I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Domodossola"

di Elisabetta Grazia

Comune piemontese in provincia di Novara a 277 metri sul livello del mare posizionato in una vasta pianura alluvionale formata dal fiume Toce e dai suoi affluenti:Borgora, Diveria e Melezzo, chiusa da monti fra cui primeggiano il Cistella, il Giove ed anche per la vicinanza del confine svizzero. Domodossola era l’antica Oscela Lepontiorum, capitale dei Leponzi, primi abitanti del paese. In seguito assunse il nome romano Domus Oxulae. da cui deriva l’attuale denominazione. La storia della città è travagliata, contesa dai Visconti, dai franchi, dai Vescovi novaresi, dai francesi, dagli Sforza ed inoltre dai vallesani svizzeri che nel 1410 si impadronirono dell’abitato e gran parte della valle ossolana per essere infine ricacciati entro i loro confini dai Visconti aiutati dai Savoia. Quindi fu capitale della resistenza la quale costituì il 9 settembre 1944 la repubblica della valle dell’Ossola dopo la resa delle forze fasciste e tedesche, ma la violenta reazione degli stessi fece si che la repubblica cadde dopo scontri sanguinosi in cui migliaia di civili e partigiani furono uccisi nella difesa della città. Domodossola alla confluenza della val Vigezzo e di Bognanco è importante stazione di transito internazionale per la ferrovia che si immette nella lunga galleria del traforo del Sempione e per la strada dell’omonimo passo alpino fatta costruire da Napoleone I° tra il 1801 ed il 1805. Domodossola è collegata a Locarno da una ferrovia a scartamento ridotto che attraversa la Val Vigezzo e la Centovalli. Interessante esperienza turistica dove dai finestrini delle carrozze ferroviarie si ammira un incantevole paesaggio alpino. Naturalmente non è necessario raggiungere Locarno ma fermarsi a soli 13 chilometri a Santa Maria Maggiore, deliziosa “capitale della val Vigezzo” in territorio italiano. Domodossola è ricca di importanti monumenti che testimoniano il glorioso passato. Centro della città è l’irregolare caratteristica piazza del mercato,chiusa da belle case del ‘400 e ‘500 su portici,alcune con loggiati. La cosiddetta casa del Vescovo del XIV°-XV° secolo culminante nella massiccia torre di Briona. La Collegiata dei Ss. Gervasio e Protasio, certamente il più insigne e significativo monumento della città. L’interno in forme neoclassiche è stato affrescato nel 1838 da Lorenzo Peretti. Il palazzo Silva meravigliosa costruzione rinascimentale innalzata da Paolo della Silva nel 1519, capitano di Francesco I° re di Francia. In via Rosmini si trova il vasto “collegio Mellerio Rosmini” che fra molte sezioni ospita il museo del Sempione, interessantissima esposizione di progetti, materiali usati,difficoltà, eccetera, che raccontano l’avventura dell’avvenuto collegamento dell’Italia alla Svizzera con il traforo omonimo. Una visita da non perdere. Da via Rosmini si raggiunge la passeggiata al Monte Calvario, 372 metri in cui si snodano le belle Cappelle della via Crucis. Sulla sommità sorge la Casa Madre dell’istituto della Carità fondato da Antonio Rosmini Serbati (1795-1855), uno dei più grandi filosofi dell’ottocento, grande amico di Alessandro Manzoni . Quest’ultimo possedeva una villa nelle vicinanze di Stresa a circa un miglio o poco più (come testimonia una lettera dello stesso) da quella del Rosmini. All’imbrunire, nella stagione favorevole, solevano passeggiare lungo il lago Maggiore scambiandosi impressioni, progetti,esperienze letterarie. Manzoni, come è noto, fu il più grande romanziere italiano ma anche uno storico eccellente, tanto che nei Promessi Sposi si avvalse dei suggerimenti del Rosmini e delle sue conoscenze in materia per scrivere quello che è considerato, giustamente, il romanzo italiano per eccellenza.


Carteggio fra Alessandro Manzoni ed Antonio Rosmini,
di G. Bonola (Milano,edizione del 1900).
.

 Copyright © Camper Club La Granda - Web Design Registred Cn-Net