°
il buono nel 1172, oggi rifatta in parte con forme barocche, nella
quale a destra del presbiterio si apre la ricca cappella dell'Icona
Vetere. La via di accesso al Gargano partiva da Manfredonia che
era la porta, il punto di cerniera , di tutto il sistema viario
per il collegamento alla Capitanata , al Tavoliere delle Puglie
ed al Gargano stesso ;infatti questa città non si presenta
arroccata in posizione difensiva a differenza degli altri centri
costieri del promontorio. E' sulla costa che il paesaggio indossa
la veste turisticamente più piacevole, è qui che si
ritrova il Gargano da cartolina illustrata, con i verdi pini di
Aleppo che scendono sino al mare, aggrappati a scogliere ripide
e bianchissime od inerpicati su faraglioni con spiaggette ciottolose,
sovente raggiungibili solo a nuoto od in barca. Non rimane ormai
che "GODERCI" una bella vacanza, breve o lunga che sia,
per assaporare i prodotti genuini delle numerose masserie già
ricordate: dall'olio di oliva, alla frutta, al vino, ai formaggi,
eccetera.
Note tratte da:
Storia della marina italiana dalla caduta di
Costantinopoli alla battaglia di Lepanto di C.Manfroni.
La Capitanata di Franco Porsia
La città di Manfredonia di Angela Cirrottola .
Il Gargano, di A.Gentile .
|