Noto centro di villeggiatura della provincia torinese, distante
circa 77 chilometri dal capoluogo, è contornato da imponenti
montagne che,ormai, dato l’avvicinarsi del grande evento
delle Olimpiadi del 2006 , vengono sempre più spesso
denominate “Montagne Olimpiche”.
Oulx importante comune dell’Alta Valle di Susa,posto a
1100 metri sul livello del mare lungo il corso della Dora Riparia
è un noto centro turistico.
Frequentato in estate per le sue splendide passeggiate in valle,
e trampolino di lancio verso le tante escursioni di alta montagna,
è altresì vivace in inverno, per la vicinanza
al comprensorio sciistico di Bardonecchia e della Via Lattea.
Via Lattea che sarà ancora più facilmente raggiungibile
con l’impianto di risalita in fase di costruzione nel
paese. Questa breve presentazione è l’invito per
trascorrere qualche giorno in perfetta sintonia con la natura,
approfittando dell’occasione del raduno che il Club la
Granda organizza in questa splendida località. Altro
motivo di interesse verso questo Comune che si trova sull’importante
direttrice viaria che conduce alla Francia è un ricco
bacino di connotazioni artistiche e storiche.
In paese ammireremo il magnifico Palazzo Ambrosiani del 1557
a finestre crociate (una vera rarità per la valle) con
all’interno notevoli affreschi. Poco più avanti
troviamo un’altra residenza storica, la “Casa Des
Ambrois” appartenne a Luigi Des Ambrois de Nevache nato
ad Oulx nel 1807 e morto a Roma nel 1874. Fu ministro dell’interno,
dei lavori pubblici e promotore del regime costituzionale in
Piemonte. Partecipò alla battaglia di Custoza, deputato
al parlamento piemontese , senatore , presidente del consiglio
di stato, ambasciatore a Zurigo durante le trattative per la
pace con l’Austria dove cercò invano di evitare
la cessione di Nizza alla Francia.
Questa battaglia diplomatica è ricordata in quanto fu
una delle poche voci che si levarono dal coro per contrastare
la politica rinunciataria del pur celebre Conte Benso Camillo
di Cavour. Nella Casa Des Ambrois sono conservati oltre a quadri,
cimeli, documenti relativi all’attività pubblica
del proprietario, bronzetti romani rinvenuti nelle vicinanze,
anche una pietra militare romana. I romani le chiamavano miliarii
e le ponevano lungo le strade importanti per marcare la distanza
progressiva di ogni miglio (circa 1450 metri).
Cippi o lapides miliarii sono visibili ancora oggi lungo le
strade romane ed hanno generalmente la forma di una colonna
alta poco meno di due metri come quelle posizionate sulla strada
consolare che da Rimini correva lungo l’Adriatico sino
ad Aquileia. In seguito anche Appio Claudio adottò questo
sistema sulla Via Appia.
Su qualche strada si trova anche una duplice numerazione con
i due punti di partenza opposti. Un esempio classico lo troviamo
sulla direttrice che da Eporedia si dirige ad Aosta e viceversa.
Nell’anno 20 a.C. Cesare Augusto assumendo la cura delle
vie che dipartivano da Roma fece innalzare in mezzo al Foro,
fra i rostri e l’arco di Settimio Severo in posizione
simmetrica il famoso Miliarium Aureum.
Su quella colonna oggi scomparsa venivano riportati con caratteri
di bronzo dorati i nomi delle grandi città dell’impero
e le vie consolari naturalmente con le relative distanze. I
miliarii recavano generalmente un’iscrizione che, oltre
al numero progressivo della distanza, ricordava i nomi dei magistrati
od imperatori che costruirono la strada o la restaurarono. Talvolta
veniva indicata anche l’importanza delle cariche o delle
dignità di cui furono insigniti. Plutarco considera Caio
Gracco l’inventore delle lapis miliarius. In realtà
erano in uso prima del grande tribuno.Già al tempo di
Polibio la Via Domitia fra il Rodano ed i Pirenei ne era provvista.
In paese noteremo la bella torre quadrata dei saraceni del XII°
secolo che ricorda le invasione di queste popolazioni.
Case private e fontane artistiche molto belle dei secoli XVI°
e XVII° caratterizzano l’antico borgo così
come la chiesa dell’ Abadia con una pregevole “ancona”(tavola
dipinta o scolpita posta a decorazione di un altare) visibile
nell’antica prevostura (dal latino praepositus= preposto).
Espressione che indicava anticamente il vescovo, il vicario
o semplicemente l’economo di una chiesa. Oggi il moderno
diritto canonico indica il parroco titolare. Visiteremo la Parrocchiale
con portico del 1676 ed una bella cappella a crociera cordonata
e preziose ancone in legno dorato.
Oulx in epoca romana fu chiamata Ad Martis per un tempio, ora
comparso, dedicato al Dio Marte, in seguito ebbe nome Ulcium.
Nel 573 devastata dai longobardi fece poi parte con l’alta
valle di Susa del regno di Borgogna. Al principio del secolo
X° vi sorgeva una cappelletta, dipendente dall’abbazia
di Novalesa distrutta dai Saraceni ove ripararono i monaci per
sfuggire agli stessi. Qui li raggiunsero trucidandoli nel 906.
Fu in seguito scoperto tra i corpi gettati in un pozzo quello
di San Giusto, traslato nel 1027 a Susa per opera del sacerdote
Gerardo. Con l’occasione di questo ritrovamento fu eretta
a perenne ricordo una prevostura detta Plebs Martyrum. Sempre
ad Oulx nel 1750 (alcuni storici indicano la data del 1748)
ebbe luogo il matrimonio tra Vittorio Amedeo III° di Savoia
ed Antonietta Ferdinanda di Borbone, infanta di Spagna. Infine
nel secolo scorso il comune cambiò toponimo, da Ulzio
all’attuale Oulx.
Note tratte da:
Le strade romane dell’Italia occidentale
di Giuseppe Corradi.
Diritto ecclesiastico e canonico
di Lazzaro Maria De Bernardis.
Storia piemontese
di Cesare Ajmonetti.