| di Riccardo Lussana
(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.
3 4/2000)
Sabato 27 e domenica 28 maggio p.v. la cittadina di Perosa ospita
la grande comitiva di camperisti del "Camper Club La Granda";
è indubbiamente motivo di soddisfazione che Perosa Argentina
sia stata scelta per un incontro di tale portata.
Da uno scritto dello storico Guido Baret di Pomaretto, riportiamo
alcune notizie storiche: "L'etimologia del nome di Perosa vuol
dire "località situata fra aspri terreni di montagna,
dove abbondano le pietre". Lo documenta il vecchio stemma di
Perosa: "tre pietre in campo nero e il motto latino: "Dant
fructus lapides" (danno frutto, fruttificano le pietre).
Questo motto fa torcere un po' il naso ai contadini che sanno per
esperienza che i terreni pietrosi non sono di quelli che rendono
di più, sia per il rigido clima alpino che della natura silicea
e porosa delle terre montane.
Il motto latino trova invece una giustificazione nelle cave di granito
(gneiss dioritico) che rendono Perosa ben conosciuta sia in Italia
sia all'estero e tale motto potrebbe anche voler significare che
la fatica dura e ostinata dei montanari fa rendere persino i terreni
più avari.
Nella storia "Poggio Oddone" è forse stato il primo
nome di Perosa, verso l'anno Mille quando il borgo si limitava alle
poche case di Perosa Alta arroccate attorno alla chiesa di San Genesio.
Perosa ha anche un attributo originale e simpatico: Argentina, che
è stato approvato con delibera del Consiglio Comunale nella
seduta dell'11 Novembre 1862, in virtù di una leggenda secondo
la quale sarebbe esistita una borgata che si chiamava Argentina
nei pressi del torrente Chisone che una piena avrebbe distrutto.
Che la borgata sia effettivamente esistita e che si chiamasse "Argentina",
forse per la presenza di forni per la fusione dell'argento, però
non è possibile provarlo storicamente, ma di certo è
una conseguenza indiretta della presenza delle miniere d'argento
che nei tempi passati erano coltivate nel vallone di Rio Agrevo;
se ne può ancora vedere lo scarico dei detriti e delle gallerie
ad un'altitudine di 1400-1500 metri a cavallo della costa e nella
"comba", che scendono dalla cresta che divide la Val Chisone
dalla Val Sangone, fra punta Sarasina e punta Uja; da documenti
storici della castellania di Perosa, si rileva che negli anni 1291-1313
una parte dell'argento raffinato veniva inviato al Tesoro dello
Stato.
Perosa è pure stata una città di frontiera fra Piemonte
e il Delfinato per quasi sei secoli, circa dall'anno 1120 al 1713,
non per niente le fortezze della zona hanno avuto nei tempi passati
un’importanza capitale nella storia locale.
La fortezza più importante è stato il forte o castello
del borgo. Circa verso gli anni 1000-1200 era situato a Perosa Alta
nei pressi della chiesa di San Genesio. Verso il 1300 il forte veniva
edificato sopra al poggio che i Perosini chiamano tuttora la "Ridotta";
il forte era comandato da un capitano che era pure governatore della
Val Perosa.
Altro forte importante era quello del Becco Delfino, zona Ciapella;
era stato edificato dai Savoia nel 1597, ma quattro anni dopo la
Francia lo faceva demolire e poi lo riedificava nell'anno 1630,
di tale forte rimangono pochi ruderi.
Perosa, quindi città di frontiera, ma anche a due riprese
città francese per una quarantina d'anni nel XVI secolo ed
una seconda volta per 66 anni dal 1630 al 1696, senza contare l'occupazione
napoleonica dal 1798 al 1814.
In questi ultimi tempi, sia da parte dell'Amministrazione Comunale
che del gruppo storico della Pro Loco, si stanno sviluppando progetti
di ricerca del nostro territorio per il ricupero della memoria storica
del centro Poggio Oddone e sono già state trovate documentazioni
interessanti.
La cittadina di Perosa Argentina, oggi soffre una crisi occupazionale
e tutti sono impegnati ad incrementare il turismo culturale sul
territorio per trovare un'alternativa di vita alla gente, e per
evitare un ulteriore spopolamento.
Perosa è una graziosa cittadina della provincia torinese
che sorge alla confluenza delle Valli Chisone e Germanasca, collocata
a 627 metri di altitudine; oggi conta 3853 abitanti (nel 1971 ne
aveva 4528) e si snoda lungo la via napoleonica che unisce Pinerolo
a Sestriere. La cittadina si estende, verso la ridente costiera
che conta una quarantina di borgate, tra pinete, castagneti, ruscelli
e cascate, tra campi e pochi vigneti.
Con l'apporto dell'immigrazione degli anni 1915-1920 e successivi,
in prevalenza veneti e sardi immigrarono a Perosa e svilupparono
a fianco della tradizione agricola, l'attività industriale
tessile e quella artigianale della lavorazione della pietra tuttora
esistente.
Perosa ha una grande storia industriale tessile sorta nel 1835 per
merito dei baroni Bolmida, poi Jenny e Ganzoni, Cotonificio Valle
di Susa ed oggi Manifattura di Perosa S.p.A. Ricordiamo che nel
1870 l'industriale Benedetto Berthelot impiantò una nuova
industria serica che nel 1883 passò agli industriali Gutermann
di Gutach. L'industria trasforma la cittadina ed i Perosini, gradualmente
abbandonano i loro campi e le borgate; il concentrico perosino cresce
come pure il reddito delle famiglie, mentre il tessuto urbano si
evolve, grazie agli interventi delle due industrie tessili; sorgono
case operaie, convitti, dopolavoro, asili, campo sportivo, centrali
elettriche.
La mentalità dei Perosini cambia; l'attaccamento al lavoro
della terra viene sostituito dal posto fisso in fabbrica che dà
più sicurezza di vita, salario fisso a fine mese, alloggio
migliore, acqua corrente, energia elettrica a poco costo (fornita
dalle industrie), assistenza medica, servizi sociali e più
tempo libero.
Circa 45 anni fa le industrie perosine davano lavoro a circa 2500
persone, oggi gli occupati sono 400 e per la cittadina è
proprio il momento di utilizzare altre risorse locali sfruttando
il turismo culturale.
Dal 1995 l'Associazione Ecomuseo delle Valli Chisone e Germanasca
opera per la valorizzazione del patrimonio tessile mettendo in evidenza
i vari aspetti dell'industrializzazione, degli edifici adibiti alla
produzione, alle opere sociali, ai rifugi antiaerei (voluti e realizzati
dalle imprese industriali) che sta riscuotendo un notevole interesse
turistico.
Il territorio di Perosa Argentina, è collegato strettamente
ad altri itinerari interessanti delle valli, con la possibilità
di:
Visita Scopriminiera di Prali, Museo del Cuscinetto di Villar Perosa,
Forte di Fenestrelle (imponente complesso di fortificazione) Musei
Valdesi di Prali, Rodoretto, Balsiglia; Antichi Mestieri di Pomaretto,
Museo Etnografico di Pinasca "Abitare in Valle" realizzato
da G. Faure, antiquario e artigiano del legno.
A Perosa Argentina è da vedere la chiesa San Genesio, eretta
nel XIII secolo con la stupenda statua della Pietà e la Via
Crucis (14 tavolette) opere in legno dello scultore Augusto Rungaldier;
cinque affreschi dell'anno 1925 del prof. Bongioanni di Acqui Terme
ornano la volta della navata centrale. Da visitare inoltre il Parco
Comunale E. Gay, il Parco della Comunità Montana L. Tron,
le cave di pietra di Perosa (gneiss dioritico) unica ed apprezzata
nel mondo.
Perosa Argentina è un soggiorno ideale di mezza montagna,
unisce la dolcezza dei tratti della collina con il fertile declivio
della costiera, alla forza della montagna, con le elevate cime che
la circondano.
Agli ospiti camperisti, un augurio di buon week-end Perosino
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