I VIAGGI E DIARI DI BORDO
"Torino: Piazza Castello"

di Graziella Vignazza Santi

(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N. 75 6/2002)

Quando si parla del luogo di una città che con essa s'identifica come il più importante, il più conosciuto dai residenti e dai forestieri che arrivano in città, il più animato, si usa definirlo "il cuore di…". Una banale frase fatta che, come spesso succede, contiene una verità, almeno nel caso di Torino. Il suo "cuore" nella toponomastica cittadina si chiama Piazza Castello.
Come il muscolo umano che raccoglie il sangue vitale e lo rimette in circolo e per far questo si avvale di una rete di vene ed arterie, alla Piazza arrivano e partono le strade, dette anche non casualmente arterie, che conducono alla collina oltre il Po ed alle più lontane periferie della città. È un grande "cuore" rettangolare delimitato da palazzi di epoche diverse, tutti forniti di portici interrotti soltanto dalla cancellata del Palazzo Reale e dall'adiacente chiesa di San Lorenzo.
Cuore del "cuore", perché collocato esattamente al centro della piazza, è il Palazzo Madama il cui aspetto riassume tutta la storia di Torino. In origine era un castello appartenente ai marchesi del Monferrato. Nel 1200 la costruzione fu ampliata inglobandovi la Porta Decumana appartenente all'epoca in cui Torino si chiamava Augusta Taurinorum ed era un avamposto militare contro le bellicose popolazioni che abitavano le zone montane. Anche oggi sono ben evidenti le quattro torri della Porta Decumana che caratterizzano il retro ed il tetto del Palazzo.
Nel 1600 divenne la residenza di Maria Cristina d'Orléans detta Madama Reale (da qui il nome del Palazzo), vedova di Vittorio Amedeo di Savoia. La bella facciata di stile francese risale al 1721. Fu voluta da Giovanna Battista di Savoia Nemours vedova di Carlo Emanuele II. L'incarico di costruire in città un angolo della sua terra natale fu affidato all'architetto messinese Filippo Juvarra, un nome che si ritrova spesso nelle opere della Torino barocca.
Cominciamo la nostra passeggiata attorno alla piazza partendo dalla Via Garibaldi, proprio di fronte alla facciata di Palazzo Madama. Andando a sinistra, all'angolo di Via Palazzo di Città, troviamo la chiesa di San Lorenzo. Costruita tra il 1668 ed il 1687 è opera dell'architetto Guarino Guarini che vi incorporò la precedente chiesa di Santa Maria del presepe.
L'esterno è disadorno (una semplice porta aperta nel muro) mentre l'interno, a pianta circolare, presenta una ricca decorazione. Sotto l'originale cupola è tutto un fiorire di stucchi e dorature, colonne, affreschi, giochi di marmi policromi, dipinti.
Usciti dalla chiesa ci troviamo di fronte alla cancellata che separa la Piazzetta Reale da Piazza Castello. Opera di Pelagio Pelagi, è realizzata in ghisa. Ai lati dell'ingresso due statue dei Dioscuri (di Abbondio Sangiorgio) sembrano fare buona guardia. Sullo sfondo il Palazzo Reale, la grandiosa costruzione realizzata da Carlo ed Amedeo di Castellamonte nel 1658, che fu residenza dei duchi di Savoia, dei Re di Sardegna e dei Re d'Italia fino al 1865. Le linee architettoniche semplici e un po' severe non ingannino sul contenuto. Le sale del Palazzo sono ricche di decorazioni barocche, rococò e neoclassiche, di mobili d'epoca, di collezioni di quadri, di vasi orientali ed altro ancora.
Se siamo già un po' stanchi od accaldati possiamo fare una sosta nei giardini reali disegnati dall'architetto francese Le Nôtre. Si accede entrando nel palazzo ed attraversando un cortile acciottolato. In questa oasi di verde e di silenzio la città sembra lontana, ma basta volgere lo sguardo attorno per scoprire il profilo della Mole e capire che, invece, ne siamo al centro.
Ritornati sulla Piazza Castello iniziamo il percorso nella parte con i portici. Proprio all'inizio di questi, se alziamo gli occhi sulla facciata che dà sulla piazza, scopriamo un pezzo di storia d'Italia, ossia la Loggia da cui si affacciò Carlo Alberto il 23 marzo 1848 per annunciare la concessione dello Statuto.
Pochi passi sotto i portici ed incontriamo l'ingresso della Biblioteca Reale e dell'Armeria Reale. La Biblioteca, al piano terreno, è una ricca raccolta di volumi e disegni preziosi fra cui l'autoritratto di Leonardo da Vinci ed il "Codice sul volo degli uccelli". L'Armeria reale, al piano superiore, è una delle più belle collezioni al mondo per la quantità, la varietà e la bellezza dei pezzi esposti.
Inaugurata nel 1837 da Carlo Alberto occupa parte dell'antica Galleria che, attraversando la Piazza, collegava il Palazzo Reale con Palazzo Madama.
In fondo a questa ala porticata ci troviamo di fronte l'ingresso del Teatro Regio, il tempio cittadino della musica lirica e del balletto classico.
Del teatro settecentesco ideato da Benedetto Alfieri rimane soltanto la facciata. Il resto fu completamente distrutto da un incendio nel 1936, sorte che sembra comune ad altri teatri lirici italiani. Il Regio fu ricostruito soltanto alla fine degli anni '60 ed in seguito completato dalla bellissima cancellata di Umberto Mastroianni intitolata "Odissea musicale".
Di fronte al Teatro Regio, quasi addossato alla parte medievale di Palazzo Madama, nel 1937 è stato collocato il monumento al Duca d'Aosta. Il monumento non mi piace, è cupo e freddo; tantomeno mi piace il fatto che rompa l'armonia di quel Palazzo che ho definito "il cuore del cuore". Ma si sa che all'epoca in cui fu deciso di onorare l'eroe della prima guerra mondiale il parere dei cittadini non era richiesto. Forse i torinesi avrebbero indicato un'altra sede.
Attraversando Via Po volgiamo lo sguardo a questa lunga strada perfettamente rettilinea. Alla sua estremità appare la bianca chiesa della Gran Madre di Dio sullo sfondo verde della collina. Quasi un quadro, o il fondale di una scena incorniciato dalla fuga dei portici.
Oltre la Via Po comincia la parte commerciale di Piazza Castello con negozi e caffè che si susseguono gli uni accanto agli altri. Una pausa allo storico Caffè Mulassano riporta i nostri ricordi all'epoca risorgimentale. Qui, come in altri locali pubblici, alcuni scomparsi altri ancora in attività, si davano convegno i patrioti provenienti da tutte le parti d'Italia per unirsi alle truppe piemontesi. Combattere e cacciare lo straniero, rendere libero ed indipendente il proprio paese era lo scopo della loro vita.
Questo lato della Piazza sfocia nel salotto ottocentesco della Galleria Subalpina. La luce piove dall'alto del tetto vetrato sui fiori e le piante del giardino posto al centro. Al lati alcuni negozi ed un altro locale storico, il Caffè Baratti e Milano.
La nostra passeggiata giunge al termine all'angolo della Via Roma, la principale di Torino, la più elegante, quella che ospita i negozi delle griffe più prestigiose. Ma questa è un'altra storia di cui parlerò in un prossimo articolo. Adesso andrò a sedermi sulle panchine davanti a Palazzo Madama, a godere il fresco delle fontane mentre la gente attorno passeggia, corre, oppure se ne sta ad oziare come me.

 

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