| di Flavio Alisei
Questo raduno del Camper Club La Granda apre una nuova prospettiva
consentendo ai nostri mezzi la scoperta delle estreme propaggini
della nostra Italia, così ricca di storia e varia nelle
sue tradizioni con un appuntamento che nonostante la distanza
dal “nord” non dovremmo sottovalutare.
Otranto comune della Puglia, in provincia di Lecce da cui dista
41 chilometri, posto in un’insenatura della salentina
, detta anche terra d’Otranto.
All’imbocco del canale il quale ha dato il nome.
Il territorio urbano occupa in parte il luogo dell’antica
Hydruntum, forse dal fiumicello Idro che sfocia nel porto.
Centro di antica origine messapica1 o cretese.
In epoca romana fu sostituita come porto d’imbarco da
Brindisi.
L’aspetto della città è medievale , con
mura turrite.
La Cattedrale dell’undicesimo secolo, solenne tempio pieno
di silenzio , sacro per le memorie della strage turca del 1480,
fortemente rimaneggiata, vanta un bellissimo rosone gotico a
16 raggi con fini trafori che arricchisce la facciata, un portale
rinascimentale di Nicola Ferrando dove negli stipati ci sono
otto busti a bassorilievo di prelati salentini del 1514.
L’interno è solenne a tre navate su colonne di
pregevoli capitelli in parte romani, con soffitto ligneo a cassettoni.
Sul pavimento si stende un prezioso mosaico, uno dei più
estesi che si conoscano opera del prete Pantaleone (1163-66).
Sempre all’interno si trova una cappella edificata per
volere di Ferdinando I° d’Aragona2, detta dei martiri,
dove si conservano entro armadi le ossa di 560 martiri idruntini
massacrati sempre dai turchi che distrussero la città
durante l’occupazione del 1480.
Altrettanto interessante si trova la cripta vastissima dell’undicesimo
secolo a 5 navate su 42 colonne dagli svariatissimi capitelli
a tre absidi (abside, parte della chiesa a pianta semicircolare
o poligonale, con cui termina la navata centrale che contiene
di norma il coro), con affreschi bizantineggianti.
Nella visita di Otranto non mancheremo di recarci alla piccola
chiesetta di San Pietro, di tipo bizantino a pianta quadrata,
con cupola cilindrica a tre piccole absidi, l’interno
la bella cupola con affreschi.
In alto scorgeremo il poderoso Castello fatto erigere dagli
aragonessi nel 1485-98 dove con una scalinata di cinquanta gradini
si sale all’ingresso dalla pianta quadrata e dai torrioni
cilindrici angolari, rafforzato nel corso dei secoli dagli spagnoli
con possenti baluardi.
Nelle vicinanze a circa due chilometri troviamo, lungo la strada
litoranea verso Capo d’Otranto estrema punta orientale
della penisola, i ruderi di una chiesetta romanico-gotica di
San Nicola di Càsole del dodicesimo secolo, distrutta
dai turchi sempre nel 1480, apparteneva ad un cenobio brasiliano
(il cenobio era il luogo dove vivevano insieme i cenobiti quindi
oggi potremmo dire che era un antico monastero).
Ad Otranto siamo nella ”stretta” appunto del Canale
d’Otranto che divide il bacino dell’Adriatico da
quello del mar Jonio dove un faro posto su un dirupo consente
una vista eccezionale.
In questo punto si ha la minore distanza di circa settanta chilometri
dell’Italia alla penisola balcanica.
Con il tempo chiaro è possibile scorgere (meglio se con
un binocolo) , i monti Acroceràuni, la piccola isoletta
di Séseno ed a sinistra l’isola di Corfù.
1 I Messapi. Lungo la costa sudorientale dell’Italia,
a cominciare dall’età preistorica si trovavano scaglionate
accanto alle popolazione propriamente italiche , altre popolazioni
di origine illirica, passate in Italia agli inizi dell’età
del ferro (ca. 1.000-800 a.C.). Queste genti formavano un gruppo
ben caratterizzato che nell’antichità era stato dato
il nome di Iapyges,donde l’appellativo geografico di Iapigia.
La lingua iapigia o come si dice più comunemente messapica
, si tratta senza dubbio di una lingua indoeuropea , che come
gli altri dialettici illirici dell’Italia meridionale, talentino,
dauni, peucezio, rientra nel gruppo orientale delle lingue così
dette satem che presentano una forte affinità con la lingua
dell’odierno albanese. ( Da “Storia” di Giuseppe
Corradi).
2 Ferdinano I° (morto nel 1416), figlio di Giovanni I°,
re di Castiglia e di Eleonora. E’ il primo rappresentante
degli “aragonesi”, l’altro ramo era dei castigliani.
Note tratte da:
Guide del Touring Club Italiano.
Edizioni della UTET
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