L’antica Corniatum importante centro romano e longobardo,
divenne feudo dei Valperga , conteso dai marchesi del Monferrato
e dagli Acaja, entrò agli inizi dell’ottocento
nell’orbita dei Savoia. Prese parte alla lunga ed estenuante
lotta del tuchinaggio , rivolta contro le esose imposizioni
dei feudatari.
La protesta ebbe origine nella Lingua d’Oca contro il
gravame delle imposte fiscali, avvenute nel secolo XIV°.
Forse trasse il nome dalla antica parola francese tuchin (miserabile,
straccione).
Altri fanno derivare da tuic un (tutti uniti) motto dei contadini
insorti, o da tuca (zolla). La questione dei tuchini e dell’origine
del nome , come pure quella sulle sue cause, non sono ancora
tutte risolte. L’insurrezione si propagò in quasi
tutta la Francia meridionale con stragi di nobili ed incendi
di castelli, ma fu crudelmente repressa dal duca di Berry (1382).
Contemporaneamente si propagava in Piemonte un movimento simile,
precisamente nel Canavese, fomentato segretamente da Teodoro
II° del Monferrato ai danni del Conte di Savoia Amedeo VII°;
questi però con savie disposizioni riuscì a pacificare
gli animi, siamo nel 1387. Il nucleo antico della cittadina
è particolarmente interessante con le strette vie. Una
di queste la pittoresca via Arduino, a portici, nella quale
si trova la cosiddetta casa di Re Arduino, gotica ricca di decorazioni
a cotto.
Alcune torri superstiti si intravedono fra cui la bella torre
Carlevatto. Più avanti troveremo la parrocchiale San
Dalmazzo nella quale potremo ammirare, su un altare laterale,
una tela di Santa Teresa attribuita a Guido Reni. Questo artista,
così come altri (I Carracci) uscì dall’accademia
degli incamminati caraccesca.
Caratteri diversi, temperamenti opposti rivelarono ben presto
molti ingegni dell’ambiente emiliano del primo Seicento.
L’opera del Reni deve essere tuttavia attentamente vagliata
poiché tanta parte della sua produzione, sia delle grandi
pale d’altare che dei piccoli dipinti di devozione privata,
è viziata spesso da pietismi e languori che commercializzavano
la sua vena di grande pittore.
Talvolta, nelle sue opere meno sincere e più declamatorie,
si possono ritagliare brani di eccezionale bellezza.
Note tratte da:
Le vie d’Italia del T.C.I.
Edizioni sull’ Arte italiana della U.T.E.T.