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di Loredana Castelfranchi-Vegas
Grosso centro agricolo ed industriale situato in parte su un colle
dove si gode una magnifica vista della valle di Susa. La cittadina
annovera antiche case medievali ottimamente conservate e numerosi
monumenti artistici conferendo al centro storico un’impronta
aristocratica , ordinata e piacevole. Antichi negozi, caffè
tipici “vecchio Piemonte” e pasticcerie altrettanto
accattivanti. La bella piazza centrale Conte Rosso, al secolo Amedeo
VII° Conte di Savoia (1383-91), così soprannominato per
il colore delle sue insegne, combatté in Francia a favore
di Carlo VII° contro fiamminghi e inglesi. Fu un personaggio
importante perché aggiunse ai suoi possedimenti la città
di Nizza e la relativa vasta contea. Vicino alla piazza sorge la
chiesa di San Giovanni (secolo XIII°-XV°) dalla bella facciata
impreziosita da un magnifico portale ed un elegante campanile. Nell’atrio
importanti affreschi quattrocenteschi, nell’ interno sono
conservati altari pregevoli polittici di Defendente Ferrari e della
sua scuola, oltre ad un pulpito intagliato datato 1594. In via Umberto
I° sorge la casa di porta Ferrara con arcate gotiche e graziose
bifore ogivali. Lungo la via XX Settembre ancora case medievali
e la dimora dei Savoia del secolo XV° dove nacquero il Conte
Rosso ed il Umberto III° (1148-89). La storia ce lo consegna
come l’unico discendente Sabaudo che abbia raggiunto gli onori
degli altari. Dall’alto del paese è visibile ciò
che rimane dei resti di un antico castello. Appena fuori dall’abitato
sono possibili due interessanti passeggiate. La prima ai pittoreschi
Laghi di Avigliana ( grande e piccolo), di origine morenica, separati
fra loro da uno stretto istmo e frequentati da numerosissimi gitanti
per la bellezza del luogo. All’inizio di quello grande sorge
il Santuario della Madonna che custodisce un trittico della scuola
di Defendente Ferrari. La seconda meta è la visita alla bella
chiesetta di Sant’Antonio di Ranverso a quattro chilometri.
Questo edificio religioso, vero monumento d’arte medievale,
appartenne ad un’ Abbazia di Monaci Ospitalieri. Edificata
nei secoli XII° -XV°, conserva una bella e mossa facciata
gotica con decorazioni in cotto ed alte ghimberghe sui portali.
Le ghimberghe sono delle elevazioni simili a tetti aguzzi che ornano
e proteggono gli stessi. Nell’ interno è possibile
ammirare la fantasia degli artisti Jaquerio e Defendente Ferrari
che eseguirono importanti lavori pittorici. Fuori Porta San Giovanni
, sull’alto di una gradinata si erge la Chiesa di San Pietro
(secolo X°-XVI°), ampiamente rimaneggiata e restaurata che
custodisce all’interno importanti affreschi quattrocenteschi.
Naturalmente i piemontesi e non, sanno che a pochi chilometri dall’imbocco
della valle di Susa, per chi giunge da Torino, si erge la celeberrima,
stupenda Sacra di San Michele. E’ uno degli edifici religiosi
più spettacolari che abbiamo in Italia. La caratteristica
probabilmente unica è che al suo interno si vede spuntare
dal pavimento dell’ultima sala una roccia, vicino ad una delle
colonne portanti il tetto, roccia che è la parte estrema
della montagna. In altre parole le fondamenta della Sacra di San
Michele partono dalle ultime decine di metri della vetta, inglobano
al suo interno la stessa e l’ultima sala con il tetto si eleva
per dieci-quindici metri, al di sopra del Monte Pirchiriano. Una
precisazione è necessaria; come sappiamo la marineria italiana,
mercantile e passeggeri, intorno agli anni 1930-1940, fu certamente
una delle migliori del mondo. Poiché nell’articolo
ho nominato il Conte Rosso devo aggiungere che Casa Savoia ebbe
tra i suoi discendenti anche il Conte Verde ed il Conte Biancamano
(capostipite dei Savoia, morto forse nel 1048). Tre navi passeggeri
italiane furono battezzate in quel tempo con questi nomi navigando
in tutti i mari e ricordando la Patria lontana ai nostri emigrati.
Bibliografia:
Storia moderna di Luigi Salvatorelli.
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