I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Venaria Reale"

di Angelo Fabbri

Luglio 2007

Venaria Reale si trova a pochi chilometri da Torino. La si raggiunge percorrendo la A4, Mi-To, per poi imboccare la Tangenziale Nord di Torino con uscita a Venaria. Perchè un giro alle porte di Torino?
Venaria ha una storia particolare; un tempo essa era un piccolo borgo, luogo di riposo e di caccia dei Savoia, con un immenso parco naturale: il Parco Regionale della Mandria. Da poco tempo sono stati inaugurati, dopo paziente restauro, i giardini della Reggia (la riapertura della Reggia dopo il restauro è prevista per il 20 di settembre p.v.). Arriviamo, quindi, a Venaria uscendo dalla Tangenziale Nord e, seguendo le indicazioni Reggia e Giardini, arriviamo con il camper in Viale Vittorio Emanuele II. Il sabato e la domenica il parcheggio è a pagamento, 7 euro per l’intera giornata; i disabili che espongono il contrassegno non pagano nulla. L’ingresso dei giardini si trova sulla sinistra, circa a metà viale, e davanti all’ingresso vi sono quattro posti di parcheggio riservati ai disabili. Il restauro dei giardini è così raccontato (cito testualmente in breve) nel depliant “Verso l’infinito - I giardini di Venaria Reale”:
1664-1699 Il giardino all’italiana: nel grande complesso architettonico urbanistico e territoriale di Venaria Reale progettato, a partire dal 1664, da Amedeo di Castellamonte per Carlo Emanuele II, un ruolo importante era rivestito dai giardini: articolati su tre livelli terrazzati e collegati da scenografiche scalinate, erano composti da elaborate aiuole fiorite, fontane, sculture e architetture.
1699-1708 Il giardino alla francese.
1798-1978 Il periodo militare: i giardini sono distrutti durante l’occupazione del Piemonte da parte di Napoleone. Con la Restaurazione (1815) la Reggia diventa una caserma, gli spazi esterni sono destinati a piazza d’armi. L’uso a scopi militari dura sino al 1978 sono poi seguiti interventi di conservazione da parte della Soprintendenza.
1998-2007 i giardini ritrovati: Il restauro dei giardini si pone come parte integrante del progetto di recupero del complesso de La Venaria Reale. L’intervento ha ripreso il disegno sei-settecentesco, portato alla luce importanti testimonianze archeologiche, risolto le varie parti adottando soluzioni, che pur ricorrendo a linguaggi e materiali contemporanei, si pongono in sintonia con l’originaria composizione......
Dall’ingresso ci si dirige verso il padiglione d’ingresso dove si trova un bar e i servizi attrezzati per disabili.
I disabili pagano un ticket d’ingresso ridotto, l’accompagnatore è gratuito.
Il percorso è decisamente disagevole per le carrozzine: tutto il fondo è in ghiaia, per cui sia un passeggino che una carrozzina fanno fatica a muoversi. Non sono stati studiati percorsi facilitati; sarebbe stato certamente più opportuno lasciare lungo il percorso una corsia in sterrato battuto, se non addirittura una pavimentazione fatta di autobloccanti così da permettere una più agevole autonomia e un notevole risparmio di fatica per chi deve spingere una carrozzina o un passeggino. I restauratori potrebbero obiettare che adottando una particolare pavimentazione si sarebbe snaturato il contesto storico dei giardini, eppure essi stessi, in alcune parti dei giardini, hanno adottato soluzioni, che si pongono in sintonia con l’originaria composizione, pur ricorrendo a linguaggi e materiali contemporanei. E, allora, perchè non pensare anche ai disabili? Essendo un sito ristrutturato i progettisti ben avrebbero dovuto considerare e applicare quanto le leggi sul superamento delle barriere architettoniche prevedono; tanto più che i percorsi non inficiano o modificano la struttura architettonica dei giardini. Vediamo pertanto un esempio di quanto è stato realizzato con la ristrutturazione: le pergole delle rose sono costituite di un materiale che non esisteva all’epoca della realizzazione dei giardini; inoltre sarà costato sicuramente qualche migliaia di euro. Nel rispetto dei criteri ispiratori perchè non è stato adottato per il pergolato, che è immenso, il legno trattato contro le intemperie? Domanda alla quale qualsiasi risposta è superflua.
Ma ritorniamo alla descrizione della visita. Il percorso si snoda tra la Peschiera Grande, il Giardino delle sculture Fluide, le Grotte, la Fontana d’Ercole, le Pergole delle Rose, il Giardino a fiori, il Boschetto della Musica, il Secondo Boschetto, l’Allea Grande, l’Allea d’Ercole, il Tempio di Diana.
Uscendo dai giardini e proseguendo verso il fondo di Viale Carlo Emanuele II si raggiunge il meraviglioso Parco Regionale La Mandria. Parcheggio per disabili a circa cento metri dall’ingresso di Ponte Verde, sulla sinistra, sotto i platani, oppure a destra in un grande piazzale di sassi completamente al sole.
L’ingresso al Parco è gratuito.
Nel parco vivono liberamente o in modo semibrado diverse specie di animali selvatici; questo parco conserva il più significativo esempio di foresta planiziale ancora presente in Piemonte, conta una superficie di preparco di 6.541 ettari, di cui 1760 sono di proprietà della Regione Piemonte. Il parco è circondato da 30 chilometri di muro di cinta e all’interno vi è un grande patrimonio storico-architettonico con oltre 20 edifici tutelati: tra questi vi è Borgo Castello con i suoi appartamenti reali. Questo era la residenza preferita da Vittorio Emanuele II, dove passava le sue giornate di caccia insieme alla Bela Rosin (Rosa Vercellana)
Possibilità di visita a Borgo Castello anche per i disabili; per accedere alla biglietteria vi è uno scivolo, e un ascensore per salire ai piani superiori. A differenza dei giardini reali qui il disabile e l’accompagnatore non pagano entrambi.
Si possono fare magnifiche passeggiate in questo parco, si incontrano luoghi di riposo e aree attrezzate per pic-nic, fontanelle che dispensano acqua fresca e noi, data l’assenza di qualsiasi barriera architettonica, ne abbiamo approfittato per lunghe passeggiate. Possibilità di girare in bicicletta in lungo e in largo. Un giro molto interessante del parco lo si può fare con il trenino vistando così le zone mantenute inaccessibili al pubblico. E’ così possibile vistare, solo all’esterno, la bellissima Villa Laghi, un edificio neogotico, reposoir del Re. Il trenino è attrezzato per il trasporto di una carrozzina , costo 7 euro per persona, il disabile in carrozzina non paga il biglietto.
Il trenino percorre buona parte del parco; si può fare anche un tour notturno che permette di vedere gli animali selvatici (cervi, daini, cinghiali, lepri) che escono dalla foresta per mangiare. Noi, durante il nostro girovagare, abbiamo incontrato due leprotti che ci guardavano incuriositi.
Abbiamo così trascorso una bella giornata in serenità e in tranquillità. Vale proprio la pena di farci un salto.

Note :
Possibilità di pernottare vicino all’ingresso di Ponte Verde, su Viale Carlo Emanuele II. Si sconsiglia l’aera attrezzata di Collegno, in quanto distante circa sedici chilometri. In estate poi si tenga presente che è sì asfaltata e recintata, ma priva di alberatura.

ATTENZIONE I CANI NON SONO AMMESSI NEL PARCO, PER CUI DEVONO RIMANERE IN CAMPER.
Le motivazioni addotte per il divieto di introduzione di cani, relativamente al disturbo che essi creano alla vita degli animali selvatici, mi sono parse più che motivate e giustificate. Nulla quindi da ridire al riguardo.
Per informazioni www.parks.it/parco.mandria - info@parcomandria.it - www.lavenariareale.it
Per prenotazioni del giro con il trenino: 011-6407833 - 340.7936071. www.trenointerparco.it
trenointerparco@virgilio.it
All’ingresso del parco è possibile acquistare per 0,50 cent la piantina del parco e prendere gratis il coupon con tutte le informazioni del programma 2007 del parco stesso.
Come risulta evidente l’accesso ai luoghi da visitare o l’utilizzo di strutture, per quanto riguarda i disabili, si avvalgono nell’emissione del ticket, pur nella stessa località, di criteri diversi. In effetti non esiste specifica normativa che regolamenta tale materia, tanto più quando eventuali strutture sono gestite da privati. Si auspica pertanto una più precisa disposizione in merito, valida su tutto il territorio nazionale, che consideri sia i disabili in carrozzina sia i disabili per i quali è previsto un accompagnamento: si definisca, quindi, anche in che modo ciò possa essere al bisogno opportunamente documentato.

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