I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Vernante"

di Loredana Castelfranchi - Vegas

Deliziosa località collinare posta a 699 metri nella media valle Vermenagna. Vernante si presenta come un piccolo paese immerso nel verde e campi coltivati.
Per coloro che provengono da più lontano il raduno del “Club la Granda” è l’occasione per addentrarci in questa magnifica valle che porta, dopo aver oltrepassato la località menzionata, a Limone Piemonte che non necessita di presentazioni ma rievoca, nella sua splendida tranquillità alpina, i versi del Carducci: “le dentate e scintillanti vette e dove salta il camoscio e tuona la valanga”.
Vernante si trova lungo un’asse viario importante tanto che era noto sino dai tempi dei romani.Probabilmente il nome occitano “verna” significava lontano e tale doveva essere per i nostri predecessori ( i romani)che come è noto non amavano le montagne. Comunque è nominato nei documenti ufficiali sino dal XI° secolo. I paesi piemontesi, così come accadde anche a Vernante, passò di mano da una signoria ad un’altra. Dai Marchesi di Saluzzo, al Comune di Cuneo, dai Conti di Tenda, dalla Signoria dei Lascaris per poi finire, come è noto, incorporato nelle terre dei Savoia.
I Lascaris Conti di Tenda e Briga furono una ramificazione dei Conti di Ventimiglia. Fondatore della casata fu Pietro Balbo il cui figlio Guglielmo Pietro sposò nel 1261 Eudossia, figlia di Teodoro II° Ducas, Imperatore di Nicea, assumendone il cognome. Poiché la zona confinava e confina tuttora con la Francia i Lascaris dovettero sostenere lunghe guerre con la casa francese d’Angiò.
Al ramo di Tenda appartenne Beatrice. Tralasciando tutta la storia di questa famiglia è interessante soffermarsi su Beatrice Lascaris, detta Beatrice di Tenda, Duchessa di Milano. Figlia di Pietro Balbo, rimasta vedova nel 1412 del condottiero Facino Cane, cui era andata sposa nel 1398 , passò a nuove nozze con Filippo Maria Visconti, a cui portò una ricchissima dote di 400.000 ducati e numerose città.
Accusata di adulterio e di oscure trame contro il Duca suo marito , fu processata e condannata a morte insieme con il suo presunto amante, Michele Orombello nel settembre del 1418.Vernante è “sorvegliato a vista” dall’antico maniero del 1280 chiamato “Turusela”, bell’esempio di castello recintato. Le mura avvolgono la rupe dominata dal possente mastio, mozzato per due terzi dell’altezza originaria. La Parrocchiale di San Nicolao abbellita con affreschi sulla facciata.
È situata nel centro di belle stradine, le quali con circa 90 affreschi riproducono gli episodi salienti della fiaba di Pinocchio. Questo paesino collinare ha un aspetto gioioso, allegro e tutti dai bambini ai più grandi percorrono con il naso all’insù guardando e commentando queste magnifiche scene della fiaba.
Un artista, tale Signor Attilio Mussino, è uno dei promotori e forse il più noto che ha contribuito a riprodurre i personaggi del Collodi. Il confine francese non è lontano, poche decine di chilometri, tanto che è stata l’occasione per accorpare il parco naturale dell’Argentera a quello delle Alpi Marittime creando un’ enorme area protetta dove gli animali hanno una parte preponderante: aquile, marmotte, mufloni, galli cedroni, pernici bianche, stambecchi, eccetera. Certamente fra i vari souvenirs non mancherà l’acquisto del vernantin, tipico coltello piemontese in uso sino dall’ottocento anche in Liguria.
E’ originario proprio di Vernante , usato per tutti i lavori agricoli e domestici, dalla particolare affilatura, serve inoltre per intagliare il legno. I bovari poi lo usavano anche come strumento chirurgico.
Gli organizzatori di questo raduno si propongono di renderci piacevole ed interessante il soggiorno con simpatiche iniziative.

Bibliografia:
“Le corti rinascimentali”,
di Giovanni Rocchis

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