I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Villastellone"

di Flavio Alisei

Il raduno ha luogo in questo paese a qualche decina di chilometri da Torino noto nella provincia per la rinomata produzione della patata di Villastellone che in dialetto piemontese viene chiamata la " patata dlà vila". Da qualche anno l' associazione dei produttori cerca di farne un prodotto D.O.P. (denominazione di origine protetta) per l'eccezionale qualità. La patata viene coltivata nelle sabbie alluvionali provenienti per lo più dalle lontane colline e dagli antichi depositi sabbiosi del fiume Po. Un altro prodotto coltivato è l'asparago, anch'esso apprezzato per l'ottimo sapore. L'evoluzione dei tempi ha portato Villastellone ad una radicale trasformazione per cui già alla citata produzione agricola oggi molti insediamenti industriali sono presenti sul territorio comunale. Questo borgo piemontese offre ai turisti numerose sorprese lungo il percorso "culturale". L'antico e storico Albergo di Santa Croce sorto come luogo di rifugio per i cittadini non abbienti di sesso maschile, "purchè giovani", i quali potevano apprendere il mestiere di tessitore nell'annesso opificio offrendo loro la possibilità di "guadagnare qualche soldo", come recitava l'atto costitutivo . Oggi la costruzione è utilizzata come ospedale. La Chiesa parrocchiale viene menzionata in documenti del 1416, è un edificio restaurato nel secolo scorso dove si possono ammirare affreschi di ottima esecuzione posti sopra l'altare maggiore. Adiacente alla piazza sorge la Confraternita di Santa Croce del XV° secolo definita a tutt'oggi dei "battuti". Lo scopo degli aderenti alle confraternite in genere era la preghiera ed il sottoporsi a supplizi corporali i quali consistevano nella maggioranza dei casi nell'infliggersi frustate o colpi con verghe. La visita del grande parco con adiacente la villa dei Conti Morra racchiude all'interno dei sontuosi saloni riccamente decorati ed una interessante quadreria degli avi della nobile famiglia, preziose suppellettili, decorazioni degli interni degne di questa villa il cui progetto originario fu dello Juvara, in seguito rimodernata ed ampliata nel '900 dall'architetto John Vallace. Il Museo di cultura popolare e contadina offre al visitatore uno "spaccato" della vita ed abitudini di quanti nei secoli trascorsi lavorarono la terra in pianura, collina, nei boschi sulle montagne, documenti provenienti anche dagli archivi parrocchiali, divise ed armi delle campagne militari della prima e seconda guerra mondiale. In prossimità del comune sorge lo splendido Borgo Cornalese il quale non mancherà di catturare i nostri scatti fotografici. Il territorio pianeggiante di Villastellone era ricco di vegetazione, di piccoli e grandi stagni, di acquitrini alimentati dalle acque del rio Stellone. Queste condizioni ambientali favorivano la vita e la riproduzione delle rane. Pertanto nei secoli scorsi gli abitanti del paese erano soprannominati "i ranè"

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