NOTIZIE SU CAVOUR
Su una superficie di circa 4913 Ha, con 5.200 abitanti ed un'altitudine
di 300 s.l.m. (462 sulla vetta della Rocca), Cavour è situato
ai confini della Provincia di Torino con quella di Cuneo (Saluzzese).
La sua vocazione prevalentemente agricola è testimoniata
dalle circa 400 aziende operanti in questo settore nelle frazioni
di Castellazzo, Zucchea, Gemerello, Babano, Cappella del Bosco,
S. Michele, Sant'Antonio, San Giacomo, Sant'Agostino, Cappella Nuova,
Sant'Anna. Infatti, accanto a pur fiorenti industrie della lavorazione
delle carni, del granito, della piccola meccanica e dell'artigianato,
vi si incontrano ampie distese coltivate a cereali, lunghi filari
di alberi da frutta e diversi allevamenti specializzati per bovini
di "Razza Piemontese" già premiati con lodevoli
piazzamenti alle più prestigiose mostre nazionali. Rilevante
la tradizione gastronomica che raggiunse già il suo apice
negli anni cinquanta con i famosi "pranzi dei grassoni",
attualmente rilanciati a livello internazionale. L'accurata pavimentazione
del centro storico mette in risalto l'antica e ordinata geometria
del paese che si riscontra nelle ampie piazze, nelle strade rettilinee,
nei vecchi cortili, negli edifici storici e nelle case dai caratteristici
tetti in "losa" che contrastano piacevolmente con lo sfondo
verde della singolare Rocca.
RISERVA NATURALE SPECIALE ROCCA DI CAVOUR
l Parco Naturale della Rocca, istituito con L.R. n° 48 del
16/05/80, ha assunto dal 1995 la denominazione di Riserva Naturale
Speciale accorpata al tratto cuneese del Sistema delle aree protette
della fascia fluviale del Po. Comprende la Rocca e, nella parte
più pianeggiante verso Saluzzo, l'Abbazia di S. Maria (sec.XI):
ne sono proprietari il comune ed in parti alcuni privati. La Rocca
è una punta alpina emergente per circa 162 mt. dai depositi
alluvionali della pianura Padana. Appartiene al massiccio del Dora-Maira,
e la sua orogenesi risale al Carbonifero (345/280 milioni di anni
fa). Presenta caratteristiche archeologiche, storiche e naturalistiche,
fra cui diverse incisioni rupestri (fori a coppella, la pera d'la
pansa, le ongià e le piotà del diav), una pittura
policroma risalente al post-paleolitico, ruderi e resti di fortificazioni
medievali, una flora che comprende oltre 450 specie (alcune inconsuete
a tali quote) e infine una fauna dove riveste particolare rilevanza
l'aspetto ornitologico. Lungo l'itinerario pedonale (dalla Scala
Santa a lato della Chiesa di S. Lorenzo) e la strada carrabile (da
Via Barge), si possono trovare, oltre diversi ulteriori sentieri,
percorsi ginnici autoguidati, fontane, panchine e tavoli in pietra.
Sulla vetta, raggiungibile a piedi in 15/20 minuti dal paese, il
caratteristico pilone che custodisce le vittime dell'eccidio del
Catinat avvenuto nel 1690; inoltre un ampio parcheggio e aree per
comodi relax, con un incomparabile panorama di montagne e di pianura
a 360°, dalle Alpi Marittime alle Pennine.
ABBAZIA DI S. MARIA
Inserita nella Riserva Naturale Speciale della Rocca per le
sue caratteristiche storiche ed architettoniche, l'Abbazia è
situata ai limiti della riserva stessa verso il Saluzzese ed è
uno dei monumenti alto-romanici più importanti del Piemonte.
Fondata "ex-novo" dal Vescovo di Torino Landolfo nel
1037, è stata governata da più di 40 abati, per
lo più benedettini provenienti dalla Chiusa di S. Michele.
Nonostante sia stata più volte danneggiata, è possibile,
ancora oggi riscoprirvi (al di là del restauro barocco
e di quello più recente degli anni sessanta) ciò
che rimane dell'opera Landolfiana: i diversi livelli della Chiesa,
i pilastri ottagonali, la stupenda cripta con l'altare più
antico del Piemonte e, soprattutto il prezioso materiale di reimpiego
di epoca antecedente che testimonia una possibile struttura preesistente
(tempio pagano, pieve, priorato?). Nella chiesa e nel piccolo
museo del monastero si trovano numerosi reperti di epoca romana
e medioevale, documentazioni, mostre storico-culturali.