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di Luigi Grazia
Un paese di poche migliaia di abitanti ubicato alla sinistra del
fiume Po, ad una decina di chilometri da Torino, incantevole località
immersa nel verde della campagna ed interessante luogo ricco di
storia e di opere d'arte. Già insediamento romano di una
certa importanza tanto che sull'antico sito, nei pressi della chiesa
di San Giovanni ai Campi, sono ancora visibili i tracciati. Sul
finire del secolo XII° la regione veniva identificata tutt'una
con la Lombardia; solo agli inizi del XIII° secolo fu chiamato
Piemonte poiché i primi possessi Sabaudi cisalpini furono
nominati ai Piè dei monti. Nel secolo XI° a Piobesi Torinese
sorgeva un castello visconteo, distrutto e ricostruito in parte,
del quale oggi rimane solo la torre e la chiesa parrocchiale di
Santa Maria, con alla destra il campanile dalla porta ogivale. Percorrendo
corso Italia si notano alcune case quattrocentesche ornate di fregi
e medaglioni, la chiesa "romanica" di San Giovanni ai
Campi dei secoli X-XI° con importanti affreschi di varie epoche,
alcuni firmati dal pinerolese Giovanni Beltrami, altri di autori
anonimi di scuola ottoniana che in Piemonte sono rarissimi mentre
nel Veneto od in Lombardia sono un poco più numerosi. La
spiegazione è molto semplice ed ovvia; la scuola ottoniana
è un genere pittorico proveniente dall' impero bizantino
che si diffuse in Italia partendo da Venezia. Per arte ottoniana,
se riferita alla pittura in particolare, dobbiamo intendere quello
stadio "intermedio" tra l'arte bizantina e la romanica.
In questo periodo di transizione gli artisti si erano posti il problema
di riuscire a porre in risalto la rappresentazione pittorica con
il gioco prospettico, cioè evidenziare le figure su piani
di spazio diversi e non come sono i mosaici bizantini dove tutte
le figure sono allineate davanti a chi guarda senza alcun effetto
di lontananza. Riuscirono ad ottenere parzialmente questo effetto
prospettico colorando in modo diverso i contorni delle figure umane
staccando in tal modo un soggetto dall'altro. Seguirà successivamente
il periodo romanico (come appunto la chiesa di San Giovanni ai Campi)
; l'arte romanica si sviluppa subito dopo l'anno mille quando un'improvvisa
ansia di rinnovamento anima la società europea. Ne consegue
un generale risveglio che in breve porta a maturazione nuove e più
alte forme di civiltà. All'origine di questo grandioso e
complesso fenomeno non vi fu una profetizzata fine del mondo, come
vuole un'antica patetica leggenda, ma un rinato spontaneo sentimento
di fiducia nella vita e la presa di coscienza che il vecchio mondo
feudale stava scomparendo, permettendo così all'economia,
alla politica e quindi ai liberi comuni di affermarsi. Lo sviluppo
dell'architettura romanica condurrà a nuove soluzioni tecniche
dalle volte a botte ed a crociera, in luogo delle travature in legno
ed a rappresentare per la prima volta nella produzione lapicida
delle statute un rapporto fra arte e lavoro dell'uomo. La splendida
campagna che circonda Piobesi dovrebbe essere osservata e tradotta
in " nozioni". Emilio Sereni nel suo libro "Storia
del paesaggio agrario" racconta il lavoro e le abitudini dei
contadini di ieri e di oggi. E' un valido aiuto per leggere la natura
che ci circonda ed in questo articolo vengono proposte delle pagine
che interessano in modo particolare il Piemonte. Parliamo della
GRANGIA presso Lagnasco nel saluzzese. E' una fattoria medievale
citata dagli studiosi come esempio di insediamento contadino dove
le famiglie vivevano in diversi fabbricati rurali prospicenti un
grande prato. Prato che oggi definiremmo condominiale in quanto
le stesse lavoravano la terra in proprio e "non si aiutavano
reciprocamente" nei lavori dei campi, ma attuando già
a quei tempi la divisione specialistica del lavoro. In pratica non
facevano altro che ripetere quanto venne loro insegnato dai monaci
cistercensi che nei loro conventi, ieri come oggi, svolgono ciascuno
una sola attività (portinaio, cuoco, eccetera). Furono proprio
questi religiosi del XII° secolo che esportarono dalla Francia
al Piemonte questo tipo di insediamento rurale che prese il nome
dall'antico francese GRANCHE (granaio) e da qui nella parlata piemontese
fu chiamato GRANGIA. In Piemonte questo tipo di azienda agricola
medievale si moltiplicò ed ancora oggi consultando la toponomastica
della regione sono rilevabili numerosi insediamenti con questa caratterizzazione.
Note tratte da:
L'arte romanica di A.Venturi.
Storia del paesaggio agrario di E.Sereni.
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