Raduno rilevante nella città piemontese fra le più
importanti d’Europa dal nobile aspetto di antica capitale
sabauda, centro culturale ed artistico fra i principali d’Italia.
Inutile addentrarsi in una qualsiasi descrizione; le guide specializzate
saranno all’altezza delle nostre aspettative.Noi tratteremo
l’argomento della Sacra Sindone e della sindonologia,
studio della stessa. Come tutti sappiamo si tratta di una tela
di lino,drappo funebre per avvolgere le salme. Per antonomasia
la Sindone è il lenzuolo che avvolse il corpo di Cristo.Di
essa si fa menzione, come esistente, in scritti del secolo VII°;
più tardi ne parla chiaramente Roberto di Clary (1204)
che la vide a Costantinopoli, conservata nella cappella imperiale
di Santa Maria delle Blacherme. Dal 1204 al 1350 non si hanno
documenti; ma quando nel 1205 i latini conquistarono Costantinopoli
ivi era presente Garnier de Trainel, Vescovo di Troyes, cui
venne affidata la custodia delle reliquie della cappella imperiale,
e che morì poco dopo la conquista. Probabilmente un suo
famigliare, Guglielmo di Champlite, sposato poi con una Charny,
portò con sé la Sindone appropriandosene. Nel
1350 circa, il telo venne esposto al pubblico in una cappella
a Lirey a cura di Goffredo I° di Charny con l’approvazione
di un legato pontificio. Dal Cardinale Pietro di Santa Susanna
della famiglia Charny, la Sindone passò ai Duchi di Savoia,
in Chambery. Nel 1578 Emanuele Filiberto trasferì la
stessa a Torino, per desiderio di San Carlo Borromeo e qui ancora
oggi si trova in una cappella dalla singolare architettura barocca,
disegnata dal Guarini. Intorno alla Sacra Sindone si accesero
discussioni e polemiche soprattutto dopo il 1898, anno in cui
venne fotografata dal torinese Pia (accreditato a corte), per
incarico dal Re Umberto I°. La fotografia rivelò
un fatto sconosciuto, cioè la Sindone è una sorta
di negativo fotografico, tanto che sulla “lastra”
apparve il “positivo” cioé una figura realistica
del Cristo nudo, recante in modo evidente e chiaro i segni di
una dolorosissima passione. SINDONOLOGIA. Gli studi di Paul
Vignon e di D.Noguier de Malijai (Salesiano) cercarono di interpretare
la formazione delle impronte, attraverso un processo chimico
derivante dall’alterazione dell’urea, dovuta al
sudore. Tuttavia questa interpretazione venne discussa e criticata
in seguito da Dezani e da Scotti(1931-33) in occasione del primo
convegno di studi sulla Sindone da due medici, Romanesi e Judica
Cordiglia intorno a queste ricerche venne a destarsi l’interesse
di vari studiosi e scienziati di tutto il Mondo.Grande importanza
per il modo della crocefissione e delle cause della morte del
Cristo, ebbero come tema gli studi del Barbet, di Hynek, dal
menzionato Judica, dal Caselli, dal Wolkringer ed altri. Al
Timossi è dovuto uno studio analitico del tessuto. Lo
Scotti (1939) , tenendo conto della vastità e complessità
delle ricerche, proponeva la costituzione di una disciplina
particolare, appunto la sindonologia, nome ora entrato nell’uso
internazionale. In seguito alle ricerche scientifiche menzionate
, l’autenticità della Sindone appare oggi seriamente
fondata. Essenzialmente le opposizioni provengono da una minuta
di lettera scoperta e pubblicata dal canonico Ulisse Chevalier
(1809-1902) ; in essa un Vescovo di Troyes , Pierre d’Arcy,
si rivolse al Papa Clemente VII° per denunziare che la Sindone
era un falso. Essa è semplicemente un dipinto come avrebbe
scoperto il suo predecessore Enrico de Poitiers. Il tono della
lettera non è sereno. D’altra parte il Pontefice
rispose, con atteggiamento prudenziale, non doversi “affermare”
l’autenticità della Sindone, però non “doversi
rimuovere”; nel contempo egli concedeva un’indulgenza
a coloro che la veneravano. Gli esami anche microscopici non
hanno mai rivelato alcuna traccia di pittura sul telo di Torino.
In occasione del primo convegno internazionale di studi di sindonologia
(Roma 1950) Monsignore Pietro Savio (dell’archivio segreto
del Vaticano) pubblicava documenti attestanti l’alta moralità
sia di Goffredo I° di Charny, che dei canonici di Lirey
, gli autori della prima esposizione della Sacra Sindone alla
pubblica venerazione. Attualmente si è costituito in
Torino un “Centro internazionale di studi di sindonologia”,
con ramificazioni in molti paesi stranieri.
Note tratte da: Antropologia e etnografia di Pietro Scotti
Il quale fu uno dei maggiori (se non il più importante)
studioso del problema.