I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Ghemme"

di Elisabetta e Luigi Grazia

Una visita a Ghemme, grosso centro agricolo in provincia di Novara, sarà un piacevole incontro ravvicinato con il noto vino prodotto nella zona che assieme al gattinara è tratto dal vitigno del nebbiolo il quale non necessita di alcuna presentazione. Importanti e numerosi ritrovamenti indicano sicuramente che la località, nell'epoca romana, era denominata Pagus Agaminus . Il borgo come lo vediamo oggi fu fondato dai vercellesi nel secolo XIII° conservando l'assetto urbanistico tipico degli agglomerati medievali. Ghemme diede i natali nel 1798 ad Alessandro Antonelli , il celebre architetto, la cui illustre famiglia romana si stabilì a Maggiora presso Novara. Egli iniziò gli studi a Milano completandoli con la laurea in ingegneria a Torino dove progettò la nuova sistemazione urbanistica della città. E' conosciuto in tutto il mondo per la realizzazione della Mole poi detta antonelliana. Molto è stato scritto su quest'opera;. per i detrattori dell'Antonelli questa costruzione è sostanzialmente legata ad una allucinante ambizione, frutto di una organica disposizione costruttiva, la quale va inserita in quell'epoca che usò le acquisizioni tecniche per soddisfare aspirazioni da primato (come la parigina Torre Eiffel).Altri giudizi più coerenti dimostrano che egli guardò alla grande tradizione gotica come ad una lezione esemplare di audaci procedimenti costruttivi e di profonda conoscenza delle specifiche proprietà dei materiali con l'intento di realizzare la massima razionalità ed economicità nel rapporto tra i mezzi impiegati ed i risultati conseguiti, in particolare tra l'area occupata dagli elementi di sostegno e quella totale dell'edificio.Tutto ciò fu reso possibile da una eccezionale, quasi incredibile capacità di calcolare il gioco delle forze e delle resistenze riducendo coraggiosamente al minimo il margine di sicurezza. Si tenga presente che l'Antonelli innalzò le sue ardite, vibranti incastellature di piloni portanti, di archi, di nervature, di vele sottilissime e di volte sovrapposte, impiegando esclusivamente materiali e tecniche murarie tradizionali, utilizzando il ferro solo per le catene che legano determinate travature. In Ghemme troviamo la grandiosa parrocchiale dell'Assunta del 1666-1690, di buona architettura "barocca". L'interno decorato con prospettive dei fratelli Giovannini (secolo XVIII°) si apre nel transetto di sinistra con una cappella neoclassica , opera dell'Antonelli, in cui si conserva il corpo della "Beata Panacea", oscura religiosa alla quale veniva attribuita la virtù di guarire i malati.. Evidentemente non era il suo vero nome ma venne chiamata così perché nell'antico greco "panacea" significava appunto guarire tutti i mali. e soprattutto la vecchiaia. Nella parte sud del paese sono visibili ancora i resti dell'antico ricetto a pianta quadrilatera dove venivano accolti i viaggiatori. Essendo la citata parrocchiale il maggiore monumento in stile barocco è necessario spendere due parole su cosa si intende per arte barocca. Il termine barocco risale alla logica medievale quale figura di un sillogismo particolarmente complicato, mentre l'altra etimologia che lo fa risalire allo spagnolo barueco cioè perla irregolare è stata abbandonata Fu l'arte della controriforma trionfante che usciva dalla severità e dal tetro rigore del "Concilio tridentino" per esaltare le proprie glorie rinnovate e la potenza della fede riconfermata. Fu l'arte adottata dalle grandi famiglie principesche che nelle ville e nei palazzi esibivano con ansia quasi smodata il fasto del loro potere. Gli architetti, i pittori e gli scultori furono chiamati ad impegni eccezionali ; chiese grandiose per accogliere le nuove masse di fedeli , ardite soluzioni urbanistiche, ricche decorazioni murali. Non vi sarà più la linea retta, semplice, pulita tipica del '500 e '600 bensì una architettura curva, artefatta, talvolta pesante. Le chiese barocche avranno gli altari impreziositi da marmi colorati, le pareti saranno adornate da ex voto che la nuova ricca borghesia donerà alle stesse , le colonne dei templi tenderanno ad essere a torciglione come nell'altare maggiore di San Pietro in Roma. La quasi totalità delle chiese del '600 verranno baroccatizzate perdendo in tal modo quella linea semplice, ascetica, elegante, tanto che in Italia le poche sopravvissute ai nuovi canoni estetici sono state dichiarate ed a ragione monumento nazionale.

Note tratte da:
Incanto e volontà di Antonelli in Torino di C.Mollino
Storia dell'età barocca di Benedetto Croce

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