I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Carmagnola"

di Sabella Aletti

Città compresa tra il Po e le estreme propaggini occidentali del Pianalto di Poirino , si divide in una parte moderna ed in una vecchia a pianta quadra, come molte città o paesi del Piemonte.Ha una struttura medievale di enorme interesse storico ed architettonico tanto da attirare un flusso sempre più consistente di turisti che non si lasciano sfuggire le distillerie che producono il liquore alpestre e le ottime trattorie.Carmagnola, come molte consorelle piemontesi, ebbe vita travagliata, passata di mano in mano dai vari marchesati alle truppe francesi da sempre presenti in zona approdando poi definitivamente , quale proprietà, alla Casa Sabauda nella persona di Carlo Emanuele. Nella parte vecchia della città , come la piazza Sant'Agostino, cinta da case con portici a soffitto, si erge la chiesa omonima fondata nel 1337 dagli agostiniani.La facciata venne trasformata in stile neoclassico nel 1835, l'interno è stato arricchito con una quarta navata e con cappelle sporgenti all'esterno tanto da risultare uno dei maggiori edifici religiosi del Piemonte. A destra della chiesa, nell'ingresso di un liceo, si erge la statua tombale di Jacopo Tornabula, signore di Retingarne in Scozia, uno dei condottieri di Carlo VIII° nella campagna in Italia. Di fronte alla chiesa si trova un'altra casa originaria dei secoli XV-XVI° la cui facciata fu affrescata da Francesco da Chieri (1557). Nel castello poco distante si trova la biblioteca con una ricca documentazione sulle vicende storiche del Carmagnola. Proseguendo c'è la casa Cavassa del 1488, la più importante architettura civile della città e La collegiata in forme tardo-gotiche edificata tra il 1492 ed il 1514 con un bel campanile settecentesco. Questa chiesa è famosa in quanto predicò per lungo tempo San Francesco di Sales. A Carmagnola nacque tra il 1380 ed 1385, da modestissima famiglia, Bussone Francesco detto il "Conte di Carmagnola" .Valente capitano di ventura militò sotto Francesco Cane acquistando gloria, ricchezza e titolo nobiliare. Quando Cane morì , la vedova tale Beatrice di Tenda, sposò Filippo Maria Visconti al quale suggerì di porre il Carmagnola al comando delle sue truppe. Egli espugnò Monza, Alessandria, Bergamo, Piacenza, Cremona, sconfiggendo ripetutamente anche il Malatesta (1421) ed ampliando il dominio visconteo assoggettando perfino Genova. Purtroppo il Carmagnola si guastò con il Visconti e si pose al servizio della Serenissima , rivale storica del ducato milanese,occupando Brescia con la famosa battaglia di Maclodio del 12-10-1427. Nelle successive imprese sempre in quella campagna contro il Visconti , il Carmagnola dimostrò imperizia e scarsa saggezza politica. Richiamato in Venezia con un pretesto fu imprigionato, torturato ed accusato di alto tradimento alle cui colpe, vere o presunte, si associò anche la moglie Beatrice. Fu decapitato in piazza San Marco il 5-5-1432. Alessandro Manzoni scrisse la tragedia Il Conte di Carmagnola nel 1820 per tentare una riabilitazione sul piano dell'innocenza calunniata.

Note tratte da "storia italiana" vol.3° di
Giuseppe Corradi.

 
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