I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Moncalieri"

di Gregorio Alvignani

Graziosa cittadina e centro industriale distribuito in parte su un'altura della collina torinese che si protende verso la riva destra del Po.
Da sempre Moncalieri si identifica con il castello reale, grandiosa costruzione del secolo XV°, più volte rimaneggiata nei secoli scorsi, fu una delle residenze sabaude più importanti. Dal lungo viale prospiciente l'ingresso è possibile ammirare un grandioso panorama sulla pianura, su Torino, sulle Alpi verso l'imbocco della splendida Valle di Susa, dominata dalla celeberrima Sacra di San Michele.
Il castello sabaudo appartenne alla dinastia dal 1250 circa e le vicende storiche dei Savoia furono così strettamente legate all'edificio che quasi tutti i personaggi della famiglia vi soggiornarono più o meno lungamente. Il "rifacimento" di un modesto palazzo signorile di campagna trasformato nell'attuale castello lo si deve al celebre architetto Conte Carlo di Castellamonte, piemontese, nato circa alla fine del 1500 e morto nel 1639 o 1640. Probabilmente iniziò gli studi a Torino ed apprese i principi di architettura dal famoso Vittozzi sviluppando le sue teorie costruttive. Il castello è di forma quadrata , difeso da due torri cilindriche; all'interno si possono visitare gli splendidi appartamenti reali che saranno oggetto di una accurata illustrazione da una guida specializzata. Nominato architetto ducale dai Savoia progettò e costruì numerose opere nelle quali è evidente il genio.
La sorprendente sistemazione urbanistica in Torino della Città nova, cioè il quartiere compreso fra le vie Giolitti, Alfieri, Gramsci e l'apertura della spettacolare piazza San Carlo, la quale è considerata giustamente dalla critica più "compatta ed omogenea" dell'altra celebre place Stanislas dell'architetto Emmanuel Hèrè di Nancy ,antica capitale della Lorena. Infine suo è il progetto del Santuario di Vicoforte.
La cittadina ha numerose attrattive degne di nota, la piazza Vittorio Emanuele ii°, centro del nucleo urbano con portici e caratteristiche terrazze le quali ripetono lo stile della Francia del sud. Evidentemente gli influssi transalpini produssero temi architettonici e modi di vita abbastanza simili. Moncalieri ( dal latino medievale Mons Calerius) è ricordata nei libri di storia anche per un'altra vicenda , il Proclama di Moncalieri cioè la conclusione della pace fra il Piemonte e l'Austria, sancita a Milano il 6 agosto 1849, accordo che divise i deputati. La Camera Sarda del parlamento piemontese che disponeva di una maggioranza di centro sinistra , rifiutò di ratificarla se il Ministero presieduto da Massimo d'Azeglio non avesse provveduto a tutelare i profughi del lombardo-veneto, dei quali nel trattato di pace non era contenuta alcuna garanzia sulla concessione della cittadinanza piemontese ai combattenti insorti contro l'Austria. Fu sciolta la camera e D'Azeglio nelle nuove votazioni chiese al popolo di eleggere dei rappresentanti che tutelassero con una specifica legge quanti combatterono per il Piemonte al di fuori dei confini sabaudi.


Note tratte da:
Storia d'Italia di Luigi Salvatorelli

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