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a cura degli alunni delle scuole medie di Livorno
Ferraris
Livorno Ferraris è situata nella fertile pianura vercellese
(188 metri s.l.m.) al centro dell’intersezione viaria tra
Torino (37 Km), Biella (35 Km), Vercelli (30 Km) e Casale Monferrato
(35 Km).
Già in epoca romana era luogo di transito di una importante
via di comunicazione che da Vercelli conduceva a Torino, passando
per la Dora attraverso un guado.
Nel Medio Evo la stessa strada divenne la Strada Francisca, arricchendosi
di una nuova congiunzione con la diramazione della Via Francigena
denominata Strada Libernasca.
La storia documentata del paese inizia con una legge di Ottone III
del Maggio 999, che stabiliva la confisca delle terre di Arduino,
di cui Livorno faceva parte, per donarle al Vescovo di Vercelli
Leone I.
Sotto la giurisdizione dei vescovi vercellesi Livorno rimane fino
al 1243, quando viene ceduto al Comune di Vercelli, che dopo averso
fortificato lo erige a Borgo Franco nel 1244.
In questo periodo viene eretto il torrione d’entrata, la Chiesa
Parrocchiale di San Lorenzo e la Chiesa di Santa Maria d’Isana,
appartenente ai Templari. Intorno al 1310 diventa dominio del Marchesato
del Monferrato.
A Livorno si contano ben diciannove chiese antiche ed è importante,
per la sua struttura architettonica, anche il Palazzo Comunale.
Il XVII Secolo porta lo scompiglio con continue guerre e, come se
non bastasse, la peste; l’agricoltura vede un rinnovamento
elle colture: il riso soppianta il frumento e le piccole botteghe
artigiane si moltiplicano.
Altra data importante da ricordare è 1925, anno in cui il
paese diventa Livorno Ferraris per onorare il suo grande figlio
Galileo Ferraris, fisico di fama mondiale nel campo dell’elettricità.
A Livorno vi è infatti un museo dedicato ai Fratelli Ferraris,
Galileo ed Adamo, che contiene documenti ed oggetti legati alla
memoria dello scienziato Galileo e del garibaldino Adamo (medico
di Garibaldi durante le campagne francesi del Generale).
Famosi livornesi furono anche i pittori Giacomo Antonio Lisca e
Bartolomeo Garavoglia.
Attualmente Livorno sta riscoprendo e valorizzando il suo territorio
con l’individuazione di percorsi ecologici atti a recuperare
e potenziare la conoscenza della storia, della sua civiltà
contadina e della fauna e flora locale.
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