I VIAGGI E DIARI DI BORDO
"Il monte Calvario di Domodossola"

di Francesco Viganò

(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N. 61 6/00)

Lasciando le sponde del Lago Maggiore ed inoltrandosi nella stretta Val d’Ossola si giunge alla conca che si incunea nel territorio svizzero e in cui si adagia Domodossola. Prima di arrivare a questa cittadina si nota sulla sinistra un colle che si stacca appena dal Moncucco, una vetta di 1899 metri. Da questo colle, detto della Mattarella, si domina il tratto più ampio della valle del Toce, il fiume che scorre per un’ottantina di chilometri fra le Alpi e il Lago Maggiore.
Il colle fu un tempo un bastione fortificato contro gli invasori ma da oltre tre secoli è consacrato alla memoria e al culto del Redentore crocifisso e risorto.
Nella seconda metà del 1600 dopo secoli di abbandono e rovine accanto all’antico castello che è stato testimone di invasioni, di lotte, di guerre due frati cappuccini, Gioachino da Cassano e Andrea da Rho, progettarono di edificare una Via Crucis. Nel 1636 la prima croce piantata sopra il colle dà inizio alla costruzione definita il complesso architettonico più importante dell’Ossola.
La Via Crucis inizia dove ora sorge la chiesa dedicata alla Madonna della Neve. La prima cappella (Gesù davanti a Pilato) fu costruita a metà del Settecento ma nel 1830, essendo stata adibita a deposito di polveri da mina, fu devastata da un’esplosione. Quella attuale è del 1909 con 21 statue del biellese Pietro Mosca. La seconda cappella (Gesù con la croce si avvia al Calvario) è una delle più interessanti per le sue 13 statue di Dionigi Bussola, protostatuario del Duomo di Milano, che mostrano la scena con delicata sensibilità.
Sempre opera del Bussola sono le statue del Cristo che muore in croce e della Deposizione contenute nella dodicesima e tredicesima cappella che sono all’interno del santuario.
Nel Cristo morente, posto sopra l’altare maggiore, il Bussola ha colto l’attimo in cui il respiro vitale abbandona il corpo del Redentore. Le statue della Madonna e di San Giovanni poste ai lati della croce compongono un insieme di grande pathos.
Anche nella Deposizione, un grandioso e mesto gruppo plastico, tutto converge verso il centro dove il corpo senza vita del Cristo viene calato dalla croce con una sottile striscia di lino quasi non avesse più un peso terreno.
La prima statua che il Bussola modellò per il Calvario fu quella del Cristo morto che si trova nella quattordicesima cappella. Straordinaria è la quindicesima cappella, detta del Paradiso, che si trova fuori del Santuario, poco più in alto. La scena della Resurrezione, composta di nove statue in cotto è grandiosa e spettacolare: Cristo appare sfolgorante in una nuvola dalla quale si sprigionano raggi di sole dorati.
Il Sacro Monte Calvario di Domodossola è celebre anche per un altro motivo: qui nel 1828 il sacerdote e filosofo Antonio Rosmini fondò il suo Istituto della Carità. Nato a Rovereto nel 1797 e spentosi a Stresa nel 1855 il Rosmini è figura di primo piano nella cultura italiana dell’Ottocento per le sue fondamentali opere filosofiche ed è personaggio di spicco nella storia del nostro Risorgimento. Riabilitato dall’accusa di eresia per le sue idee avanzate rispetto ai tempi è ora in cammino verso la beatificazione promossa dai suoi eredi spirituali, i Padri Rosminiani.

I RESTAURI.
Dal 1985 è attivo un Consorzio per il restauro e la valorizzazione del Sacro Monte Calvario guidato dal Lions Club e dalla Pro Loco di Domodossola. Gli edifici che presentavano evidenti segni del tempo (infiltrazioni d’acqua stavano danneggiando gli affreschi) sono stati restaurati sotto la sorveglianza della Sovrintendenza di Torino. Ora il Sacro Monte è diventato una Riserva Speciale della Regione Piemonte ma il Consorzio continua nella sua preziosa opera di collaborazione per riportare alla vivezza e allo splendore dei secoli passati questa grandiosa rappresentazione sacra.

COSA C’E’ DA VEDERE
Al collegio Rosmini si può visitare il Museo del Sempione che contiene i cimeli del traforo. In città, a pochi passi dalla bella piazza del Mercato, sorge la chiesa dei santi Gervasio e Protasio nel cui interno si può ammirare un “San Carlo comunica gli appestati” di Tanzio da Varallo. Di fronte vi è il Palazzo Silva con Pinacoteca e poco oltre il Museo Falletti con i cimeli di Geo Chavez, il primo trasvolatore delle Alpi e la diligenza del Sempione. In Municipio testimonianze della Repubblica dell’Ossola (autunno 1944).

COME CI SI ARRIVA
Domodossola dista 125 km. da Milano: autostrada fino a Gravellona Toce e poi superstrada del Sempione, da Torino autostrada A4 direzione Santhià Romagnano, poi per Borgomanero e il lago d’Orta.
Con il treno da Milano linea internazionale del Sempione, da Torino via Novara, Arona o Orta.
Al Calvario si sale percorrendo una antica strada acciottolata all’ombra di querce, faggi e castagni.
La visita può iniziare salendo a piedi con il percorso di circa mezz’ora lungo la strada che parte dalla chiesa della Madonna della Neve tra i due Collegi Rosminiani. Al Sacro Monte si può accedere anche in auto per la strada a sud di Domodossola.

 

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