Nome:Palazzo Borromeo–Nato il:1632-Sul:Lago Maggiore-Professione:Residenza
cardinalizia
Una delle località più celebri è certamente
la sponda piemontese del Lago Maggiore dove i piccoli paesi
rivieraschi tuttora intatti nella loro semplice architettura
lacustre, conservano quel fascino a cui nessuno può sottrarsi.
Meta di turismo internazionale: Laveno, Baveno, Pallanza e Stresa,
punti d’imbarco per le celebri isole dell’omonimo
golfo: l’Isola Bella, l’Isola Madre e dei Pescatori.
L’articolo prende lo spunto dall’Isola Bella su
cui è edificato il palazzo della famiglia Borromeo. La
costruzione di questo edificio con l’annesso giardino
condizionarono tutta l’architettura delle dimore signorili
delle due sponde del lago, Piemontese e Lombarda. E’ considerato
un esempio tipico (come lo fu per le ville venete) dove un evento
architettonico significatamene importante condizionò
le costruzioni patrizie dei ricchi proprietari che cercarono
di adeguarsi alla magnificenza dei Borromeo. L’itinerario
lungo le sponde del lago pur ampio qual è il Verbano
evidenzia lo stimolo nei secoli scorsi di una forte aggregazione
culturale ed architettonica. Prima di addentrarci su l’importanza
del palazzo dei Borromeo è necessario porre in luce,
anche in modo sintetico, il periodo storico che coinvolse tutto
il lago Maggiore sino alla sponda Ticinese che in quel tempo
di profondo rinnovamento contrastarono con vigore le ragioni
della “Riforma” (che noi chiamiamo protestantesimo)
nella quale questa spinta protestataria mise sotto accusa il
Vaticano che vendeva i salvacondotti per coloro che si erano
macchiati di delitti, purché donassero del denaro per
la costruzione della Basilica di San Pietro, acquistando le
“bolle salvifiche” mediante le quali i peccatori
venivano automaticamente assolti da qualsiasi peccato. Questo
episodio emblematico portò necessariamente ad una riscossa
morale dell’alto clero italiano che volle contrastare
lo scisma tra i cattolici e la nuova dottrina luterana che ripudiava
con forza questo metodo “scandaloso”. In questo
clima si inserì la figura del Cardinale Federico Borromeo
che promosse l’unificazione del potere laico con quello
ecclesiastico in una stessa casata,la sua, dove tutte le chiese
del bacino lacustre dovettero uniformarsi ai nuovi dettami della
morale cattolica che consisteva fra l’altro in una maggiore
esposizione nei luoghi di culto dei simboli religiosi cristiani
quali ex voto, quadri, statue di santi e quanto ricordasse in
modo più visibile le ragioni del cattolicesimo ai fedeli
per superare il malessere di una protesta che dilagò
in tutta Europa. Purtroppo molte chiese seicentesche dalle linee
pulite, dagli interni disadorni, quasi poveri, che inducevano
ad un raccoglimento interiore intenso, furono trasformate con
interventi murari discutibili in una esposizione di ricchezza
esteriore, barocchizzando tutto. In altre parole si passò
da una tipologia di chiesa dalle pareti nude con pochi simboli
cristiani a quella profusione di oggetti che oggi osserviamo.
Da questa trasformazione forzata poche chiese si salvarono(quelle
del ‘600) ed oggi i luoghi di culto rimasti intatti o
quasi sono considerati monumenti nazionali. Dobbiamo sottolineare
che la figura del Cardinale Federico Borromeo descritta dal
Manzoni nei “Promessi sposi” nel noto episodio del
suo romanzo (capitoli 22°-23°) è pura invenzione
letteraria tuttavia ne ha fatto un efficacissimo ritratto che
se non risponde a verità storica è immaginato
per far risaltare nella sua vera grandezza la perfezione morale.
La famiglia dei Vitaliani era originaria di Padova dove nel
1406 il banchiere Conte Vitaliano Vitaliani assunse il cognome
dei Borromeo appartenente alla madre. Il primo intervento murario
su un preesistente modesto edificio fu voluto dal Conte Carlo
III° nel 1632; dopo qualche ripensamento nel 1670 Vitaliano
diede inizio ai lavori per l’innalzamento dell’odierna
dimora alla quale posero mano anche i discendenti ed oggi si
presenta in un organico palazzo in stile barocco dove all’interno
sono visitabili l’arredo di alta qualità, l’armeria,
la vasta pinacoteca, lo splendido salone da ballo, le grotte
(così chiamate) sono ampie sale arredate del piano terra
a cui manca una parete pertanto si aprono sul lago quasi a lambirne
l’acqua. Tutto ciò fornisce un quadro interessante
di una dimora signorile della famiglia che ha offerto i principali
modelli culturali alla zona del lago. Il giardino, coevo del
palazzo, è uno dei più begli esempi di giardino
barocco all’italiana, con il sovrapporsi a piramide di
dieci terrazze, sostenute da grotte artificiali, muretti con
balaustre ornate da piante, statue e fontane. Un valido servizio
di accompagnamento con guide (per coloro che lo desiderano)
è un supporto necessario per ammirare e comprendere nella
sua spettacolarità quanto si trova sull’Isola Bella.
Come già accennato il palazzo è una sola delle
componenti di questa zona. A poche centinaia di metri si trova
la piccola Isola dei Pescatori che conserva intatta la suggestiva
atmosfera di un borgo antico. Il visitatore che ha appena concluso
la visita all’Isola Bella e successivamente qui approda,
non potrà che sorprendersi del silenzio delle viuzze
che intersecano le antiche case dei barcaioli. La terza isola,
la Madre, la più grande, è famosa per il suo splendido
giardino botanico ed il settecentesco palazzo anch’esso
della famiglia Borromeo. All’interno sale e saloni stupendamente
arredati si offrono all’ammirazione del visitatore, in
particolare il piccolo teatrino delle marionette ed il grandioso
parco. L’Isola Madre si trova al centro del lago e da
essa si apre un meraviglioso panorama. Qui il grande direttore
Arturo Toscanini nei ritagli di tempo dagli impegni artistici
amava soggiornare. Più lontano sulla riva lombarda troviamo
la Rocca di Angera. Costruita nel 1314 dai Torriani (antica
famiglia milanese) passò poi ai Visconti e da questi
nel ‘400 ai Borromeo. Consta di un alto “maschio”
ed un palazzo duecentesco, successivamente ingrandito.Qui si
visitano vari ambienti e la sala di giustizia, ornati da bellissimi
affreschi trecenteschi ed importanti collezioni d’arte.
Sempre con il servizio della navigazione si ritorna a Stresa.
Quest’ultima è un’ elegante stazione climatica
di fama internazionale. Sul lungolago si affaccia la Villa Ducale
(1770), ora centro internazionale di studi Rosminiani dove il
filosofo Antonio Rosmini, amico del Manzoni vi morì nel
1855.Nel corso dell’ottocento ed anche agli albori del
secolo successivo questa cittadina conobbe un momento di grande
floridezza economica. Sorsero i grandi alberghi in stile liberty
(Regina,Grand’ Hotel et des Iles Borromées) centri
internazionali della mondanità e ville stupende. Stresa
offre una vista spettacolare sul bacino lacustre delle Isole
Borromee. Alla fine del lungolago una funicolare raggiunge il
Monte Mottarone di 1491 metri dove nelle giornate limpide è
possibile scorgere oltre al lago sottostante, la riva Lombarda
e quella Ticinese, il lago d’Orta, il Monviso e l’Adamello.
Poco più avanti la magnifica Villa Pallavicino, poi la
celebre Villa Taranto con il suo giardino botanico “esotico”.Altre
località vicine dovrebbero essere nominate ma sono molte,
anche se importanti, pertanto dobbiamo concludere l’articolo.
Note tratte da:
Guide del T.C.I.
Il seicento di Mina Bacci.
La famiglia dei Borromeo, compendi da pubblicazioni UTET.
Confessioni protestanti,compendi da pubblicazioni UTET.