I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Usseaux"

di Luigi Grazia

Comune della Val Chisone situato a 1400 m, attorniato da minuscole frazioni, incastonato in un paesaggio alpino da sogno dove alte montagne spuntano maestose dal verde cupo di larici ed abeti, i prati assomigliano a tappeti di smeraldo che addolciscono il severo profilo delle vette. Il turista che giunge in questi luoghi per la prima volta ha l'impressione che il tempo si è fermato solo per "Lui". Usseaux con la chiesa barocca di San Pietro e Paolo , il vicino laghetto del Laux , la borgata dalle vecchie baite di pietra e legno e l'artigianato di bellissimi oggetti in legno. La creazione dei parchi naturali dell'Orsiera-Rocciavré ed il gran bosco di Salbertrand, hanno preservato un patrimonio naturale che inevitabilmente si sarebbe depauperato. I numerosissimi sentieri nei quali gli escursionisti possono scegliere la difficoltà ed il tempo di percorrenza, i rifugi alpini, la flora e la fauna: l'aquila reale,il camoscio,il cinghiale , la volpe, il capriolo, il cervo sono alcuni incontri che il turista fa di frequente nei parchi ed anche al di là di essi. Non dobbiamo tuttavia dimenticare gli abitanti. La Val Chisone,la Val Pellice e Germanasca sono le principali "Valli Valdesi" dove queste popolazioni vissero e vivono tuttora eredi di una lunga e talvolta tormentata storia per difendere la loro religione, vessati e combattuti per la loro fede , quella del protestantesimo. Decimati con efferata crudeltà dalla casa Savoia i Valdesi resistettero ad ogni avversità ed instaurarono con l'ambiente ostile della montagna un particolare rapporto di "dipendenza". Rapporto complesso e ricco di implicazioni culturali i cui effetti e manifestazioni, grazie anche alla diversità linguistica (oltre al francese i valdesi parlano anche un patois franco-provenzale), hanno in gran parte preservato la loro identità autoctona, nonostante i mutamenti rapidi e radicali che interessano l'intero sistema alpino. Con il nome di valdesi vengono designate due comunità ben distinte situate l'una sul prolungamento storico dell'altra. Il movimento valdese fu protesta religiosa medievale, uno dei tanti ereticali che sorsero in Europa occidentale mentre la chiesa valdese è oggi una moderna organizzazione protestante tuttora in espansione. Gli inizi vanno riferiti alla persona di Valdo (circa 1140-1217). Egli esercitava la mercatura a Lione, quando nel 1173 sperimentò una crisi religiosa caratteristicamente medievale. La morte improvvisa di un amico lo indusse a rivedere la sua impostazione di vita e dedicarsi alla cura materiale e spirituale dei poveri. Predicò la bibbia e diffuse le idee di solidarietà tanto che il vescovo di Lione, tale Guichard lo espulse dalla città. Nel frattempo il valdismo si diffuse in Boemia, in parte della Germania, nella Francia meridionale ed in Italia settentrionale. In particolare fu interessata da questo fenomeno anche Milano dove sorse un importante centro di predicazione con il nome di poveri di Lombardia. La riforma protestante che combatteva la vendita delle indulgenze da parte dei Papi di Roma per reperire fondi per l'edificazione di San Pietro si diffuse sempre più, mentre la sistematica persecuzione infuriava tanto che per diffondere la dottrina valdese fu creata un ' assistenza spirituale itinerante di due persone che visitavano nottetempo casa per casa denominata dei "barbett". In seguito con il trattato della città di Cavour del 1561 fu riconosciuta libertà di culto ma esclusivamente nell'ambito delle loro "valli". Oggi la Chiesa Valdese è inserita stabilmente nel consiglio ecumenico di Ginevra, nell'alleanza delle chiese riformate ed in Italia costituisce praticamente il ramo operativo della chiesa calvinista.

Note tratte da:
Storia della riforma in Piemonte di G.Jalla


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