Terre ospitali,che non negano a nessuno il loro sorriso e dove
tengono conto l’amicizia, la cordialità viva, la
schietta disponibilità. Terre anche di sapienza artigianale,di
sapori squisiti, di antiche tradizioni, di musiche…Crogiolo
di genti e di esperienze diverse, queste terre hanno filtrato
in ciò che le caratterizza, culture diverse rielaborate
al soffio della tradizione greca e latina e all’influsso
del vicino oriente….
8 AGOSTO San Damiano partenza ore 4.
Autostrada Asti, Bologna, Firenze; Roma, Napoli. Autostrada
Salerno- Reggio Calabria, uscita Battipaglia per Eboli. Direzione
Aquara sui monti Alburni. Parco naturale del Cilento. KM 970
9 AGOSTO
Ospiti in casa di amici, visitiamo Aquara, tipico paesino di
montagna immerso in un ambiente ancora da scoprire,ecologicamente
incontaminato, allietato dall’antica serena amabilità
dei suoi abitanti e dalla nota tradizione enogastronomica.
10 AGOSTO
Tutti al mare a Paestum. Fondata dagli achei col nome di Poseidonia.
In questo felice periodo vennero innalzati tre grandi templi
che ancora oggi ammiriamo.
11 AGOSTO
Gustiamo le prelibatezze locali e ci riposiamo.
12 AGOSTO
Partiamo per il nostro 1° itinerario: la Calabria. Da Aquara
procediamo per Roccadaspide e per Acropoli, il cui borgo si
raccoglie intorno al castello bizantino di Rocca Cilento. Le
architetture del nucleo storico hanno mantenuto la loro impronta
medievale. Attraversiamo S. Maria di Castellabate e a Marina
di Ascea ci fermiamo per il pranzo e per un bagno. Saliamo per
Ascea e Pisciotta. Il Cilento è infatti la parte più
aspra della Campania, aspra per l’alternanza di dossoni
collinari e monti che si susseguono in ordine sparso su cui
sono arroccate le borgate. Costeggiamo Capo Palinuro che prende
nome appunto da Palinuro, il timoniere di Enea caduto in queste
acque e immortalato da Virgilio nell’Eneide. La bellezza
della costiera è accresciuta dalla profumata macchia
mediterranea e dalle compatte distese di ulivi. Nel golfo di
Policastro altro bagno. Dopo Sapri e Maratea in uno splendido
scenario, arriviamo in Calabria e a Praia a Mare ci fermiamo
in un parcheggio gratis e con acqua a sud del lungomare ,davanti
all’isola di Dino.
Praia è una attrezzata stazione balneare del litorale
tirrenico, lungo la pittoresca costiera a nord di capo Scalea.
I paesi rivieraschi del Cosentino si presentano con impianto
medievale. E’ detta la Riviera dei cedri,per la diffusa
pratica della coltura del cedro. KM 260
13 AGOSTO
Scalea, Cirella, Belvedere Marittima paesini arroccati, Marina
di Paola. dove sorge arroccato nella gola dell’Isco il
santuario di San Francesco dove sono custodite le sue reliquie.
Dopo Amantea arriviamo nel golfo di S.Eufemia con le sue lunghe
spiagge tirreniche. Arriviamo a Tropea verso sera dove ci aspettano
degli amici . Parcheggiamo in un terreno sterrato vicino alla
ferrovia. KM 190
14 AGOSTO
Con gli amici torniamo indietro per visitare Pizzo Calabro,
situata a picco sul mare in pittoresca posizione. Nel castello
costruito da Ferdinando 1° di Aragona fu fucilato nel 1815
Giacchino Murat,in seguito al tentativo di riconquista del regno
di Napoli. Pranziamo divinamente nell’entroterra gustando
le piccanti delizie calabre. Al pomeriggio spiaggia a bagno
a Tropea davanti al caratteristico scoglio su cui sorge la chiesa
altomedievale di S. Maria dell’isola, costruita su un
precedente convento benedettino. Tropea è ormai, per
le sue spiagge e per i suoi attrezzati villaggi, nota località
balneare ambita da personaggi noti e non. Su una rupe arenaria
che domina il mare sorge il nucleo storico di Tropea che ha
saputo mantenere intatte le sue architetture e il suo fascino.
Splendida è la Cattedrale di origine normanna. Sulle
stradine del pittoresco centro storico si affacciano fastose
residenze patrizie.
15 AGOSTO
Lasciamo Tropea con dispiacere, anche perché oggi com’è
tradizione, viene trasportata in barca la Madonna. Arriviamo
al promontorio roccioso di Capo Vaticano, dichiarato quest’anno
una delle più belle spiagge del mondo. Nel cuore del
golfo di Gioia sorge Nicotera, in una posizione panoramica su
di un terrazzo digradante verso il mare. Dopo Gioia Tauro, Palmi
e Bagnara ecco Scilla. Centro balneare importante per la pesca
del pesce spada e la produzione di agrumi,è posta all’imboccatura
dello stretto di Messina. Nota è la leggenda di Scilla
e Cariddi: durante il suo viaggio di ritorno a Itaca, Ulisse
dovette attraversare lo Stretto di Messina. Il passo tra le
due coste era però sorvegliato da un lato da Scilla,
un mostro dotato di sei lunghi colli con orrende teste,dall’altro
dal suo “collega” Cariddi, che di continuo ingoiava
i flutti del mare con tutto ciò che trovava in essi.
Grazie al sacrificio di sei suoi compagni ,Ulisse riuscì
a passare lo stretto e a continuare il suo viaggio. In questo
mitico ambiente ci fermiamo per il pranzo. Per arrivare velocemente
a Reggio Calabria prendiamo l’autostrada. E’ una
bella giornata, e davanti a noi, al di là dello Stretto,
la Sicilia si presenta con sua maestà l’Etna. Dopo
Bova ci fermiamo per un bagno: alle nostre spalle montagne spoglie
si ergono e danno l’idea di dune di sabbia che il vento
ha trasportato lontano dal mare. La strada è dritta e
costeggia immense spiagge libere e praticamente vuote: gabbiani
e qualche ombrellone chiuso. Bovalino,e poi Locri, fondata dai
greci città di notevole importanza durante la Magna Grecia.
Famosi i suoi scavi .
Fondata dai profughi di Locri è Gerace,splendida cittadina
dell’Aspromonte a 470 metri sul livello del mare. Il nome
deriva dal greco Jerax, sparviero. L’abitato conserva
molto del suo assetto medievale ed è dominato dai pittoreschi
ruderi del castello da cui si gode un ampio panorama. La Cattedrale,
d’origine romanico-bizantina,è la più grande
chiesa della Calabria, edificata intorno al Mille. Il maestoso
interno è diviso in tre navate da colonne di recupero
diverse tra loro. Ci fermiamo nel parcheggio vicino al castello
aragonese e pernottiamo. KM 250
16 AGOSTO
Vogliamo oggi visitare un’altra cittadina dell’interno:
Stilo. Dopo Locri, Siderno, Gioiosa Ionica, Monasterace ecco
Stilo che sorge sul versante sudorientale delle Serre alle pendici
del monte Consolino. La catena delle Serre forma l’ossatura
montana della Calabria meridionale, tra i golfi di Sant’Eufemia
e di Squillace. La splendida Cattolica di Stilo rappresenta
uno dei più alti esempi di chiesa di stile bizantino
in Italia. Armoniosa costruzione in mattoni a pianta quadrata,la
chiesa vanta cinque cupole su tamburi cilindrici ,oltre ad un
interno decorato da affreschi bizantini del X secolo. Proseguiamo
e a Soverato sosta per pranzo e bagno. Ci dirigiamo verso Capo
Rizzuto dove sorgono stabilimenti balneari e villaggi turistici.
Ci fermiamo nel parcheggio del porto del borgo Le Castella,
celebre per la sua suggestiva fortezza aragonese. In uno dei
tratti più belli della Riserva Marina di Isola Capo Rizzuto
sorge certamente uno dei castelli più affascinanti d’Italia,
grazie anche alla sua particolare ubicazione che lo vede trionfare
su un isolotto legato alla costa solo da una sottile lingua
di terra. Non a caso la Regione lo ha assunto come simbolo del
turismo calabrese. Alla sera nel nostro parcheggio assistiamo
ad uno spettacolo di un noto personaggio di Zelig. KM 180
17 AGOSTO
Lungo la bellissima striscia di mare del litorale ionico della
provincia di Crotone, con spiagge sabbiose ,si ergono torri
e castelli che mantengono la loro storia che racconta la presenza
di varie culture. Le numerose torri sul mare sono oggi quel
che resta degli osservatori per scrutare fino al confine l’arrivo
dell’invasore. I castelli,la custodia dei re e della loro
cultura. Mare ma anche monti:questa è anche la Calabria
e noi oggi vogliamo conoscere un angolo della Sila. Dopo Crotone,
procediamo all’interno per Santa Severina, centro isolato
su una rupe nella bassa valle del Neto. Domina il castello Carafa
quattrocentesco, posto a dominio dell’abitato e visibile
in tutta la sua maestosità, da ogni angolo della vallata
del fiume Neto. Ha un mastio quadrilatero e torri cilindriche
agli angoli. E più tardi giungiamo a San Giovanni in
Fiore, nella Sila Grande, cittadina sorta intorno alla Badia
Florense, celebre abbazia fondata nel 1200 circa, da Gioacchino
da Fiore,grande mistico medievale ricordato da Dante nel Paradiso.
A pochi chilometri c’è il lago Ampollino, bacino
artificiale dalle rive boscose che raccoglie le acque del fiume
omonimo. E’ frequentato per il soggiorno estivo, per la
pesca e per gli sport invernali. Siamo nel cuore della Sila
Grande che fa parte con la Sila Piccola (provincia di Catanzaro),
e l’Aspromonte (provincia di Reggio Calabria) del Parco
Nazionale della Calabria, di recente istituzione.
Ci dirigiamo per Camigliatello Silano, ma prima ci fermiamo
in una trattoria a Moccone consigliataci per il giusto rapporto
qualità-prezzo. Nel pomeriggio arriviamo e posteggiamo
lungo le rive del lago Cecita, immerso in fitti boschi di conifere,
verdi pascoli dove brucano mucche e pieno di pesci. Trascorriamo
una serena nottata in compagnia del cielo stellato e di due
coperte di lana. KM 160
18 AGOSTO
Ripartiamo e per una strada tortuosa immersa nei castagni arriviamo
a Corigliano Calabro: notevole il suo castello che è
uno dei più belli della Calabria. Scendiamo verso la
costa e arriviamo nella piana di Sibari, centro noto per la
rilevanza archeologica e sito nel comune di Cassano allo Ionio
. Nell’antichità Sybaris era talmente ricca e famosa
che il nome dei suoi abitanti divenne sinonimo di raffinatezza
e opulenza. Gli invidiosi crotoniati la rasero al suolo e di
lei con l’andare del tempo si perse memoria. Soltanto
nel 1962 gli studiosi individuarono lungo il corso del fiume
Crati il sito esatto della colonia achea e dell’adiacente
centro romano di Copia, fra cui il teatro,un complesso termale
e una piazza lastricata. Pranzo e bagno a Rocca Imperiale Marina.
Nella Piana di Metaponto siamo in Basilicata, la attraversiamo
e arriviamo a Taranto, attivissimo porto e importante base militare
marina. Taranto fu la più grande città –
stato della Magna Grecia. Oggi, la città appare bifronte,
con un suggestivo centro medievale incalzato dai mostri dell’industria
siderurgica. Attraversiamo il ponte che divide il Mare Grande
dal Mare Piccolo. Ed ecco il castello aragonese. Castel Sant’Angelo,
con quattro torrioni cilindrici, posto a sentinella sul canale
che mette in comunicazione il Mar Piccolo e il Mar Grande, rispettivamente
una laguna e una grande baia. Vorremo fermarci poi a Porto Cesareo,ma
non troviamo parcheggio. Da quel che riusciamo a vedere dal
camper è un centro peschereccio ma soprattutto località
balneare caratterizzata da isolotti e scogli che fronteggiano
il litorale sabbioso. Arriviamo a Porto Selvaggio ,cittadina
ricca di nobili e maestose ville. Parcheggiamo a S. Maria al
Bagno paese davanti a Gallipoli. KM 300
19 AGOSTO
Visitiamo Gallipoli, chiamata dai greci,e con ragione, Katè
polis, ovvero la città bella. Gallipoli fa l’effetto
di un luogo esotico: “tutta bianca sotto il sole, affocata
come una città araba della costa d’Africa”
parve a D’Annunzio il 28 luglio 1895. Il nucleo medievale
sorge su una isoletta prospiciente la costa ed è raccolto
attorno alla seicentesca cattedrale di Sant’Agata. Il
centro ha mantenuto il suo tessuto viario, che per la tortuosità
e il candido splendore degli edifici gli conferisce un’apparenza
orientaleggiante. Attorno al centro storico corre il perimetro
della cinta muraria trasformata in una scenografica passeggiata
chiamata “Le Riviere”. Una passeggiata al mercato
del pesce,sotto il castello ,è doverosa. Si può
girare tra i banchi allestiti con fantasia,curiosare fra le
“collane” fatte di pesce,le conchiglie o le spugne
di mare,ascoltare gli schiamazzi dei pescatori che fanno assaggiare
su un pezzo di pane,i frutti di mare. Il bagno lo facciamo a
pagamento a Punta Pizzo, ma ne vale la pena perché ci
ritroviamo immersi in una baia che racchiude un mare meravigliosamente
verde- azzurro: è una piscina naturale, non a caso chiamata
Baia Verde. Ci aspettano a Leuca degli amici che ci ospitano
a Gagliano del Capo. L’Adriatico incontra lo Ionio davanti
al Capo di Santa Maria di Leuca; qua e là,tra le rocce
spuntano i “caseddhi”,casupole costruite con la
pietra ricavata dallo scasso del terreno. A Capo Santa Maria
Di Leuca, estrema punta della penisola salentina, sorge il santuario
di Santa Maria di Leuca, eretto nel settecento sulle rovine
di un tempio dedicato a Minerva. Per cena ci spostiamo a Punta
del Ciolo, così chiamato per la presenza nella zona di
corvi (da queste parti chiamati ciole), splendido fiordo ,con
l’omonima grotta preistorica e un ponte panoramico dal
quale si tuffano i bagnanti più temerari. Ceniamo su
di una terrazza prospiciente il fiordo. KM 160
20 AGOSTO
Mentre io di buon mattino faccio il bagno tra le acque dello
Ionio di Pescalusa, mio marito va a pesca di tonni, e con sua
immensa fortuna si trova circondato da un branco di delfini.
Lasciamo gli amici e ripartiamo e prima di Castro visitiamo
la grotta Verde e quindi la grotta della Zinzulusa ( zinzula
in pugliese significa “cenciosa”). Scoperta nel
1793, nel fiume sotterraneo che scorre all’interno della
grotta marina vivono alcuni crostacei per i quali l’evoluzione
sembra essersi fermata. Vi si accede attraverso un sentiero
che porta al Corridoio delle meraviglie,rivestito di splendide
stalattiti e stalagmiti. Lungo il tratto della costa rocciosa
a sud di Otranto s’incontra Santa Cesarea Terme, frequentato
centro balneare e nota stazione termale. Gli stabilimenti sfruttano
le acque salso-iodiche che scaturiscono da quattro grotte della
bastionata costiera. Oltrepassato Capo d’Otranto,arriviamo
ad Otranto e parcheggiamo in un parcheggio a pagamento vicino
al castello. ”Mamma….li turchi”. Con le sue
bianche mura,i suoi bastioni, Otranto è ancora racchiusa
in questo grido e riporta,come d’incanto,ai tempi in cui
si ergeva a baluardo contro le scorrerie saracene più
di 500 anni fa. Antico centro del Salento, è il punto
più orientale della penisola, dista solo 70 chilometri
dall’Albania. Di probabili origini greche, svolse un importante
ruolo sotto i Bizantini. Passata poi ai Normanni decadde fino
ad essere impugnata dai Turchi nel 1480 per poi essere liberata
l’anno successivo. Il nucleo antico,quasi del tutto cinto
da un turrito perimetro murario, in cui si apre la porta Alfonsina,
ha conservato il tessuto medievale. La cattedrale è imponente.
Sulla facciata un rosone in forme gotico-arabe,sovrasta il portale
seicentesco. Il severo interno a tre navate ha un pregevole
soffitto a cassettoni in legno dorato e un mosaico pavimentale
del 1165. Di straordinaria importanza storica e di grande suggestione
fantastica è il mosaico pavimentale raffigurante l’albero
della vita. Opera del monaco Pantaleone fu realizzata dal 1163
al 1165. L’albero appare sorretto da due elefanti;sui
suoi rami sono distribuite figurazioni allegoriche che compendiano
la storia dell’umanità. Misura circa 800 mq di
superficie. Nella cappella dei Martiri sono conservate le ossa
di quasi 600 vittime dell’eccidio perpetrato dai Turchi
nel 1480. Aggrediti da forze nemiche,difesero fede e patria
col sacrificio della vita conquistando non solo fama nelle cronache
del tempo,ma soprattutto imprimendo la memoria del loro martirio
nella tradizione del loro popolo che, giustamente,ogni anno
li celebra e li ricorda. Sotto l’abside si trova un’ampia
cripta. KM 60
21 AGOSTO
Dopo aver visitato Otranto, riprendiamo la strada. Arenili di
finissima sabbia in accoglienti baie,circondate da folte pinete,a
tratti basse scogliere,movimentano il paesaggio e danno vita
a una straordinaria mobilità panoramica. Costeggiati
i laghi Alimini, che un fitto bosco divide dal mare, parcheggiamo
tra Roca e San Foca, nota località balneare. Nel pomeriggio
visitiamo Lecce di grande interesse artistico . Quando giungi
a Lecce, ti lasci immediatamente conquistare dalla grazia pulita
del centro urbano,dalle strade che da quel centro si diramano
o verso di esso convergono…Lecce è un’invenzione
della luce: a tutte le ore del giorno. La luce, qui, domina
sovrana. Il fulgore del barocco esplose a Lecce alla fine del
cinquecento,in piena epoca spagnola. L’arco di trionfo,l’obelisco,la
chiesa del Rosario,la piazza del duomo con la statua di S, Oronzo,la
chiesa del Gesù, quella di S. Croce,l’anfiteatro
romano… Questi e altri capolavori ,fanno di Lecce un trionfo
del barocco. Dopo la visita accaldati, decidiamo di tornare
indietro a Roca per uno stupendo bagno tra scogli e acque incredibili
e ci fermiamo per la notte in riva al mare. KM 90
22 AGOSTO
Da Brindisi procediamo per la strada che all’interno ci
porta a San Vito dei Normanni e poi ad Ostuni, pittoresco borgo
medievale, sulle Murge. Fu dominio normanno, poi leccese e tarantino,
poi barese e alla fine, appartenne a nobili spagnoli. Il nucleo
più antico,dalle caratteristiche case bianche,è
arroccato sul maggiore dei colli della cittadina. Notevole la
cattedrale e simpatici i negozi stracolmi di fischietti di tutte
le forme. Dopo Fasano e la bellissima Selva di Fasano arriviamo
a Castellana Grotte situata ai margini di un esteso territorio
carsico nei cui pressi si trovano le celebri grotte. Costituiscono
il più vasto e magnifico complesso speleologico fra quelli
fino ad oggi scoperti in Italia. Presentano splendide concrezioni
calcaree dalle forme più svariate,che danno il nome ai
singoli ambienti. La visita alle Grotte, scoperte da Franco
Anelli nel 1938 si sviluppa lungo due itinerari:quello breve,lungo
1 Km. E’ della durata di 50 minuti,giunge fino alla caverna
del Precipizio, prima di tornare alla Greve, la prima caverna
e l’unica a comunicare con l’esterno; quello lungo
di 3 Km,della durata di 3 ore,giunge fino all’ultima grotta,la
grotta Bianca, definita,per il candore delle sue concrezioni,la
più splendente del mondo. Scegliamo l’itinerario
più lungo.(13 euro). Torniamo indietro per Martina Franca
dove ci aspettano degli amici.
23 AGOSTO
Martina Franca appare adagiata dolce ma aristocratica su un
colle che domina la Valle d’Itria. Nel Trecento,per incoraggiare
il popolamento del piccolo borgo di Martina, il principe Filippo
D’Angiò, concesse importanti franchigie a chi vi
si stabiliva. La città si sviluppò rapidamente
e poco dopo mutò il suo nome in Martina Franca. Visitando
il suo centro storico appare il palazzo Ducale,oggi sede del
municipio,con la sua facciata imponente divisa orizzontalmente
da una balconata in ferro battuto. E poi innumerevoli altri
palazzi barocchi fino ad arrivare alla bellissima Basilica di
S. Martino. La Valle d’Itria, ammirata dall’alto
dai vari balconi naturali, è splendida con i suoi trulli
e le masserie, diventati oggetti del desiderio. In molti sono
disposti a pagarli a qualsiasi cifra. Nel pomeriggio visita
a Locorotondo, posto su di un’altura e ad Alberobello,
famoso per essere quasi interamente costituito dai trulli. I
trulli hanno origine molto antica. Sopra un basamento cubico
o cilindrico si imposta la copertura conica formata da anelli
concentrici di pietre calcaree a secco. Secondo alcune fonti
la forma dei trulli richiama i nuraghi sardi,mentre la cuspide(
a disco,a sfera, a piramide)che termina la falsa cupola ci riporta
ad un lontano passato pagano. Una recente tesi identifica l’origine
dei trulli al periodo bizantino. Gli studiosi ricordano l’esistenza
in Turchia di un villaggio composto da migliaia di trulli .E
la cittadina asiatica venne fondata circa mille anni fa,in corrispondenza
con la conquista bizantina della Puglia. Internamente sono disposti
gli ambienti domestici. Molto interessante è il trullo
Sovrano che con i suoi due piani, è il più alto
del paese. KM 250 (in due giorni)
24 AGOSTO
Da Martina, via Mottola e Castellaneta, centro su un rilievo
delle Murge tarantine, ai margini di una grandiosa gravina e
patria di Rodolfo Valentino, arriviamo a Matera. nota per la
struttura del primitivo nucleo urbano:i Sassi, esempio di architettura
spontanea tanto da essere riconosciuta nel 1993 dall’Unesco,
Patrimonio dell’Umanità. Il vecchio e pittoresco
nucleo cittadino è disteso sulla sommità e lungo
i ripidi fianchi di uno sperone roccioso segnato da due avvallamenti,
il Sasso Barisano verso Bari e il Sasso Caveoso verso Montescaglioso,
e si affaccia su una profonda gravina dalle pareti a strapiombo;le
abitazioni sono,per la maggior parte, scavate nel tufo .Il più
antico e anche il più caratteristico è il Sasso
Caveoso, perché più naturale,meno costruito,con
le sue case-grotte,abitazioni scavate o solo in parte, e con
la muratura esterna sulla quale si accenna la porta di ingresso.
Nei Sassi,abitati fino alla fine degli anni’ 60 e poi
abbandonati,si procede oggi a lavori di ripristino e ad opere
di urbanizzazione .In questa zona ricca di cavità naturali
si erano insediate parecchie comunità monastiche; si
contano infatti circa 160 chiese rupestri,talune di difficile
accesso. Consiglio,dopo la visita dei Sassi, l’acquisto
del pane di Matera, di grano duro,di facile e duratura conservazione.
Accaldati per la visita di Matera in una torrida mattina d’estate,
andiamo al mare a Metaponto Lido. Torniamo a sera a Martina
Franca. KM 250
25 AGOSTO
Partiamo per il ritorno a casa. Da Martina, a Bari, Foggia,
Pescara, Bologna, Piacenza, Alessandria, Asti. KM 1050
KM 4170 totali